Caro topino...

Che mia figlia era una bella tipetta si era capito da subito, ma che un giorno avrebbe anche minacciato la dolce fatina e il tenero topino dei dentini non lo avrei mai sospettato.


Qualche settimana fa ha perso il suo terzo dente a casa in campagna di mia madre ed ha scritto una letterina con una richiesta particolare:

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Io e le mie tette, come le rose (s)fioriranno.

Ho sempre avuto un rapporto particolare con le mie tette. Il nostro è stato il classico rapporto odio e amore.

 

Quando le aspettavo loro non arrivavano e mentre quelle delle mie amiche crescevano loro se ne stavano nascoste chissà dove. Ho pensato che forse con la gravidanza si sarebbero affacciate e, volenti o nolenti, hanno cominciato a crescere e crescere e ancora crescere. Cazzo non finivano più di crescere mi sono quasi spaventata.

La fortuna, ma soprattutto le nausee gravidiche, hanno voluto che ad una settimana dal parto neanche si vedesse che fossi mai stata incinta. Ero secca come un chiodo e loro primeggiavano sul mio corpo. Erano ad uso esclusivo dei miei 2 gemelli è vero, ma che soddisfazione poter raccogliere le briciole sul décolleté invece del pavimento.

 

L'iperprolattinemia ha prolungato questo idillio per più di 1 anno e mezzo, fino a quando ho scelto togliere il latte dall'alimentazione dei miei figli. In realtà era rimasta solo Emma, ma io continuavo a produrre latte per 3 e, all'ennesima mastite accompagnata da febbre alta e visioni mistiche, ho deciso di mandarlo via. Ho preso la decisione per tutte e 2 (o 3), ma stavo male io e stavano male loro. Erano gonfie, tese e tirate.

 

Una mattina mando mio marito in farmacia a comprare il dostinex, ne assumo la corretta dose e, come da indicazioni mediche, mi fascio il seno stretto sperando che questo non continui a gonfiarsi, anche perché non avevo più pelle sufficiente.

 

La giornata più o meno passa mentre le tette pulsano sotto la fascia stretta, forse stavano cercando di dirmi qualcosa? La notte è più dolorosa, ma nulla mi avrebbe fatto presagire quello che sarebbe accaduto al mattino seguente. Mi sveglio e non sentendo più quella pressione alzo le lenzuola, quello che vedo mi gela il sangue nelle vene. La fascia era lenta e avvolta a pancia e fianchi e delle mie tette neanche l'ombra. Ho cercato nel letto, srotolato la fascia ma niente.  Chiamo mio marito che, rendendosi conto dell'accaduto, mi guarda negli occhi e mi stringe a se.

 

Questa tragedia ci ha "fisicamente" avvicinato moltissimo, infatti ora ci abbracciamo e tra noi due non c'è più una quarta abbondante, ma una prima striminzita.

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Scambio culturale Italia/Francia

una scuola fatta di brave persone

Emotivamente questa è stata una delle settimane più intense. Lo scambio culturale Italia/Francia con la scuola dei Pandini ci ha arricchiti tutti moltissimo.

 

Circa 25 bambini parigini in visita a Roma con 3 insegnati e la preside, ospitati per una settimana a casa delle famiglie degli alunni romani.

 

Non era la prima volta che i miei figli si confrontavano con una nuova cultura e una lingua che non conoscevano. Ma era la prima volta che questo accedeva in casa loro, senza che io potessi fare nulla per aiutarli dato che non conosco una sola parola di francese.

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I nonni campagnoli, che fortuna!

La scuola è finalmente finita, quest'anno è stata emotivamente impegnativa. Abbandoniamo la materna per accedere alla scuola dei grandi: le elementari.

 

Finora, grazie al doppio congedo parentale e soprattutto grazie ai nonni, siamo riusciti ad evitare i campi estivi.

Anche quest'anno infatti, i Pandini, passeranno il mese di luglio da loro che vivono in campagna, a circa 50 km dalla città. In genere il mese di luglio ci trasferiamo tutti, anche se per me e Claudio è decisamente più dura perché si allungano notevolmente gli spostamenti casa/ufficio e viceversa. Ma per loro è uno spasso, come lo era per me alla loro età quando i miei genitori mi lasciavano dai nonni.

Anche io avevo i nonni "campagnoli" e con mia sorella e i miei cugini passavamo le estati nella loro casa di campagna, a circa 50 km dalla città. La vita di campagna era decisamente più affascinante, ricordo le scorribande in bicicletta, l'immenso orto dei nonni, la frutta colta dagli alberi, l'aria buona, gli animali, lo zabaione fatto con l'uovo appena deposto, l'allevamento di girini nella fontana di nonno. E poi le innumerevoli e impagabili scoperte.

 

Quando mia madre mi ha comunicato che voleva "scappare" dalla città per andare a vivere in campagna ero entusiasta. Ero già incinta dei Pandini e non lo sapeva nessuno. Pensavo a quanto sarebbero stati fortunati loro che avrebbero avute le stesse mie impagabili esperienze.

