Dyson V8 absolute+

Da quando Dyson è entrato nella nostra vita, io e mia figlia (allergiche e asmatiche) viviamo meglio e respiriamo più sano. Acari e pollini sono dei tremendi veleni per i nostri polmoni ma, con qualche accorgimento e dei potenti alleati, questi per noi non sono più problemi.

Avevo già parlato qui del Dyson AM10 e qui dell'etica dell'azienda e dell'etichetta energetica, oggi invece vi parlerò del meraviglioso aspirapolvere Dyson V8 absolute +.

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Vegani a confronto

Che lo stile di vita cruelty free è una moda oggi diffusa siamo tutti d’accordo. Così come siamo d’accordo sul fatto che non possiamo far di tutta l’erba un fascio perché esistono diversi tipi di vegani. Ve li vado a presentare:

 

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Dyson AM10 vs Asma

Da anni combatto le mie innumerevoli allergie a botte di antistaminici e cortisone. 

Questo post nasce da una vera conversazione e collaborazione con Dyson su own your conversation
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Non me somigghia p' nnente

Che mia figlia era una bella tipetta si era capito da subito, ma che un giorno avrebbe anche minacciato la dolce fatina e il tenero topino dei dentini non lo avrei mai sospettato.


Qualche settimana fa ha perso il suo terzo dente a casa in campagna di mia madre ed ha scritto una letterina con una richiesta particolare:

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Io e le mie tette, come le rose (s)fioriranno.

Ho sempre avuto un rapporto particolare con le mie tette. Il nostro è stato il classico rapporto odio e amore.

 

Quando le aspettavo loro non venivamo da me e mentre quelle delle mie amiche crescevano loro se ne stavano rifugiate. Ho pensato che forse con la gravidanza si sarebbero divertite di più e infatti, volenti o nolenti, hanno cominciato a crescere e crescere e ancora crescere. Cazzo non finivano più di crescere mi sono quasi spaventata.

La fortuna, ma soprattutto le nausee gravidiche, hanno voluto che ad una settimana dal parto neanche si vedesse che fossi mai stata incinta. Ero secca come un chiodo e loro primeggiavano sul mio corpo. Erano ad uso esclusivo dei miei 2 gemelli è vero, ma che soddisfazione poter raccogliere le briciole sul décolleté invece del pavimento.


L'iperprolattinemia ha prolungato questo idillio per più di 1 anno e mezzo, fino a quando ho scelto togliere il latte dall'alimentazione dei miei figli. In realtà era rimasta solo Emma, ma io continuavo a produrre latte per 3 e, all'ennesima mastite accompagnata da febbre alta e visioni mistiche, ho deciso di mandarlo via. Ho preso la decisione per tutte e 2 (o 3), ma stavo male io e stavano male loro. Erano gonfie, tese e tirate.

 

Una mattina mando mio marito in farmacia a comprare il dostinex, ne assumo la corretta dose e, come da indicazioni mediche, mi fascio il seno stretto sperando che questo non continui a gonfiarsi, anche perché non avevo più pelle sufficiente.

 

La giornata più o meno passa mentre le tette pulsano sotto la fascia stretta, forse stavano cercando di dirmi qualcosa? La notte è più dolorosa, ma nulla mi avrebbe fatto presagire quello che sarebbe accaduto al mattino seguente. Mi sveglio e non sentendo più quella pressione alzo le lenzuola, quello che vedo mi gela il sangue nelle vene. La fascia era lenta e avvolta a pancia e fianchi e delle mie tette neanche l'ombra. Ho cercato nel letto e srotolato la fascia, ma niente.  Chiamo mio marito che, rendendosi conto dell'accaduto, mi guarda negli occhi e mi stringe a se.

 

Questa tragedia ci ha "fisicamente" avvicinato moltissimo, infatti ora ci abbracciamo e tra noi due non c'è più una quarta abbondante, ma una prima striminzita.

