Viaggio in Perù - seconda parte

Arequipa

16 agosto

Arequipa (la ciudad blanca) è situata a 2300 metri sul livello del mare ed ha un clima stupendo, ci dicono che piove solo per tre, quattro giorni all’anno, mai troppo caldo, mai troppo freddo. Il motivo per cui è chiamata la città bianca ci salta subito all'occhio: una distesa di case, Chiese e palazzi bianchissimi e, sopra a tutto a vegliare su Arequipa, IL MISTI, il vulcano simbolo della città con i suoi 5825 metri di altezza.

Troviamo un bell’albergo centrale, accogliente nonché economico, una camera matrimoniale con bagno privato e tv veniva 50 soles (circa 13 euro). Lasciamo il bagaglio superstite in stanza e iniziamo ad esplorare la città, le chiese e il Monastero di Santa Caterina (Santa Caterina di Siena).

 

Quest'ultimo è un enorme monastero di monache di clausura che in passato ospitava le rampolle delle ricche famiglie spagnole le quali però si guardavano bene dal condurre una vera e propria vita monastica. Oggi il numero delle monache presenti è notevolmente ridotto, il convento ne ospita una trentina, rigorosamente isolate dal resto del mondo.

 

Camminando per la città inizio a sentirmi molto stanca e affaticata. E’ l’effetto del “soroci”, il mal d’altura e per curarlo faccio come mi consigliano le persone del luogo: mate de coca. Nel pomeriggio la consueta visita agli uffici i-perù per il nostro bagaglio e le solite 4 o 5 telefonate all'Air Canada, poi un salto al terraporto per comprare i biglietti del pullman che ci porterà a Puno, sul lago titikaka, questa volta con la compagnia ORMEÑO. Tornando in albergo, alla reception apprendiamo della possibilità di una gita di 2 giorni nel CANYON DEL COLCA, consigliatissimo anche dalla guida. La prenotiamo per la mattina successiva.

17 agosto

Dopo una deliziosa colazione continentale saliamo sul pulmino per la gita nel Canyon del Colca. Dopo neanche 20 minuti avverto i sintomi del mal d'altura, ma molto più forti della sensazione di ieri. Movimenti e pensieri rallentatissimi, non riuscivo a stare con gli occhi aperti. Prendo subito una pasticchetta di sorochi pil comprate a Lima e nel giro di mezz'ora torna tutto a posto.

 

I disturbi sono legati all'abbassamento della pressione atmosferica e alla rarefazione dell'aria, di conseguenza l'organismo tende ad aumentare la velocità di respirazione (cresce anche il ritmo cardiaco), per adattarsi alle nuove condizioni atmosferiche.

 

A 4910 metri si fa fatica a fare qualsiasi cosa, abbiamo il fiatone anche da fermi e allora, dopo la pasticchetta non ci rimane che berci un mate de coca. Durante il tragitto che ci porta a CHIVAY, facciamo diverse soste per vedere dove vivono, in libertà vigogne, lama e alpaca. Ci spiegano che adesso questi animali vengono tosati come le pecore e non più uccisi per la loro pelle.

Chivay è una cittadina molto piccola e tranquilla piena zeppa di bambini, un mercato enorme e tanta gente nella piazza.

Nel pomeriggio, dopo aver comprato un costume per Claudio, ce ne andiamo alle terme. Piscine all'aperto e al chiuso, con acqua di circa 40°. Quello che ci voleva per riprenderci dalle fatiche dei giorni precedenti e toglierci un po' di freddo di dosso.

La sera ceniamo in un polleria vicino al mercato dove con 3 soles (poco meno di un euro) Claudio prende “una cena” con minestra in brodo di carne e lomo saltado, mentre io per 7 soles prendo una crema di asparagi e un'insalata mista.

 

Al contrario di quello che avevo letto sulle guide prima di partire, il Perù è un posto dove i vegetariani non muoiono di fame. Si trovano un sacco di verdure, di frutta e di formaggi.

 

I clienti di questa polleria erano tutte persone del paese. Guardavano la tv (che sembrava essere una rarità in quel posto) chiacchieravano e mangiavano quello che la cucina offriva. Non c'era un menù dove potevi scegliere, tutte le sere preparavano appunto “la cena” per 3 soles. Una mentalità diversa dalla nostra. Per noi mangiare al ristorante è considerato un lusso mentre per loro è un risparmio. Con soli 3 soles mangiano "una cena completa" e guardano la tv senza consumare acqua, luce e gas.

