mer
22
feb
2012
Una volta, quando leggevo e ascoltavo fatti di cronaca che riguardavano bambini o ragazzini (insomma persone che ricadono nella categoria figli da accudire), mi dispiaceva molto. Ora che sono diventata mamma, quando ascolto questi fatti di cronaca sento le viscere contorcersi, sento mancarmi il respiro, non ci dormo la notte, mi si riempiono involontariamente gli occhi di lacrime.
E’ proprio vero che la nascita di un figlio ti cambia, magari non nel carattere o nelle abitudini, ma ti cambia qualcosa dentro…per sempre.
La scorsa settimana ho iniziato a leggere un libro (una “quasi” autobiografia) di Bunker, Little Boy Blue. Molto bello, ma sentimentalmente impegnativo.
Durante il tragitto in metro per andare e tornare dal lavoro (è li che leggo di solito), mi sono trovata più volte il viso solcato dalle lacrime mentre ero immersa nella lettura.
Nel 1940, questo brillante ragazzino di 11 anni, si trova a combattere contro il mondo difficile che lo circonda e consapevolmente sceglie, giorno dopo giorno, di diventare quello che le persone che gli sono intorno dicono che lui sia: un delinquente senza speranza.
Quando studiavo psicologia, il professore per spiegare quello che avveniva all’interno degli stadi di calcio, diceva che se le persone o le masse vengono trattate come bestie, reagiscono come bestie.
E questo è proprio quello che accadde ad Alex Hammond, che rimane orfano nel 1940 e si trova a combattere solo (perché all’epoca l’assistenza sociale minorile era pressoché inesistente) contro un sistema crudele e spietato che non lo aiuterà. Non incontrerà nessuno sulla sua strada, poliziotti, giudici, avvocati e medici, che si renderà conto che sotto il suo scudo c’è solo un bambino spaventato, nessuno lo aiuterà o lo consolerà. Forse oggi sarebbe andata diversamente, ma a quell’epoca no! Le condizioni dei carcerati all’epoca era estremamente diversa da quella dei carcerati di oggi. Tante persone come Alex hanno sofferto.
Questo libro mi ha inferto una piccola ferita che, anche se si sta già rimarginando, mi lascerà una piccola cicatrice.
mer
29
lug
2009
Da dove iniziare?
Vediamo un po', per esempio dal libro che qualche settimana fa ho deciso di comprare e leggere incuriosita da tutto quel rumore che l'uscita del film ha generato, soprattutto per uno dei protagonisti, il misterioso e bellissimo Robert Pattinson, alis Edward Cullen.
La lettura del libro è andata via liscia come l'olio. Semplice, veloce e per certi versi avvincente, anche se la scrittrice non si addentra troppo in dettagli e descrizioni che ti fanno apprezzare ciò che gira intorno a Bella, Edward e le rispettive famiglie. Sembra quasi che abbia scritto il libro già sapendo che sarebbe uscito il film.
Comunque...quello che mi domando è...ma come si fa a non innamorarsi di Edward?
Bello come pochi al mondo, gentile, sentimentale, ricco, misterioso, sensibile musicista e per di più Vampiro Vegetariano con dei poteri eccezionali. Anche io sono caduta nella sua trappola :-)
Devo dire che il libro non era male, però non mi ha entusiasmata moltissimo. Io amo le storie di vampiri e ci sta pure che un vampiro sentimentale si innamori di un essere umano e inizi una bella storia d'amore totalmente platonica per non cadere in tentazioni che potrebbero nuocere alla sua amata, ma un vampiro che al sole risplende come se fosse tempestato di diamanti no, non lo posso accettare, mi ha fatto davvero troppo ridere.
Comunque, incuriosita mi sono andata vedere il film. Devo ammettere però che la scelta di vederlo in spagnolo non è stata il massimo. Gli italiani sono i migliori doppiatori del mondo (e non lo dico così per dire) mentre i spagnoli sono pessimi sia dal punto di vista della recitazione che da quello vocale. Hanno voci piatte, rauche e per niente musicali. Forse sarà stato anche per qesto che il film non mi è piaciuto tanto, Bella ed Edward sembrano una coppia di depressi cronici più che due innamorati che sfidano le leggi della natura. L'unica cosa interessante è stato appunto...Robert Pattinson.
Sia nel libro che nel film, e in quest'ultimo ancora meno, mancano i riferimenti temporali. Tra una scena e l'altra potrebbero essere passati 2 giorni come 2 mesi....non si capisce molto.
