gio
30
set
2010
Ecco. Ci siamo. Il 20 ottobre si apriranno per me le porte dell'inferno. Dopo 2 anni, 6 mesi e 5 giorni tornerò a lavoro. Chi l'avrebbe mai detto?!
Io no, lo so ma l'alternativa qual'era? Sfornare un fagottino? E se fosse stato un altro fagottino a doppia farcitura? No no no per carità.
I pandini e Claudio occupano già ogni centrimetro del mio cuore...non c'è spazio per nessun'altro. Non ho alternative, ho tirato e spremuto ed elemosinato tutto quello che potevo...adesso basta.
Per carità rimango comunque in lista d'attesa per il part-time (sono in lista da 2 anni....prima o poi arriverà) e comunque, per non saper ne leggere e ne scrivere, mi sono tenuta nel cassetto 5 mesi di maternità...per i nostri viaggetti. E quindi di che mi lamento direte voi? Lo so io lo so.
Innanzitutto per poter tornare in tempo a casa e prendere i bimbi prima che l'asilo chiuda (16:30) dovrò attaccare alle 8, ciò vuol dire uscire da casa almeno alle 7:30 (non mi ricordo neanche quand'e' stata l'ultima volta che ho visto il mondo a quell'ora), saltare la pausa pranzo ed evitare tutto il traffico di Roma.....in che modo? Con un bel motorino che sabato mattina andrò a comprare.
Questo vuol dire che ho dovuto vendere la mia amata Hornella.
Dopo 2 anni 6 mesi e 5 giorni ho finalmente ceduto e accettato la realtà...non riuscirò più ad usare la mia moto.
Per quale motivo non andare in ufficio con la moto? Perché e' pesante, poco agevole nel traffico...e poi io non sono mai stata una motociclista da traffico, ho sempre preferito le "motogite" e i we fuori. Sono sufficienti questi motivi a spiegare il mio malumore? Io direi di si. La cosa che consola che ad acquistarla è stata una ragazza e non uno "smanettone"....al quale, onestamente, non l'avrei MAI E POI MAI venduta.
Forse mi occorrerebbe un periodo di inserimento al lavoro anche a me...una mezz'oretta al giorno per iniziare e poi incrementare poco alla volta. No?!? Io credo sarebbe l'ideale.
Chissà cosa ne pensa il mio ufficio del personale :-) meglio non indagare, tapparsi naso bocca e orecchie e buttassi nella mischia. - 20
lun
17
mag
2010
In effetti il matrimonio non è l'unica cosa che stiamo preparando...ci sarebbero anche le nostre vacanze. Quest'anno vacanze in barca a vela in Grecia, ovviamente con Pandini al seguito.
Sono pazza? Temeraria? Forse la parola più corretta è IGNARA, ignara di quello che può accadere con 2 pesti di neanche 2 anni in una barca in mezzo al mare! E comunque sono aperta a qualsiasi tipo di suggerimento vogliate darmi.
Insomma sabato, visto il tempaccio (che du' palle), siamo andati a fare un po' di sano shopping. Risultato? Ho svaligiato il reparto mare/bambini di decathlon. Costumi, salvagenti, scarpette da mare, lycra, cappellini, braccioli, maschere, pinne......e un paio di scarpe per me, non si sa mai ;-)
L'unica cosa certa che so è che anche quest'anno non riuscirò a prendere un po' di sole come si deve.....ma tanto a me neanche piace l'abbronzatura, preferisco la mia pelle di luna (la volpe che......)
dom
15
lug
2007
Partita regolarmente oggi, alle ore 11, dal porto di Riva di Traiano a Civitavecchia, la 3° Moby Roma Giraglia. Spinti da una leggera brezza di 3 nodi da sud, la flotta si è avviata verso lo scoglio della Giraglia a nord della Corsica, che dovrà circumnavigare, per poi far ritorno a Riva di Traiano.
Claudio è nell'equipaggio di Tartaruga, un Comet 45s che sta partecipando alla regata.
Finchè la rotta sarà vicina alla costa sarà possibile utilizzare i cellulari, poi più nulla, l'unico modo che avrò per ottenere informazioni dell'equipaggio e della barca è attraverso il sito del Circolo Nautico.
Ogni volta che comunicheranno con il GPS la loro posizione, io li vedrò sul sito, come nella foto allegata ^_^
Si naviga 24 ore su 24, a bordo ci sono 9 persone che formeranno 3 equipaggi da 3 e si alterneranno durante la regata.
La regata chiude gli arrivi giovedì 19, ma l'arrivo al porto di Riva di Traiano dovrebbe essere previsto per martedì 17...più o meno....forse....dipende dalle condizioni atmosferiche che troveranno sulla rotta.
Come potete vedere, alle ore 16:00 di oggi erano abbastanza vicini all'argentario!
Ma quanto manca ancora??? Uffaaaaa....!
Alle 22:15 il vento fa un po' di capricci e Tartaruga è qui...
16/07/2007
Alle 11:00 di lunedì mattina sono qui! Hanno recuperato un bel po'....si vede che al timone c'è stato il mio Amore!! ^_^
Alle 13:40 sono vicini vicini all'Elba. Speriamo solo che al ritorno, essendo discesa, ^_^ ci mettano di meno. Mah....
Alle 17:04 stanno qui! Stanno andando bene! Forza!
Tartaruga ha girato 4a la BOA alla Giraglia, su 24 partecipanti, alle 19:41....inizia la discesa! Forza ragazzi!
