Non chiedermi di dimenticare

In questo week end ho finito di leggere "Se questo è un uomo" scritto da Primo Levi.

Per chi non lo conoscesse è un romanzo autobiografico scritto durante e dopo la prigionia nel campo di concentramento di Monowitz (lager satellite del complesso di Auschwitz) e rappresenta una testimonianza intensa e toccante dell'esperienza dell'autore. Nonostante sia un libro di poche pagine ci ho messo un po' a leggerlo....ma non per mancanza di tempo, bensì per mancanza di coraggio.

Mi spiego meglio. Spesso quando si legge un libro ci si cala inconsapevolmente nei panni dei protagonisti e si vivono in modo intenso emozioni e avvenimenti......e vi assicuro che vivere quelle emozioni e quegli avvenimenti non è stato affatto facile.

Ho dovuta fare molte pause proprio per evitare questo. Avevo paura di sprofondare nella lettura e provare, anche in minima parte, quelle atroci angoscie e indescrivibili sofferenze. La cosa sorprendente è che Levi non scrive il testo per vendetta, non si legge odio tra le pagine, lui stesso dice che il libro "è nato fin dai giorni di lager per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi".

Questo libro è un'importante testimonianza di ciò che non deve mai più esistere....ma che purtroppo continua ad accadere anche nei nostri giorni.


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