Le bellezze del sud Italia

Per Pasqua ho pianificato questo viaggio con anticipo e sono stata estremamente felice di averlo fatto con la mia famiglia, coinvolgendo anche mio padre e la sua più recente famiglia.

 

Una settimana intera a zonzo per il sud Italia: Puglia, Basilicata e Campania.

 

Mio padre ha preferito alloggiare in albergo ma in alternativa, per risparmiare un po', si può decidere di noleggiare un camper.

La valigia è multistagione perchè siamo un po' incerti sul meteo, ma dovrebbe prevalere il bel tempo.

La prima tappa è Bari e scopro essere una città deliziosa.

Visitiamo il Castello Svevo, la Basilica di San Nicola, mangiamo un buon gelato con la brioches da Gentile (difronte all’ingresso del Castello), passeggiamo sul lungomare, ci vediamo una partita di calcetto con annessa litigata sul punteggio (dò a dò so’ – traduzione: stiamo pareggiando 2 a 2) e ci imbattiamo in una festa con tanto di banda musicale alle prese con una versione ancora più allegra di YMCA.

Ceniamo in un posto consigliatomi da alcune persone su twitter e che avevo prenotato la sera prima Vini e cucina da Paglionico, Via Vallisa 23. Una trattoria piuttosto spartana gestita da ragazzi che propongono pochi piatti ma tutti freschi e genuini.

 

Altro giorno altra tappa: Grotte di Castellana e Parco dei Dinosauri

La scusa era: "con i bambini piccoli non possiamo fare l’itinerario completo di 3 km fino alla famosa Grotta Bianca, limitiamoci a quello parziale che è comunque di 1 km!", la verità è che ho insistito, facendo leva sulla pigrizia di mio padre, perché stare chiusa in quelle caverne sotto terra mi fa stare male, essendo un po' claustrofobica.

 

Anche il percorso breve è molto interessante, ma se non avete problemi andatevi a vedere la suggestiva Grotta Bianca. E poi il Parco dei Dinosauri che ci è piaciuto moltissimo. Piccolino, ben fatto e sicuro. Loro hanno potuto correre in libertà e noi grandi ci siamo presi una piccola pausa. La sera poi ci siamo concessi una passeggiata nella deliziosa Polignano a mare.

Altra tappa, Zoosafari Fasanolandia

La mattina ci siamo incamminati per visitare lo Zoosafari. Era il giorno di Pasquetta, immaginavo che ci fossero stati molti turisti, ma sinceramente non così tanti. Soprattutto non credevo che i pugliesi, avendo a disposizione il parco ogni giorno dell’anno, scegliessero proprio il giorno di Pasquetta per recarsi li.

 

Lo Zoosafari è uno dei parchi faunistici più grandi d'Europa, dove gli animali non sono chiusi in gabbie ma sono "liberi" di circolare in spazi piuttosto ampi. C'è un sentiero in terra battuta che attraversa tutto il parco ed è percorribile in auto dai visitatori. Gli animali più docili si avvicinano e mangiano dalle tue mani, gli altri più feroci invece potrebbero mangiare le tue mani ;)

Vedere lo Zoosafari con gli occhi di un bambino deve essere un’esperienza esaltante, il mio punto di vista in realtà è diverso, decisamente più critico.

 

In giorni normali forse è anche un bel posto, ma quella fila continua di macchine nel sentiero tra gli animali mi ha fatto davvero un brutto effetto, e poi quella giostra di Fasanolandia attaccato al recinto dei Leoni che pompava musica a tutto volume l’ho trovata aberrante.

IMPORTANTE: vengono venduti dentro e fuori del parco dei sacchetti di cibo specifici (carrube e arachidi), NON date da mangiare biscotti, patatine o altro per favore.

 

Le carrube le abbiamo date agli animali, mentre le arachidi ce le siamo pappate noi perché quel giro in macchina non finiva più e stavamo svenendo dalla fame.

La mattinata l’abbiamo spesa a vedere, tigri, leoni, orsi, cammelli, zebre e giraffe, nel pomeriggio invece siamo andati al parco divertimenti che però era davvero tanto affollato.

 

Abbiamo alloggiato nell’albergo difronte al parco: il Park Hotel Sant’Elia. Se volete visitare il parco vi consiglio di pernottare in questo Hotel e mettervi in coda per l’ingresso il mattino seguente.