17/07/2007 ore 19:13:26
Oggi pomeriggio sono solo 2 le imbarcazioni che riescono a tagliare il traguardo. Per le altre purtroppo saranno ore di lunga attesa....causa "la completa assenza di vento". La maggior parte degli equipaggi infatti, sono rimasti completamente fermi a qualche decina di miglia dal traguardo.
18/07/2007 ore 16:48:43
Nel corso della notte una leggera brezza spinge le imbarcazioni verso il traguardo e così all'alba iniziano ad arrivare le imbarcazioni più vicine....si distanziano poco più di 10 minuti l'una dall'altra. Tartaruga è 7a. All'appello mancano ancora una decina di imbarcazioni che dovrebbero arrivare tra oggi e giovedì.
sab
05
mag
2007
Sono stata un po' lontana dal blog....ma c'è un buon motivo :-)
Siamo andati a fare un bel giro in moto.
Approfittando dei ponti, io e Claudio, siamo stati in Sardegna per 5 giorni.
Qualche giorno prima abbiamo messo a punto le nostre moto. Ingrassato la catena, gonfiato le gomme e controllato i livelli. Perfette.
Io non ero mai stata in Sardegna in questa stagione....devo dire che sono rimasta piacevolmente impressionata dai colori e dai paesaggi.
Incredibile, sembrava di essere tra le colline Toscane. Il mare era quello di sempre, ma le spiaggie deserte lo rendevano ancora più bello. L'asfalto era perfetto, le strade deserte e le curve emozionanti. Tra me e Valentino Rossi c'è un abisso, ma per un po' ho sognato di essere in pista.....davanti a lui ;-)
Tra i posti che mi sono piaciuti di più c'è sicuramente Capo Caccia, uno sperone roccioso alto 168m pochi kilometri a nord di Alghero dove, nel bellissimo centro storico, abbiamo passato la notte in un Bed&Breakfast.
Ci siamo spinti molto a sud per andare a vedere il deserto sardo, il deserto più grande d'Europa. Circa 3 km quadrati di dune altissime che circondano la spiaggia di Piscinas. La strada per arrivarci si arrampicava tra le montagne completamente immersa nel verde e passava per le suggestive Miniere abbandonate di Montevecchio.
Volevamo avvicinarci alle dune, ma ad un certo punto l'asfalto finiva e la strada davanti a noi diventava sterrata....anzi sterratissima. L'abbiamo imboccata ma, al secondo guado (°_°), ci siamo resi conto che non era percorribile.
Tornare indietro impossibile. Claudio va avanti in ricognizione, aspetto un po' e, proprio quando ormai pensavo di dovermi trovare un posto per passare li la notte, sento il rumore della moto di Claudio che tornava indietro....con ottime notizie!
Dei carabinieri incontrati per caso gli dicono che poco più avanti c'è la possibilità di tornare indietro attraverso 2 km di strada sterrata ma in condizioni molto molto migliori della precedente.
Mi è dispiaciuto non essere arrivata fino alla spiaggia!
Ma era impossibile con le nostre moto!
Il giro che abbiamo fatto lo vedete evidenziato in rosso nella cartina, quasi 1000 km.
mar
17
apr
2007
Quest'anno il mio compleanno e la Pasqua li ho festeggiati in modo diverso dal solito.........in barca!
Io, che non volevo neanche sentir parlare di barche a vela, sono stata per 4 giorni interi imbarcata come membro ufficiale dell'equipaggio del J24 Esajera Energia! Sabato 7 aprile è stato il mio compleanno e, in attesa che si alzasse il vento, abbiamo festeggiato con una crostata fatta con le mie manine e una bottiglia di champagne.
Eppi berdei tu miiiii....eppi berdei tu miiiiii....eppi berdei diar Paaaand....eppi berdei tu miiiii....
mer
04
apr
2007
Ebbene si, alla fine è successo, dopo mesi e mesi di discussioni futili, Claudio è riuscito a trascinarmi in barca con lui, in regata.
Prima di andare siamo passati in farmacia dove ho comprato delle compresse Omeopatiche contro la CINETOSI, ero terrorizzata all'idea di sentirmi male. Claudio aveva detto che mi avrebbe portata solo Domenica, nella Regata di Trasferimento (il giro del Monte Argentario).
Le previsioni meteo però dicono che Sabato il tempo sarebbe stato migliore, allora si è deciso che sarei andata proprio Sabato, il giorno stesso....GULP....e me lo dite così, su due piedi!
Dire che non ho capito NIENTE di quello che mi accadeva intorno è dire poco! L'unica cosa che riuscivo a fare era, al grido di PRONTI A VIRARE, andare, con una certa difficoltà, dalla parte opposta di dove mi avevano posizionato! Immaginate che non sono neanche riuscita a capire l'ordine di arrivo!?!??!
Saranno state le pasticchine omepatiche, sarà stato il mare piatto, o il fatto che ero troppo occupata a guardarmi intorno, sta di fatto che non mi sono sentita male neanche per sbaglio.
Da una parte sono contenta, ma dall'altro vuol dire che adesso NON HO PIU' SCUSANTI....infatti , all'unanimità, hanno deciso di portarmi in barca anche il giorno seguente, nonostante il tempo....ACC!
La strizza non mi ha fatto chiudere occhio quella notte e la mattina seguente ho fatto colazione con mezzo caffè e una manciata di pasticchine. Eccoci pronti. Il tempo non è bello come ieri....SOB....il cielo è coperto e ci sono delle belle onde. SONO SPACCIATA!
