17 e 18 agosto 2006 - PERU'

17 agosto

Dopo una deliziosa colazione continentale saliamo sul pulmino per la gita nel Canyon del Colca. Dopo neanche 20 minuti avverto i sintomi del mal d'altura, ma più forti della sensazione di affaticamento che avevo ieri. I miei movimenti e i miei pensieri erano rallentatissimi (niente battute di spirito....io sono un tipo rock) e non riuscivo a stare con gli occhi aperti. Un po' come quando prendi un vuoto d'aria in aereo (Giuly non è niente....una passeggiata VAI IN GITA). Prendo subito una pasticchetta di sorochi pil comprate a Lima e nel giro di una mezz'oretta torna tutto a posto.

 

Avevo letto sulle giude che i disturbi sono legati all'abbassamento della pressione atmosferica e alla rarefazione dell'aria, di conseguenza l'organismo tende ad aumentare la velocità di respirazione (cresce anche il ritmo cardiaco), per adattarsi alle nuove condizioni atmosferiche.

Con sommo piacere, questa volta, anche Claudio avverte il mal d'altura.....sembra quasi che sempre e solo io sono quella che sta male. E pasticchetta anche a lui. A 4910 metri si fa fatica a fare qualsiasi cosa...abbiamo il fiatone da fermi...e allora giù con il nostro primo vero mate de coca...fatto con le foglie di coca essiccate, com'è? Amaro.

 

Durante il tragitto che ci porta a CHIVAY, facciamo diverse soste per vedere dove vivono, in libertà, vigogne, lama e alpaca....da dove prendono quella lana mobida morbida. Ci spiegano che adesso questi animali vengono tosati come le pecore e non più uccisi per prendere la loro pelle. Meno male, sono animali liberi e protetti.

Chivay è una cittadina molto piccola e tranquilla....piena zeppa di bei bambini, un mercato enorme e tanta gente nella piazza. Nel pomeriggio, dopo aver comprato un costume per Claudio, ce ne andiamo alle terme. Avevo paura che fossore sporche e trascurate...invece mi sbagliavo, erano davvero belle. Piscine all'aperto e al chiuso, con acqua di circa 40°....quello che ci voleva per riprenderci dalle fatiche dei giorni precedenti e toglierci un po' di freddo dalle ossa. Per questa gita ci siamo aggregati ad un gruppo organizzato di una decina di persone. Genitori e figli italo-inglesi....abbastanza simpatici. Noi però non li seguiamo nei pranzi e nelle cene che il loro tour operator ha prenotato, preferiamo viverci la città e le persone.

 

Ceniamo infatti in un polleria vicino al mercato dove con 3 soles (poco meno di un euro) Claudio prende UNA CENA con minestra in brodo di carne e lomo saltado, mentre io per 7 soles prendo una crema di asparagi e un'insalata mista buonissima.

 

Al contrario di quello che avevo letto sulle guide prima di partire, il perù è un posto dove, noi vegetariani, non abbiamo problemi alimentari. Si trovano un sacco di verdure, di frutta e di formaggi. I clienti di questa polleria erano tutte persone del paese. Guardavano la tv (che sembrava essere una rarità in quel posto) chiacchieravano e mangiavano quello che la cucina offriva. Non c'era in effetti un menù dove potevi scegliere le pietanze, ma tutte le sere preparavano cose diverse per 3 soles, LA CENA. Una mentalità un diversa dalla nostra. Per noi mangiare fuori, al ristorante, è un lusso mentre per loro è un risparmio. Con soli 3 soles mangiano "una cena completa" e guarano la tv senza consumare acqua, luce e gas.

 

Un altro strano sintomo del mal d'altura che mi è preso è stato l'offuscamento della vista. Una cosa strana (ma a me prendono tutte le cose più strane) che non ho letto su nessuna guida.....insomma, ad un certo punto mi si è abbassata la vista. Vedevo abbastanza bene da lontano, ma da vicino...NULLA...tutto sfocato...non riesciuvo a mettere a fuoco. Non riuscivo a leggere, non distinguevo quello che avevo nel piatto mentre mangiavo, non riescivo a fare un sacco di cose. Ho provato una sensazione bruttissima (Mamma ti giuro che non ti prenderò più in giro perchè non ci vedi da vicino e sei costretta ad allontanare le cose dal tuo viso), ma Claudio mi ha tranquillizzata, dicendomi che era normale e che domani non avrei avuto più nulla, non appena il mio corpo si sarebbe abituato all'altezza......in realtà, poi mi ha confessato che era tutt'altro che tranquillo, ma per fortuna aveva ragione lui, la mattina seguente era tutto a posto :-)

18 agosto

Sveglia all'alba per andare a CRUZ DEL CONDOR per vedere il volo dei condor.

Prima di arrivarci, siamo passati per MACA e abbiamo visitato la chiesa, molto spoglia e semplice. C'erano, come al solito, molte persone che vendevano i soliti oggetti per turisti e uno aveva un rapace (falco?) al GUINZAGLIO per essere fotografato dai turisti. Incredibile quante persone le hanno fatte. Mah....

 

Arrivati finalmente a Cruz del Condor ci hanno accolto qualche centinaia di magliette colorate di turisti come noi ma anche, indifferenti e fieri, due Condor enormi che sembravano disegnati nel cielo. Grandi, tranquilli, maestosi. Molto affascinanti, quasi magici. Abbiamo poi proseguito lungo un percorso a piedi....dei panorami mozzafiato.

 

L'altezza ha reso faticoso il cammino a piedi che comunque ci ha ritremprato entrambi. Prima di lasciare il canyon abbbiamo fatto anche noi la PIRAMIDINA di pietre...immortalata da foto. Non avremmo dovuto è vero...ma la voglia era così tanta che non abbiamo resistito.

 

Fine della gita sul Canyon del Colca e rientro ad Arequipa con sosta obbligatoria agli uffici iPerù......e telefonate inutili all'Air Canada.


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