gio

04

ago

2011

...e allora buone ferie!

Ultimo giorno di lavoro! Domani Sardegna! A presto, ma non troppo!

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lun

17

mag

2010

appro....posito di preparativi

 

In effetti il matrimonio non è l'unica cosa che stiamo preparando...ci sarebbero anche le nostre vacanze. Quest'anno vacanze in barca a vela in Grecia, ovviamente con Pandini al seguito.

Sono pazza? Temeraria? Forse la parola più corretta è IGNARA, ignara di quello che può accadere con 2 pesti di neanche 2 anni in una barca in mezzo al mare! E comunque sono aperta a qualsiasi tipo di suggerimento vogliate darmi.

Insomma sabato, visto il tempaccio (che du' palle), siamo andati a fare un po' di sano shopping. Risultato? Ho svaligiato il reparto mare/bambini di decathlon. Costumi, salvagenti, scarpette da mare, lycra, cappellini, braccioli, maschere, pinne......e un paio di scarpe per me, non si sa mai ;-)

L'unica cosa certa che so è che anche quest'anno non riuscirò a prendere un po' di sole come si deve.....ma tanto a me neanche piace l'abbronzatura, preferisco la mia pelle di luna (la volpe che......)

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mar

08

set

2009

vacanze 2009

La prima vacanza in famiglia....la nuova famiglia :-)

 

Una settimana a gozzovigliare in Toscana nella casa messa gentilmente a disposizione da zia Trizi.

A Sarteano per l'esattezza, ridente cittadina della provincia senese molto attiva e popolata in estate, soprattutto nel mese di agosto quando si svolge la giostra del Saracino. Assolutamente da vedere.

Noi purtroppo siamo ripartiti da li il 14 per imbarcarci sul traghetto che poi ci ha portato in Sardegna per altre 2 settimane, e il Saracino (che si svolge il 15 agosto) ce lo siamo perso....non ci siamo però fatti mancare il WINE TASTING in giro per il paese vecchio, nella contrada di San Lorenzo....

....e poi tanti bagni nelle freddissime piscine di Sarteano.

pandini in piscina

Venerdì mattina, giorno della partenza per la Sardegna, veniamo svegliati da alcune voci fuori da casa....qualcuno stava chiamando Emma 0_0 ??!?!

Mia mamma, non è riuscita a stare lontano dai nipoti così a lungo. 3 settimane le sembravano interminabili e così, dopo la prima, ha svegliato il povero Fulvio all'alba e lo ha fatto mettere alla guida dell'auto per raggiungerci e salutarci nuovamente.  E' matta.

 

Sardegna. Per la prima volta i bimbi hano fatto il bagno nel mare, hanno giocato con la sabbia e hanno bevuto acqua salata...bleah!

Noi ci siamo riposati per quanto ci è stato possibile, i pandini sono ancora piccoli e noi siamo stati alle prese con pappine e pannolini. Non ci siamo persi però 1 giorno di mare e di piscina.

La mattina in spiaggia e il pomeriggio a mollo nella bellissima piscina del villaggio, la sera grigliate e pizza in compagnia e qualche volta a vedere lo spettacolo dell'animazione al quale io e Luca una sera abbiamo anche partecipato :-) lui era il piccolo SIMBA ed io sua mamma Leonessa RRROOOAAARRR!

Quest'anno la nostra avventura è stata sopravvivere ai pandini vacanzieri ;-) devo dire che è stata una bellissima esperienza.

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gio

10

lug

2008

quest'anno niente surf

 

Quest'anno niente surf, niente regate, niente immersioni e niente super mega viaggio stellare ma giusto 2 settimane nell' isola della Maddalena in Sardegna.

 

Già quest'anno la PANDFAMILY prenderà un po' di sole, farà il bagno in uno dei più bei mari d'Italia e si rilasserà in qualche bella spiaggia con dei buoni libri e della bella musica.

Sabato porterò il mio adorato Pepette in vacanza da mia madre, anche se per lui non è proprio una vacanza ma un trauma, poverino odia la macchina e i cambiamenti, ma è necessario....non può mica stare a casa da solo!?!

 

Ci si rilegge tra 2 settimane....al mio ritorno!

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ven

29

feb

2008

Pilsner Urquell, la birra ceca

 

Vabbè lo ammetto, non mi vedete da un po’ perché ho fatto un altro viaggetto!


Repubblica Ceca e più precisamente Praga e Plzen (il regno della birra Pilsner Urquell). Il nostro stile è quello inconfondibile usato anche in Russia (capellone, giacca pesante, sciarpa e guanti). C’è da dire che, come in Russia, le persone sono poche propense a dare informazioni e ad aiutarti se sei un viaggiatore/turista in difficoltà, in più pochissimi parlano inglese al di fuori dell’aeroporto e del centro della città.

 

Dall’aeroporto c’è un comodissimo pullman che in circa venti minuti ti lascia davanti ad una fermata della metro alla periferia di Praga, con la quale è possibile raggiungere facilmente il centro. Il nostro albergo, non molto bello ma centralissimo e abbastanza economico, si chiama MUSTEK e si trova a pochi passi dalla Piazza della Città Vecchia.

 

"La città dorata", "La Parigi degli anni venti negli anni novanta", "La città delle cento torri"...tutti molto azzeccati!

 

Adesso facciamo un bel giro per le vie di Praga:

 

Piazza della Città Vecchia da dove spiccano le guglie gotiche della Chiesa del Týn, la statua del riformatore Jan Hus e, sul lato opposto, l'orologio astronomico sul Municipio della Città Vecchia. Ci si può arrampicare in cima alla torre del municipio e godere di una magnifica vista.

 

Il Ponte Carlo è sopravvissuto a numerose alluvioni e unisce la città vecchia con il quartiere Malá Strana dove sta il Castello e il suo borgo Hradčany (che meritano una visita approfondita). Ci sono delle torri alle due estremitá del ponte sulle quali è possibile salire. Sul ponte ci sono numerosi artisti di strada che si esibiscono.

 

Nel Quartiere Ebraico si acquista un biglietto unico per visitare numerose Sinagoghe, musei e il cimitero Ebraico. Un'altra bellissima cosa da fare a Praga è andare a vedere un concerto di musica classica alla sala per concerti della Casa Civica.

Plzen è una tranquilla cittadina a circa 90 km dalla capitale, nella Boemia occidentale. Alloggiamo proprio al centro centro, in un bellissimo albergo il ROUS in una traversa della piazza dove spicca la maestosa Chiesa Gotica di San Bartolomeo, con il suo campanile più alto della Repubblica Ceca (102,3 m).

Nella mia fantasia è proprio così che ho immaginato la cattedrale di Kingsbridge del libro i Pilastri della Terra. La sinagoga, che è la terza più grande del mondo, dopo quelle di Gerusalemme e Budapest, e infine il Birrificio dove viene prodotta la buonissima Pilsner Urquell, birra abbastanza forte al gusto di luppolo.

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mar

11

dic

2007

La città che muore

La settimana scorsa siamo andati a fare una gita a Civita di Bagnoregio, provincia di Viterbo. La città è conosciuta come la città che muore poiché, essendo arroccata a circa 400 metri d'altezza su un colle di tufo spesso circa 80 metri e sottoposto a frane continue, la popolazione del paesino si è trasferita quasi completamente......resistono li solo pochi anziani, ma gli abitanti sono destinati a sparire.

Civita un tempo era collegata con la vicina Bagnoregio, ma l'erosione del terreno è stata così forte che in due secoli le due località sono state separate da una voragine larga un chilometro. Uno studio condotto sulla velocità di arretramento dei bordi dei calanchi ha rilevato un'erosione media di circa 7 centimetri/anno.

 

Ci si può arrivare soltanto a piedi, percorrendo un ponte in cemento armato realizzato a vantaggio dei pochi cittadini rimast e dei turisti.

 

E' un posto molto bello da fotografare. Specialmente se c'è nebbia......sembra una rocca che fluttua tra le nuvole.

Se a questo aggiungete un prelibato pranzo a base di funghi porcini in un agriturismo, accompagnato da un ottimo vino, accade che Claudio, per andare a vedere da vicino un'Agave Americana, metta il piede in una pozzanghera fangosa rischiando di rimanere a piedi perchè il nostro amico Paolo non voleva farlo risalire nella sua PULITISSIMA macchina con le scarpe fangose!

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lun

05

nov

2007

Dasvidania Mosca

Eccomi, appena tornata dalla RUSSIA...come mi sento?? CONGELATA!

Meno male che a Roma stamattina c'erano 18°

Mamma mia che freddo! E pensare che quello per loro è solo l'inizio dell'autunno!?!

La temperatura oscillava tra -2 e +2 ...altro che autunno, a Roma quelle temperature si hanno per la settimana più fredda in assoluto di tutto l'anno.

Dall'1 al 4 novembre Roma - Mosca e ritorno!

 

La città è stupenda, le persone un po' meno...ne avevamo già avuto un assaggio al consolato russo. Per richiedere e ottenere il visto ci hanno fatto tribolare non poco. Sono poco propensi ad aiutare il prossimo e assai poco cordiali. E' proprio il caso di dire...UN POPOLO FREDDO!

Ovviamente, della Mosca comunista c'è rimasto poco...ci sono dei centri commerciali che farebbero impallidire anche i giapponesi.

 

Nella Piazza Rossa, nel GUM (grande magazzino di stato, simbolo negativo del sistema sovietico degli approvvigionamenti) hanno aperto un centro commerciale dove tra le varie marche si leggeva: CAVALLI, DIOR, PRADA....

La Piazza Rossa, la cattedrale di S. Basilio, quella dell'Assunzione, il Cremlino, i quartieri di Kitay Gorod e Arbat, il mercato alimentare di Dorogomilovsky e quello dell'arigianato di Izmaylovo, tutti posti davvero incantevoli!

E poi la metropolitana...una vera opera d'arte costruita da Stalin nel 1935!

Da restare a bocca aperta!

Tra marmi, mosaici, statue, affreschi e lampadari sfarzosi tutti i giorni 9 milioni di russi si muovono nel sottosuolo grazie a 9 linee e 150 stazioni che compongono la metro russa. Una delle stazioni, la più profonda (33m) fu anche usata come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale.