Meno male che la mia Bunny Sorella mi ha dato l'abbigliamento necessario....altrimenti mi sarei bagnata tutta, perchè quel guscio di noce dove stavamo, sbatteva sulle onde e alzava un sacco di acqua.
Purtroppo non avevo delle scarpe adatte, ma solo le mie fantastiche All Star teschi ed orchidee che si sono bagnate e in più mi facevano scivolavare ogni volta che mi muovevo. Non so se ero più terrorizzata perchè scivolavo o perchè temevo che la salsedine rovinasse le mie scarpe.
Rispetto al giorno prima, qualche fastidio in più l'ho sentito, ma nulla di così grave, però, ahimè, la comprensione di quello che mi accadeva intorno non è affatto migliorata.
Ad un certo punto mi sento gridare: "mora la scopa li vicino al piricozzo, la scopa del rancio"...naturalmente quello che mi stavano chiedendo non era esattamente questo, ma alle mie orecchie aveva più o meno lo stesso significato...GASP!
Da ripetere??? Mah....è troppo presto per dirlo!!
mar
06
mar
2007
Chi sono le persone che soffrono di CHINETOSI o CINETOSI?
Sono quelle che soffrono al solo pensiero di affrontare un viaggio, su qualsiasi mezzo. La più diffusa forma di questo malessere è il mal di mare. Problema che si riscontra nell'età infantile e migliora dopo i 15/20 anni. Se persiste nell'adulto, è appannaggio quasi esclusivo del sesso femminile.
Il problema che scatena il malessere, è un'eccessiva stimolazione delle strutture deputate al controllo dell'equilibrio che si trovano nell'orecchio interno (apparato vestibolare).
I classici sintomi sono:
sudorazione, pallore, vertigini, nausea e spesso vomito.
Consigli pratici per cercare di prevenire il malessere sono:
1. fare un pasto leggero e durante il viaggio mangiare di tanto in tanto un grissino o un cracker evitando di bere
2. Sistemarsi nel punto più stabile del veicolo e cercare di distrarsi guardando il paesaggio
3. Evitare di leggere e limitare i movimenti di testa e corpo
4. Evitare fattori aggiuntivi di disturbo come fumo, aria viziata, affollamento e caldo dei luoghi in comune sui mezzi grandi (grandi navi o traghetti).
Se tutto questo non dovesse bastare si può ricorrere a diverse tipologie farmaci. A detta di mia sorella, il più efficace e senza nessun tipo di effetto collaterale è il BRACCIALETTO ANTI VOMITO.
L'ultimo ritrovato della medicina alternativa, che si acquista in farmacia, pur non essendo un farmaco e, sebbene la commercializzazione in Italia sia abbastanza recente, si basa su di un principio molto antico. E', infatti, una modalità terapeutica che viene dall'antichissima medicina Cinese (agopuntura/digitopressione).
Il bracciale va applicato nel punto P6 dell'agopuntura che é posto 2 pollici cinesi sopra la linea distale del polso. Con la pressione di questo punto, si ottiene una riduzione della nausea.
Il motivo per cui dico questo è che IO soffro il mal di mare (mi sono sentita male anche sul vaporetto a Venezia) mentre Claudio è un amante e un appassionato di barche a vela. E' un po' che cerca (senza troppo entusiasmo e quindi con scarsissimi risultati) di far appassionare anche me. Ma io proprio non ci sento da quell'orecchio...anzi NON CI VOGLIO SENTIRE.
Ammetto che da una parte mi piacerebbe provare, ma dall'altra ho troppa paura.
Paura che lo stato di malessere mi faccia diventare irritabile e insopportabile e soprattutto PAURA DELLE TEMPESTE.
Ma non è tutto, fino ad ora non sono andata un po' perchè mi sono impuntata (e quando un ariete ascendente ariete si impunta c'è poco da fare) e un po' perchè non ho ancora ricevuto NESSUN INVITO INTERESSANTE.
gio
30
nov
2006
Finalmente il clima ci permette di vestirci più leggeri....non che abbiamo sofferto particolarmente il freddo, ma l'escursione termica del Perù è molto forte e, non appena passava una nuvola in cielo, la temperatura passava da 20 a 10 gradi in un secondo...eravamo costretti a vestirci a cipolla!
Nonostante qui sia INVERNO....sembra di essere in piena estate (da noi)! Appena svegli ci rendiamo conto che l'oceano ruggisce ancora.....il rumore è forte e così ci confessiamo la paura che entrambi abbiamo avuto ieri sera e che non ci siamo confessati.
Paura che lo onde siano TROPPO TROPPE per dei surfisti principianti come noi.....mi sono spiegata??! La prima cosa che facciamo appena usciti dalla stanza non è la colazione......ma andiamo finalmente a vedere l'oceano e..............sospiro di sollievo!
Il rumore è fortissimo, ma l'oceano è CALMO, le onde sono regolari, abbastanza alte e lunghe, anzi lunghissime......oserei dire PERFETTE! Questo è il paradiso....e a noi ci aspetta una settimana indimenticabile.