Dopo la bella giornata passata all'aria aperta Emma, che come me è un soggetto allergico, ha fatto il pieno di polline e la sera ha avuto la febbre :(

 

Nuova ed ultima tappa pugliese: i Trulli di Alberobello.

Alberobello è una deliziosa cittadina dove si possono vedere le caratteristiche abitazioni di una volta, i Trulli ora convertiti in piccole boutique. Nel trullo più piccolo di Alberobello, circa 7 m2 soppalcati, fino agli anni 50 vivevano ben 7 persone.

 

Io e Claudio, passeggiando per le strade della città, avevamo comprato dei taralli dolci alle mandorle da riportare come regalo ma erano talmente buoni che ce li siamo sbranati. Abbiamo poi visitato il trullo più piccolo di Alberobello dove fino agli anni 50, in circa 7 m2 soppalcati, vivevano ben 7 persone.

Una cosa che mi sento di dire è che la Puglia è davvero una regione affascinante. Paesaggi meravigliosi che non hanno nulla da invidiare alla Toscana. Si mangia benissimo e si spende poco: dai 12 ai 15€ a testa mangiando bene e tanto.

 

Dopo la tappa Pugliese, proseguiamo il viaggio visitando Matera, la città dei Sassi. Sono anni che Claudio mi chiede di visitarla, finalmente l'ho accontentato.

Per capire meglio Matera bisogna necessariamente conoscere un po’ di storia, noi ce la siamo fatta raccontare dalle persone che abbiamo incontrato e che ci hanno accompagnato in giro per la città. Se non la conoscete vi consiglio di approfondire qui la storia di una città che è passata dall'essere etichettata come vergogna d’Italia a città proclamata, nel 1993, Patrimonio dell’Unesco.

Avendo solo 1 giorno e mezzo a disposizione, abbiamo visitato Matera grazie a Paolo e la sua “ape nei sassi”. Paolo è un giovane ragazzo che accompagna i turisti in giro per la città con la sua Apetta e ti offre, oltre a incantevoli scorci dei Sassi, anche appassionanti racconti sulla città e i suoi personaggi.

Una visita da non perdere è il Palombaro Lungo, una cisterna che in tempi antichi riforniva di acqua tutta la città e della quale si era completamente persa la memoria fino al 1991, quando fu ritrovata per caso sotto Piazza Vittorio Veneto.

Dopo Matera abbiamo proseguito il viaggio verso Nord andando a visitare Pompei.

 

La sua storia è sicuramente più nota anche se in molti, me compresa, sono convinti che la città fu distrutta dalla lava. Non è così, quello che uccise gli abitanti e seppellì Pompei fu un’incessante pioggia di lapilli infuocati e gas velenosi.

Vi consiglio vivamente di visitare questo importantissimo sito archeologico e di prendere una guida autorizzata per godervelo fino infondo (il biglietto costa 10 € per gli adulti e gratis i bambini).

Dopo il sito archeologico i bambini erano stremati e così li abbiamo fatti mangiare e riposare nella pineta ai piedi del Vesuvio, nostra prossima meta.

 

Se avete paura dell’altezza e soffrite di vertigini, la gita non fa per voi. Per arrivare in cima al vulcano il corpo forestale si serve di pulmini militari con ruote motrici in grado di arrampicarsi su stradine ripide e scoscese, il panorama è davvero impressionante.

Una volta scesi da questi pulmini, dovrete percorrere un sentiero (lungo circa 900 metri, con un dislivello di 135 metri e una pendenza media del 14%) che in 20 minuti circa porta sul bordo occidentale del cratere, a 1180 metri s.l.m.. Una faticosissima camminata, ma ne vale davvero la pena.

Ultima tappa: Napoli.

 

Avete mai visto la Napoli sotterranea? No?! Allora non conoscete a fondo Napoli.

 

La città sotterranea si estende sotto tutto il centro storico ed è un labirinto di cunicoli, vecchie cisterne e cavità che formano una vera e propria città che ricalca, in negativo, quella di superficie. In tempo di guerra è stata la dimora di molti Napoletani che tentavano di sfuggire ai bombardamenti e ancora oggi, sulle pareti delle vecchie cisterne, si possono ammirare dei disegni e leggere i racconti di chi, in quei labirinti, ci ha vissuto veramente.

 

Durante la visita ho sofferto, un po' a causa della claustrofobia e un po' immaginando come doveva essere la vita di quelle persone e per ben 3 volte ho dovuto procedere percorrendo sentieri alternativi rispetto ai stretti cunicoli che percorreva il resto del gruppo.


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