Viaggio in Messico - Parte seconda

Come ho detto nel post precedente, Veracruz è un posto di villeggiatura per messicani. Ridono, mangiano, ballano, ascoltano musica e giocano. Si respira un po' il clima che c'era nelle sagre di paese dove mi portavano i nonni quando ero piccola.


Ti vendono di tutto, addirittura del cibo mentre sei seduto al tavolo del ristorante. Altri ti fanno dei giochino, ti mettono in mano 2 cilindri metallici attaccati con dei fili della corrente ad un aggeggio dove iniziano a girare una manopola mandandoti la scossa via via sempre più forte...per vedere quanto resisti...so' matti! Ci sono poi dei signori che si avvicinano al tavolo, con la chitarra a tracolla, per suonarti dei pezzi...appena scelto il brano fa un cenno al resto della banda e, in men che non si dica, ti ritrovi circondato da 6/7 persone che suonano tutti gli strumenti del mondo, ma se consideri che al tavolo accanto al tuo c'è un'altra banda che fa la stessa cosa, viene fuori un gran bel casino :-)


Ore 8 di mattina, partenza da Veracruz, prossima fermata: Oaxaca


Arrivati a destinazione scegliamo un alberghetto a 5 minuti dallo Zocalo (la piazza principale, ogni paese ha uno Zocalo dove affaccia una Catedral e dove si svolge gran parte della vita quotidiana) che si chiama Las Golondrinas un posto incantevole.

Oaxaca è una città molto bella, tranquilla e pulita. Siamo estremamente contenti di non averla tolta dal nostro itinerario per via delle sommosse popolari che c'erano state poco prima della partenza. Visitiamo il centro e poi scegliamo un posto tipico per la cena. Indovinate quale era il piatto principale? Chapulinas......ovvero CAVALLETTE FRITTE! Claudio ha avuto il coraggio di assaggiarle...bleah!

Ecco le cavallette fritte nel piatto di Claudio (nella foglia di lattuga) e come le vendevano al mercato.

 

Qui abbiamo visitato un altro sito, un centro cerimoniale zapoteco costruito a circa 2000 metri di altitudine chiamato più tardi dagli spagnoli Monte Alban (patrimonio unisco 1987).
Anche qui un grande campo per il gioco della pelota. Le regole non mi sono molto chiare, però la cosa interessante e che ogni tipo di disputa tra le persone, veniva risolta sul campo da gioco. Chi si aggiudicava la vittoria aveva gli dei favorevoli e quindi vinceva la disputa.

Prossima destinazione, San Cristobal de Las Casa....a solo 12 ore di pullman da Oaxaca. GULP! Appena arrivati andiamo subito alla ricerca di un albero dove stenderci un paio d'ore. Ne troviamo uno molto carino, economico, pulito e accogliente. Vicino alla Iglesia di Santo Domingo a metà strada tra il centro (il solito Zocalo) e il mercato.

 

A San Cristobal incontriamo per la prima volta durante il nostro viaggio dei turisti...già, perchè fino ad ora neanche l'ombra. Qui invece è pieno di italiani, francesi e spagnoli. La città è un groviglo di strade strette con case basse e colorate distribuite attorno allo Zocalo.

Da qui abbiamo fatto delle interessanti gite, una nel Canyon del Sumidero uno strapiombo di 1000 metri circondato da una fittissima vegetazione dove vivono, scimmie ragno, coccodrilli e pellicani, e una in un villaggio indio per vedere come viono i numerosi indios TZOTZILI che vengono a San Cristobal per vendere i loro prodotti. Questi indios seguono un rito religioso misto. Hanno una chiesa costruita dai spagnoli dove all'interno ci sono le statue di alcuni santi e martiri che loro in qualche modo venerano, anche se non riconoscono la religione cristiana.

 

All'interno la chiesa (VIETATISSIMO FARE FOTO E RIPRESE) ha il pavimento ricoperto da aghi di pino verdi e piccole candele disposte secondo disegni geometrici a piacere dove intorno di siedono e pregano piccoli gruppi di persone. La cosa cuoriosa è che gli indios entrano in chiesa con una bottiglia di coca cola (o simile) perchè durante le preghiere è bene RUTTARE per far uscire il male.

 

A presto la terza ed ultima puntata...


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