Finalmente, con l'animo più sereno, facciamo colazione e poi subito una bella passeggiata sulla spiaggia verso il punto dove si formano le onde....e dove ci sono un sacco di surfisti (^_^)
Passeggiando ci rendiamo conto di essere nel tratto di spiaggia centrale di Mancora. Ci sono infatti moltissimi chioschi dove cucinano di tutto.....dalla colazione a base di frutta fresca ai piatti tipici di pesce crudo. Arriviamo al cuore vero e proprio della spiaggia SURFISTA di Mancora.....moltissime tavole, ragazzi nel bar centrale, internet e un negozio di surf dove leggo un'insegna con la scritta: Soledad Surf Company.
Avevo letto sulla guida che, se non si conosce il posto e non si ha troppa dimestichezza con le onde oceaniche e soprattutto con le precedenze in acqua, sarebbe stato meglio prendere un insegnante. Insomma, qualcuno che ti accompagni in acqua. Sulla guida consigliavano appunto di rivilgersi al centro sportivo Soledad Surf Company.....e così facciamo.
Domani mattina alle 8 siamo saremo in spiaggia con la nostra bella muta pronti ad affrontare le nostre prime onde oceaniche.....gulp!! Che ve lo dico a fare.....la nostra settimana qui è stata favolosa!
Tutte le mattine sveglia alle 7:30 circa....giusto il tempo di sgranocchiare qualche biscotto, infilare la muta e andare in spiaggia. Naturalemnte durante il tragitto per arrivare davanti alla scuola di surf, dove ci aspettava Victor, costringevo Claudio a fare degli esercizi di riscaldamento. Quelli che Andy ci faceva fare durante l'allenamento.
Naturalemnte io ero entusiasta.....credo che Claudio invece si vergognasse moltissimo (^_^) Alle 8:30 eravamo sulla line-up, ci massacravamo, uscivamo esausti, pieni di lividi e tutti indolenziti....ma contenti come bambini.
Il ricordo più emozionante è stato fare surf a poca distanza da un gruppo di 4 o 5 delfini. Davvero un sogno.
gio
25
mag
2006
..finalmente sono rientrata in acqua con la mia tavola :-)
Domenica con Claudio, dopo la comunione di Ilaria e un lunghissimo pranzo a Genzano, ci siamo diretti a Torva.
Non ero sicura di trovare il mare nelle condizioni favorevoli (nonostante il messaggio sul cellulare di mia mamma che in mattinata diceva "onde da paura") ma volevo comunque toglere la mia betty dalla custodia e portarla al mare. E così ho fatto.
In macchiana pensavo che, dopo l'alzataccia della mattina e l'abbondante pranzo, la voglia di mettersi la muta non era moltissima, ma appena arrivata.....la surfista che è in me :-P si è risvegliata e così, indossata la muta, scaldata un po' i muscoli e preparata la tavola con la paraffina.....sono rientrata in acqua.
Per fortuna la corrente era quasi assente e le onde erano piccole, ma divertenti. Insomma, le condizioni ideali per riprendere dopo molti mesi. La forma fisica, dopo un inverno passato in piscina ad allenarmi non era male, non ho sentito infatti molta fatica, ma i riflessi e lo scatto erano un po' rallentati.
Dopo una pennichella di circa un'oretta sulla spiaggia (causata dalle fettuccine ai funghi porcini, dai ravioli al ragù, dall'abbacchio e dal maialino al forno), anche Claudio si è messo la sua muta ed è entrato con me in acqua. Ci siamo divertiti un mondo insieme.
L'acqua non era fredda per niente e infatti siamo rimasti fino al tramonto.
Resoconto del pomeriggio: un'ingavonata, un paio di lividi sulle gambe, qualche onda surfata e MOLTE onde perse ;-)
Comunque, la stagione calda è appena iniziata, c'è tempo per riacquistare riflessi e scatto prima di partire per il viaggio in Perù che faremo ad agosto.
Non posso farmi trovare impreparata dalle fantastiche onde oceaniche peruviane.
ven
16
dic
2005
Dato che è un po' che non lo faccio....tornerò a parlare di surf e dei pericoli che si incontrano surfando.
LE MEDUSE
La medusa con il suo corpo ha una forma di ombrello ed è provvisto di tentacoli urticanti è molto comune nei nostri mari. La sua puntura è simile ad una bruciatura e provoca inizialmente un dolore molto forte, poi, un arrossamento ed un rigonfiamento della parte colpita seguito da bruciore e prurito. Il MIO INCONTRO con una medusa risale a più di venti anni fa (sigh...sigh...come sono vecchia) e ancora oggi ne porto i segni sul torace e dietro ad una coscia. Stavo facendo il bagno tutta beata e tranquilla quando una medusa, di quelle piccoline tutte rosa, mi si avvicina e pungendomi mi buca anche la ciambella alla quale ero attaccata. Un dolore pazzesco mischiato alla paura di affogare ha fatto di quella tranquillissima giornata di mare il mio incubo peggiore.
LE TRACINE
La tracina (Trachinus Vipera) è un pesce comune dei fondali sabbiosi che troviamo sia in mare aperto che vicino alla riva. Proprio per questo motivo, i bagnanti spesso fanno un incontro ravvicinato con la pinna dorsale del pesce. Il dolore della puntura di tracina, che per fortuna ancora non ho provato, è acuto e profondo per i primi 30 minuti e poi lentamente diminuisce, anche se la parte interessata rimane indolenzita e molto gonfia anche fino a 24 ore. Insomma, puntura molto molto dolorosa ma assolutamente innocua. La ferita va lavata con acqua dolce e detersa dalle impurità. Successivamente la parte interessata deve essere immersa per un tempo di 30-60 minuti nell'acqua più calda che il paziente può sopportare senza ovviamente procurarsi ustioni; la tossina responsabile del dolore e del gonfiore viene infatti inattivata dal calore.