Siamo tornati distrutti, uscivamo la mattina alle 8 e rientravamo in albergo a mezzanotte...senza fermarci mai. Però ne è valsa la pena, una città davvero bella!

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mar

09

ott

2007

Viaggio in Messico - Terza e ultima parte

Da San Cristobal de las Casas partiamo alla volta di Palenque per visitare il sito maya e le cascate. Sono meno di 200 km, ma la strada che si inerpica per le montagne non è proprio agevole per il pullman e così ci mettiamo circa 6 ore.

 

La città di Palenque non ha nulla di bello...avremmo voluto alloggiare infatti in periferia, nella natura, ma ahimè non c'erano più disponibili delle stanze economiche.

 

Immerso nel verde, il sito archeologico di Palenque, è ben conservato, di modeste dimensioni e sorge in una zona ricca di fiumi e cascate. Le costruzioni più importanti del sito sono:

 

  1. Tempio delle Iscrizioni (Templo de las Inscripciones), dove è stato scoperto un passaggio segreto che porta alla tomba e ai tesori del re Pakal.
  2. Tempio del Teschio (Templo de la Calavera)
  3. Il Palazzo, un complesso di edifici adiacenti e interconnessi e cortili costruiti da diverse generazioni su una terrazza artificiale

Altro giorno...altra escursione! Le cascate!

Partenza la mattina per andare a vedere le famose cascate di Misol Ha e Agua Azul.

Misol Ha, a 25 km da Palenque, è una cascatona che precipita per 35 metri, circondata dalla vegetazione tropicale.

Ci si arriva scendendo per dei sentieri e, uno di questi, ti permette di camminare dietro la cascata.....immaginate l'umidità.....siamo usciti completamente zuppi.

Agua Azul invece è decisamente più grande. Prende questo nome perché in determinati periodi dell'anno l'acqua ha proprio un bel colore azzurro. Evidentemente non in agosto. Questo è il periodo delle pioggie, i torrenti sono in piena, la corrente è forte per cui l'acqua è abbastanza torbida. Qui ad Agua Azul ci si può fare il bagno...ma quella tonalità di marroncino non mi ispirava moltissimo!

 

A questo punto ci aspettava la parte del viaggio più rilassante (si fa per dire) che ci vedeva impegnati in immersioni nell'isola di COZUMEL dove avremmo passato l'ultima settimana di vacanze. Ma c'è qualcosa che non va! Iniziamo a prendere coscienza che, quella piccola perturbazione che vedevamo nei TG locali, non è poi tanto piccola! Si chiama DEAN ed è un bell'uragano forza 4 (il massimo è 5).

 

Che fare? Innanzitutto controllare sui siti specializzati la traiettoria dell'uragano...e infine aprire la cartina del Messico e decidere il nuovo percorso.

Purtroppo non abbiamo scelta, l'uragano passerà proprio sopra l'isola nei giorno in cui noi saremmo dovuti essere li. Che rabbia!

Come potete vedere seguendo la freccia rossa, Cozumel si trovava proprio sulla traiettoria di DEAN.

La scelta ricade sulla costa del pacifico....Acapulco e Puerto Escondido.

 

Su Acapulco non c'è un granchè da dire, è molto grande, molto turistica e molto Americana!

 

Su Puerto Escondido invece possiamo dire una sola parola....SURF!

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gio

04

ott

2007

Viaggio in Messico - Parte seconda

Come ho detto nel post precedente, Veracruz è un posto di villeggiatura per messicani. Ridono, mangiano, ballano, ascoltano musica e giocano. Si respira un po' il clima che c'era nelle sagre di paese dove mi portavano i nonni quando ero piccola.


Ti vendono di tutto, addirittura del cibo mentre sei seduto al tavolo del ristorante. Altri ti fanno dei giochino, ti mettono in mano 2 cilindri metallici attaccati con dei fili della corrente ad un aggeggio dove iniziano a girare una manopola mandandoti la scossa via via sempre più forte...per vedere quanto resisti...so' matti! Ci sono poi dei signori che si avvicinano al tavolo, con la chitarra a tracolla, per suonarti dei pezzi...appena scelto il brano fa un cenno al resto della banda e, in men che non si dica, ti ritrovi circondato da 6/7 persone che suonano tutti gli strumenti del mondo, ma se consideri che al tavolo accanto al tuo c'è un'altra banda che fa la stessa cosa, viene fuori un gran bel casino :-)


Ore 8 di mattina, partenza da Veracruz, prossima fermata: Oaxaca


Arrivati a destinazione scegliamo un alberghetto a 5 minuti dallo Zocalo (la piazza principale, ogni paese ha uno Zocalo dove affaccia una Catedral e dove si svolge gran parte della vita quotidiana) che si chiama Las Golondrinas un posto incantevole.

Oaxaca è una città molto bella, tranquilla e pulita. Siamo estremamente contenti di non averla tolta dal nostro itinerario per via delle sommosse popolari che c'erano state poco prima della partenza. Visitiamo il centro e poi scegliamo un posto tipico per la cena. Indovinate quale era il piatto principale? Chapulinas......ovvero CAVALLETTE FRITTE! Claudio ha avuto il coraggio di assaggiarle...bleah!

Ecco le cavallette fritte nel piatto di Claudio (nella foglia di lattuga) e come le vendevano al mercato.

 

Qui abbiamo visitato un altro sito, un centro cerimoniale zapoteco costruito a circa 2000 metri di altitudine chiamato più tardi dagli spagnoli Monte Alban (patrimonio unisco 1987).
Anche qui un grande campo per il gioco della pelota. Le regole non mi sono molto chiare, però la cosa interessante e che ogni tipo di disputa tra le persone, veniva risolta sul campo da gioco. Chi si aggiudicava la vittoria aveva gli dei favorevoli e quindi vinceva la disputa.

Prossima destinazione, San Cristobal de Las Casa....a solo 12 ore di pullman da Oaxaca. GULP! Appena arrivati andiamo subito alla ricerca di un albero dove stenderci un paio d'ore. Ne troviamo uno molto carino, economico, pulito e accogliente. Vicino alla Iglesia di Santo Domingo a metà strada tra il centro (il solito Zocalo) e il mercato.

 

A San Cristobal incontriamo per la prima volta durante il nostro viaggio dei turisti...già, perchè fino ad ora neanche l'ombra. Qui invece è pieno di italiani, francesi e spagnoli. La città è un groviglo di strade strette con case basse e colorate distribuite attorno allo Zocalo.

Da qui abbiamo fatto delle interessanti gite, una nel Canyon del Sumidero uno strapiombo di 1000 metri circondato da una fittissima vegetazione dove vivono, scimmie ragno, coccodrilli e pellicani, e una in un villaggio indio per vedere come viono i numerosi indios TZOTZILI che vengono a San Cristobal per vendere i loro prodotti. Questi indios seguono un rito religioso misto. Hanno una chiesa costruita dai spagnoli dove all'interno ci sono le statue di alcuni santi e martiri che loro in qualche modo venerano, anche se non riconoscono la religione cristiana.

 

All'interno la chiesa (VIETATISSIMO FARE FOTO E RIPRESE) ha il pavimento ricoperto da aghi di pino verdi e piccole candele disposte secondo disegni geometrici a piacere dove intorno di siedono e pregano piccoli gruppi di persone. La cosa cuoriosa è che gli indios entrano in chiesa con una bottiglia di coca cola (o simile) perchè durante le preghiere è bene RUTTARE per far uscire il male.

 

A presto la terza ed ultima puntata...

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lun

01

ott

2007

Viaggio in Messico - Parte prima

E' stato un bellissimo viaggio! Lungo ed istruttivo. Abbiamo visitato moltissimi siti archeologici e incontrato persone interessantissime.
Ma partiamo dall'inizio...viaggio in aereo abbastanza puntuale, scalo a NY tranquillo e atterraggio a Città del Messico senza infamia e senza lode.
Il clima è decisamente mite, si sta bene! Ci dedichiamo subito alla visita della città, la terza più popolosa del mondo (dopo Tokyo e NY) con circa 20.000.000 di abitanti, la più caotica e la più povera allo stesso tempo. Il nostro albergo era proprio accanto allo Zócalo. La piazza centrale che per dimensioni è terza, dietro alla Piazza Rossa di Mosca e a Thien An-men a Pechino.

Qui si trovano, tra mariachis danzanti e sciamani guaritori, i più significativi monumenti cittadini. La Catedral, più grande chiesa dell'America Latina. Al suo lato si trova il Templo Mayor, l'antico cuore della capitale dell'impero atzeco su cui ora sorge il centro della città, e il Palacio Nacional.

Anche io e Claudio ci siamo messi in fila per farci fare il rito dai guaritori che erano in piazza. Ci ha letteralmente percosso con un ramo di basilico su tutto il corpo per toglierci il malocchio, poi ci ha soffiato addosso il fumo dell'incenso che bruciava in un incensiere farfugliando riti magici incomprensibili ed emettendo dei suoni stranissimi.

 

Alleggeriti dal malocchio proseguiamo nella visita e, dopo una lunghissima passeggiata sul Paseo del la Reforma (elegante viale tracciato su modello degli Champs Elysèes parigini) e nel Bosque de Chapultepec (il più grande parco cittadino che si estende sull'omonima collina di Chapultepec) arriviamo al Museo Nacional de Antropologia un immenso museo che custodisce un patrimonio unico al mondo, sulle principali civiltà che abitarono il Messico. Molto utile visitarlo per capire l'ordine in cui le moltissime civiltà (olmechi, aztechi, maya, toltechi, chichimechi, totonachi, zapotechi, ...) si sono susseguite.

A 50 km da Città del Messico si trova Teotihuacán, che si sviluppò tra il 100 e il 750 d.c. e divenne la più importante metropoli dell'emisfero occidentale dopo la caduta di Roma. In questo sito ci sono le due imponenti Piramidi, quella della Luna e quella del Sole.

 

La più alta e imponente è la Piramide del Sole, circa 75 m, e salire fino alla cima non è stata proprio una cosa semplice. I gradini sono molto alti, ripidi e stretti e per una piedona come me è stato abbastanza difficile.

Arrivata in cima ho visto tutto lo smog che si alzava da Città del Messico. Impressionante!

Dopo aver visitato Città del Messico e dintorni...ci aspetta la sveglia all'alba per prendere il pullman che in 4 ore ci porta a Poza Rica e visitare il meno conosciuto sito di EL TAJIN.