 

E infatti questa estate hanno visto nascere una tortorella, imparato come le cicale emettono quel suono, hanno fatto la marmellata, raccolto dall’orto pomodori e insalata per poi prepararci il pranzo, controllato che nel pollaio le galline avessero fatto il loro lavoro quotidiano e soprattutto allevato ed allattato dei piccoli pipistrelli. Tutte esperienze preziose.

 

E poi loro sono ancora più fortunati avendo sia i nonni che i bisnonni campagnoli :)

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Cara Maestra, il triste epilogo

Ci avevo quasi creduto quando il mio telefono ha squillato e la tua voce mi ha chiesto se potevamo parlare“Ma certo maestra mi dica…”.

Ti sei scusata per aver parlato in quei termini, mi hai detto che volevi vedere i bambini, che ti avrebbe fatto piacere offrirgli un gelato. Che desideravi accettare i loro regali e che anche le altre maestre lo desideravano. E così ci accordiamo per vederci il giorno successivo, all’uscita.

 

Chiamo le altre mamme che incredule accettano l’invito e alle 16 puntuali siamo tutte davanti alla scuola con i regali ed i bambini. Sarà stato un caso, ma di quattro maestre ce n’era solo una che dopo aver preso il suo regalo e quello delle colleghe, lo ha riposto, senza neanche aprirlo e dare un minimo di soddisfazione ai suoi alunni che li davanti bramavano un complimento o un elogio.

Mio marito mi aveva suggerito di non andare perché non c’era da aspettarsi proprio nulla da quell’incontro. Non gli ho creduto. Eppure avrei dovuto capirlo che le tue intenzioni erano altre, soprattutto quando ti sei preoccupata di scusarti più per la frase infelice che per il fatto di aver deluso i tuoi alunni.

 

Purtroppo si è verificato quello che ti avevo scritto: alla fine di 3 anni di vita insieme, ci costringiamo ad un triste epilogo.

 

Grazie tutte le persone che sono intervenute qui dandomi supporto e speranza, soprattutto le insegnanti, un grazie di cuore.

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Cara maestra ti odio

Cara maestra ti odio. A differenza dei miei figli che invece ti amano e ai quali piace passare il loro tempo con te. Ti odio perché oggi, rifiutando il regalo che ti hanno fatto con tutto l’amore di cui sono capaci, hanno pianto convinti che non ti sia piaciuto.

 

Ho dovuto consolare una bambina di 5 anni mezzo perché la sua maestra, che ne vanta 40 di esperienza, non ci ha pensato due volte a ferirla.

 

Sentirmi rinfacciare poi di aver pulito i loro sederi per 3 anni mi ha davvero disgustato.

Non mi sarei aspettata di trovarmi difronte ad un livello così basso di conversazione. Ma alla fine, la tua vera natura viene fuori così com’è. E mi dispiace non averlo capito prima e aver spinto i miei figli ad amarti.

Avevo immaginato l’ultimo giorno di scuola come un giorno di festa in cui sarei andata a prendere i miei figli con in mano dei fiori per loro e per te, cara maestra. Ti avrei abbracciato e avrei pianto. E invece ho scelto di non portarli più, per evitare che continuassi ad avvelenare la mia famiglia.

 

Tutto è iniziato quando, con una lettera, la scuola ci ha comunicato che non intendeva fare la festa di fine anno per la consegna dei diplomi a causa dei tagli allo stipendio e noi, visto l’atteggiamento di chiusura sull’argomento, ci siamo permessi di rispondere con le stesse modalità esprimendo solidarietà, perché anche noi genitori stiamo vivendo un periodo di forte disagio lavorativo, e pregando di non usare i nostri figli come strumento di ricatto.

 

La risposta è stata di nuovo una chiusura verso i bambini. Quei bambini che ti amano incondizionatamente. Ancora una volta hai mancato il vero bersaglio della tua rabbia e hai sparato sui i sentimenti dei miei figli, ferendoli. Cara maestra, è per questo che ti odio.

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Le fate a metà... di Benedetta Parodi

Al rientro dal mio secondo #mammacheblog ho riportato ai ragazzi molti regalini, uno dei più apprezzati è stato il primo libro di favole, di una serie di 3, scritto da Benedetta Parodi.

Il libro è “Le fate a metà e il segreto di Arla” e, visto che c’ero, ho chiesto alla dolcissima Benedetta di scrivere una dedica a Emma e Luca.

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Cose che non possono mancare nella borsa di una signora

A grande richiesta, avete capito bene: A GRANDE RICHIESTA (3 e dico 3 persone* me lo hanno chiesto), svuoterò la mia borsa e vi farò vedere ciò che è indispensabile portare sempre, sempre con se. Anche in vacanza si.

 

Partiamo dalle cose più semplici che tutti abbiamo nella borsa.