I RICCI DI MARE
I ricci di mare sono caratterizzati da aculei articolati e mobilissimi. Chi non ne ha mai pistato uno lasci un commento a questo post (una frase del genere devo averla già sentita da qualche parte...mah). La prima cosa da fare è lavare la parte colpita con acqua di mare o disinfettante e togliere la spina dall'epidermide con una pinzetta sterile. Assicurarsi che la spina o una sua parte sia completamente eliminata dalla pelle. Altrimenti la spina può “spostarsi” verso l'interno e provocare infiammazioni della cute o anche lesioni dei tessuti nervosi. E' importante comunque sapere che l'aceto scioglie la spina per cui, se non si è sicuri di averla tolta completamente, è il caso di fare degli impacchi sulla parte colpita.
GLI SQUALI
Quello che penso degli squali l'ho già detto in questo articolo QUI, tutt'altra cosa però credo sia trovarseli davanti in mare aperto. In quel momento, che spero non mi capiti mai, non credo di avere la lucidità di seguire i consigli che si leggono su internet alla voce: INCONTRO RAVVICINATO.
Tremo solo all'idea.
I REEF
Se quel giorno mi fossi trovata in uno spot caratterizzato dalla presenza di reef (rocce e coralli) oggi sarei tutta sfregiata. Si perchè in una delle ultime uscite sono stata letteralmente schiaffeggiata da un'onda e spinta verso il fondale che per fortuna, come già detto, a torva beach è sabbioso, per cui nulla di grave. I surfisti più esperti mi raccontano che negli spot caratterizzati dalla presenza di reef è necessaria una maggiore attenzione nella surfata, ma soprattutto bisogna evitate di farsi travolgere e centrifugare da un'onda tubante, potrebbe prima sollevarvi e poi sbattervi sul fondale violentemente: in tal caso bisogna proteggersi subito la testa e il volto con le mani e le braccia.
mar
29
nov
2005
Fatta la scorpacciata di funghi? Bene adesso torniamo a noi!
Mettetevi in testa una cosa, se volete lottare contro il mare perderete.....sempre! Vi assicuro che giungere alla line-up nuotanto contro corrente e contro le onde è una delle cose più difficili per noi principianti, si sprecano infatti molte energie.
Un consiglio?
Proviamo ad osservare o a chiedere consiglio ad altri surfisti......esiste sempre un un canale dove si crea una corrente favorevole che porta fuori. A questo punto inizieremo la nostra remata verso la line-up. Ed ecco gli altri insegnamenti di Andrea.
La tecnica di remata è importante se si vuole sfruttare al massimo ogni piccolo movimento; le gambe dovranno essere distese e unite, così da non frenare la nostra nuotata, il peso ben centrato, la testa alta e che guarda avanti e le remate dovranno essere lunghe e profonde e con le mani a cucchiaio (per i romanisti....TOTTI non c'entra nulla). Anche se stiamo facendo tutto a perfezione, sarà inevitabile che alcune onde ci vengano contro e ci facciano perdere metri di remata preziosi; quindi sarebbe bene cercare di evitarle.
Ma come?
Esistono due modi per sottrarsi alla spinta dell'onda che ci viene contro: il duck dive e la tartaruga.
La mia Betty è una 7'2'' ed io sono una principiante, ed io non riesco ad utilizzare la tecnica duck dive, mi risulta più semplice quella della tartaruga, ma attenzione, non è poi così banale girare la tavola e tornare sdraiati su di essa.
Un'altra cosa importante:
NON ABBANDONATE MAI LA TAVOLA QUANDO CI ARRIVA UN ONDA ADDOSSO, LA TAVOLA POTREBBE ESSERE RISUCCHIATA E PORTARVI PER QUALCHE INTERMINABILE SECONDO A FONDO CON LEI O, PEGGIO ANCORA, POTREBBE ARRIVARE IN TESTA A QUALCHE ALTRO SURFISTA CHE CI STA VICINO.
ven
11
nov
2005
Siete regular o goofy?
Quale piede terrete davanti durante la surfata?
Surfare REGULAR (piede sinistro avanti) o GOOFY (piede destro avanti) non da vantaggi o svantaggi, si fa solo quello che ci viene più naturale. Se avete già praticato sport simili, come skate o snowboard, il vostro piede anteriore sarà lo stesso.
Se non avete mai praticato nessuno di questi sport, allora provate questi esercizi per determinare la vostra posizione di base:
Per la cronaca.....IO SONO REGULAR!
Bethany Hamilton invece, come potete vedere dalla foto, è una goofy!
Una bravissima goofy di 13 anni alla quale uno SQUALO TIGRE di circa 12 piedi ha troncato di netto braccio e tavola mentre si stava allenando sul surf in compagnia di un'amica sul reef davanti a Tunnels Beach, alle Hawaii. L'attacco è avvenuto di prima mattina, con acqua trasparente e cielo coperto. Bethany, nonostante la giovane età, ha dimostrato sangue freddo, senza farsi prendere dal panico, ha tentato di remare verso riva ed è stata salvata dal padre dell'amica che le ha applicato il leash come laccio emostatico per fermare l'imponente emorragia.
Nonostante tutto, non ha perso la passione per il surf e dopo pochi mesi dall'accaduto è tornata in acqua dicendo: "Adesso è un po' piu' difficile salire sulla tavola, ma quando sono in equilibrio tutto è ok".