 

Immerso nella giungla tropicale, pieno di farfalle, ben tenuto e senza l'ombra di un turista il sito era splendido. Adesso posso dirlo, uno dei più bei siti visti in Messico. Da me ribattezzato "Las Ruinas de las Mariposas"....Le Rovine delle Farfalle !

 

Dopo la visita ritorniamo in città per prendere un pullman che ci porta, in altre 4 h, a Veracruz dove arriviamo in serata. Una città molto allegra, divertente, meta turistica di moltissimi Messicani, ma niente di speciale.

 

Per adesso basta così....vi do appuntamento alla prossima puntata!

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lun

11

giu

2007

Toccata e fuga

Partenza sabato 2 giugno mattina all'alba e ritorno lunedì 4 sera!

Se si ama il sole e la bella stagione, Helsinki è una città che va visitata nei mesi in cui è più ospitale, maggio, giugno o luglio.

 

In questa stagione la temperatura è intorno ai 25 gradi, il sole splende inesorabile e tutto intono è verde e fiorito. Ci sono in giro più sorrisi, più brio e più calore...ci dicone essere l'effetto della luce del sole che stenta ad apparire durante l'inverno, dove tutte le giornate sono risucchiate dal buio, eccetto per il breve intervallo tra le 10 e le 14, dove i finlandesi sono contenti della neve caduta perche riflette le poca luce che arriva.

Ma ora è estate e con difficoltà ci si rende conto di quanto durano le giornate.

 

Il famoso sole di mezzanotte. In realtà questo evento raggiunge il culmine a fine giugno...ma vi assicuro che vedere il sole scendere all'orizzonte, il cielo diventare prima azzurro, poi rosa, poi arancione e poi di nuovo azzurro e poi di nuovo il sole salire, è davvero strano.

 

La prima sera andiamo a cercare il ristorante di un amico italiano che si è sposato e vive ad Helsinki da 5 anni circa.

Avevo un sms con il nome e l'indirizzo:

Atelje Finne

Arkadiankatu 14

Helsinki

Arrivati nella via ci accorgiamo che al numero 14 c'era un altro ristorante che si chiamava RAVINTOLA e non ATELJE FINNE...ma, vista l'ora tarda (anche se dal cielo sembravano appena le 20) e visto che eravamo stanchi morti, decidiamo di entrare lo stesso e riprovare a cercare Daniele e l'Atelje domani sera.

 

Entriamo e chi ti vedo tra la sala? DANIELE!! Ammazza che c@@o! Trovato...nonostante gli abbia cambiato nome. Lo salutiamo, ci fa accomodare nel suo ristorante e inizia subito a versare nei nostri bicchieri dell'ottimo prosecco. Dopo una breve chiacchierata gli dico "meno male che siamo entrati lo stesso, stavamo per andare via dato che io avevo il vecchio nome del ristorante"...e lui "come il vecchio nome, il ristorante si chiama Atelje Finne"...e io "ma fuori c'è scritto RAVINTOLA??!?" grasse risate di Daniele e poi "RAVINTOLA VUOL DIRE RISTORANTE"...ok beviamoci su...è meglio!

Il ravintola di Daniele è molto buono...nonchè molto bello, prelibatezze finlandesi cucinate con vero gusto e un attenzione particolare alla scelta dei vini...tutta esperienza maturata negli anni ;-)

Era un vecchio studio di uno scultore che lui ha rilevato con tutte le opere che c'erano dentro, se andate da quelle parti dovete per forza andarlo a trovare...andateci a nome mio, vi tratterà benissimo.

 

Comunque, Helsinki è molto piccolina 2 o 3 giorni bastano per visitarla, compresa la gita tra l'arcipelago e l'isola di Suomenlinna.

 

Se avete tempo andate a visitare anche il resto della finlandia che dicono essere molto molto bello.

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sab

05

mag

2007

Ponte ponente ponte pi....

Sono stata un po' lontana dal blog....ma c'è un buon motivo :-)

Siamo andati a fare un bel giro in moto.

 

Approfittando dei ponti, io e Claudio, siamo stati in Sardegna per 5 giorni.

Qualche giorno prima abbiamo messo a punto le nostre moto. Ingrassato la catena, gonfiato le gomme e controllato i livelli. Perfette.

 

Io non ero mai stata in Sardegna in questa stagione....devo dire che sono rimasta piacevolmente impressionata dai colori e dai paesaggi.

 

Incredibile, sembrava di essere tra le colline Toscane. Il mare era quello di sempre, ma le spiaggie deserte lo rendevano ancora più bello. L'asfalto era perfetto, le strade deserte e le curve emozionanti. Tra me e Valentino Rossi c'è un abisso, ma per un po' ho sognato di essere in pista.....davanti a lui ;-)

Tra i posti che mi sono piaciuti di più c'è sicuramente Capo Caccia, uno sperone roccioso alto 168m pochi kilometri a nord di Alghero dove, nel bellissimo centro storico, abbiamo passato la notte in un Bed&Breakfast.

 

Ci siamo spinti molto a sud per andare a vedere il deserto sardo, il deserto più grande d'Europa. Circa 3 km quadrati di dune altissime che circondano la spiaggia di Piscinas. La strada per arrivarci si arrampicava tra le montagne completamente immersa nel verde e passava per le suggestive Miniere abbandonate di Montevecchio.

 

Volevamo avvicinarci alle dune, ma ad un certo punto l'asfalto finiva e la strada davanti a noi diventava sterrata....anzi sterratissima. L'abbiamo imboccata ma, al secondo guado (°_°), ci siamo resi conto che non era percorribile.

Tornare indietro impossibile. Claudio va avanti in ricognizione, aspetto un po' e, proprio quando ormai pensavo di dovermi trovare un posto per passare li la notte, sento il rumore della moto di Claudio che tornava indietro....con ottime notizie!

 

Dei carabinieri incontrati per caso gli dicono che poco più avanti c'è la possibilità di tornare indietro attraverso 2 km di strada sterrata ma in condizioni molto molto migliori della precedente.

Mi è dispiaciuto non essere arrivata fino alla spiaggia!

 

Ma era impossibile con le nostre moto!

Il giro che abbiamo fatto lo vedete evidenziato in rosso nella cartina, quasi 1000 km.

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ven

20

apr

2007

Sono lieta di presentarvi....

....il viaggio di questa estateeeee!!!

 

Avete riconosciuto la cartina? Noooo? Un aiutino?

Inizia con la M... e finisce con ...ESSICO!!

 

Il viaggio durerà 20 giorni, compresi i voli, e visiteremo le seguenti località:

 

CITTA' DEL MESSICO

POZA RICA

VERACRUZ

OAXACA

TUXTLA GUTIERREZ

SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS

PALENQUE

VILLAHERMOSA

ISOLA DI COZUMEL

 

Per ogni tappa sono previste escursioni in siti archeologici, visite alle città (monasteri, chiese e musei), passeggiate naturalistiche, nonchè immersioni.

Mi dispiace non visitare la costa di Acapulco e Puerto Escondido, dove dicono esserci delle belle onde....ma il Messico è davvero grande e per visitarlo tutto come si deve servirebbero mesi interi...ma le mie ferie non bastano!

Al mio compleanno ho ricevuto ben 2 guide sul Messico....e adesso non mi rimane che studiare (^_^) ...si accettano suggerimenti da chi è già stato in questi posti.

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mer

07

feb

2007

Il nostro weekend Dublinese

Vorrei raccontarvi la città di Dublino, visitata nel weekend appena trascorso, attraverso questa breve storia.

 

Molly Malone (o Cockles and Mussels, Vongole e molluschi) è l'inno ufficioso della città irlandese di Dublino, della squadra nazionale di rugby e dei supporter delle società sportive.

 

Il brano appartiene alla cultura musicale popolare gaelica ed è dedicato ad una figura che non si sa se sia realmente esistita ma che viene convenzionalmente identificata con una prosperosa giovane che alternava, giorno e notte, il mestiere di pescivendola a quello di prostituta, intorno al XVII secolo.

 

Nel 1987, Jean Rynhart, realizza in Grafon Street, per commemorare il primo millennio della città, una statua dedicata appunto alla venditrice di pesce di Dublino, morta in giovane età probabimente a causa del tifo.

 

Proprio in quella zona infatti, si dice che Molly passasse con il suo carretto urlando "cokles and mussels" (vongole e molluschi), e che invece di sera fornisse altri servizi.

La statua è infatti conosciuta familiarmente con il nome di The Tart with the Cart, ovvero "prostituta con il carretto".

 

Cockles and Mussels, or Molly Malone In Dublin's Fair City Where the girls are so pretty I first set my eyes on sweet Molly Malone As she wheel'd her wheel barrow Through streets broad and narrow Crying cockles and mussels alive, alive o! Chorus: Alive, alive o!, alive, alive o! Crying cockles and mussels alive, alive o! She was a fishmonger But sure 'twas no wonder For so were her father and mother before And they each wheel'd their barrow Through streets broad and narrow Crying cockles and mussels alive, alive o! Chorus She died of a fever And no one could save her And that was the end of sweet Molly Malone But her ghost wheels her barrow Through streets broad and narrow Crying cockles and mussels alive, alive o!


Traduzione Nella bella città di Dublino, dove le ragazze sono carine notai una volta la dolce Molly Malone mentre portava il suo carretto, attraverso le strade strette e quelle più grandi, e urlava "vongole e molluschi freschi!" Rit.: Freschi, freschi oh! freschi, freschi oh! Urlava "vongole e molluschi freschi!" Lei era una pescivendola, ma non c’è da stupirsi Perché lo erano stati anche suo padre e sua madre E tutti e due portavano il loro carretto attraverso le strade strette e quelle più grandi, e urlavano "vongole e molluschi freschi!" Rit. Morì a causa della febbre, e nessuno riuscì a salvarla E quella fu la fine della dolce Molly Malone Ma il suo fantasma porta ancora il carretto attraverso le strade strette e quelle più grandi, urlando "vongole e molluschi freschi!" Rit.

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mer

17

gen

2007

In fondo al mar....

...ecco una bella foto della barriera corallina (per Miry). Una foto scattata ad una una lieve profondità....perchè a mano mano che si scende la luce diminuisce e i colori diventano sempre meno visibili all'occhio umano.