 

  1. LE CHIAVI, di casa, della macchina o del motorino. No ai mazzi di chiavi alla San Pietro. Cercate di non portarvi dietro quelle di casa di nonna, di mamma, della cantina e della casa al mare, tanto non vi serviranno tutte. No a quegli orrendi lacci lunghi che si mettono al collo. Si lo so sono comodi, ma non sono da signore. Le chiavi devono stare in uno scomparto a parte, fa brutto che quando ci occorrono e non le troviamo al primo colpo, mettiamo la testa nella borsa imprecando mentre loro si vanno a nascondere sotto il portafoglio o dentro l'agendina e noi siamo costrette a rovesciare istericamente la borsa a terra.
  2. IL PORTAFOGLIO di una signora. Basta portafogli adolescenziali gonfi come il ventre di un tacchino il giorno del ringraziamento. E non portatevi dietro tutte le carte fedeltà, scaricatevi le app giuste e al momento del pagamento, sfoderate il vostro smartphone.
  3. AGENDE o QUADERNI. Se lo smartphone non vi basta e avete necessità di annotare delle cose, potete portare delle piccole agende tipo moleskine o altro. E la penna, bè anche quella deve venire fuori al primo colpo, quindi vi consiglio di metterla nella tasca interna della vostra borsa.

    Ok, ora passiamo alle cose serie.

  4. IL BEAUTY o NECESSAIRE Non deve essere per forza abbinato, in modo tale che lo possiate spostare di borsa in borsa senza troppi problemi. Ma soprattutto, per essere un necessaire deve contenere cose assolutamente necessarie.
  5.  Deodorante o profumo. Io non ho problemi di eccessiva sudorazione ma, essendo io una mendicatrice di campioni, ne ho sempre con me uno o due da usare al momento giusto.
  6.  Le salviette levasmalto. Mica ve ne vorreste andare in giro con lo smalto sbeccato? Se vi accade, via tutto.....e naturalmente anche una limetta per unghie è necessaria.
  7.  Caricabatterie per smartphone, tablet o altro.
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Di mariti e salti ad ostacoli

Mio marito è speciale, come ogni marito e anche di più!


Lui tutte le mattine prepara la colazione per tutta la famiglia, carica e scarica la lavastoviglie (come lo fa lui nessuno mai *).


Mi riempie di complimenti e indovina sempre i regali giusti per me.

 

Mio marito poi si scorda cose che ho appena finito di dire...a volte le scorda mentre gliele sto dicendo...a dire il vero a volte sembra scordarsi chi sono, mi guarda strano. 


Mio marito tutte le mattine si fa il caffè, apre la cialda e posa l'involucro sul ripiano della cucina appena 30 cm sopra il secchio della spazzatura.


Mio marito si soffia il naso e come hansel e gretel, per paura di perdersi in 70 mq, lascia la scia di fazzoletti usati ovunque.


Ma la cosa che mio marito fa meglio di tutti gli altri è il salto ad ostacoli. Tutti i giorni a casa lui salta su costruzioni, macchinette, little pony, matite, pennarelli, libri e giocattoli vari....li salta tutti senza ne romperne e ne raccoglierne nemmeno uno. E' davvero un campione.

 

Mio marito salta a pie' pari anche la busta della spazzatura che gli lascio davanti alla porta di ingresso, però poi rientra in casa e dice "c'è un cattivo odore qui" e spalanca tutte le finestre incurante del freddo. "Amore non ci sarebbe cattivo odore se ti fossi ricordato di buttare la busta dell'umido". Ma lui è puro, lui non produce spazzatura e quindi non crede di doverla buttare.

 

 

Mio marito vive in una casa magica dove i calzini sporchi vengono messi a terra e ritrovati "puliti e piegati" nel suo cassetto.

 

Mio marito si mette a fare telefonate di piacere ad amici e parenti nel momento più adatto della giornata: mentre sto scolando la pasta, devo dividere i gemelli che stanno litigando, apparecchiare la tavola e riempire la ciotola del gatto che, ora che ci penso, sono 2 giorni che non mangia.

 

Qualche volta mio marito ha cercato di aiutarmi caricando la lavatrice ma ha smesso quando gli ho detto che, ad esempio, magliette e pantaloni possono andare insieme nel cestello, non litigano, l'importante è che siano più o meno dello stesso colore e dello stesso materiale. Questa cosa la sta ancora elaborando!

 

Mio marito apre la lavastoviglie e dopo averla osservata per 5 secondi mi chiede se è pulita.

 

Mio marito sa cucinare un ottimo uovo al tegamino, ma non sa fare un piatto di minestra.

 

Oltre a tutto questo, sono molto fortunata perchè mio marito, l'unico calcio che conosce è l'elemento chimico con numero atomico 20 il cui simbolo è Ca.

 

Mio marito mi accompagna alle serate swing e viene a lezione di lindy hop con me.

 

Mio marito mi spinge a seguire i miei sogni, anche quando sono irrealizzabili.

 

Mio marito mi segue in capo al mondo e sponsorizza i miei progetti più assurdi.