E pensare che certe volte, per mettermi in piedi sulla tavola, non mi bastono le mie 2 braccine!
mer
09
nov
2005
Surf non è solo prendere le onde, surf è amore e rispetto per il mare.
Questa estate non sono state moltissime le mareggiate a torva beach, ma qualche bella onda per una principiante come me c'è stata. Arrivata all'incontro con le onde ho messo in pratica tutte le cose che Andrea mi aveva ripetuto fino alla nausea.
"Il surf è uno sport che si pratica in mare, e come tutti gli sport acquatici può essere pericoloso.
Il mare è un luogo imprevedibile, la forza di quest'elemento non è da sottovalutare, va compresa e rispettata, altrimenti si rischia grosso.
Prima di entrare in acqua, verifica bene le condizioni del mare: la forma delle onde, se ci sono delle rocce, dove tira la corrente, la marea, previsioni del tempo, etc, etc ..."
E così, nelle belle giornate (naturalmente i bagnanti non la pensavano così) di mare grosso, sono entrata in acqua con muta e tavola. A torva beach il fondale è sabbioso, meglio, almeno si evitani brutti impatti. Nel tratto di mare dove generalemente vado non ci sono molti altri surfisti, a parte i ragazzi che hanno iniziato con me il corso, per cui non c'è pericolo di imbattersi in qualche locals poco simpatico.
Dopo qualche minuto di riscaldamento, entro in acqua e ci rimango molte ore, cercando di assumere una corretta posizione sulla tavola, né troppo arretrata né troppo avanzata, e ogni volta che prendo un'onda e vedo che faccio qualche progresso rispetto a quella precedente, ho voglia di continuare a surfare, di prenderne altre, di migliorarmi ancora e ancora e intanto il tempo passa inesorabile.
Le onde che ci sono sul litorale romano sono quelle "schiumate", cioè senza troppo dislivello, che mi danno il tempo per alzarmi in piedi o almeno tentare di farlo.
Per le onde perfette e tubanti c'è ancora tempo ;-)
Ho potuto sperimentare sulla mia pelle che il surf è un misto di frustazione e di grande gioia, ma vi assicuro che vale sempre la pena di entrare in acqua.
La cosa essenziale, se si vuole star bene, è ricordarsi che quando si surfa, lo si fa per divertirsi, non per dimostrare qualcosa a qualcuno.
gio
27
ott
2005
Ina a 'ohe nalu, a laila aku i kai, penei e hea ai: Ku mai! Ku mai! Ka nalu nui mai Kahiki mai, Alo po i pu! Ku mai ka pohuehue, Hu! Kai ko'o Loa.
Incisione sul tempio "ku'emanu" a Kahaluu Bay, sull'isola di Kona, dove i locali lasciavano offerte e pregavano i loro dei per invocare le onde. Il tempio ku'emanu era un tempio riservato ai surfisti, da dove si poteva osservare il mare prima del surf e si poteva fare il bagno in una adiacente piscina naturale di acqua dolce per togliersi il sale da dosso.
Quello che oggi noi chiamiamo surf, in antico hawaiano era he'e nalu, una parola colma di significati e poesia. La prima parte, he'e, in hawaiiano significa "scorrere come sangue o acqua", "fluire", "sciogliersi". Nalu significa invece "il formarsi, il gonfiarsi e il correre dell'onda", ma anche "il liquido viscido che bagna il volto di un neonato".
Mettendo insieme le due parti della parola otteniamo una definizione semplice: SCIVOLARE NELL'ONDA, oppure NASCERE DALL'ONDA se si vuole dare invece un'interpretazione più poetica e romantica del nome, dove il surfista è visto come un neonato che viene partorito dal ventre materno che è rappresentato dall'onda.
gio
06
ott
2005
Dopo aver dedicato un articolo alla mia Betty, mi sono sentita in colpa, e quindi dedicherò un articolo anche alla mia moto! Essendo l' "acca" una lettera muta sempre di "H"onda si parla.....e quindi l'articolo è inerente al blog! ;-)
Un'anziana signora compie 100 anni e festeggia il compleanno su una Harley Davidson Ruth Stewart, un'arzilla e giovanile nonnina di 100 anni, ha pensato bene di festeggiare il suo compleanno cavalcando una grintosa Harley Davidson girando per le strade del suo paese, Stoughton, nel Wisconsin.
Ad aiutare a realizzare il desiderio della centenaria signora è stato Richard Irealand, un signore più giovane di lei (62 anni), che ha rimorchiato l'arzilla vecchietta sulla sua Harley e l'ha portata trionfalmente in giro per il paese, dove parenti, amici e familiari ne salutavano il passaggio, sfrecciando alla velocità di ben 50km all'ora: "La prossima volta voglio arrivare almeno ad 80km/orari" ha dichiarato l'arzilla vecchietta, aggiungendo che "se avessi vent'anni di meno me ne comprerei una".
E brava la nonnina.
mar
04
ott
2005
Questo articolo lo dedico alla Betty 7'2''......la mia prima tavola!
Come deve essere la prima tavola?
Dimentichiamoci quelle belle tavolette (shortboard) che vediamo esposte nei negozi un po' trendy. Quando si inizia, la cosa più importante, è avere la dimensione giusta che consenta di prendere facilmente le onde. Più grossa è la tavola e più facile è prendere le onde. Se infatti la tavola è troppo piccola non galleggia abbastanza e si farà un sacco di fatica per domarla.