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gio

11

gen

2007

Con le pinne, fucile ed occhiali....

Per chi si stesse domandando se in questa vacanza abbia vinto io o le immersioni dico subito che, dopo questo viaggio, sono diventata....PALOMBARA BREVETTATA!

Esplorare il mondo sommerso è stato bellissimo....naturalmente per quello che il mio Open Water Dive mi permette :-)

Il corso è durato 3 giorni, tra teoria, pratica in piscina, pratica in mare (con accesso al mare dalla spiaggia di Shark's Bay) e i test.

Davvero una bella esperienza, sono contenta che alla fine ho accettato l'invito di Claudio a provare. E poi, obiettivamente, non è che Sharm El Sheikh sia proprio un posto di vacanza adatto al me. 40 km di asfalto tempestati da mega alberghi e villaggi per turisti, non c'è un granchè da fare o da vedere....anzi, sulla superficie terrestre, non c'è proprio nulla da vedere.

 

Naama Bay (il centro) è piena di locali notturni tipo Hard Rock, Buddha Bar o Pacha, e poi moltissimi RUSSI che vengono a farsi qui le vacanze. Sembrano usciti da un telefilm degli anni 70. Un sacco di famigliole e di belle ragazzette in cerca di avventure da raccontare poi al loro ritorno. Pare però (a detta del nostro istruttore) che solo gli egiziani riescano a farle perdere la testa :-)

 

Sott'acqua mi sono divertita moltissimo, anche se, nonostante i miei 3 strati di mute, un po' di freddo l'ho sofferto nei 22° del Mar Rosso.

 

Non conosco il nome di tutti i pesci che abbiamo visto, ma i più belli me li ricordo, il pesce Leone, Napoleone, Istrice e tanti tanti altri.

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ven

29

dic

2006

A Sharm El Sheik non si fa SURF

Un pacchetto LASTMINUTE e passa la paura.....certo non passerò capodanno cavalcando l'onda (^_^) ma credo che mi divertirò lo stesso moltissimo.

7 notti + volo + albergo pensione completa

 

Qualcuno di voi fa o ha fatto immersioni?

Io non le ho mai fatte e in effetti ho un po' paura di trovarmi a respirare sott'acqua, di incrociare qualche pesciaccio pericoloso e soprattutto di non poter gridare (0__0) ....vabbè mi farò coraggio!

 

BUON ANNO A TUTTI, ci si rilegge dopo la Befana...

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lun

04

dic

2006

25/31 agosto 2006 - PERU'

Subito dopo la lezione di surf ci sedevamo in uno dei chioschi sulla spiaggia e ci bevevamo un fantastico frullato di mango, papaya o ananas (per riprenderci dalle fatiche del surf) e poi ci sistemavamo in spiaggia o in piscina.

 

A pranzo eravamo clienti fissi in un altro simpatico chiosco gestito da una famigliola molto carina.....con 1 euro e 30 circa a testa mangiavamo a sazietà (un primo piatto, un secondo e una bibita) e poi ancora mare e piscina.

Nel tardo pomeriggio ci concedevamo una bella passeggiata per le bancarelle e le vie di Mancora fino a cena.....dove potevamo scegliere tra un'infinità di posti per la cena, compresa una Pizzeria Italiana Volentieri di un ragazzo surfista conosciuto in spiaggia che, dopo numerose vacanze fatte da queste parti, ha deciso di trasferircisi mettendo su famiglie e ristorante.

 

La pizza era buona, ma decisamente cara rispetto allo standard di Mancora.

 

Insomma ragazzi.....una vacanza INDIMENTICABILE!

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gio

30

nov

2006

25/31 agosto 2006 - PERU'

Finalmente il clima ci permette di vestirci più leggeri....non che abbiamo sofferto particolarmente il freddo, ma l'escursione termica del Perù è molto forte e, non appena passava una nuvola in cielo, la temperatura passava da 20 a 10 gradi in un secondo...eravamo costretti a vestirci a cipolla!

 

Nonostante qui sia INVERNO....sembra di essere in piena estate (da noi)! Appena svegli ci rendiamo conto che l'oceano ruggisce ancora.....il rumore è forte e così ci confessiamo la paura che entrambi abbiamo avuto ieri sera e che non ci siamo confessati.

Paura che lo onde siano TROPPO TROPPE per dei surfisti principianti come noi.....mi sono spiegata??! La prima cosa che facciamo appena usciti dalla stanza non è la colazione......ma andiamo finalmente a vedere l'oceano e..............sospiro di sollievo!

 

Il rumore è fortissimo, ma l'oceano è CALMO, le onde sono regolari, abbastanza alte e lunghe, anzi lunghissime......oserei dire PERFETTE! Questo è il paradiso....e a noi ci aspetta una settimana indimenticabile.

 

Finalmente, con l'animo più sereno, facciamo colazione e poi subito una bella passeggiata sulla spiaggia verso il punto dove si formano le onde....e dove ci sono un sacco di surfisti (^_^)

 

Passeggiando ci rendiamo conto di essere nel tratto di spiaggia centrale di Mancora. Ci sono infatti moltissimi chioschi dove cucinano di tutto.....dalla colazione a base di frutta fresca ai piatti tipici di pesce crudo. Arriviamo al cuore vero e proprio della spiaggia SURFISTA di Mancora.....moltissime tavole, ragazzi nel bar centrale, internet e un negozio di surf dove leggo un'insegna con la scritta: Soledad Surf Company.

Avevo letto sulla guida che, se non si conosce il posto e non si ha troppa dimestichezza con le onde oceaniche e soprattutto con le precedenze in acqua, sarebbe stato meglio prendere un insegnante. Insomma, qualcuno che ti accompagni in acqua. Sulla guida consigliavano appunto di rivilgersi al centro sportivo Soledad Surf Company.....e così facciamo.

 

Domani mattina alle 8 siamo saremo in spiaggia con la nostra bella muta pronti ad affrontare le nostre prime onde oceaniche.....gulp!! Che ve lo dico a fare.....la nostra settimana qui è stata favolosa!

 

Tutte le mattine sveglia alle 7:30 circa....giusto il tempo di sgranocchiare qualche biscotto, infilare la muta e andare in spiaggia. Naturalemnte durante il tragitto per arrivare davanti alla scuola di surf, dove ci aspettava Victor, costringevo Claudio a fare degli esercizi di riscaldamento. Quelli che Andy ci faceva fare durante l'allenamento.

 

Naturalemnte io ero entusiasta.....credo che Claudio invece si vergognasse moltissimo (^_^) Alle 8:30 eravamo sulla line-up, ci massacravamo, uscivamo esausti, pieni di lividi e tutti indolenziti....ma contenti come bambini.

 

Il ricordo più emozionante è stato fare surf a poca distanza da un gruppo di 4 o 5 delfini. Davvero un sogno.

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lun

27

nov

2006

24 agosto 2006 - PERU'

Qualche giorno fa abbiamo saputo che il nostro bagaglio è a Lima nell'ufficio Lost&Found ma, quando abbiamo chiesto a loro di inviarcelo all'aeroporto di Cuzco, ci hanno detto che non potevano, a meno che non gli fornivamo i documenti in originali del bagaglio e del proprietario....eccccerto, dopo tutto il casino che hanno combinato, pretendono che Claudio spedisca loro il passaporto e la ricevuta del bagaglio!!?!??! Roba da pazzi!!

 

Questa mattina, giusto per uno scrupolo, chiamiamo nuovamente e-perù, l'aeroporto di Lima e tutta le solita combriccola e, UDITE UDITE....ci dicono di andare in aeroporto perchè il nostro bagaglio è li...a Cuzco! Finalmente! Quasi non ci speravamo più! Possiamo smettere di andare in giro vestiti come pagliacci tutti colorati :-D e forse riusciremo anche a capire doce è stato fino ad ora il nostro bagaglio.

 

A Toronto ci avevano detto che lo avevano spedito a Lima.....li ci hanno detto che era ancora a Toronto.....NON ERA VERO NIENTE, IL NOSTRO BAGAGLIO ERA A ROMA. Se lo erano scordato! Vabbè....come si dice meglio tardi che mai (^_^) ....

Giusto il tempo di visitare ancora un po' la città e scattare qualche altra foto e poi di nuovo all'aeroporto, questa volta per volare al nord del Perù, ai confini con l'Ecuador....dove il clima è decisamente più caldo e dove ci attendono le onde oceaniche (°_°)

Per arrivare a MANCORA prendiamo dei voli interni con la compagnia LAN perù. CUZCO-LIMA (con scalo ad Arequipa) LIMA-PIURA Scesi all'aeroporto di Piura alle 22 circa.....scopriamo che ci aspettavano ancora 2 ore di macchina sulla Panamericana Norte per arrivare a destinazione.

 

Se avete intenzione di andare a Mancora, sappiate che il modo più semplice per raggiungerla è attravero lo scalo di TUMBES, non di PIURA (1 ora in meno di macchina, ma lo abbiamo scoperto solo DOPO). La Panamericana Nord da Lima si dirige verso l'Ecuador, passando per le città di Trujillo, Chiclayo ed infine Tumbes, è una lingua di asfalto compresa tra il bianco spumeggiare delle onde del Pacifico e la sabbia di un deserto tra i più aridi del pianeta. Purtroppo è notte e la strada è tutta buia, non ci rendiamo conto del paesaggio che è intorno a noi.

 

A mezzanotte circa arriviamo in albergo, paghiamo il taxi e ci sistemiamo in una bella stanza. Cominciamo a sistemare l'indispensabile, pigiama, spazzolino e dentrificio e tutte le altre cose per il bagno prima di metterci a letto stanchi morti. Fuori è buio pesto, l'unica cosa che riusciamo a cogliere è l'assordante e continuo rumore dell'oceano, delle onde che si infrangano sulla spiaggia....se non fosse per il clima così caldo e il cielo così sereno sembrerebbe quasi che ci fosse una tempesta.

 

La cosa mi preoccupa e non poco. Spenderemo in questo paese 1 settimana circa per fare surf.....e se il mare fosse troppo grosso per 2 principianti come noi? (°_°)

Mi addormento, con questi pensieri, stanca morta e preoccupata...

