I ruggenti anni venti

Los Angeles at night, 1920. Underwood & Underwood - The New York Times photo archive
Los Angeles at night, 1920. Underwood & Underwood - The New York Times photo archive

Il primo conflitto mondiale era finito e la donna, che durante la guerra si era data molto da fare per non mandare il paese a rotoli, inizia la sua emancipazione, non solo nel mondo del lavoro pretendendo lo stesso trattamento degli uomini, ma soprattutto nel campo della moda e dello stile. Una fra tutti fu Coco Chanel che con la sua opera ha rivoluzionato il concetto di femminilità lanciando il taglio alla garçonne e creando la "petite robe noire" o meglio conosciuto come tubino.


La moda degli anni 20 vuole una donna emancipata e spregiudicata alla ricerca della modernità, con abiti cortissimi, lunghe collane di perle e la sigaretta in mano. Erano le rivoluzionarie Flapper Girls, icone di stile che ascoltavano jazz, ballavano al ritmo di charleston e fox trot e portavono i capelli alla maschietta.

Abiti

Gli abiti erano in tessuti molto leggeri: jersey, chiffon, tulle, organza e seta, senza maniche e senza vita. Delle linee dritte dalle spalle all'orlo subito sopra il ginocchio, o addirittura più corti per le più audaci. Erano abiti che lasciavano il corpo libero di scatenasi in sfrenati balli. Ed erano inoltre impreziositi da paillettes e frange che accentuavano i loro movimenti.

Accessori

Le donne degli anni '20 amavano adornarsi il collo con lunghissimi file di perle, meglio se a più giri o lasciate lunghe sul decoltè. Tra i capelli non potevano mancare delle scintillanti mollette, ma soprattutto il frontino di paillettes o strass e l’iconica piuma stile charleston.

Un altro accessorio tipico dell'epoca è il cappellino a campana, il cloche che, scendendo a coprire la fronte, faceva risaltare gli occhi marcatamente truccati. Importantissime anche le stole, i boa di piume e i lunghi guanti che superano l’avambraccio.


Una rivoluzione di quei tempi furono proprio le calze color carne. Immaginate come dovevano sentirsi trasgressive queste ragazze mentre ballavano il charleston con le loro gonne corte e le gambe avvolte dalle calze color carne. Le più giovani usavano arrotolarsele lasciando scoperte le ginocchia in modo da poterci disegnare sopra fiori, foglie, uccelli o altre semplici figure.

Scarpe

Le scarpe avevano un discreto tacco, circa 5 cm e uno stretto cinturino alla caviglia che  permetteva loro di ballare a ritmi veloci: le intramontabili Mary Jane.

Trucco

Durante i Roaring Twenties l'uso di cosmetici era una cosa nuova. Mentre alcune donne stavano cercando di imparare ad applicarli correttamente, altre cercavano di eliminarli. Queste ultime, nel Kansas, fecero introdurre un disegno di legge nel tentativo di rendere un reato l'uso dei cosmetici per chiunque sotto i quarantaquattro anni. Truccarsi "con lo scopo di creare una falsa impressione" era reato.

Ma successe che le audaci Flappers, influenzate dai film, dal jazz e dalla danza, iniziarono ad ostentare il loro trucco scioccando i genitori con le labbra dipinte in colori sempre più vivaci. Erano ormai andati i tempi in cui le ragazze si nascondevano nei bagni per truccarsi, ora mostravano le loro trousse compatte in pubblico (al tavolo del ristorante, sulla pista da ballo) con orgoglio.

 

Per completare il look, le Flappers, usavano truccarsi con una polvere molto chiara per il viso, un mascara solitamente di colore nero che veniva venduto in cialde (come gli ombretti). Per metterlo dovevano bagnare con acqua lo scovolino, passarlo sulla cialda e poi applicarlo.

Il fard era in polvere o in crema ed era applicato con un batuffolo o con le dita così come gli ombretti, applicati lungo la linea delle ciglia e poi sfumati leggermente verso l'alto.

Pennelli e applicatoti di precisione erano molto rari in quei tempi, pensate che moltissime donne non avevano neanche lo spazzolino da denti.