 

Sono quasi 10 anni che stiamo insieme. La convivenza, il matrimonio e i figli non lo hanno cambiato neanche un po'. Non che ci sperassi troppo è...ma molto meglio così perchè sono sicura che sarebbero cambiati gli aspetti del suo carattere che amo di più.

 

 

 

 

* molti uomini svolgono questo sporco lavoro credono di caricare la lavastoviglie meglio delle donne, ma la grande verità è che le donne glielo lasciano fare perchè è l'unica attività che svolgono in piena autonomia, senza chiedere fino allo sfinimento come devono fare.

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Il sistema dell'unico ammonimento

Alcuni psicologi affermano che i bambini intorno ai 4/5 anni non sono facili da distrarre come quelli più piccoli e, quando fanno i capricci, il sistema dell’unico ammonimento può avere effetti sorprendenti.

Ve lo vado ad illustrare: “se non smetti di sbattere la tua macchinina sul il tavolo, dovrò portarla via”. Il bambino ha la possibilità di smettere invece di farsi prendere il gioco. Se la smette sarà elogiato, se invece continua gli verrà sottratta la macchinina senza ulteriori discussioni e senza attenzioni negative.


Pare facile, uno dei miei figli è anche soprannominato il polemica…vabbè andiamo avanti!


IMPORTANTE: concedere più di una possibilità indurrebbe il bambino a non prendere sul serio i genitori; non dare possibilità invece significherebbe privarlo di una lezione di autodisciplina, cioè privarlo della volontà di fare il bravo.

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Gelosia tra gemelli

Mi sono spesso sentita dire di essere stata fortunata ad aver avuto 2 gemelli ed essermi così risparmiata la gelosia tra fratelli. Ah si?!?!

 

Dunque, sono una donna estremamente fortunata ad aver avuto 2 gemelli per tanti motivi, ma non di certo per la gelosia. Infatti oggi sono qui a confessarvi che: I GEMELLI SOFFRONO DI GELOSIA! Ed iniziano a soffrire di gelosia molto prima dei fratelli “normali”.

Innanzitutto, perché per i primi 2 – 3 – 4 anni (dipende da quando si sceglie di avere, o arriva il secondo figlio), il primo figlio non ha nessun sentimento di gelosia essendo il solo figlio e comunque, anche quando arriverà il fratellino, essendo lui un neonato, non avvertirà tali sentimenti e quindi si dovrà gestire la gelosia del solo figlio maggiore, senza dover spiegare o gestire quella del secondogenito, in quanto neonato.

Ovviamente questo non vale nei “quasi gemelli”….detti anche “irish twins”.

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Se il buongiorno si vede dal mattino...

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino...questo sarà un anno di merda!

 

Il 1° gennaio prepariamo tutto per passare qualche giorno in montagna a casa di mia madre: termosifone, legna per il camino, lenzuola pulite, piumoni, abbigliamento caldo (visto che qui a Roma ci sono ancora 15/20°). Il giorno seguente, giorno di partenza, Luca si sveglia per primo di buon ora lagnandosi: "mamma guarda, ho una bollicina che mi crude (non riesco a fargli dire prude) qui dietro la gamba" scende dal suo lettino per entrare in camera nostra e "Amore di mamma non è l'unica bolla che hai". VARICELLA!


In 2 giorni Luca si è riempito di bolle pruriginose, negli occhi, in bocca, nelle parti intime ed io per 3 giorni e 3 notti non ho fatto altro che grattarlo e massaggiarlo con VEA OLIO, mercuro cromo in crema, crema oftalmica per gli occhi e crema antibiotica per quelle che grattandosi si è infettato. Ora le bolle si stanno seccando e lui sta meglio.....ma tremo all'idea che tra poco dovrò ricominciare tutto con Emma.

 

A tutto questo va aggiunto il fatto che Claudio, reduce da un elettrocardiogramma non proprio bello, ha dovuto fare una scintigrafia al cuore che, non solo mi ha e mi sta preoccupando un bel po', ma lo ha portato fisicamente distante per 1 giorno e mezzo a causa della radioattività che avrebbe potuto essere nociva per loro.

 

Dulcis in fundo io ieri notte mi sveglio di soprassalto perchè sognavo di precipatare, ma mi accorgo che in realtà ho dei tremendi capogiri, delle fortissime vertigini. Sono stata tutto il giorno a letto, ogni volta che mi alzavo dovevo tenermi da qualche parte per non cadere e poi mi venuva da vomitare.


Sarà cervicale? Sarà influenza? Ma sarà che sono un tantino stressata?


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la pioggia non bagna il nostro amore

IERI.

 

Ore 13.50 inizia a piovere. Ore 14.15 esco dall’ufficio per andare a prendere lo scooter sotto il diluvio. Chiamo il marito per chiedere che macchina ha preso e dove ha lasciato le chiavi dell’altra.