 

Abbiamo prenotato la vacanza su questo sito QUI

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mer

15

nov

2006

23 agosto 2006 - MACHU PICCHU

Il modo tradizionale per raggiungere Machu Picchu è il treno, che impiega circa 4 ore per arrivare ad Aguas Calientes, seguendo il corso del fiume Vilcanota.

Consigliati da un nostro collega (grazie Giovanni), oltre ai voli, abbiamo prenotato dall'Italia anche questo treno sul sito PeruRail. Nonostante abbiamo fatto la prenotazione con circa 5 mesi di anticipo, il primo treno della mattina è pieno....non ci rimane che prenotare il successivo.

 

Vistadome 2 105 dollari a persona Cuzco / Machu Picchu 07.00 - 11.00 Machu Picchu / Cuzco 17.00 - 21.25

 

Arriviamo con un'oretta di anticipo alla stazione di Cuzco e ci sistemiamo ai posti, rigorosamente numerati, che ci sono stati assegnati. Però, non essendo vicini, poco dopo iniziamo a far spostare tutti cercando la combinazione adatta per poterci sedere uno accanto all'altra (^_^)

 

Il treno parte in perfetto orario e inizia il suo tragitto per uscire dalla vallata di Cuzco. Fa una breve corsa, ad un tratto si ferma e inizia a retrocedere....avrà dimenticato qualcuno dice Claudio....ma non ritorna in stazione, fa un altro breve tratto, si ferma nuovamente e riparte nel verso opposto....e poi ancora, si ferma e riparte nell'alto senso.

 

La spiegazione?

Il treno, per uscire dalla vallata fa una specie di zig-zag, al momento della fermata è azionato uno scambio e cambiando direzione di marcia il treno sale di quota, lasciando vedere da un lato il binario che aveva appena percorso nel tratto precendente. Ci abbiamo messo un po' a capirlo.... :-P

 

Arrivati finalmente alla stazione di Aguas Calientes, percorriamo un breve tratto di strada a piedi in mezzo a bancarelle, fino al Pulmino che in pochi minuti ci accompagnerà in cima. Strada facendo ci imbattiamo in un corteo dove i manifestanti erano bambini di circa 6 anni. Sfilavano per la città con slogan del tipo:

 

"soy inteligente por que tome leche materno" ... "la leche materna es muy rica" ... "La leche materna es muy importante para el desarrollo del bebè" ... "Viva la lactancia materna" ...

 

Chiaro no? L'uso del latte in polvere, in sostituzione a quello materno, fornito gratuitamente negli ospedali nei primi giorni di allattamento, crea nel lattante disaffezione al latte materno. Ciò ha causato e causa la morte di un altissimo numero di bambini nei primi mesi di vita, poichè nel terzo mondo il latte in polvere viene preparato con acqua spesso malsana. Fonti dell'UNICEF parlano di più di 1.000.000 neonati morti all'anno nel Sud del mondo perchè non più nutriti al seno. Fonte: Boicottiamo Nestlé

Premetto che, tutte le storie che si raccontano su Machu Picchu, sono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE delle supposizioni, in realtà NESSUNO sa da chi è stata costruita, chi ci ha abitato e perchè ha deciso di costruirla proprio li.

 

Machu Picchu, soprannominata la città perduta degli Inca, è situata nella fantastica valle dell'Urubamba a circa 2.700 metri di altitudine. Vedendo la posizione della città ed i profondi dirupi che la circondano, si capisce perchè, una volta abbandonata, è rimasta nascosta per ben quattro secoli entrando nella leggenda.

 

Fu riscoperta il 24 luglio 1911 da un certo Hiram Bingham, storico di Yale, che stava esplorando quelle zone alla ricerca dell'ultima capitale Inca: Vilcabamba. Bingham si convinse che Machu Picchu era Vilcabamba e di ritorno dalle sue ricerche scrisse parecchi articoli e libri su Machu Picchu.

Il più conosciuto fu: La città perduta degli Inca.

Ma, sfortunatamente per lui, Vilcabamba non era Machu Picchu. In realtà Bingham fu aiutato nella sua scoperta dai racconti e dalle leggende che apprese durante i suoi viaggi, e soprattutto grazie all'aiuto di un ragazzino che lo condusse proprio fino a Machu Picchu.

 

L'impatto che abbiamo provato è stato forte. Si arriva nel punto più in alto, dopo un'estenuante arrampicata di circa 10/15 minuti e ci si trova davanti questa verdissima vallata, al centro della quale si stagliano le famose rovine della cittadella. Il posto era davvero magico, complici anche le nuvole che si attaccavano sulle vicine montagne e regalavano alle rovine un aspetto fiabesco.

 

Per girare tutti i vicoli ci abbiamo messo diverse ore....ed è stato fantastico girovagare, fotografare e perchè no.....SUPPORRE anche noi :-)

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mar

14

nov

2006

22 agosto 2006 - PERU'

22 agosto

Vi ricordo che il nostro bagaglio è ancora in giro per il mondo senza di noi :-( ..... quindi ieri abbiamo lasciato in albergo i nostri 4 stracci da lavare! 3 kili di bucato che, per soli 4 euro circa, ci verrà riconsegnato oggi pomeriggio lavato e asciugato (SPERO).

 

Oggi visitiamo ancora Cuzco e dintorni, nel BOLETO TURISTICO sono indicati molti luoghi da visitare. Molto bello, anche se un po' più chic, è il quartiere di SAN BLAS detto anche il quartiere degli artisti dove, lungo i viottoli, c'è un susseguirsi di botteghe che espongono artigianato VERO locale, non quello che si incontra nei mercati. Qui ci siamo innamorati di un quadro fatto con la lana di alpaca che ci siamo portati a casa dopo una trattativa estenuante. Trovandoci nel quartiere degli artisti decidiamo di andiamo a mangiare in un posto riportato dalle giude: QUINTA ZARATA, un po' fuori mano ma davvero ottimo. L'insalata mista con avocado più buona della mia vita.

Si affaccia, sulla vallata di Cuzco, la riproduzione (in miniatura) del Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Non possiamo non visitarlo e così prendiamo un taxi che ci porta in cima alle montagne che circondano Cuzco. Dopo la foto del Cristo, andiamo a visitare le vicine rovine (sempre incluse nel boleto turistico) di Sacsayhuaman, Quenqo, PucaPucara, Tambomachay.

Numerosi studiosi concordano nell'attribuire alla città di Cusco la forma di un puma, di cui la fortezza di Sacsayhuamán (in quechua: Saksaq Waman, sembra quasi Sexy Woman) rappresenterebbe la testa. Cosa facilmente intuibile dalla muraglia a zig-zag che ricorda le fauci. Alla sommità, inoltre, è visibile l’occhio dell'animale. Questo almeno prima dell'arrivo dei conquistadores spagnoli, i quali prelevarono dal sito numerose pietre per costruire case e chiese nella città.

La fortezza di Sacsayhuamán è il più imponente esempio dell’architettura militare incaica e fu uno dei luoghi della resistenza Inca contro l'invasore spagnolo. Ogni blocco (ce ne sono alcuni davvero enormi) con il quale è costruita, ha una sua forma trapezoidale e irregolare, che combacia esattamente con i blocchi circostanti, come in un puzzle. Nemmeno una sottile lama potrebbe infilarsi nelle fessure tra le rocce.

 

Il posto è bellissimo, ma i siti sono molto distanti tra loro. I primi 2 li abbiamo fatti tutti a piedi, ma gli utlimi sono troppo distanti, la strada è in salita e inizia anche a piovere (che jella). Per fortuna incontriamo un taxi....ci accordiamo e per 7 euro circa, ci accompagna a visitare le altre rovine, aspettandoci tutte le volte all'ingresso di queste, dopodichè ci riporta in città bagnati per la pioggia e stanchi morti.

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lun

13

nov

2006

21 agosto 2006 - PERU'

Ieri pomeriggio siamo partiti da Puno in direzione CUZCO - L'ombelico del mondo. Ci avevano consigliato il treno perché "molto pittoresco"....ma, dopo esserci informati, scopriamo che impiega circa 11 ore e c'è una differenza di prezzo abissale tra la prima e la seconda classe. 119 dollari la prima e 17 la seconda....pazzesco.

Qualcuno ci dice che in seconda classe si viaggia comunque bene, qualcun'altro invece racconta di viaggi tipo "sardine in scatola".

 

La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento.

E puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto.

Sior Capitano mi stia a sentire, ho belle e pronte le mille lire, in prima classe voglio viaggiare su questo splendido mare.

 

Non ci fidiamo di nessuno.....e decidiamo di prendere il solito pullman che ormai conosciamo bene e che impiega comunque le sue belle 8 ore per fare 380 km circa. Cuzco, situata nel cuore del Perù, si trova ad un'altitudine di 3.400 metri ed è la città più antica del continente americano. A ragione rivendica il titolo di capitale del Perù su Lima, non certo per la grandezza, ma per la storia e la posizione. E' una città molto affascinante, dove splendidi edifici coloniali e religiosi sono costruiti sulle massicce fondamenta in pietra degli incas.

 

Passeggiando tra le strette strade di ciottoli si possono incontrare numerosi discendenti incas che parlano ancora la lingua quechua (si legge checiua).

A Cuzco gli Incas vissero industurbati fino al 1533, anno in cui arrivarono i conquistadores spagnoli, guidati da Francesco Pizarro. Dopo averla conquistata e saccheggiata, gli spagnoli posero la loro attenzione su Lima, facendo decadere l'importanza di Cuzco che divenne solo una delle tante città coloniali. Oro e argento erano spariti e molto edifici inca erano stati abbattuti per far posto alle Chiese e alle case coloniali. Gli Incas provarono a ribellarsi ma, nonostante la superiorità numerica, non riusciro a far fronte ai conquistadores che avevano le armi da fuoco.

 

Altri eventi nel corso degli anni scossero, nel vero senso della parola, la città di Cuzco: 2 fortissimi terremoti che distrussero la città e tutti i palazzi costruiti dai conquistadores. Non a caso poi gli edifici furono ricostriuti sulle fondamenta incas, molto più stabili.

 

Il cuore della città è Plaza de Armas, li acquistiamo il BOLETO TURISTICO che con 10 dollari ti permette di visitare diversi posti, sia in città che fuori. Sulla piazza si affacciano 2 Chiese molto importanti, LA CATEDRAL e la COMPANIA, (secondo noi più bella della prima e ad ingresso libero) costruita sopra le fondamenta del palazzo dell'ultimo sovrano Inca che regnò su un impero unito e non ancora conquistato.