Per completare il trucco degli occhi veniva usato l'eye-liner. Generalmente di color marrone per le donne con gli occhi chiari e nero per quelle con gli occhi scuri, veniva applicato tutto intorno all'occhio, oppure sfumato sulla palpebra.

Le sopracciglia venivano tenute finissime perché si riteneva che così fossero più eleganti e, come tocco finale, il rossetto che doveva essere rosso scuro e decisamente brillante, quasi a disegnare una bocca a forma di cuore.

Flapper Girls famose

Louise Brooks è stata una ballerina, showgirl e attrice statunitense del cinema muto. 

Raggiunse il culmine della sua carriera in Germania dove, nei film Il vaso di Pandora e il Diario di una donna perduta del 1929, interpreta due personaggi dotati di gran carisma sensuale: una giovane libera e disinibita, costretta da circostanze avverse a diventare una prostituta.

Il personaggio di Lulù nel Il vaso di Pandora cominciò a far presa sull'immaginario collettivo rendendola l'incarnazione moderna del mito della donna fatale: sensuale, provocante, amorale e pericolosa, ma allo stesso tempo infantile, innocente e pura.

 

Quando rientrò in patria però, tutti parvero scordarsi di lei e, per guadagnarsi da vivere, iniziò a frequentare i night-club lavorando come ballerina. Recitò in film western minori, lavorò in radio e infine fu commessa del grande magazzino Macy's.

Dopo la riscoperta dei suoi film di muto avvenuta in Europa tardivamente, scoprì di avere una vena letteraria e iniziò a collaborare a riviste cinematografiche, raccogliendo in un libro, Lulù in Hollywood, i suoi saggi sul cinema muto. Riguardo al suo amore per la letteratura, era solita dire che la sua passione per i libri l'aveva resa l'idiota più erudita del mondo.

 

Alla sua immagine si è ispirato il fumettista Crepax per il più famoso dei suoi personaggi: Valentina.

 

fonte: wikipedia.org/Louise_Brooks

Pubblicità della Famous Players-Lasky Corporation (la futura Paramount)
Pubblicità della Famous Players-Lasky Corporation (la futura Paramount)

Clara Bow, una delle più famose dive dell'età del jazz, che diventò un'icona del cinema degli anni venti.

I suoi capelli rossi, la famosa bocca a cuore e il portamento alla recitazione la portarono a vincere un concorso di bellezza che le aprì le porte del cinema.

Ma è grazie all'interpretazione della vivace commessa che seduce il suo datore di lavoro nel film sentimentale Cosetta che Clara diventerà una vera star introducendo il personaggio della flapper, la "maschietta" più famosa dei ruggenti anni venti.

Il film ebbe così tanto successo che fece il giro del mondo.

La sua performance ottenne grande successo e il film la lanciò come sex-symbol.

 

fonte: Wikipedia.org/Clara_Bow

Gloria Swanson fu una delle più grandi star del cinema muto hollywoodiano.

Dopo esser riuscita a partecipare come comparsa a qualche pellicola e aver lavorato come Bathing Beauties, ragazze in costume da bagno per ravvivare situazioni comiche, riesce finalmente a procurarsi un contratto con la Paramount e interpretare ottime pellicole affiancando addirittura Rodolfo Valentino nel film L'età di amare del 1922.

Con l'avvento del sonoro l'attrice abbandonò lo schermo per dedicarsi al teatro e alla radio. Lanciò inoltre una linea di cosmetici la Essence of Nature Cosmetics by Gloria Swanson e di abiti chiamata Forever Young.

 

fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Gloria_Swanson

Letteratura

Uno degli autori più rappresentativi di questa età fu lo scrittore americano Francis Scott Fitzgerald con il suo libro "Il grande Gatsby" del 1925, in cui espose ed esaminò i problemi della sua generazione. Lo stesso autore scrisse anche undici piccoli racconti sull'età del jazz "Tales of the Jazz Age" nel 1922. Chi invece criticò fortemente gli usi e i costumi di questo periodo fu Edith Wharton con il suo romanzo Twilight Sleep

 


Ci sono 2 film attuali che vi consiglio di vedere e che ci raccontano usi e costumi dei Ruggenti anni Venti:

Midnight in Paris è un film del 2011 scritto e diretto da Woody Allen e The Artist, film muto in bianco e nero sempre del 2011 scritto e diretto da Michel Hazanavicius.


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