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Scambio culturale Italia/Francia

una scuola fatta di brave persone

Emotivamente questa è stata una delle settimane più intense. Lo scambio culturale Italia/Francia con la scuola dei Pandini ci ha arricchiti tutti moltissimo.

 

Circa 25 bambini parigini in visita a Roma con 3 insegnati e la preside, ospitati per una settimana a casa delle famiglie degli alunni romani.

 

Non era la prima volta che i miei figli si confrontavano con una nuova cultura e una lingua che non conoscevano. Ma era la prima volta che questo accedeva in casa loro, senza che io potessi fare nulla per aiutarli dato che non conosco una sola parola di francese.

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Una pelle liscia come la tua, grazie a Visacare

Dall’inizio del XX secolo tutte le donne, non solo quelle di un elevato ceto sociale, hanno iniziato a prendere coscienza del proprio aspetto fisico e della propria femminilità, curando la loro presenza con un abbigliamento adeguato, con raffinate acconciature e soprattutto hanno iniziato ad occuparsi della cura del proprio viso.

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Viziare = Accontentare ??

sottotitolo: Il concerto dei Dear Jack

Io miei figli non sono viziati. O almeno non lo sono tanto.

 

Non si mettono a gridare o sbattere i pugni a terra se entrando in un negozio non gli compro gelati, patatine o qualche giocattolo. Non che non ci abbiano provato eh!?!? Ma dopo qualche tentativo miseramente fallito, non hanno proprio smesso di chiedere, ma almeno accettano un mio rifiuto serenamente. Questo però non vuol dire che io non li accontenti o che non accolga le loro richieste più equilibrate.

 

Per il loro compleanno mi hanno chiesto una festa a tema ed io ho cercato di accontentarli. Che gioia che ho provato vedendo i loro occhi felici davanti alla torta.

 

Quando mi sono accorta che canticchiavano le canzoni dei Dear Jack* mi sono informata sulle date dei concerti e ho deciso di regalargli il cd ed i biglietti del concerto per il loro compleanno. Il loro primo concerto. In realtà sarebbe il secondo, ma avevano solo 1 anni e 9 mesi quando siamo stati a quello di Caparezza, ovviamente non se lo ricordano.

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La nuova etichetta energetica per gli aspirapolvere

Cartellone pubblicitario del 1910 di Regina, una diretta concorrente di Hoover (Credits per la foto: The National Geographic Magazine/ Wikipedia)
Cartellone pubblicitario del 1910 di Regina, una diretta concorrente di Hoover (Credits per la foto: The National Geographic Magazine/ Wikipedia)

Forse non tutti sanno che:

 

il 30 agosto 1901 Hubert Cecil Booth, ingegnere britannico, brevettò l'aspirapolvere. Era un grande tubo aspirante azionato da un motore, con uno spesso filtro, che terminava direttamente dentro un carro trainato da un cavallo e parcheggiato fuori dalla casa da pulire. Infatti non era portatile come quelli moderni e soprattutto non era in vendita: quello che si poteva comperare erano i servizi della sua ditta di pulizie, la British Vacuum Cleaning Company.

La stessa che si occupò di tirare a lucido l' Abbazia di Westminster di Londra per l'incoronazione di Edoardo VII. L'aspirapolvere come la conosciamo noi, è arrivata poco dopo, dall'altra parte dell'Oceano Atlantico.

 

Nel 1907 James Spangler, addetto alle pulizie in un grande magazzino dell'Ohio, decise che ne aveva abbastanza della sua tosse cronica dovuta a tutta la polvere che alzava pulendo il negozio. Usando lo stesso principio di Booth, ma in dimensioni ridotte e usando un filtro in stoffa e un cuscino invece di un carro per raccogliere la polvere, creò il primo vero modello di aspirapolvere portatile.

Spangler, dopo un iniziale successo, decise di vendere tutto - modello, brevetto e azienda - al marito di sua cugina, un tale William Hoover. Lo stesso Hoover che in breve tempo sarebbe diventato il re degli aspirapolvere: ancora oggi in inglese passare l'aspirapolvere si dice proprio hoovering.