 

Marito: “ho preso la macchina grande e ti ho lasciato la smart…”

ed io penso: “vabbè tanto sono 200 metri, in smart tutti e 3 ci possiamo stare”

Marito: “…però mi sono portato via anche le chiavi della smart! Mi dispiace!”

ed io penso: “è già la seconda volta accidenti!”

Marito: “Perchè non passi qui in ufficio da me a prenderle?”

ed io penso: “certo come no?! Dall’altra parte di Roma con questo diluvio!” e allora dico a mezza bocca: “ci vediamo stasera!”

 

Ore 15.00 arrivo a casa zuppa, la pioggia non cessa, aumenta. Decido di andarli a prendere con il passeggino (il buon vecchio TFK gemellare) con la copertura in plastica per la pioggia. Purtroppo non ho tempo di gonfiare a bocca la canoa e prendere i remi, e galosce e mantelline non bastano! Piove troppo!

 

Deve essere stato uno spettacolo pietoso quello offerto da me ieri al mio quartiere. Bambini incelofanati nel pesante TFK, io che li spingevo con l’ombrello infilato dentro al giacchetto dietro la schiena (perchè con una mano sola non si riesce a manovrare il pesante passeggino, tra il terreno sconnesso e i 30kg abbondanti dei pandini). Riuscivo a ripararmi solo la parte sinistra del corpo mentre la destra era esposta alle intemperie.

 

Arrivati a casa mi sono accorta che lo zainetto di Emma, che avevo cercato di infilare nella tasca sotto, si era perso. Chissà dove e chissà quando. Diluviava, non potevo tornare indietro, ma non ero pronta ad affrontare questa tragedia con lei. Ho fatto finta di niente e solo stamattina le ho detto la verità ripiegando su un equipaggiamento alternativo. Per fortuna è andata bene.

Adesso, secondo voi, non dico chiedere il divorzio o avvelenarlo perchè lo amo troppo, ma mi sarei potuta inbufalire con il marito o no??!? Avrei avuto il diritto di rimproverarlo o no??!

Avrei potuto, ma non l’ho fatto! Ho messo a letto i bambini, ho preparato da mangiare per noi e l’ho aspettato per cenare insieme.

 

OGGI.

 

Stamattina presto con il motorino ho rifatto la strada per vedere se per caso ritrovavo lo zainetto di Emma, ma niente.

 


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mia madre e i suoi insegnamenti più o meno religiosi

Ero piccina ma ricordo bene che un giorno, dopo essere andata a messa, chiesi a mia madre come faceva Dio a sapere tutto: passato, presente e futuro.

Mia madre, che non è un'assidua frequentatrice della casa del Signore, tentò di spiegarmi il mistero raccontando questa storia:

 

"immagina di stare davanti al portone di casa aperto e di vedere passare sul marciapiede un bambino che mangia un gelato. In quella piccola visuale che ti offre il portone tu vedrai solo quello, ma la signora che si trova al 1° piano ed è affacciata alla sua finestra vedrà il bambino mangiare il gelato mentre passeggia con la mamma e vedrà che poco più avanti al bambino cadrà del gelato sulla maglietta e si sporcherà.

La signora che invece si trova al 3° piano avrà visto la mamma comprare il gelato al bambino, li avrà visti passeggiare insieme e poi avrà notato che il bambino si è sporcato la maglietta e che la mamma arrabbiata gli ha menato.

Ecco, Dio è così in alto che vede tutto"

 

Non ho mai capito se da parte di mia madre questo fu un tentativo di insegnamento religioso o un monito affinchè non mi sporcassi anche io con il gelato.

Se lo scopo era quello più profondo, religioso, non posso dire che la parabola di mia madre abbia sortito gli effetti desiderati perchè, pur essendo credente, non ho un rapporto idilliaco con il Signore dei piani alti. Se invece il suo era un monito affinchè non mi sporcassi con il gelato anche io come il bambino, è stata più fortunata. Da quel giorno infatti ho preferito il gelato in coppetta.

Grazie mamma!


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io me e pand

A volte combino cose assurde. Soprattutto quando la mia mente non è abbastanza impegnata in faccende più serie! Ve ne scrivo qualcuna in ordine cronologico, non in ordine di importanza, e comunque le ultime 2 sono le mie preferite.

 

La più recente è quella che mi è accaduta la scorsa settimana, dopo una serata molto divertente con 2 amiche che non vedevo da tempo. Parcheggio malamente la smart dimenticando le 4 frecce accese, ergo, quando vado a riprendere la macchina, questa non si accende.

Ora, chi conosce l'auto sa che non ha la serratura sugli sportelli, ma solo sul vetro del "diciamo portabagagli". Ed è proprio da li che ho tentato di entrare. Deve essere stata una bella visione per chi in quel momento transitava per la via Ostiense intorno a mezzanotte. 2 lunghe e sottili gambe che si agitavano spuntando dal portabagagli della smart.

Comunque non sono riuscita a rimetterla in moto e ho scritto un messaggio pietoso (nel senso che dovevo far pena ai vigili che lo avrebbero letto) e il giorno dopo sono dovuta tornare con i cavi.