La giusta dimensione per iniziare dipende molto dal peso e dall'altezza. Viene spesso consigliata una minimalibù per le prime uscite in mare. Si dice infatti che una tavola troppo ingombrante rende particolarmente difficile l'uscita verso la line up e questo l'ho potuto provare sulla mia pelle. Ma una tavola non è caratterizzata solo dalla lunghezza, gli altri elementi essenziali sono la larghezza e lo spessore.
La tavola per un principiante non deve essere molto stretta, dovrebbe andare dal palmo della mano fino sotto l'ascella, e deve avere uno spessore medio o grosso per galleggiare meglio.
Insomma la prima tavola deve essere robusta quanto basta per sopportare l'uso scriteriato che potrebbe subire.
Una volta superata la...lunghissima...fase di apprendimento si potrà passare ad una tavola un pò più professionale, e qui entrano in gioco allora altri fattori quali la curvatura della tavola, la poppa della tavola....ma questa cosa devo ancora studiarla ;-)
lun
03
ott
2005
Eccola.....la mia prima volta! No no, che avete capito, non fraintendete....la mia prima uscita con le onde, quelle vere ;-)
Ore 7 e 30 squilla il cellulare: con voce profondamente assonnata riesco a dire un "Pronto" stentato, "Ari sveglia, chi dorme non piglia onde!" è Andrea "Onde? Davvero? Fantastico, prendo la moto e al massimo tra mezz'ora sono da te".
Alla vista del mare così incazzato mi si gira lo stomaco, non so se dall'emozione o dalla paura.
Inizio a mettere bene bene la parafina sulla tavola ed i miei occhi iniziano a scrutare l'orizzonte....mamma mia che onde!
E' la prima volta che entro con la tavola in mare con queste onde, a pensarci bene è la prima volta che entro in mare con delle onde così grandi! Già perchè la vecchia Ari aveva paura del mare agitato....e la nuova? Staremo a vedere!?!? Meglio non pensarci troppo per adesso!
Finalmente pronta, entro in acqua e mi rendo conto che la cosa più difficile è raggiungere la line-up, quella linea immaginaria che ti indica il punto esatto dove aspettare le onde. Ogni volta che, nuotando sdraiata sulla tavola, mi allontano dalla riva qualche metro arrivano una serie di onde che, rompendosi davanti a me, mi riportano indietro.
Per raggiungere la line-up bisogna aspettare che la serie di onde finisca e remare velocissimi prima che la successiva serie ti rispedisca al punto di partenza. Dopo circa mezz'ora riesco finalmente a superare i punti critici e a posizionarmi dietro le onde, sono stanca morta e mi pendo qualche minuto di riposo...ma pochi perchè inizia subito a salirmi la sete di onde!
Ecco una bella gobba nel mare, è grossa inizio a remare...veloce...sono stanca ma voglio provare...vado...vado...vado...eccola è mia...presa...non mi alzo, è la mia prima onda, ho un po' paura...è grandissima...mentre surfo sdraiata sulla tavola mi prendo tutto il vento in faccia, sono contentissima e mi scappano una serie di yuuhuuu yuuhuuu yuuhuuu!!
E dopo la prima...una seconda...una terza...e via...ed è in quel momento che ho pensato "è proprio questo quello di cui ho bisogno"!
lun
03
ott
2005
Come parla un surfista? Così......
AERIAL = Tutte quelle manovre in cui il surfista lascia il contatto con l'acqua per poi riatterrare.
A-FRAME BARREL = Tutte quelle onde che producono un picco centrale da cui nascono sia onde destre che sinistre.
BACKDOOR = Intubarsi verso un picco che si è già formato avanti. Nome della celebre onda Hawaiana, la destra di Pipeline.
BACKSIDE = Quando il surfista nel surfare da la schiena all'onda.
BACKWASH = Quando l'acqua di risacca tornando verso il largo si scontra con le onde che vanno verso riva.
BEACH BREAK = Sono le onde che frangono su un fondale sabbioso.
BLANK = L'interno della tavola, una schiuma a base uretanica.
BLAST = Volare con grande velocita verso la cima dell'onda.
BLOWN OUT = Quando le onde sono rovinate da forte vento.
BODYBOARD = Tavola corta sulla quale il surfista surfa sdraiato sulla pancia con le pinne ai piedi.
BOTTOM TURN = Manovra effettuata dopo la partenza per portarsi sulla parete dell'onda.
BREAK POINT = Il punto esatto dove frangono le onde.
CLOSE OUT = E' quando l'onda frange su tutta la sua lunghezza costringendo il surfista a manovre di salvataggio dalla imminente centrifuga.
CUT BACK = Manovra con la quale il surfista disegna una "S" per tornare verso il centro dell'onda per riprendere velocità.
DECK GRIP = Sono gli adesivi anti-scivolo che negli ultimi periodi hanno sostituito la paraffina.
DEEP INSIDE = Surfare intubato molto in profondità nel cavo dell'onda.
DROP IN = Non rispettare le precedenze e cominciare una corsa su un'onda mentre un'altro surfista era già partito.
DUCK DIVE = La prima manovra che bisognerebbe imparare, serve per superare le onde che frangono passando sotto la superficie dell'acqua.
FLAT = Piatta assoluta, la superficie del mare liscia come l'olio.