 

Fonte: http://daily.wired.it/news/tech


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Lanterna cinese

Sabato sono riuscita finalmente ad andare al mercato di quartiere. Erano settimane che volevo andare ma, tra il dolore alla gamba (che poi ho scoperto essere una tendinopatia del medio gluteo) e l'inizio delle scuole elementari, ho sempre rimandato.


Ho assaggiato delle gustosissime giuggiole che mi sono state offerte da una gentilissima signora che aveva un'incantevole banco di frutta e verdura e sperimentato le bacche di Goji, considerate la nuova sorgente di giovinezza. Mi sono poi imbattuta nel banco del vivaista che esponeva delle bellissime Lanterne Cinesi, appartenente alla stessa famiglia delle bacche di Goji, la famiglia delle Solanacee.

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I nonni campagnoli, che fortuna!

La scuola è finalmente finita, quest'anno è stata emotivamente impegnativa. Abbandoniamo la materna per accedere alla scuola dei grandi: le elementari.


Finora, grazie al doppio congedo parentale e soprattutto grazie ai nonni, siamo riusciti ad evitare i campi estivi.

Anche quest'anno infatti, i Pandini, passeranno il mese di luglio da loro che vivono in campagna, a circa 50 km dalla città. In genere il mese di luglio ci trasferiamo tutti, anche se per me e Claudio è decisamente più dura perché si allungano notevolmente gli spostamenti casa/ufficio e viceversa. Ma per loro è uno spasso, come lo era per me alla loro età quando i miei genitori mi lasciavano dai nonni.

Anche io avevo i nonni "campagnoli" e con mia sorella e i miei cugini passavamo le estati nella loro casa di campagna, a circa 50 km dalla città. La vita di campagna era decisamente più affascinante, ricordo le scorribande in bicicletta, l'immenso orto dei nonni, la frutta colta dagli alberi, l'aria buona, gli animali, lo zabaione fatto con l'uovo appena deposto, l'allevamento di girini nella fontana di nonno. E poi le innumerevoli e impagabili scoperte.


Quando mia madre mi ha comunicato che voleva "scappare" dalla caotica città per andare a vivere in campagna ero entusiasta. Ero già incinta dei Pandini e non lo sapeva nessuno. Pensavo a quanto sarebbero stati fortunati loro che avrebbero avute le stesse mie impagabili esperienze.

 

E infatti questa estate hanno visto nascere una tortorella, imparato come le cicale emettono quel suono, hanno fatto la marmellata, raccolto dall’orto pomodori e insalata per poi prepararci il pranzo, controllato che nel pollaio le galline avevano fatto il loro lavoro quotidiano e soprattutto allevato ed allattato dei piccoli pipistrelli. Tutte esperienze preziose.

 

E poi loro sono ancora più fortunati avendo sia i nonni che i bisnonni campagnoli :)

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Cara Maestra, il triste epilogo

Ci avevo quasi creduto quando il mio telefono ha squillato e la tua voce mi ha chiesto se potevamo parlare“Ma certo maestra mi dica…”.

Ti sei scusata per aver parlato in quei termini, mi hai detto che volevi vedere i bambini, che ti avrebbe fatto piacere offrirgli un gelato. Che desideravi accettare i loro regali e che anche le altre maestre lo desideravano. E così ci accordiamo per vederci il giorno successivo, all’uscita.

 

Chiamo le altre mamme che incredule accettano l’invito e alle 16 puntuali siamo tutte davanti alla scuola con i regali ed i bambini. Sarà stato un caso, ma di quattro maestre ce n’era solo una che dopo aver preso il suo regalo e quello delle colleghe, lo ha riposto, senza neanche aprirlo e dare un minimo di soddisfazione ai suoi alunni che li davanti bramavano un complimento o un elogio.

