Istanbul. Tüm sevgimle.

Istanbul. Inutile elogiare le caratteristiche di questa megalopoli, chi ci è già stato conosce la magia che si respira in questa città e chi non c’è ancora andato dovrebbe assolutamente partire, il più presto possibile.

 

Per me è stato un viaggio carico di emozioni fin dall’inizio.

 

Emma in aereo ha voluto fare un disegno per il pilota, che poi gli ha voluto dare. Il pilota è rimasto a bocca aperta, non tanto per il disegno (anche se bellissimo) quanto per il gesto. “Grazie, non mi era mai capitato prima” ha detto.


Ho finalmente potuto abbracciare di persona una radiosa Valeria, dopo tanti anni di amicizia virtuale!

Ho conosciuto l’uomo che le ha fatto girare la testa, Ugur, e ho capito perché!

Ho mangiato e apprezzato la pizza turca.

Il velo intorno alla mia vita nella moschea blu e quello sulla testa nella nuova moschea Yeni di Eminön.

I bambini che correvano scalzi nelle moschee.

Il derby e la vittoria del Galata.

I turchi di Istanbul, persone splendide, gentili e cordiali. Ovviamente non si può fare di tutta l’erba un fascio.

I delfini che ci hanno accompagnati sulla gita nel Bosforo.

La lunga conversazione tra i bambini e le signore sul battello. I bambini parlavano in italiano e le signore rispondevano in turco. Le signore hanno offerto dell’aranciata ai bambini e Luca, per ringraziarle, le ha fatto annusare il suo nuovo sapone arancione al mango, solo che le signore lo stavano addentando pensando fosse formaggio.

La lingua internazionale del gioco dei bambini.

I gatti.

La voce del Muezzin che si diffonde prima da una moschea poi dall'altra, una sorta di botta e risposta.

La birra Efes gelata.

I bambini sono riusciti a portare a termine con successo il loro compito in Chiesa, consegnando le fedi (ero un po’ in ansia).

Il mercato del pesce: mai visti rombi chiodati così grandi.

E poi.....tutti a Istanbul conoscevano Luca! Sono capitati degli aneddoti troppo divertenti (sia in aeroporto che in città) che vedono protagonista Luca. Gironzolando incuriosito per la città ha conosciuto e si è intrattenuto con molte persone (camerieri, venditori ambulanti, ecc…) molte delle quali, incontrandolo nei giorni successivi, lo hanno salutato chiamandolo per nome. Lui, che ovviamente non li riconosceva, molto sorpreso si è girato verso di noi e ha detto: “ma mi conoscono tutti a Istanbul”.

 

Se non fosse per il fatto che ci sono ancora migliaia di posti al mondo che devo visitare, sicuramente tornerei ad Istanbul. Ma non posso permettermi una seconda visita. C’è ancora tanto posto al mondo da scoprire e così poco tempo.


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Commenti: 1
  • #1

    valerias (giovedì, 17 maggio 2012 09:31)

    Cmq ha ragione Luca: A ISTANBUL SONO TUTTI MATTI!!! :)