A causa dei conquistadores e dei terremoti che distrussero tutto, le Chiese e i palazzi sono affrescati da dipinti moderni della ESCUELA CUZQUENA di pittura.

 

Cuzco è una città molto turistica, ed è facile trovare alberghi e ristoranti per tutti i gusti e per tutte le tasche. Stravolti da una giornata intensa mangiamo una pizza cotta nel piccolo forno a legna di una pizzeria e torniamo in albergo. Abbiamo dormito, per una manciata di euro, in un albergo centralissimo costruito in un antico palazzo inca....molto emozionante dormire con la testiera del letto poggiata su una parete costruita centinaia di anni prima dagli incas.

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ven

27

ott

2006

Il Lago Sacro

Sfogliando le guide ho trovato una bella leggenda su come il Lago Sacro è stato creato, ve la riporto qui....

 

Molto tempo fa, sull'altopiano sorgeva una grande e ricca città costruita da una popolazione fiera e arrogante. Gli abitanti erano così compiaciuti della loro città, da rifiutarsi di ammettere che al mondo ci fosse alcunché di più bello.

Un giorno arrivò nella città un gruppo di cenciosi indios che ben presto attrassero l'attenzione della gente profetizzando la distruzione della ricca città.

Preparatevi dicevano, la rovina è vicina, ed essa verrà sotto forma di terremoti, inondazioni e incendi. Stanchi di quelle profezie di malaugurio, i cittadini presero a frustare gli indios e li espulsero dalla città. Ma i sacerdoti erano molto allarmati. Quelli erano santi uomini, dicevano può darsi che vedano più lontano di quanto vediamo noi. E presero tanto sul serio le parole degli indios, che se ne andarono a loro volta dalla città per ritirarsi nel loro tempio su uno dei colli vicini. Guardate un po' quegli sciocchi­ dicevano gli abitanti. Che cosa credono di ottenere standosene lassù?

Quel colle è così alto da attirare i fulmini. Oh, come rideremo quando accadrà!

Poi, un tranquillo pomeriggio, un cittadino scorse all'orizzonte una nuvoletta rossa, che divenne sempre più grande, e ben presto altre nubi dello stesso colore le si congiunsero, e ad esse se ne aggiunsero altre ancora, che avevano il colore del piombo. Quando venne la notte, non calarono le tenebre, perché il cielo e la terra sottostante erano rischiarati dal riflesso rosso delle nubi.

Poi, con un fragore spaventoso, il suolo prese a tremare: dalle nuvole cominciò a cadere una pioggia rossa.

Uno dopo l'altro gli edifici crollarono, mentre la pioggia cadeva implacabile. Gli acquedotti e i canali d'irrigazione furono completamente distrutti, i torrenti montani uscirono dai loro letti, la città venne sommersa. Oggi, il grande lago Titicaca ne copre i resti. Non uno dei suoi orgogliosi abitanti è sopravvissuto.

A salvarsi furono solo i sacerdoti nelle loro capanne di paglia, il loro tempio sul colle non fu distrutto dal terremoto, il colle stesso restò al di sopra delle acque del diluvio.

Oggi la sua cima è l'Isola del Sole. Sopravvissero anche i profeti di sventura, quei poveri indios cenciosi, che da un luogo sopraelevato assistettero rattristati alla distruzione della città; una parte dei loro discendenti divennero i "Saggi dell'altopiano", medici e guaritori celebri per la loro abilità.

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mer

25

ott

2006

19 e 20 agosto 2006 - PERU'

19 agosto

Alle 10 circa partiamo sempre in pullman per PUNO, sul LAGO TITIKAKA. 5 ore di viaggio infernale su strade non asfaltate, non tutte. Strada facendo, con la sim peruviana, prenotiamo un albergo al centro della città.

 

In PLAZA DE ARMAS, il centro della città, c'è una delle più belle cattedrali che abbiamo visto fino ad ora. Molto semplice e spoglia, ma suggestiva. Scorgendo la città da lontano (mentre ci avviciniamo con il pullman) notiamo che Puno è un'immensa distesa di case di fango che si affacciano sul lago, che sembra un mare, in mezzo alle montagne. E' un paesaggio molto affascinante.

 

Questa volta il nostro è un albergo abbastanza moderno e in stile occidentale. Lo abbiamo scelto per via del freddo che fa da queste parti. Avedo poco tempo a disposizione iniziamo a girare avidamenete la città e prenotiamo la gita sul lago per la mattina successiva. Intorno alla Plaza c'è una via pedonale molto movimentata. Ristoranti, negozi e bar.....e un sacco di gente che vuole trascinarti nel proprio locale.

Tutta la giornata è stata caratterizzata dalla ricerca di negozi di elettronica e fotografia per cercare il carica batterie della macchinetta digitale di Claudio (che è sempre dentro il bagaglio smarrito). Siamo praticamente entrati in tutti i negozi di Puno, anche nelle pasticcerie....non si sa mai (°_°)

 

Naturalmente siamo riusciti a trovarlo....e allora il mitico Ingegner Claudio decide che, con il caricabatterie del cellulare Nokia e due fili (quelli della luce pe intenderci) molto sottili, riuscirà a ricaricare la sua Sony. Dopo ore e ore di ricerca, riesce a trovare sti pezzi di rame in un negozio di riparazioni elettrodomestici e qualsiasi cosa avesse una presa o delle batterie. Quando è entrato per spiegare cosa volesse fare, credo che il signore si sia messo paura....per questo secondo me lo ha assesondato e aiutato! Dopo tutta questa fatica spesa, credete che abbia funzionato? E voi credete male....

 

Giriamo un po' per il mercato....almeno fino a che c'è luce. Man mano che la giornata inizia volgere al termine decidiamo un localino per cenare. Ci sono un mare di pizzerie, tutte con forno a legna. Ne scegliamo una, entriamo e per scaldarci prendiamo subito un VINO CALIENTE. Una tazza di vino rosso caldo aromatizzato, Claudio momenti sviene perchè a lui non piace la cannella (^_^) e poi ordiamo delle pizze davvero molto buone....ammazza che forti sti peruviani!

20 agosto

Titikaka è il lago navigabile più alto del mondo, a 3860 sul livello del mare. Acciambellato al confine fra la Bolivia e il Peru è lungo 150 km e profondo 300 metri. Sul lago abitano le popolazioni UROS che costruiscono le loro capanne su isole galleggianti artificiali.

 

Queste Isole sono costruite con una specie di canna chiamate TOTORA, che cresce in abbondanza lungo le sponde del lago. Queste canne vengono stratificate in continuazione, man mano che gli strati più vecchi marciscono e si distruggono. Con queste canne, gli Uros costruiscono oggetti diversissimi, comprese le barche con cui vanno a pescare.

 

Ma non è tutto, gli Uros si cibano anche di Totora....la consumano fresca oppure ci fanno della farina per preparare dei biscotti...niente di speciale, ma buona (^_^) Non mi è mai capitato di camminare e correre su un pavimento flottante.....una cosa strana. Nonostante il paesaggio fosse molto bello e regnasse una sensazione di calma, cullati dalle acque del lago sotto quel cielo così limpido nel mezzo della natura, ho provato una sensazione di chiusura e soffocamento.....cavolo ragazzi, quelle isole sono minuscole. Alcune delle più piccole avranno avuto al massimo una superficie di 200/300 mq.....se litighi con un tuo vicino e decidi che non lo vuoi più vedere dove te ne vai? (°_°)

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mer

11

ott

2006

17 e 18 agosto 2006 - PERU'

17 agosto

Dopo una deliziosa colazione continentale saliamo sul pulmino per la gita nel Canyon del Colca. Dopo neanche 20 minuti avverto i sintomi del mal d'altura, ma più forti della sensazione di affaticamento che avevo ieri. I miei movimenti e i miei pensieri erano rallentatissimi (niente battute di spirito....io sono un tipo rock) e non riuscivo a stare con gli occhi aperti. Un po' come quando prendi un vuoto d'aria in aereo (Giuly non è niente....una passeggiata VAI IN GITA). Prendo subito una pasticchetta di sorochi pil comprate a Lima e nel giro di una mezz'oretta torna tutto a posto.

 

Avevo letto sulle giude che i disturbi sono legati all'abbassamento della pressione atmosferica e alla rarefazione dell'aria, di conseguenza l'organismo tende ad aumentare la velocità di respirazione (cresce anche il ritmo cardiaco), per adattarsi alle nuove condizioni atmosferiche.

Con sommo piacere, questa volta, anche Claudio avverte il mal d'altura.....sembra quasi che sempre e solo io sono quella che sta male. E pasticchetta anche a lui. A 4910 metri si fa fatica a fare qualsiasi cosa...abbiamo il fiatone da fermi...e allora giù con il nostro primo vero mate de coca...fatto con le foglie di coca essiccate, com'è? Amaro.

 

Durante il tragitto che ci porta a CHIVAY, facciamo diverse soste per vedere dove vivono, in libertà, vigogne, lama e alpaca....da dove prendono quella lana mobida morbida. Ci spiegano che adesso questi animali vengono tosati come le pecore e non più uccisi per prendere la loro pelle. Meno male, sono animali liberi e protetti.

Chivay è una cittadina molto piccola e tranquilla....piena zeppa di bei bambini, un mercato enorme e tanta gente nella piazza. Nel pomeriggio, dopo aver comprato un costume per Claudio, ce ne andiamo alle terme. Avevo paura che fossore sporche e trascurate...invece mi sbagliavo, erano davvero belle. Piscine all'aperto e al chiuso, con acqua di circa 40°....quello che ci voleva per riprenderci dalle fatiche dei giorni precedenti e toglierci un po' di freddo dalle ossa. Per questa gita ci siamo aggregati ad un gruppo organizzato di una decina di persone. Genitori e figli italo-inglesi....abbastanza simpatici. Noi però non li seguiamo nei pranzi e nelle cene che il loro tour operator ha prenotato, preferiamo viverci la città e le persone.

 

Ceniamo infatti in un polleria vicino al mercato dove con 3 soles (poco meno di un euro) Claudio prende UNA CENA con minestra in brodo di carne e lomo saltado, mentre io per 7 soles prendo una crema di asparagi e un'insalata mista buonissima.