Mio marito mi aveva suggerito di non andare perché non c’era da aspettarsi proprio nulla da quell’incontro. Non gli ho creduto. Eppure avrei dovuto capirlo che le tue intenzioni erano altre, soprattutto quando ti sei preoccupata di scusarti più per la frase infelice che per il fatto di aver deluso i tuoi alunni.

 

Purtroppo si è verificato quello che ti avevo scritto: alla fine di 3 anni di vita insieme, ci costringiamo ad un triste epilogo.

 

Grazie tutte le persone che sono intervenute qui dandomi supporto e speranza, soprattutto le insegnanti, un grazie di cuore.

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Cara maestra ti odio

Cara maestra ti odio. A differenza dei miei figli che invece ti amano e ai quali piace passare il loro tempo con te. Ti odio perché oggi, rifiutando il regalo che ti hanno fatto con tutto l’amore di cui sono capaci, hanno pianto convinti che non ti sia piaciuto.

 

Ho dovuto consolare una bambina di 5 anni mezzo perché la sua maestra, che ne vanta 40 di esperienza, non ci ha pensato due volte a ferirla.

 

Sentirmi rinfacciare poi di aver pulito i loro sederi per 3 anni mi ha davvero disgustato.

Non mi sarei aspettata di trovarmi difronte ad un livello così basso di conversazione. Ma alla fine, la tua vera natura viene fuori così com’è. E mi dispiace non averlo capito prima e aver spinto i miei figli ad amarti.

Avevo immaginato l’ultimo giorno di scuola come un giorno di festa in cui sarei andata a prendere i miei figli con in mano dei fiori per loro e per te, cara maestra. Ti avrei abbracciato e avrei pianto. E invece ho scelto di non portarli più, per evitare che continuassi ad avvelenare la mia famiglia.

 

Tutto è iniziato quando, con una lettera, la scuola ci ha comunicato che non intendeva fare la festa di fine anno per la consegna dei diplomi a causa dei tagli allo stipendio e noi, visto l’atteggiamento di chiusura sull’argomento, ci siamo permessi di rispondere con le stesse modalità esprimendo solidarietà, perché anche noi genitori stiamo vivendo un periodo di forte disagio lavorativo, e pregando di non usare i nostri figli come strumento di ricatto.

 

La risposta è stata di nuovo una chiusura verso i bambini. Quei bambini che ti amano incondizionatamente. Ancora una volta hai mancato il vero bersaglio della tua rabbia e hai sparato sui i sentimenti dei miei figli, ferendoli. Cara maestra, è per questo che ti odio.

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Le fate a metà... di Benedetta Parodi

Al rientro dal mio secondo #mammacheblog ho riportato ai ragazzi molti regalini, uno dei più apprezzati è stato il primo libro di favole, di una serie di 3, scritto da Benedetta Parodi.

Il libro è “Le fate a metà e il segreto di Arla” e, visto che c’ero, ho chiesto alla dolcissima Benedetta di scrivere una dedica a Emma e Luca.

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Cose che non possono mancare nella borsa di una signora

A grande richiesta, avete capito bene: A GRANDE RICHIESTA (3 e dico 3 persone* me lo hanno chiesto), svuoterò la mia borsa e vi farò vedere ciò che è indispensabile portare sempre, sempre con se. Anche in vacanza si.

 

Partiamo dalle cose più semplici che tutti abbiamo nella borsa.

 

  1. LE CHIAVI, di casa, della macchina o del motorino. No ai mazzi di chiavi alla San Pietro. Cercate di non portarvi dietro quelle di casa di nonna, di mamma, della cantina e della casa al mare, tanto non vi serviranno tutte. No a quegli orrendi lacci lunghi che si mettono al collo. Si lo so sono comodi, ma non sono da signore. Le chiavi devono stare in uno scomparto a parte, fa brutto che quando ci occorrono e non le troviamo al primo colpo, mettiamo la testa nella borsa imprecando mentre loro si vanno a nascondere sotto il portafoglio o dentro l'agendina e noi siamo costrette a rovesciare istericamente la borsa a terra.
  2. IL PORTAFOGLIO di una signora. Basta portafogli adolescenziali gonfi come il ventre di un tacchino il giorno del ringraziamento. E non portatevi dietro tutte le carte fedeltà, scaricatevi le app giuste e al momento del pagamento, sfoderate il vostro smartphone.
  3. AGENDE o QUADERNI. Se lo smartphone non vi basta e avete necessità di annotare delle cose, potete portare delle piccole agende tipo moleskine o altro. E la penna, bè anche quella deve venire fuori al primo colpo, quindi vi consiglio di metterla nella tasca interna della vostra borsa.