C'è qualcosa però nelle storie di Vampiri che mi affascina oltre ogni casa...sarà per questo che ho comprato anche il secondo libro della saga che ho già iniziato a leggere :-)
mar
22
gen
2008
...che guardare il Grande Fratello!
Negli ultimi 2/3 mesi ho letto 2 libri molto belli!
Uno è un regalo di mia sorella e, come la maggior parte dei libri che mi regala e mi consiglia, è stato molto apprezzato "La casa del sonno" di J. Coe.
L'altro l'ho comprato perchè mi incuriosiva il titolo "Quando cadrà la pioggia tornerò" di Di Ichikawa Takuji.
Il primo libro ha un inizio molto curioso, c'è infatti una nota dell'autore che dice:
I capitoli dispari di questo romanzo sono ambientati per la maggior parte ngli anni 1983-84
I capitoli pari sono ambientati nelle ultime due settimane del giugno 1996
Nel racconto emergono storie d'amore, di amicizia, di passioni e ossessioni che hanno come filo conduttore il sonno e Ashdown, sede di una clinica di ricerche sui disturbi del sonno che, tempo addietro, era stata la dimora universitaria di alcuni studenti....gli stessi che poi intrecceranno le loro storie indissolubilmente.
C'è Terry, critico cinematografico, che soffre di insonnia totale e si affida alle cure del dottor Gregory
Dudden, primario della clinica, più interessato a scoprire il segreto del "non dormire mai per non perdere tempo prezioso" che a guarire il suo paziente. C'è poi
Sarah la narcolettica, piena di incertezze e paure, che non riesce più a stabilire quale parte dei suoi ricordi siano la realtà e quali il sogno.
Robert, da sempre innamorato di Sarah, che farebbe qualsiasi cosa per conquistarla e poi Ruby, che per rivelare i segreti ai suoi amici utilizza la scusa del "parlare nel sonno".
Ha l'indiscussa qualità di possedere più chiavi di lettura che lo rendono bello ed intrigante. E' il primo libro che leggo di J. Coe....ma credo che ne leggerò degli altri perché è scritto davvero
molto bene!
Il secondo libro invece è di tutt'altro genere, non si può dire che sia scritto bene, tutt'altro, ma è comunque interessante.
E' un romanzo d'amore...di amore tra padre e figlio, tra figlio e madre, tra madre e padre. Un romanzo di una dolcezza disarmante.
La storia racconta del maldestro e cagionevole Takumi e suo figlio Yuji, rimasti soli dopo
la morte della dolce Mio, a soli 28 anni.
Prima di andarsene per sempre Mio ha fatto una promessa: "Quando cadrà la pioggia tornerò" e, inspiegabilmente, ad un anno dalla sua
morte, con l'arrivo delle piogge, Mio tornerà. Questa nuova Mio però ha perso la memoria, ma Takumi, accecato dalla gioia per questa seconda possibilità, decide di raccontarle tutta la loro storia
dal loro primo incontro, a come si sono innamorati, a quando si sono sposati ed è nato loro figlio Yuji rinnovando l'incanto del loro innamoramento. Tutta questa gioia però, è destinata a svanire e
Mio scioglierà il mistero in un finale capace di sciogliere il cuore a chiunque. Provare per credere.
mer
27
giu
2007
Ho deciso di comprare questo piccolo piccolo libro di appena 97 pagine, scritto da Pino Cacucci, per via del quarto di copertina e del viaggio in Messico che farò questa estate.
Nominava città come Oaxaca, Puebla e Veracruz...tutte mete che visiterò...curiosa come una scimmia...l'ho comprato.
Da questo libro è stato tratto il film "Viva San Isidro" con Diego Abatantuono, che io però non ho visto.
La storia raccontata da Cacucci è molto divertente, allegra, semplice e veloce.
Piena di esilaranti e stravaganti personaggi. Insomma, questo tranquillo paesino posto tra 3 provincie di cui nessuna si decide a riconoscerlo, deve autogestirsi senza particolari difficoltà.
Le giornate scorrono lente ma non prive di emozioni, a suscitarle è l'orgoglio del borgo, la squadra di calcio "San Isidro futbol" che, con la sua punta di diamante, il goleador QUINTINO, umilia le squadre rivali dei paesi vicini.
Un bel giorno, a turbare la quiete dei cittadini, compare un carico di cocaina, trasportato da un aereo precipitato nella foresta, che viene nascosto in paese e scambiato per fertilizzante.