 

Al contrario di quello che avevo letto sulle guide prima di partire, il perù è un posto dove, noi vegetariani, non abbiamo problemi alimentari. Si trovano un sacco di verdure, di frutta e di formaggi. I clienti di questa polleria erano tutte persone del paese. Guardavano la tv (che sembrava essere una rarità in quel posto) chiacchieravano e mangiavano quello che la cucina offriva. Non c'era in effetti un menù dove potevi scegliere le pietanze, ma tutte le sere preparavano cose diverse per 3 soles, LA CENA. Una mentalità un diversa dalla nostra. Per noi mangiare fuori, al ristorante, è un lusso mentre per loro è un risparmio. Con soli 3 soles mangiano "una cena completa" e guarano la tv senza consumare acqua, luce e gas.

 

Un altro strano sintomo del mal d'altura che mi è preso è stato l'offuscamento della vista. Una cosa strana (ma a me prendono tutte le cose più strane) che non ho letto su nessuna guida.....insomma, ad un certo punto mi si è abbassata la vista. Vedevo abbastanza bene da lontano, ma da vicino...NULLA...tutto sfocato...non riesciuvo a mettere a fuoco. Non riuscivo a leggere, non distinguevo quello che avevo nel piatto mentre mangiavo, non riescivo a fare un sacco di cose. Ho provato una sensazione bruttissima (Mamma ti giuro che non ti prenderò più in giro perchè non ci vedi da vicino e sei costretta ad allontanare le cose dal tuo viso), ma Claudio mi ha tranquillizzata, dicendomi che era normale e che domani non avrei avuto più nulla, non appena il mio corpo si sarebbe abituato all'altezza......in realtà, poi mi ha confessato che era tutt'altro che tranquillo, ma per fortuna aveva ragione lui, la mattina seguente era tutto a posto :-)

18 agosto

Sveglia all'alba per andare a CRUZ DEL CONDOR per vedere il volo dei condor.

Prima di arrivarci, siamo passati per MACA e abbiamo visitato la chiesa, molto spoglia e semplice. C'erano, come al solito, molte persone che vendevano i soliti oggetti per turisti e uno aveva un rapace (falco?) al GUINZAGLIO per essere fotografato dai turisti. Incredibile quante persone le hanno fatte. Mah....

 

Arrivati finalmente a Cruz del Condor ci hanno accolto qualche centinaia di magliette colorate di turisti come noi ma anche, indifferenti e fieri, due Condor enormi che sembravano disegnati nel cielo. Grandi, tranquilli, maestosi. Molto affascinanti, quasi magici. Abbiamo poi proseguito lungo un percorso a piedi....dei panorami mozzafiato.

 

L'altezza ha reso faticoso il cammino a piedi che comunque ci ha ritremprato entrambi. Prima di lasciare il canyon abbbiamo fatto anche noi la PIRAMIDINA di pietre...immortalata da foto. Non avremmo dovuto è vero...ma la voglia era così tanta che non abbiamo resistito.

 

Fine della gita sul Canyon del Colca e rientro ad Arequipa con sosta obbligatoria agli uffici iPerù......e telefonate inutili all'Air Canada.

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lun

02

ott

2006

15 e 16 agosto 2006 - PERU'

15 agosto

Stasera si parte da Nazca....direzione AREQUIPA. Andiamo a comprare i biglietti per il pullman....purtroppo quello comodissimo che abbiamo preso ieri è completo e allora ne prendiamo un altro meno bello e meno comodo (non c'è altra alternativa). Partiremo alle 23 e arriveremo alle 8 di domani mattina......speriamo di riuscire a dormire.

 

Decidiamo di comprare una SIM peruviana. Dato che non abbiamo prenotato nulla, forse ci può far comodo per fare delle telefonate locali senza usare il nostro cellulare. Comunque, prima di lasciare Nazca, ci aspettano altre visite interessanti. A 30 km da Nazca, in mezzo al deserto, c'è un piccolo sito archeologico dove sono state scoperte circa 40 tombe.


Il cimitero di Chauchylla. Molti dei corpi ritrovati all'interno erano in ottime condizioni, così abbiamo potuto vedere come erano adagiati e vestiti. Erano mummificati in posizione fetale, pronti per la rinascita e avevano capelli lunghissimi.....alcuni corpi avevano capelli rasta che arivavano fino ad 1 metro e mezzo !!! C'erano anche molti bambini, ci spiegano infatti che la mortalità infantile era altissima.

 

Un posto interessante, non eccezionale, ma da vedere....così come il Museo Antonini visitato nel pomeriggio. Li sono riprodotte in miniatura alcune tombe e un plastico delle Linee di Nazca.....impressionante quante ce ne sono! Cena a EL PORTON e poi aspettiamo il pullman che ci porterà nottetempo ad Arequipa, chiamata LA CIUDAD BLANCA.

16 agosto

Viaggio in pullman tremendo. Un po' per la scomodità delle poltrone (niente a che vedere con il primo pullman preso) un po' perchè strada facendo si incontarvano strade e paesaggi davvero paurosi. Buio pesto, strade strette e curve pericolose nel pieno deserto....a tratti sabbioso e a tratti roccioso. Brrrrr...chiudo le tendine e cerco di dormire.

Arequipa è la prima che incontriamo che si può definire città, è situata a 2300 metri sul livello del mare, ha un clima stupendo, ci dicono che piove solo per tre, quattro giorni all’anno, mai caldo, mai freddo. E il motivo per cui è chiamata la città bianca ci salta subito all'occhio, anche se, nel Monastero di Santa Caterina, sono ben rappresentati tutti i colori primari.

 

Troviamo un albergo centralissimo, pulito e accogliente.....nonchè estremamente economico. Una camera matrimoniale con bagno privato e tv veniva 50 soles (circa 13 euro)....presa!!

 

Tramite l'albergo c'è anche la possibilità di prenotare una gita di 2 giorni per visitare IL CANYON DEL COLCA, consigliatissimo anche dalla guida. La prenotiamo....partiremo domani mattina alle 8:30. Lasciato IL BAGAGLIO in stanza, iniziamo ad esplorare la città, le chiese e il Monastero di Santa Caterina (Santa Caterina di Siena).

 

Quest'ultimo è un enorme monastero di monache di clausura che in passato ospitava le rampolle delle ricche famiglie spagnole le quali però, spesso, si guardavano bene dal condurre una vera e propria vita monastica. Oggi il numero delle monache presenti è notevolmente ridotto, il convento ne ospita solo una trentina, rigorosamente isolate dal resto del mondo.

A vegliare su Arequipa ci pensa IL MISTI, il vulcano simbolo della città con i suoi 5825 metri di altezza, come in quella canzone....


"Il Fujiama vegliava su di me Sui miei pensieri riflessi In un bicchiere di profumato tè Che c’è sotto i mandorli in fiore..." * dedicato a bunny chan

 

Io inizio a sentire il mal d'altezza, camminando per la città mi sento molto affaticata, ho sempre il fiatone....accidenti sembro una vecchia....e soprattutto inizio a preoccuparmi per la gita sul colca....li toccheremo i 5000 metri....acc.....§*@#"&^

 

Nel pomeriggio non manca una bella visita agli uffici i-perù (tanto per non perdere l'abitudine) per il nostro bagaglio e 4 o 5 telefonate all'Air Canada, poi un salto al TERRAPORTO per comprare i biglietti degli altri 2 viaggi in pullman che dobbiamo fare, questa volta viaggiamo con la compagnia ORMEÑO. Spero di non annoiarvi con questo racconto.....lo spezzetto tutto per poter aggiungere il maggior numero di foto.

 

Questa volta nella, alle mie spalle, c'è IL MISTI.

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gio

28

set

2006

13 e 14 agosto 2006 - PERU'

13 agosto

Facciamo mente locale....tutto quello che era nella valigia di Claudio....abbiagliamento, caricabatterie del cellulare, dell'ipod e della macchinetta digitale....ma la cosa che ci preoccupa di più è una mia medicina che era in valigia e che, per motivi di sicurezza (data la complicata situazione attentati) non abbiamo potuto portare con noi (no gel, no liquid). Qualche dose di straforo Claudio l'ha messa nel bagaglio a mano ma, se non si ritrova il bagaglio, sono fritta.

Giornata spesa tra telefonate intercontinentali inutili all'Air Canada, compere per Claudio....magliette, calze, slip...ecc...ecc...e farmacie per me. Inizialmente ci dicono che quel tipo di medicina non esiste in Perù, ma siamo ostinati e continuiamo la ricerca....e meno male....siamo stati fortunati....medicina torvata.

Decidiamo comunque di fare un salto all'aeroporto, il personale Air Canada non è in aeroporto perchè oggi è domenica e loro arriveranno soltanto martedì. Quindi niente maleta, ma almeno abbiamo conosciuto gli efficientissimi uffici dell'i-perù che si sono presi a cuore la nostra situazione e ci hanno aiutato e supportato durante tutto il nostro viaggio con le loro sedi disseminate in tutte le città da noi visitate.

 

Trovato medicina, comprato abbigliamento e caricabatterie per cellulare, all'unanimità :-) prendiamo la decisione di proseguire nel viaggio. Andiamo alla stazione di pullman CRUZ DEL SUR a comprare i biglietti per NAZCA alle 7 di mattina del giorno dopo. Volevamo partire subito e passare la notte in pullman, ma purtroppo non abbiamo trovato posto :-(

 

Finalmente inizia la nostra vacanza. Lasciamo le borse in un altro albergo di miraflores "un poquito mas barato" e andiamo a fare una passeggiata sul malecon dove c'è un centro commerciale all'aperto che si affaccia sul mare. Molto bello. Vediamo un cinema e decidiamo di andare a vedere LOS PIRATAS DEL CARIBE...bellissimissimo....peccato che non capiamo quasi nulla: era in inglese con i sottotitoli in spagnolo. Praticamente leggevo in spagnolo e capivo una cosa.....ascoltavo in inglese e ne capivo un'altra.....sono uscita con il mal di testa.

 

Sulla strada del ritorno ci fermiamo in un ristorante molto carino LAS TEJAS, il personale era molto simpatico e cordiale e abbiamo mangiato benissimo. Io ho preso un piatto vegetariano piqueo vegetariano e ho proibito a Claudio di prendersi il loro piatto tipico Cuy al horno.....il porcellino d'India al forno....si si proprio quello che noi italiani teniamo a casa nelle gabbiette...ORRORE!!!