    Ok, ora passiamo alle cose serie.

  4. IL BEAUTY o NECESSAIRE Non deve essere per forza abbinato, in modo tale che lo possiate spostare di borsa in borsa senza troppi problemi. Ma soprattutto, per essere un necessaire deve contenere cose assolutamente necessarie.
  5.  Deodorante o profumo. Io non ho problemi di eccessiva sudorazione ma, essendo io una mendicatrice di campioni, ne ho sempre con me uno o due da usare al momento giusto.
  6.  Le salviette levasmalto. Mica ve ne vorreste andare in giro con lo smalto sbeccato? Se vi accade, via tutto.....e naturalmente anche una limetta per unghie è necessaria.
  7.  Caricabatterie per smartphone, tablet o altro.
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Social si, social no

Posso dire che sono un po' stanca di tutte le autocelebrazioni che leggo in giro? E delle persone che cercano approvazione dal popolo della rete? Posso?

Non lo so, ma ultimamente ho voglia di fare un passo indietro. Tutto questo "social" ovviamente mi piace, ma forse è troppo.

Ho aperto questo blog circa 10 anni fa per raccontarmi, per raccogliere e condividere idee, per sfogarmi. Oggi c'è davvero tanto di tutto questo, troppo, e allora mi chiedo se è necessario che anche io continui a generare questa entropia. Sono confusa.

Perchè dovrei raccontare al mondo quello che mi passa per la testa? Per sentirmi dire brava? No, non è questo voglio. Non amo la corsa a chi pubblica meglio e prima. Quello che voglio è continuare a fare quello che mi piace, a cucinare, a leggere, a cucire, a ballare e condividere serenamente.

Forse sono solo stanca, forse mi sono solo lasciata un po' andare, forse avevo solo bisogno di uno sfogo. Ma lo prendo come spunto per rimettere le cose in ordine e fare un po' di pulizia, dentro e fuori di me.


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io, Pand, vegetariana da quasi una vita

Io, Pand, vegetariana da quasi una vita.

 

Avevo 12 anni, ero allegra e spensierata come ogni dodicenne che va a trovare i parenti in aperta campagna e gioca con il suo bel cagnone. CI rincorrevamo e stavamo tutto il giorno in giro per i prati a giocare, a sdraiarsi nell'erba e fare ghirlande di fiori.

 

In campagna c'erano molti animali: galline, pecore, maiali, oche, conigli. Mi divertivo a dar loro da mangiare, ma un giorno, intorno al recinto dei maiali, c'era un sacco di gente, i maiali gridavano, i contadini ridevano, i maiali non gridavano più, i contadini continuavano a ridere. Io non ridevo. Io ho smesso di mangiare la carne

 

Sono 26 anni (non fate i conti per favore) che non mangio carne e non mangio pesce e che ogni volta che mi siedo a tavola con qualcuno diverso dalla mia famiglia, mi sento dire che la mia alimentazione è sbagliata. La mia famiglia ha accettato questa mia scelta senza opporsi. Forse pensavano che con il tempo avrei superato quella fase ricominciando a mangiare tutto. Forse lo pensavo anche io. Ma così non è stato.

