mar

29

nov

2005

Quella sottile linea.....

Fatta la scorpacciata di funghi? Bene adesso torniamo a noi!

 

Mettetevi in testa una cosa, se volete lottare contro il mare perderete.....sempre! Vi assicuro che giungere alla line-up nuotanto contro corrente e contro le onde è una delle cose più difficili per noi principianti, si sprecano infatti molte energie.

 

Un consiglio?

Proviamo ad osservare o a chiedere consiglio ad altri surfisti......esiste sempre un un canale dove si crea una corrente favorevole che porta fuori. A questo punto inizieremo la nostra remata verso la line-up. Ed ecco gli altri insegnamenti di Andrea.

 

La tecnica di remata è importante se si vuole sfruttare al massimo ogni piccolo movimento; le gambe dovranno essere distese e unite, così da non frenare la nostra nuotata, il peso ben centrato, la testa alta e che guarda avanti e le remate dovranno essere lunghe e profonde e con le mani a cucchiaio (per i romanisti....TOTTI non c'entra nulla). Anche se stiamo facendo tutto a perfezione, sarà inevitabile che alcune onde ci vengano contro e ci facciano perdere metri di remata preziosi; quindi sarebbe bene cercare di evitarle.

 

 

Ma come?

Esistono due modi per sottrarsi alla spinta dell'onda che ci viene contro: il duck dive e la tartaruga.

  1. Il duck dive (tuffo dell'anatra) è la tecnica che si usa con le tavole più piccole che consiste nel passare sotto l'onda usando un movimento simile a quello che fanno le anatre quando nuotano contro corrente. Questa tecnica consiste nel buttarsi con la testa sotto l'acqua alzandosi sulla tavola con un ginocchio; quando sei a circa un metro e mezzo dal frangente, afferra saldamente i bordi della tavola all'altezza delle ascelle e spingi con le braccia la prua (punta) sott'acqua, aiutandoti con un graduale spostamento del peso del busto in avanti. Contemporaneamente devi posizionare un ginocchio sulla coperta della tavola, circa alla sua metà e più o meno all'altezza del tuo sterno. L'altra gamba si stenderà all'indietro e servirà per far impennare verso l'alto la tavola, quando l'onda ti avrà superato. Mentre affondate la prua tieni il mento il più possibile vicino alla tavola: ciò ti aiuterà ad andare più a fondo. Ricordatevi che più a fondo riuscirete a mandare la tavola, più semplice sarà superare l'onda. Passata l'onda, risollevate la testa verso la superficie stendendo adesso tutte e due le gambe all'indietro e il gioco è fatto. Ovvio che le prime volte sarete succhiati via dall'onda, ma niente panico provate, provate e riprovate ma soprattutto osservate chi già lo sa fare bene, è il modo migliore per imparare le tecniche più difficili.
  2. La tartaruga è la tecnica che si usa con le tavole più voluminose. Nuotiamo versola le onde, e quando si avvicina l'impatto, ci capovolgiamo sotto sopra tenendo la tavola saldamente con le mani, cercando di non farcela sfilare dalla potenza del mare (pare facile?!?). Passata l'onda, rigiriamo la tavola, cercando si girare con lei anche il corpo restandoci sopra, e continuiamo a remare.

La mia Betty è una 7'2'' ed io sono una principiante, ed io non riesco ad utilizzare la tecnica duck dive, mi risulta più semplice quella della tartaruga, ma attenzione, non è poi così banale girare la tavola e tornare sdraiati su di essa.

 

Un'altra cosa importante:

NON ABBANDONATE MAI LA TAVOLA QUANDO CI ARRIVA UN ONDA ADDOSSO, LA TAVOLA POTREBBE ESSERE RISUCCHIATA E PORTARVI PER QUALCHE INTERMINABILE SECONDO A FONDO CON LEI O, PEGGIO ANCORA, POTREBBE ARRIVARE IN TESTA A QUALCHE ALTRO SURFISTA CHE CI STA VICINO.

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