14 agosto

Sveglia all'alba per andare alla stazione dei pulman della Cruz del Sur.....direzione Nazca! Proviamo questa esperienza di viaggiare lungo la panamericana con il pullman. Il paesaggio che incontriamo è abbastanza desolante....poco fuori Lima è tutta una distesa di deserto e baracche. Quando si alza il vento sembra tutto avvolto da una spessa coltre di nebbia. Inquitante.

 

Il viaggio è stato comodissimo e lunghissimo.....siamo arrivati a Nazca alle 14 circa. La ciudad di Nazca è meno baraccosa delle altre incontrate strada facendo, ma non la si può certo chiamare città. E' un villaggio costruito su una strada principale, dove tutto il turismo gira intorno alle famose LINEE DI NAZCA. Il turista arriva, vola sulle linee e prosegue il viaggio. Lo mismo que hacemos nosotros.

 

Grazie alle nostre guide, scegliamo di alloggiare nel bell'albego DON AGUCHO per una notte, un posto molto bello e abbastanza economico. Posiamo tutto quello che rimane dei nostri bagagli e siamo pronti per fare questo volo sulle linee di Nazca......con un Cessna 4 posti.

Il volo dura poco più di 30 minuti, mettiamo le cinture e decolliamo. Non ci fa paura per niente....peccato che dopo 15 minuti io inizio a sentire il mio povero stomaco, per fortuna VUOTO, che ballava il meneito....che fastidio! Questo perchè, per far vedere bene bene bene le figure a tutti e due, il pilota faceva 2 giri interi su ogni figura sorvolata, piegandosi completamente prima da una parte e poi dall'altra.

 

Comunque....nausee a parte....le lineee erano stupende, perfette, grandi, misteriose....uno degli enigmi più affascinanti dell’archeologia. Ciò che rende straordinari questi disegni è che questi sono visibili solo....dal cielo! In quale modo gli abitanti di Nazca riuscirono circa 600 anni fa a tracciare queste linee? E a quale scopo?

I disegni tracciati sono circondati da un labirinto di forme geometriche di una precisione millimetrica: sono visibili delle linee perfettamente rette lunghe più di 8 km e una di queste misura addirittura 65 km! Stiamo dunque parlando di una sorta di pista d’atterraggio per antichi frequentatori del cielo?

Cerchiamo le risposte a questi enigmi seduti in un ristorante di Nazca LA TABERNA davanti a due piatti tipici....Pescado a lo macho per Claudio e papa a la huancaina per me. Dopo tutte le avventure dei primi giorni.....questo è il primo vero giorno di vacanza :-) ....e ce ne andiamo a dormire contenti.....

 

PS: nella foto potete vedere la figura del colibrì, lungo circa 50 metri.

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mer

27

set

2006

11 e 12 agosto 2006 - PERU'

Sveglia presto, ma non troppo, per arrivare in aeroporto grazie ad un passaggio del mio amico Claudio. A causa dei, per fortuna, mancati attentati di Londra, i controlli e l'unico desk aperto per il check in, fanno si che si accumuli un ritardo di circa un paio d'ore che ci fanno perdere a Toronto la coincidenza con Lima.

Restiamo a Toronto e le brutte notizie ci rincorrono per tutto il giorno. Per prima cosa ci accorgiamo che manca uno dei nostri bagagli.....quello di Claudio.....e subito dopo ci dicono che non ci sono altri voli per Lima, forse in settimana....COSA?!??!?! Mi prende lo sconforto :-(

Contatto la signorina del sito venere.com che molto gentilmente ci ha spostato al giorno dopo la prenotazione fatta per la notte da passare a Lima.

Ci dicono che il bagaglio è stato spedito direttamente a Lima per errore e quindi non ci fanno compilare il foglio smarrimento bagaglio....ci dirigiamo direttamente al banco Air Canada per capire quando possiamo ripartire per Lima.

Domani mattina, passando per Mexico City ci dicono.....accidenti, il viaggio più lungo del mondo....vabbè, meglio di niente....però dato che abbiamo perso il volo per Security Reasons non ci possono rimborsare albergo e cena.....STAREMO A VEDERE!!

L'indomani sveglia all'alba dopo una cena da Montanas alla periferia di Toronto (un posto molto simile all'hard rock) e una breve dormita in un hotel di bassa categoria. All'aeroporto imbarchiamo il bagaglio (incrociando anche le dita dei piedi) e ci facciamo un viaggio in prima classe di circa 4 ore fino a Mexico City, poi un'altra interminabile attesa in aeroporto e finalmente il volo che ci scarica a Lima il 12 agosto alle 22 e 30 circa.

 

Altre brutte notizie ci attendo a Lima.....il nostro bagaglio non c'è e noi non abbiamo compilato il foglio smarrimento....e non c'è neanche il personale Air Canada al quale chiedere, dato che sono presenti solo quando ci sono i loro voli. Vabbè....aspettiamo domani, a mente fresca ci verrà in mente qualcosa. Saliamo sul taxi che ci porta in albergo a Miraflores.

 

Passiamo per strade buie e sterrate, in mezzo a baracche e case diroccate prima di arrivare nelle zone centrali di Lima.

 

Passando per il lungomare vediamo la spiaggia e il mare.....una distesa di onde.....una vista che mi ha gettata in confusione.

Ma la line up? Vabbè ci penso domani.

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lun

11

set

2006

Pand is come back...

Eccola qui....è ritornata da voi sana e salva! Pensavate che sarei rimasta in Perù?!? E invece no!

Certo che...bello è bello...davvero molto...però non c'è niente da fare, sono italiana e dopo un po' ho iniziato ad avere nostalgia di Mamma, della pasta e della pizza ;-)

Prima di iniziare a raccontarvi questo viaggio devo rimettere un po' insieme le idee...le foto...il diario di viaggio... Se siete curiosi di sapere se in Perù ho fatto surf......la risposta è SI SI SI!

Troppo bello.....e il tutto è documentato da foto che non vedo l'ora di condividere con voi! Per adesso cercherò di leggervi un po' tutti per vedere cosa avete fatto in mia assenza!

 

Ahhh.....quasi dimenticavo....nella foto che vedete mi trovavo a macchu picchu....non sono venuta male, ero proprio così....l'altitudine (o il mate de coca) mi ha fatto un effetto strano! :-D

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mer

09

ago

2006

Finalmente.....

....le tanto sospirate vacanze!

 

Venerdì partirò per il PERU' e starò fuori fino ai primi di settembre.

 

Un saluto a tutti... ...ci leggiamo al mio rientro!

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mar

07

feb

2006

Marocco

Il Marocco in poche righe...difficile.

Un viaggio di 12 giorni e 2200 km circa che ci hanno fatto vedere dei posti ai confini della realtà. L'unica cosa pianificata....il volo a/r.

 

Innanzitutto, scoprire che la capitale è Rabat e non Casablanca è stata per me una grande sorpresa....ok, date tranquillamente voce al vostro pensiero e liberatevi....IGNORANTE....fatto?!?....bene continuiamo....

La storia del Marocco è piena di colpi di scena. Si sono susseguite una dinastia dopo l'altra e quello che ci resta di quell'epoca movimentata è conservata nelle quattro città imperiali:
Rabat, Meknes, Fes e Marrakech, assolutamente da non perdere! E in più, a questo viaggio, abbiamo aggiunto una suggestiva escursione al sud, nella regione delle kasbe e degli ksour.

 

Dalla neve di Midelt alle dune del deserto di Merzouga, dove abbiamo passato una freddissima notte nel sacco a pelo, fino a Erfoud risalendo poi  lungo le gole del Todra (splendide al tramonto) e quelle ancor più tortuose del Dades e puntare poi sulla vivace e colorata città di Marrakech, dove le vette dell'Alto Atlante simili alle Alpi si uniscono alle rosse montagne del Medio Atlante, per risalire a Casablanca passando lungo la costa...più precisamente a El Jadida...dove abbiamo visto fantastiche onde tubanti.

Nel nostro viaggio abbiamo incontrato paesaggi e temperature molto diverse...bastava spostarsi di 100 km e dalla neve passavamo al deserto, al paesaggio roccioso e ai prati fioriti....insomma dei posti unici. Anche le persone incontrate durante il viaggio, a differenza delle credenze popolari, sono state tutte molto cordiali e gentili. C'erano come al solito le guide non ufficiali che erano affabili e carine solo perchè alla fine gli davi una mancia, ma poco dopo abbiamo imparato a riconoscerle e per fortuna non tutte erano così, con alcune abbiamo instaurato un bel rapporto di amicizia/fiducia....come per esempio con Irsham a Casablanca.

La lingua ufficiale è l'arabo, ma la stragrande maggioranza della popolazione parla francese....con nostra grande sorpresa anche nei paesini più isolati, ma si trovano anche persone che si sforzano di parlare italiano.....e ci riescono. Il clima all'interno ha carattere continentale, con sensibili escursioni termiche diurne. Da dicembre ad aprile c'è tanta neve in montagna e si può sciare. La neve cade generalmente al di sopra dei 1000m e sopra i 3000m, in inverno, si raggiungono anche i 20° sottozero!! Per fortuna non siamo arrivati a queste temperature glaciali, ma passando per alcuni valichi poco sopra i 2000m abbiamo visto moltissima neve e potuto constatare che in inverno in Marocco.....FA FREDDO.

Per contro, in estate il caldo torrido colpisce il sud con punte massime di 50°C e di conseguenza i mesi migliori per visitarlo sono prorpio quelli invernali. Per dormire e mangiare non abbiamo speso molto, da un minimo di 25 ad un massimo di 55 euro al giorno a persona.

 

Ma se siete vegetariani, e come me non mangiate ne carne ne pesce, allora potreste soffrire un po' la fame. I primi giorni mi sono tuffata in fantastici cous cous e tajine di verdure....ma poco dopo, per via delle onnipresenti spezie (soprattutto il coriandolo), ho avuto un po' di nausea e non sono più riuscita a mangiare i cibi locali (alla sola parola Tajine mi venivano i conati....).

 

Davvero un bel viaggio

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IL LIBRO SUL COMODINO

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
di Jonas Jonasson


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