 

Sono 26 anni che tutti si prendono il diritto di dirmi che sbaglio, che la mia alimentazione non è corretta. che le proteine animali sono importanti per una alimentazione sana ed equilibrata, che da sempre l'uomo va a caccia e mangia carne. Oppure, cosa che trovo alquanto deplorevole, mi dicono degustando un boccone di carne "non sai che ti perdi" e, ciliegina sulla torta, concludono dicendomi che "anche le piante soffrono quando vengono tagliate".

 

Ho sempre risposto con gentilezza a queste persone, quella che invece queste persone non hanno mai usato nei miei confronti.

Non mi sono mai permessa di dire alle persone che mangiano gli "animali" che dovrebbero rivedere la loro alimentazione, che gli animali soffrono molto di più di una pianta quando vengono uccisi, che negli allevamenti intensivi gli animali sono spesso stressati e malati perchè costretti a vivere in spazi sovraffollati, con luce artificiale e nessuna possibilità di mettere in atto comportamenti naturali. Che i mangimi con i quali sono alimentati possono nuocere non solo alla salute dell'animale stesso, ma anche a quella di chi se li mangia, che spesso i bovini sono trattati con ormoni d'origine animale, di sintesi o sperimentali... Potrei continuare per ore. Ma non lo farò perchè io, la Pand, rispetto le scelte altrui.

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Di mariti e salti ad ostacoli

Mio marito è speciale, come ogni marito e anche di più!


Lui tutte le mattine prepara la colazione per tutta la famiglia, carica e scarica la lavastoviglie (come lo fa lui nessuno mai *).


Mi riempie di complimenti e indovina sempre i regali giusti per me.

 

Mio marito poi si scorda cose che ho appena finito di dire...a volte le scorda mentre gliele sto dicendo...a dire il vero a volte sembra scordarsi chi sono, mi guarda strano. 


Mio marito tutte le mattine si fa il caffè, apre la cialda e posa l'involucro sul ripiano della cucina appena 30 cm sopra il secchio della spazzatura.


Mio marito si soffia il naso e come hansel e gretel, per paura di perdersi in 70 mq, lascia la scia di fazzoletti usati ovunque.


Ma la cosa che mio marito fa meglio di tutti gli altri è il salto ad ostacoli. Tutti i giorni a casa lui salta su costruzioni, macchinette, little pony, matite, pennarelli, libri e giocattoli vari....li salta tutti senza ne romperne e ne raccoglierne nemmeno uno. E' davvero un campione.

 

Mio marito salta a pie' pari anche la busta della spazzatura che gli lascio davanti alla porta di ingresso, però poi rientra in casa e dice "c'è un cattivo odore qui" e spalanca tutte le finestre incurante del freddo. "Amore non ci sarebbe cattivo odore se ti fossi ricordato di buttare la busta dell'umido". Ma lui è puro, lui non produce spazzatura e quindi non crede di doverla buttare.

 

 

Mio marito vive in una casa magica dove i calzini sporchi vengono messi a terra e ritrovati "puliti e piegati" nel suo cassetto.

 

Mio marito si mette a fare telefonate di piacere ad amici e parenti nel momento più adatto della giornata: mentre sto scolando la pasta, devo dividere i gemelli che stanno litigando, apparecchiare la tavola e riempire la ciotola del gatto che, ora che ci penso, sono 2 giorni che non mangia.

 

Qualche volta mio marito ha cercato di aiutarmi caricando la lavatrice ma ha smesso quando gli ho detto che, ad esempio, magliette e pantaloni possono andare insieme nel cestello, non litigano, l'importante è che siano più o meno dello stesso colore e dello stesso materiale. Questa cosa la sta ancora elaborando!

 

Mio marito apre la lavastoviglie e dopo averla osservata per 5 secondi mi chiede se è pulita.

 

Mio marito sa cucinare un ottimo uovo al tegamino, ma non sa fare un piatto di minestra.

 

Oltre a tutto questo, sono molto fortunata perchè mio marito, l'unico calcio che conosce è l'elemento chimico con numero atomico 20 il cui simbolo è Ca.