 

Qualche anno fa, quando lavoravo come consulente in FAO, ne ho fatta un'altra proprio bella. Prima della pausa pranzo vado in bagno, per espletare funzioni fisiologiche di qualsivoglia tipo, insomma vado a fare pipì.

Il bagno in questione aveva la forma di un rettangolo. Sui lati corti aveva da una parte la porta di ingresso e dall'altra la finestra che affacciava in una chiostrina interna dove si aprivano le finestre degli uffici. Dal lato della finestra APERTA, c'era il water. Ecco, io entro, mi giro, tiro giù tutto mostrando il lato B alla finestra e.....non c'è bisogno che aggiunga altro. Mi ha consolato il fatto che almeno incontrandomi nei corridoi non mi avrebbero riconosciuta guardandomi in faccia (0_0).

 

Un altro evento degno di nota è quando decido di NON comprarmi un fantastico gloss volumizzante al peperoncino e decido di farmene uno "home made".

Non era per i 12 euro, ma per la soddisfazione di averlo fatta da sola.

Prendo un peperoncino, lo polverizzo, lo metto nel contenitore del mio gloss trasparente, mescolo bene, lo metto sulle labbra ed esco.

Devo dire che ha funzionato però, per più di mezz'ora oltre alle labbra, avevo gonfi anche gli occhi e piangevo come una disperata. Ho sciolto tutto il trucco e sono arrivata all'appuntamento che ero uno schifo. Tentativo miseramente fallito.


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è come andare in bicicletta

Immagine presa da: http://www.demitasse-lover.deviantart.com

Ho capito che mi ero disintossicata dal lavoro di ufficio quando al mio rientro:

 

  1. ho ascoltato la conversazione di 2 colleghi e uno dei quali diceva di essere un po’ triste/preoccupato perché gli era stata cambiata commessa. Dentro di me ho pensato: “Vabbè dai su con la vita era solo una commessa, magari bona, ma vuoi che non ne trovino un’altra in grado di passare il codice a barra dei prodotti sul lettore?” Poi ho capito che si trattava del CODICE COMMESA DI UN’ATTIVITA’ LAVORATIVA, quindi aveva cambiato cliente/lavoro;
  2. a causa di un errore che compariva sul mio pc dopo l’installazione di un software, mi è stato chiesto di fare un “PRINT SCREEN”. Ho avuto l’accortezza di contare fino a 10 prima di dire: “EHHHHH??!??!?” che sono stati fondamentali a non farmi fare una figuraccia.

 

Ma è come andare in bicicletta...NON DISIMPARI MAI ;-) e ieri in riunione dal cliente ero sul pezzo...con un po’ di fatica, ma c’ero!

 

E comunque, chissà come mai, alla fine mi è stato trovato un lavoro compatibile con i miei orari e soprattutto con i miei interessi. Strano eh? Mai mai mai piegarsi!


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Il rientro in ufficio, pessima esperienza

...stiamo messi male!

Già, il tanto temuto rientro al lavoro non ha deluso le mie aspettative, anzi ha confermato i miei sospetti: la nube tossica persiste ancora sopra la sede dell'azienda per cui lavoro.

 

Dopo 2 anni e mezzo di assenza dall'ufficio, quello che nel frattempo è diventato il mio nuovo capo, è venuto a parlarmi il terzo giorno di lavoro. Secondo le scritture sarei dovuta risorgere dagli inferi...invece sono ancora qui e lo dimostra il fatto che, oltre al bentornata di rito, mi inizia a dire cose che francamente faccio fatica a non collocare sotto la voce: "PREFERIVAMO QUANDO STAVI A CASA SENZA STIPENDIO".

 

Premetto che lavoro in una società informatica e nell'ultimo anno e mezzo di lavoro, prima della maternità, ho studiato e utilizzato un software per analizzare dei dati presso alcuni Clienti. Un software che oggi è obsoleto e soprattutto del quale non ricordo una fava secca visto che l'ho usato per circa 1 anno e mezzo ben 2 anni e mezzo fa! Strano è? Ma purtroppo tra una poppata un pannolino un brodo vegetale e un pianto non mi è avanzato tempo per ripassare.

 

Comunque, dopo il bentornata mi ha detto che sta facendo i salti mortali per tenermi a Roma e che, nonostante il contratto di lavoro mi permette una certa elasticità di orario io, per esigenze di progetto e di gruppo di lavoro, devo attenermi ad orari diversi. Ma quale progetto e quale gruppo? Sono in sede da 3 giorni e senza far nulla.

 

Con chi si crede di stare a parlare? Un discorso del genere può spaventare un neo assunto, non me.

NON può dire ad una mamma di 2 bambini piccoli appena rientrata dalla maternità e che non ha le competenze tecniche aggiornate ed adeguate, che ci sono delle esigenze di progetto tali da farla spostare da Roma o costringerla ad orari diversi da quello del contratto. Se ci riprova le chiederò di mettermi per iscritto questo e soprattutto di farmi conoscere il piano di training previsto per me in virtù della mia nuova attività.


