Cara maestra ti odio

Cara maestra ti odio. A differenza dei miei figli che invece ti amano e ai quali piace passare il loro tempo con te. Ti odio perché oggi, rifiutando il regalo che ti hanno fatto con tutto l’amore di cui sono capaci, hanno pianto convinti che non ti fosse piaciuto.

 

Ho dovuto consolare una bambina di 5 anni mezzo perché la sua maestra, che ne vanta 40 di esperienza, non ci ha pensato due volte a ferirla.

 

Sentirmi rinfacciare poi di aver pulito i loro sederi per 3 anni mi ha davvero disgustato.

Non mi sarei aspettata di trovarmi difronte ad un livello così basso di conversazione. Ma alla fine, la tua vera natura viene fuori così com’è. E mi dispiace non averlo capito prima e aver spinto i miei figli ad amarti.

Avevo immaginato l’ultimo giorno di scuola come un giorno di festa in cui sarei andata a prendere i miei figli con in mano dei fiori per loro e per te, cara maestra. Ti avrei abbracciato e avrei pianto. E invece ho scelto di non portarli più, per evitare che continuassi ad avvelenare la mia famiglia.

 

Tutto è iniziato quando, con una lettera, la scuola ci ha comunicato che non intendeva fare la festa di fine anno per la consegna dei diplomi a causa dei tagli allo stipendio e noi, visto l’atteggiamento di chiusura sull’argomento, ci siamo permessi di rispondere con le stesse modalità esprimendo solidarietà, perché anche noi genitori stiamo vivendo un periodo di forte disagio lavorativo, e pregando di non usare i nostri figli come strumento di ricatto.

 

La risposta è stata di nuovo una chiusura verso i bambini. Quei bambini che ti amano incondizionatamente. Ancora una volta hai mancato il vero bersaglio della tua rabbia e hai sparato sui i sentimenti dei miei figli, ferendoli. Cara maestra, è per questo che ti odio.

Gentili Insegnanti,

Abbiamo appreso con grande tristezza che avete deciso di non festeggiare la fine dell’anno scolastico nelle stesse modalità del passato, tanto più perché siamo consapevoli della difficile situazione che state vivendo e che comprendiamo, subendola anche noi quotidianamente nel nostro ambiente di lavoro.


Per questo motivo siamo pronti, ora come lo siamo stati in passato, ad appoggiare ed affrontare modalità di protesta che vadano nella direzione di manifestare il disagio e che abbiano una risonanza nell’opinione pubblica e sui mezzi di stampa.


Quello che non comprendiamo invece, è perché avete deciso di annullare la festa della consegna dei diplomi ai bimbi che lasceranno la scuola.


Non essendo parte dell’attività didattica non ci è possibile manifestare formalmente contro il suo annullamento e d’altro canto le uniche vittime saranno proprio quei bimbi che negli scorsi anni hanno festeggiato, con i propri genitori, i compagni più grandi che lasciavano la scuola.


La motivazione che “non si è dell’umore adatto” ci rattrista ancora di più. Nei passati anni abbiamo potuto constatare che questa scuola è un luogo sereno, piacevole e stimolante e siamo sicuri che non avete mai permesso al vostro “umore” di influire sulle attività svolte o sul comportamento verso i bambini.


E’ inutile sottolineare che voi per primi non dovreste consentire che le conseguenze di una difficile situazione, generale del paese, e particolare della scuola si ripercuota su chi non può fare o dire nulla ma solo constatare che non è stato trattato come gli altri.


Al termine di tre anni di vita insieme ci costringiamo ad un triste epilogo.


Detto ciò vi ringraziamo, sinceramente, per tutto quello che avete insegnato ai nostri bambini, Vostri Alunni.

Siamo sicuri nel credere che la decisione che avete preso è prevalentemente frutto di un momento di rabbia e che quando tornerete a valutare serenamente la situazione avrete consapevolezza dell’occasione mancata di dimostrare ancora una volta la vostra professionalità, questa si incredibilmente preziosa per il futuro di tutti noi.