Intorno a questo miracoloso fertilizzante cominciano a curiosare in troppi, e così compaiono anche i cattivi a reclamare il carico.
Giungono nel villaggio costringendo i fieri cittadini di San Isidro ad una difesa ad oltranza.
Dopo una notte di lotte e combattimenti, ci penserà Padre Pedro (personaggio interpretato nel film da D. Abatantuono) a rimettere a posto le cose, non prima di aver estorto ai malviventi premesse e guadagni per lui e il paese.
lun
07
mag
2007
In questo week end ho finito di leggere "Se questo è un uomo" scritto da Primo Levi.
Per chi non lo conoscesse è un romanzo autobiografico scritto durante e dopo la prigionia nel campo di concentramento di Monowitz (lager satellite del complesso di Auschwitz) e rappresenta una testimonianza intensa e toccante dell'esperienza dell'autore. Nonostante sia un libro di poche pagine ci ho messo un po' a leggerlo....ma non per mancanza di tempo, bensì per mancanza di coraggio.
Mi spiego meglio. Spesso quando si legge un libro ci si cala inconsapevolmente nei panni dei protagonisti e si vivono in modo intenso emozioni e avvenimenti......e vi assicuro che vivere quelle emozioni e quegli avvenimenti non è stato affatto facile.
Ho dovuta fare molte pause proprio per evitare questo. Avevo paura di sprofondare nella lettura e provare, anche in minima parte, quelle atroci angoscie e indescrivibili sofferenze. La cosa sorprendente è che Levi non scrive il testo per vendetta, non si legge odio tra le pagine, lui stesso dice che il libro "è nato fin dai giorni di lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi".
Questo libro è un'importante testimonianza di ciò che non deve mai più esistere....ma che purtroppo continua ad accadere anche nei nostri giorni.
ven
09
mar
2007
Tutto merito del 3 x 2 che la libreria Feltrinelli ho promosso qualche giorno fa per i libri della casa editrice Einaudi.
Questa offerta mi ha portato a spulciare e scegliere un bel po' di copertine!
Una tra queste è "La sottile Linea Scura" JOE R. LANSDALE.
La voce narrante è quella di Stanley Mitchell jr, il protagonista tredicenne che, nell'estate del 1958, aiuta suo padre nel drive-in di famiglia.
Stanley è un ragazzino ingenuo ed innocente che legge fumetti, gira in bicicletta con il suo inseparabile cane Nub e il suo amico con i pidocchi che è costretto dal padre, predicatore violento, a svolgere duri lavori.
Stanley ha scoperto da poco che Babbo Natale non esiste e non ha la più pallida idea di come nascono i bambini. Insomma, un ragazzino che per la sua ingenuità farebbe impallidire persino Harry Potter.
L'estate del 1958 sarà per lui indimenticabile, piena di forti emozioni e incredibili rivelazioni.
Una delle prime è capire perchè suo padre, dopo aver trovato un preservativo usato nella stanza della figlia maggiore, si infuria così tanto. "Tutto questo macello per via di un palloncino pieno di acqua". E poi la scoperta del male, del dolore e della morte insieme con l'esplosione del sesso e la consapevolezza del conflitto razziale.
Tutto questo è scaturito dal ritrovamento di un cofanetto pieno di vecchie lettere che riportano alla luce misteriosi avvenimenti.
Lansdale mescola in questo romanzo, orrore e stupore, comico e grottesco, in modo, A MIO AVVISO, egregio.
gio
14
dic
2006
Me lo ha regalato mia sorella....e l'ho appena finito di leggere! Troppo troppo carino.
All'inizio ho avuto un po' di difficoltà perchè non sono riuscita subito a comprenderne lo stile (davvero unico)...poi è stato uno spasso!
La trama in 2 parole: Attraverso i suoi tre matrimoni, Barney Panofsky ci racconta, in un modo estremamente singolare, come è stata la sua vita, tra il quartiere ebraico di Montreal e la Parigi degli anni cinquanta. Tra un whisky e un Montecristo cerca di difendersi dall'accusa di omicidio che lo ha segnato profondamente.
Nella Versione di Barney c'è l'amore ma c'è anche la malattia. E' molto bello, e insieme straziante, il modo in cui il protagonista scherza con i suoi vuoti di memoria che diventano man mano più insistenti. Richler Mordecai ha creato un personaggio così antipatico, rude e villano che alla fine non puoi fare a meno di amare.
Assolutamente da leggere.