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...e ancora premio fedeltà

Radio Deejay è senza ombra di dubbio la mia radio preferita, e Pinocchio il mio programma radiofonico preferito. Adoro La Pina, già da quando era una rapper...mi ricordo alcuni suoi pezzi molto carini..."sto bene quando sto con le mie amiche"....e questa volta il premio fedeltà l'ho vinto con lei e Diego.

 

Qui sotto potete ascoltare la registrazione della telefonata che mi ha fatto vincere....il tema della puntata era "I SEGRETI", ma purtroppo non è rimasto tale perchè Claudio stava ascoltando la radio, infatti subito dopo l'intervento mi ha mandato un sms con scritto "tu sei irrimediabilmente pazza", e poi la mia parrucchiera, dei colleghi...ecc...ecc...insomma, ho scoperto che Pinocchio non è solo il MIO programma preferito.

 

Vabbè, non aggiungerò altro, se non : "BUON DIVERTIMENTO!"

 

 

 

P.S.: QUI il post dell'altro premio fedeltà vinto.

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our wedding party

A tutti quelli che mi hanno chiesto di raccontare il nostro matrimonio, immaginatevelo con l'aiuto di queste....

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- 20

Ecco. Ci siamo. Il 20 ottobre si apriranno per me le porte dell'inferno. Dopo 2 anni, 6 mesi e 5 giorni tornerò a lavoro. Chi l'avrebbe mai detto?!

Io no, lo so ma l'alternativa qual'era? Sfornare un fagottino? E se fosse stato un altro fagottino a doppia farcitura? No no no per carità.

I pandini e Claudio occupano già ogni centrimetro del mio cuore...non c'è spazio per nessun'altro. Non ho alternative, ho tirato e spremuto ed elemosinato tutto quello che potevo...adesso basta.

Per carità rimango comunque in lista d'attesa per il part-time (sono in lista da 2 anni....prima o poi arriverà) e comunque, per non saper ne leggere e ne scrivere, mi sono tenuta nel cassetto 5 mesi di maternità...per i nostri viaggetti. E quindi di che mi lamento direte voi? Lo so io lo so.

Innanzitutto per poter tornare in tempo a casa e prendere i bimbi prima che l'asilo chiuda (16:30) dovrò attaccare alle 8, ciò vuol dire uscire da casa almeno alle 7:30 (non mi ricordo neanche quand'e' stata l'ultima volta che ho visto il mondo a quell'ora), saltare la pausa pranzo ed evitare tutto il traffico di Roma.....in che modo? Con un bel motorino che sabato mattina andrò a comprare.

Questo vuol dire che ho dovuto vendere la mia amata Hornella.

 

Dopo 2 anni 6 mesi e 5 giorni ho finalmente ceduto e accettato la realtà...non riuscirò più ad usare la mia moto.

Per quale motivo non andare in ufficio con la moto? Perché e' pesante, poco agevole nel traffico...e poi io non sono mai stata una motociclista da traffico, ho sempre preferito le "motogite" e i we fuori. Sono sufficienti questi motivi a spiegare il mio malumore? Io direi di si. La cosa che consola che ad acquistarla è stata una ragazza e non uno "smanettone"....al quale, onestamente, non l'avrei MAI E POI MAI venduta.

 

Forse mi occorrerebbe un periodo di inserimento al lavoro anche a me...una mezz'oretta al giorno per iniziare e poi incrementare poco alla volta. No?!? Io credo sarebbe l'ideale.

Chissà cosa ne pensa il mio ufficio del personale :-) meglio non indagare, tapparsi naso bocca e orecchie e buttassi nella mischia. - 20

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today ♥ my wedding day

 

Tra poche ore sarò una signora...è tutto pronto, più o meno. Se oggi non fosse una delle giornate più calde dell'anno sarebbe tutto perfetto, invece fa caldo, si suda, c'è un'afa che ti toglie il respiro già fievole per l'emozione.

 

I miei nonni mi hanno chiamata questa mattina con la voce rotta dal pianto ed io per la prima volta, da quando abbiamo iniziato i preparativi un paio di mesi fa, mi sono emozionata davvero. Voglio molto bene a nonna Tituccia e nonno Quinto e mi dispiace moltissimo che oggi non potranno esserci...ma io sarò nei loro pensieri e loro nei miei.

Adesso vado a stirare la camicia di Claudio, fare il pranzo ai pandini, preparare le cose da portare, poi una bella doccia e aspetto Vanessa che mi aiuterà con trucco e parrucco anni '50 :-)

 

Nel prossimo post sarò una signora.....ciao ciao


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dislessia

 

Ma che mi succede? Divento dislessica alla venerando età di 24..28..30..27...vabbè quelli che c'ho c'ho!

Vi elenco una serie di cose che ho letto sui giornali e nei vari cartelloni pubblicitari per strada.