 

Mio marito mi accompagna alle serate swing e viene a lezione di lindy hop con me.

 

Mio marito mi spinge a seguire i miei sogni, anche quando sono irrealizzabili.

 

Mio marito mi segue in capo al mondo e sponsorizza i miei progetti più assurdi.

 

Sono quasi 10 anni che stiamo insieme. La convivenza, il matrimonio e i figli non lo hanno cambiato neanche un po'. Non che ci sperassi troppo è...ma molto meglio così perchè sono sicura che sarebbero cambiati gli aspetti del suo carattere che amo di più.

 

 

 

 

* molti uomini svolgono questo sporco lavoro credono di caricare la lavastoviglie meglio delle donne, ma la grande verità è che le donne glielo lasciano fare perchè è l'unica attività che svolgono in piena autonomia, senza chiedere fino allo sfinimento come devono fare.

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Il sistema dell'unico ammonimento

Alcuni psicologi affermano che i bambini intorno ai 4/5 anni non sono facili da distrarre come quelli più piccoli e, quando fanno i capricci, il sistema dell’unico ammonimento può avere effetti sorprendenti.

Ve lo vado ad illustrare: “se non smetti di sbattere la tua macchinina sul il tavolo, dovrò portarla via”. Il bambino ha la possibilità di smettere invece di farsi prendere il gioco. Se la smette sarà elogiato, se invece continua gli verrà sottratta la macchinina senza ulteriori discussioni e senza attenzioni negative.


Pare facile, uno dei miei figli è anche soprannominato il polemica…vabbè andiamo avanti!


IMPORTANTE: concedere più di una possibilità indurrebbe il bambino a non prendere sul serio i genitori; non dare possibilità invece significherebbe privarlo di una lezione di autodisciplina, cioè privarlo della volontà di fare il bravo.

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Gelosia tra gemelli

Mi sono spesso sentita dire di essere stata fortunata ad aver avuto 2 gemelli ed essermi così risparmiata la gelosia tra fratelli. Ah si?!?!


Dunque, sono una donna estremamente fortunata ad aver avuto 2 gemelli per tanti motivi, ma non di certo per la gelosia. Infatti oggi sono qui a confessarvi che: I GEMELLI SOFFRONO DI GELOSIA! Ed iniziano a soffrire di gelosia molto prima dei fratelli “normali”.

Innanzitutto, perché per i primi 2 – 3 – 4 anni (dipende da quando si sceglie di avere, o arriva il secondo figlio), il primo figlio non ha nessun sentimento di gelosia essendo il solo figlio e comunque, anche quando arriverà il fratellino, essendo lui un neonato, non avvertirà tali sentimenti e quindi si dovrà gestire la gelosia del solo figlio maggiore, senza dover spiegare o gestire quella del secondogenito, in quanto neonato.

Ovviamente questo non vale nei “quasi gemelli”….detti anche “irish twins”.

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il mio anello

E poi capita anche a te. Un giorno rientri dal lavoro con le buste della spesa su una mano e le chiavi di casa nell'altra, e mentre ti avvicini per compiere uno dei gesti più naturali per aprire la porta di casa tua, ti rendi subito conto che c'è qualcosa di diverso. Lasci cadere la busta della spesa a terra e provi ad infilare con mano tremante la chiave....ma il cilindro cade. E' rotto. E' solo appoggiato alla porta e non riesci ad entrare.

 

Sconforto...poi paura...paura che i ladri possano ancora essere dentro o che abbiamo fatto del male al tuo gatto. Ti allontani cercando di guardare nello spazio sotto la porta. Niente passi. Non ci sono. Senti il gatto miagolare. Sta bene.

Non riesci ad aprire la porta, è bloccata, e allora speri che forse neanche loro ci sono riusciti. Lo pensi ma non è che poi ci credi tanto.

 

Il marito è a Milano e tornerà domani, tuo padre a Firenze, tua madre vive fuori città, i suoceri hanno la macchina rotta. Nelle prossime ore non puoi contare su nessun altro, apparte te stessa.