FLOATER = Manovra con la quale il surfista scivolando sulla parte superiore del cavo dell'onda che frange, raggiunge una sezione pulita per poter continuare la propria corsa.
FREE FALL = Manovra che di solito si ottiene con una partenza ritardata, consiste nel cadere giù nel cavo dell'onda senza che la tavola tocchi l'acqua, se le pinnette riescono a riprendere la scia bene se no............
FRONTSIDE = Surfare con il viso verso l'onda.
GOOFY FOOT = Chi mette il piede destro avanti sulla tavola.
GRAB RAIL = Si usa molto nei tubi fatti di schiena, il surfista afferra il bordo della tavola con la mano e si butta verso il ventre dell'onda per non essere spazzato via.
GROMMET = Siamo tutti noi, giovani surfisti con la voglia di migliorare.
GUN = Pistola, ovvero, tavola stretta e lunga fatta a posta per le onde enormi.
HOLLOW = Onde molto tonde, che formano tubi larghi.
INSIDE = Zona di mare che si viene a trovare tra la spiaggia e le onde.
JETTY (PIER) = Sono i pontili che siamo abituati a vedere nei film Americani.
KICK OUT = Abbandonare senza tanti preamboli la corsa su un'onda.
LAYBACK = Versione più "Hot" del cut back in cui il surfista si sbilancia all'indietro fino a toccare l'onda con la schiena.
LEASH = Il laccio che ci lega alla tavola.
LINE UP = La line immaginaria che traguarda il punto esatto dove aspettare le onde.
LIP = Il labbro dell'onda.
NATURAL FOOT (REGULAR FOOT) = Chi mette il piede sinistro avanti sulla tavola.
OFF THE LIP = Manovra che consiste nel puntare dritti come missili la parete dell'onda fino ad avere quasi tutta la tavola in verticale e fuori dall'acqua per poi effettuare una violenta rotazione e tornare verso il basso.
OFFSHORE = E' il vento che proviene da terra e regolarizza la forma delle onde.
REENTRY = Manovra che consiste nell'impattare e surfare per un attimo il lip per poi ricadere giù.
ROUND TAIL = Sta ad indicare che la poppa della tavola è tonda.
SHAPER = Chi costruisce le tavole da surf.
SKIMBOARD = Tavola piatta di legno usata per scivolare sul velo d'acqua che si forma sulla battigia. SLASH = La manovra consiste in un cut back molto secco.
SQUARE TAIL = Sta ad indicare che la poppa della tavola è quadrata.
SQUASH TAIL = Sta ad indicare che la poppa della tavola è una via di mezzo tra la tonda e la quadrata. SWELL = Onde che arrivano dopo una tempesta.
TAKE OFF = La partenza, serve per cominciare la corsa sull'onda.
TUBE = La caverna d'acqua che l'onda forma nel frangere.
WIPEOUT = Cadere malamente su onde di una certa potenza.
ven
02
set
2005
In attesa delle prossime onde devo consigliare un film...anzi un documentario uscito in questi giorni al cinema Riding Giants - Surf Estremo !
Il documentario ripercorre la storia del surf, dai suoi inizi sulle coste Polinesiane, fino alla sua riscoperta americana all'inizio del ventesimo secolo e alla febbre delle onde che ha invaso il sud della California negli anni Quaranta e si è protratta fino ad oggi.
Attraverso le parole e i ricordi dei primi pionieri come Greg Noll, soprannominato "The Bull" e di quanti altri hanno fatto della tavola da surf la loro religione, il regista esplora i confini di quello che non è solo uno sport, ma anche un maniera di vivere e di apprezzare il mondo, sempre alla ricerca dell'onda più alta e dell'emozione più forte...
Vi assicuro che non è un documentario solo per persone appassionate di surf, ma è adrenalina pura...Waimea....Peahi....e onde da 50 piedi che esplodono sul reef cavalcate da uomini soprannaturali, come Laird Hamilton.
mer
31
ago
2005
Si prende una tavola quando il mare è un po' incavolato, ci si butta in acqua, qualche bracciata per raggiungere il largo e poi si cavalcano le onde.....MAGARI!!
Non è proprio così semplice! Nel surf da onda ci vuole un allenamento specifico, a differenza del Windsurf e del Kitesurf, non ci sono altri elementi di propulsione se non le proprie braccia. Ci si affatica molto velocemente se non si è abbastanza allenati. Si rischia di arrivare al momento dell'incontro con le onde e giorire solo per i primi 10 o 15 minuti arrancando poi per il resto della mareggiata.
E' proprio per questo che da maggio, con frequenza bisettimanale, mi ritrovo a Torva, con il gruppo di neo-surfisti, per gli allenamenti in acqua e fuori con il nostro "maestro" Andrea, una persona atleticamente preparatissima che ci spiega lo scopo (legato al surf) di tutti gli esercizi che facciamo.
Ecco il mitico Andrea...
mar
30
ago
2005
Io mi domando.......ma si può iniziare uno sport come il surf a 29 anni?
E' perchè no! Io l'ho fatto! Quest'anno, appena compiuti i 29 (il 7 aprile) mi sono fatta regalare una bella muta e, tra lo sgomento dei miei amici, ho iniziato questo fantastico sport!
Dove? A Torvajanica, sul litorale laziale (guardate che bel tramonto).
Ecco, quello che ho intenzione di fare, è utilizzare questo spazio per raccontare e documentare i miei progressi con la tavola da surf.....sempre se ce ne saranno!? ;-)