gio
05
apr
2007
Altro anno, altra Pasqua, e le abitudini sono dure a morire, specialmente se si punta a rivoluzionare la sfera gastronomica degli italiani.
Lo so che anche quest'anno il mio sarà un grido NON ascoltato, ma io lo faccio lo stesso.
Ogni anno con l’avvicinarsi delle festività pasquali si è costretti ad assistere all’uccisione di centinaia di migliaia tra agnelli e capretti, sacrificati in nome di una tradizione che li vede vittime di suntuosi pasti organizzati per celebrare la ricorrenza.
Ma qualcuno di voi si è mai soffermato a riflettere sul vero significato di questa ricorrenza?!? Ho i miei dubbi!!
Secondo l’Istat, durante la Pasqua dell'aprile 2006, sono stati macellati 685.225 agnelli (in leggero aumento rispetto alla Pasqua del marzo 2005).
Gran parte degli agnelli e dei capretti che giungono in Italia, provengono da paesi dell’Est Europa (soprattutto da Ungheria, Romania e Polonia). Spesso i trasporti presentano gravi irregolarità, i piccoli agnellini sono tenuti in condizioni precarie, senza cibo, acqua, senza la possibilità di muoversi regolarmente, costretti in spazi minuscoli per lunghissime tratte che non prevedono soste.....ed hanno PAURA senza la loro mamma.
Ma ad aspettarli a destinazione, dopo tanta sofferenza, non c’è un futuro migliore, bensì la morte e la VOSTRA BELLA TAVOLA IMBANDITA.
Ogni persona dotata di sensibilità e gusto ha il dovere morale di dire no ad questa orribile mattanza
IO DICO NO!