 

Davanti ad un negozio di Ortopedia Sanitaria leggo BUSTI PLATINATI e penso perchè adesso te li fanno pure fashion i busti? In realtà c'era scritto BUSTI E PLANTARI.

 

LEZIONI DI CHITARRA E PERTOSSE.....cosa????!?!??! ....E PIANOFORTE!!!

 

SEI UN DONATORE DI LAVORO??? Certo, con tutta questa crisi che c'è ci vuole qualche anima pia che ti dona il suo lavoro no??!! In realtà c'era scritto: SEI UN DATORE DI LAVORO? Partecipa ai nostri corsi di management.....ecc..ecc..

 

AIFO, CONTRO LA LEPRE IN INDIA! Orrore, io animalista dentro non posso sopportare queste cose. Magari in India hanno problemi più gravi tipo la LEBBRA e non la lepre.

 

SCONTI STREPTOCOCCHI! Si c'è il 3x2 sugli streptocchi e il 20% sul meningococco. Gli sconti erano STREPITOSI.

 

Queste sono quelle che mi sono rimaste più impresse per la loro assurdità...ma ce ne sono delle altre vi assicuro. Ma cosa mi sta succedendo? Forse inizio ad essere un tantino stanca. Santo municipio XII che hai accolto la domanda di iscrizione all'asilo comunale dei pandini che inizierà a settembre.


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appro....posito di preparativi

 

In effetti il matrimonio non è l'unica cosa che stiamo preparando...ci sarebbero anche le nostre vacanze. Quest'anno vacanze in barca a vela in Grecia, ovviamente con Pandini al seguito.

Sono pazza? Temeraria? Forse la parola più corretta è IGNARA, ignara di quello che può accadere con 2 pesti di neanche 2 anni in una barca in mezzo al mare! E comunque sono aperta a qualsiasi tipo di suggerimento vogliate darmi.

Insomma sabato, visto il tempaccio (che du' palle), siamo andati a fare un po' di sano shopping. Risultato? Ho svaligiato il reparto mare/bambini di decathlon. Costumi, salvagenti, scarpette da mare, lycra, cappellini, braccioli, maschere, pinne......e un paio di scarpe per me, non si sa mai ;-)

L'unica cosa certa che so è che anche quest'anno non riuscirò a prendere un po' di sole come si deve.....ma tanto a me neanche piace l'abbronzatura, preferisco la mia pelle di luna (la volpe che......)


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fervono i preparativi

 

Fervono i preparativi del mio matrimonio :-) il secondo....vabbè ma questa è un'altra storia.

Finalmente daremo una forma ufficiale a questa PANDFAMIGLIA. Ci siamo dovuti barcamenare nella burocrazia Italiana, ma alla fine abbiamo vinto noi e diventeremo una vera famiglia, TUTELATA dal nostro Stato....vedremo!

 

Sei Luglio Duemiladieci

 

Sarà una festa con un po' di amici e parenti organizzata nel mio stile :-) sarà una festa ambientata negli anni 50, gli anni del Rock & Roll, delle cadillac, del boogie-woogie, della musica"nera" per la prima volta mandata alle radio.

Insomma i favolosi anni 50 e tutti, ALMENO SPERO, dovranno calarsi nella parte.

Sto dispensando a tutti consigli e siti internet dove comprare abbigliamento dell'epoca, ma non è difficile, basta un po' di fantasia e soprattutto aver visto dei film come: Great Balls of Fire, Grease, Cadillac Records, Ragazze Vincenti, Walk the Line.

 

Ma chi, almeno una volta nella vita non ha visto Grease? Le avventure di Danny Zucco e Sandy Olsson, dei T-Birds e delle Pink Ladies"Rizzo ha una pagnotta nel forno!". O meglio ancora Happy Days e Arthur Fonzarelli con i suoi HEY.

Vabbè, adesso vedremo chi ha voglia di giocare e chi no!


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beer, bier, birra...

Girovagando un po' tra i link ho scoperto un nuovo locale dedicato alla BUONA BIRRA! Ci DEVO andare perchè io adoro la BUONA BIRRA!

Qui servono solo birre "particolari" e whisky.

Il locale è molto carino...in zona portaportese (per chi conosce roma) e si chiama Brasserie 4:20.

Ci prendiamo qualcosa da mangiare, un tagliere di salumi (per Claudio) e formaggi (per me) e iniziamo a bere.

Abbiamo preso in tutto 4 birre diverse per assaggiarne più di una, ma l'unica che mi è rimasta in mente, e soprattutto in bocca, è stata la Porter: birra scura, quasi nera, secca e fruttata, a fermentazione alta, tipica di Londra (una delle poche cose buone che hanno i londinesi).

 

Forse perchè era un po' che non frequentavamo posti nuovi o forse perchè era presto ed il locale era semivuoto, ma abbiamo passato una piacevolissima serata, con Emma che faceva esercizi e stava in piedi da sola e Luca che come al solito mangiava la sua crosta di pane.

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