 

Un altro strano sintomo del mal d'altura che mi è preso è stato l'offuscamento della vista. Insomma, ad un certo punto mi si è abbassata la vista e da vicino non vedevo nulla, niente, tutto sfocato. Non riuscivo a leggere e non distinguevo quello che avevo nel piatto mentre mangiavo. Claudio mi ha tranquillizzata dicendomi che era normale e che domani non avrei avuto più nulla, non appena il mio corpo si sarebbe abituato all'altezza......in realtà, poi mi ha confessato che era tutt'altro che tranquillo, ma per fortuna aveva ragione lui, la mattina seguente era tutto a posto.

18 agosto

Sveglia all'alba per andare a CRUZ DEL CONDOR e vedere il volo dei condor. Maestosi, due Condor che sembravano disegnati nel cielo, molto affascinanti, quasi magici. Abbiamo proseguito lungo un percorso a piedi e visto dei panorami mozzafiato. In serata rientriamo ad Arequipa con sosta obbligatoria agli uffici i-Perù e telefonate inutili all'Air Canada.

Puno - Lago Titikaka

19 agosto

Alle 10 circa partiamo in pullman per PUNO, sul LAGO TITIKAKA. 5 ore di viaggio infernale su strade non asfaltate, non tutte almeno.

Arriviamo e in PLAZA DE ARMAS, il centro della città, c'è una delle più belle cattedrali viste fino ad ora. Semplice e spoglia, ma suggestiva. Questa volta il nostro albergo è abbastanza moderno e in stile occidentale. Lo abbiamo scelto per via del freddo che fa da queste parti.

 

Avendo poco tempo a disposizione iniziamo a girare avidamente la città e prenotiamo la gita sul lago per la mattina successiva. Intorno alla Plaza c'è una via pedonale molto movimentata. Ristoranti, negozi, bar e un sacco di gente che vuole trascinarti nel proprio locale.

 

Tutta la giornata è stata caratterizzata dalla ricerca di negozi di elettronica e fotografia per cercare il carica batterie della macchinetta digitale di Claudio (che è sempre dentro il bagaglio smarrito). Siamo praticamente entrati in tutti i negozi di Puno. Naturalmente non siamo riusciti a trovarlo e allora il mitico Ingegner Claudio decide di costruirsene uno con il carica batterie del cellulare Nokia e altre cianfrusaglie trovate in un negozio di riparazioni elettrodomestici (ovviamente non ha funzionato).

A Puno ci sono un mare di pizzerie con forno a legna. Ne scegliamo una, entriamo e per scaldarci prendiamo subito un VINO CALIENTE, una tazza di vino rosso caldo aromatizzato, e poi ordiamo delle pizze molto gustose!

20 agosto

Titikaka è il lago navigabile più alto del mondo, 3860 sul livello del mare. Acciambellato al confine fra la Bolivia e il Peru è lungo 150 km e profondo 300 metri.

Sul lago abitano le popolazioni di UROS che costruiscono le loro capanne su isole galleggianti artificiali. Queste Isole sono costruite con una specie di canna chiamate TOTORA, che cresce in abbondanza lungo le sponde del lago. Queste canne vengono stratificate in continuazione, man mano che gli strati più vecchi e a contatto con l’acqua marciscono.

 

Con queste canne gli Uros costruiscono moltissimi oggetti, comprese le barche con cui vanno a pescare. Si cibano anche di Totora. La consumano fresca oppure ci fanno della farina per preparare dei biscotti. L’ho assaggiata, niente di speciale.

Camminare e correre su un pavimento flottante è molto strana. Nonostante il paesaggio fosse molto bello e regnasse una sensazione di calma, cullati dalle acque del lago sotto quel cielo così limpido nel mezzo della natura, ho provato una sensazione di chiusura e soffocamento. Quelle isole sono minuscole. Alcune delle più piccole avranno avuto al massimo una superficie di circa 300 mq.

 

Ieri pomeriggio siamo partiti da Puno in direzione CUZCO - L'ombelico del mondo. Ci avevano consigliato il treno perché "molto pittoresco" ma scopriamo che impiega circa 11 ore e c'è una differenza di prezzo abissale tra la prima e la seconda classe. 119 dollari la prima e 17 la seconda. Qualcuno ci dice che in seconda classe si viaggia comunque bene, qualcun'altro invece racconta di viaggi tipo "sardine in scatola".

Non ci fidiamo di nessuno e decidiamo di prendere il solito pullman che ormai conosciamo bene. Impiega 8 ore per fare 380 km circa.

 

Viaggio in perù, terza parte.....


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