mar
01
mar
2011
In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia mi sono messa a riflettere su quanto per me è importante essere Italiana. Ad essere sincera non molto. Ma non c'entra con l'essere patriottista o meno, leghista o chissacchè, si tratta solo del modo che ho di percepire la mia presenza su questo mondo. Io non mi sento particolarmente legata al mio paese di origine (come si dice in genere). Io mi sento più cittadina "Terrestre" che "Italiana".
Questo a volte è un bene perchè viaggiando per il mondo mi sono sempre sentita parte integrante di quelle città e di quelle realtà che ho conosciuto, ma altre è un male.
Ho sentito ad esempio persone parlare di quello che è accaduto in Giappone con un "meno male che è distante, Chernobyl mi aveva preoccupato di più". Ma come si può solo pensarle queste cose. Come si può pensare che tanto nel mediterraneo non arriverà mai il petrolio che si è riversato in mare a seguito del disastro della piattaforma petrolifera della BP nel Golfo del Messico, una delle tante a dir il vero. E come è possibile ignorare l'isola di plastica che galleggia tranquilla nel Pacifico. Non posso pensare che qualche genio ha deciso di seppellire o riversare in mare i riufiuti tossici. Che fanno queste persone non vanno in villeggiatura al mare o non si nutrono dei prodotti di madre terra? Davvero non me lo spiego. Bisogna essere completamente cretini e, peggio ancora, EGOISTI.
A me queste cose fanno stare male, sia se capitano sotto casa, che se capitano all'altro capo del mondo.
Credo che finchè continueremo a pensare al nostro orticello sarà difficile cambiare certi meccanismi. Ma io, nel mio piccolo, ci provo. E sono fiera di farlo. Sono fiera di sentirmi "cittadina del mondo".
Pensa che io ogni albergo che ho frequentato, ogni posto in cui ho dormito nelle mie peregrinazioni l'ho sempre chiamato "casa"...e così, in qualsiasi posto siamo dico: torniamo a casa? Ed intendo il
posto in ciui siamo :-) !
B.
