Gli italiani e lo spreco alimentare

Le umili origini della mia famiglia mi hanno insegnato che non si può sprecare il cibo. Io sono cresciuta vedendo mia madre e mia nonna che congelavano e reinventavano gli avanzi e, quando questo non era possibile, trasformavano i nostri avanzi in mangimi per cani, gatti e altri animali della fattoria.

Conoscere però i numeri dello spreco alimentare in Italia (e in UE) è stato scioccante.

Questo post nasce da una vera conversazione e collaborazione con Findus su own your conversation

 

Una ricerca condotta da GfK Eurisko (in collaborazione con Auchan e Simply) ha permesso di quantificare le dimensioni dello spreco alimentare domestico in Italia. Si è stimato che ogni anno in media una famiglia italiana butta 49 kg di cibo. In valore questo corrisponde a circa 316 € per famiglia.

 

Gli sprechi maggiori riguardano verdura (10,7 kg), frutta (9,9 kg), pane (9,1 kg) e pasta (6,0 kg). Minori sono le quantità sprecate per gli alimenti più costosi: carne (4,5 kg), formaggi (2,1 kg), pesce (1,8 kg), surgelati (1,8 kg) e salumi (1,2 kg).

 

Volete il totale annuo? Ebbene, in Italia vengono sprecati 1,19 milioni di tonnellate di alimenti, corrispondenti a circa 7,65 miliardi di euro.

 

E il resto dell'Europa come si comporta?

Secondo i dati forniti dalla FAO, un terzo del cibo prodotto nel mondo viene perduto o sprecato. In UE, nel 2014, sono stati sprecati 89 milioni di tonnellate di alimenti.  Questi numeri sono sconvolgenti!

(fonte  ricerca Segrè and Falasconi, 2011)

Ridurre questo spreco alimentare si può, basta un po' di organizzazione nel sistemare per data di scadenza le derrate nel frigo e nella dispensa, fantasia nel reinventare gli avanzi e consapevolezza nel fare la spesa.

 

Sapete, il frigorifero e il congelatore (come li intendiamo oggi) hanno una storia piuttosto recente e sono stati inventati proprio per conservare più a lungo e in modo migliore le derrate. Pensate che addirittura Albert Einstein, negli anni Venti, lavorò al progetto. Purtroppo però, l'uso improprio che ne facciamo oggi, esagerando con la spesa e non conservando nel modo giusto i cibi, ha aumentato lo spreco alimentare fino a livelli esagerati.

foto tratta da: http://magazine.expo2015.org/
foto tratta da: http://magazine.expo2015.org/

Dallo scorso anno Findus partecipa al programma di sostenibilità sociale Forever Food Together e, ad Expo Milano, sta presentando ai visitatori il suo progetto per la lotta allo spreco alimentare iFREEZE che, attraverso un maggior consumo di cibo surgelato e il congelamento di quello fresco, si prefigge di aiutare le famiglie a ridurre gli sprechi tra le mura domestiche. In questo modo si può ridurre lo spreco del 47%*, ciò significa un risparmio per ogni famiglia di circa 200€.

 

Sapere per esempio quanti giorni i diversi cibi possono resistere nel frigo prima di alterarsi è molto importante ai fini di evitare lo spreco alimentare. Lo specchietto di seguito è stato per me molto utile.

Come avevo già scritto qui lo scorso anno, dopo una visita agli stabilimenti della Findus a Cisterna di Latina, i prodotti surgelati hanno la stessa quantità di sostanze "nutritive" del prodotto fresco se quest'ultimo però è consumato immediatamente dopo la raccolta.

Purtroppo non abbiamo la certezza che l'ortaggio messo in vendita al supermercato sia stato raccolto il giorno prima ma, anche se così fosse, quasi sicuramente noi non lo consumeremmo il giorno stesso.

I prodotti freschi destinati alla surgelazione vengono raccolti nel momento giusto della maturazione e lavorati nel giro di poche ore. La temperatura scende a -18° in una manciata di minuti e controllata durante tutto il processo di confezionamento. Questo garantisce il mantenimento di gran parte delle sostanze nutritive e del sapore degli ortaggi.

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