Devi chiamare il fabbro, la polizia, andare a prendere i bambini all'asilo cercando di non trasmettergli l'ansia che ti assale per l'accaduto.

 

Il fabbro che ti chiede: "le ha date le mandate alla porta?" "certo!" poi con il cacciative senti un unico rumore "clic" c'è solo la battuta della porta e allora in un attimo già sai cosa hanno trovato e cosa si sono portati via.

 

Entri, fai subito uscire i bambini a giocare in terrazza perchè non vuoi che assistano a quello che quei signori hanno combinato in casa nostra. Arriva la polizia che ti liquida in 5 minuti e ti dice che hai 90 giorni di tempo per finalizzare la denuncia. E grazie tante.

 

Il fabbro poi ti dice che la porta è irriparabile. E' da sostituire e ti devi organizzare per la notte perchè tuo marito non tornerà e tu sei sola con i bambini.

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Il maestro "Er Califfo" lo ricordo così

Si, è stato un grande cantautore e paroliere.

 

E vieni a casa mia quando vuoi nelle notti piu' che mai dormi qui,te ne vai sono sempre fatti tuoi io lo so e ci sto male che mi vada avro' tutta te e sara' per una notte...tu' sei mia....la notte a casa mia tu' sei mia sempre mille volte mia...


Si d'accordo un incontro un emozione che ti scoppia dentro l'invito a cena dove c'e' atmosfera la barba fatta con maggiore cura...la macchina a lavare ed era ora hai voglia di far centro quella sera si d'accordo ma poi...Tutto il resto e' noia...no! Non ho detto gioia ma noia,noia,noia maledetta noia!


Io con due parole ti vorrei spiegare che senza l'amore sarei solo come un cane...certo meglio solo certamente,se devo avere poco meglio niente...

 

Nessuno può, e deve dire il contrario. Che poi nella vita privata sia stato un poco di buono non c’è dubbio, ma io lo ricorderò per altri motivi…IL MAESTRO! 

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Se il buongiorno si vede dal mattino...

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino...questo sarà un anno di merda!

 

Il 1° gennaio prepariamo tutto per passare qualche giorno in montagna a casa di mia madre: termosifone, legna per il camino, lenzuola pulite, piumoni, abbigliamento caldo (visto che qui a Roma ci sono ancora 15/20°). Il giorno seguente, giorno di partenza, Luca si sveglia per primo di buon ora lagnandosi: "mamma guarda, ho una bollicina che mi crude (non riesco a fargli dire prude) qui dietro la gamba" scende dal suo lettino per entrare in camera nostra e "Amore di mamma non è l'unica bolla che hai". VARICELLA!


In 2 giorni Luca si è riempito di bolle pruriginose, negli occhi, in bocca, nelle parti intime ed io per 3 giorni e 3 notti non ho fatto altro che grattarlo e massaggiarlo con VEA OLIO, mercuro cromo in crema, crema oftalmica per gli occhi e crema antibiotica per quelle che grattandosi si è infettato. Ora le bolle si stanno seccando e lui sta meglio.....ma tremo all'idea che tra poco dovrò ricominciare tutto con Emma.

 

A tutto questo va aggiunto il fatto che Claudio, reduce da un elettrocardiogramma non proprio bello, ha dovuto fare una scintigrafia al cuore che, non solo mi ha e mi sta preoccupando un bel po', ma lo ha portato fisicamente distante per 1 giorno e mezzo a causa della radioattività che avrebbe potuto essere nociva per loro.

 

Dulcis in fundo io ieri notte mi sveglio di soprassalto perchè sognavo di precipatare, ma mi accorgo che in realtà ho dei tremendi capogiri, delle fortissime vertigini. Sono stata tutto il giorno a letto, ogni volta che mi alzavo dovevo tenermi da qualche parte per non cadere e poi mi venuva da vomitare.


Sarà cervicale? Sarà influenza? Ma sarà che sono un tantino stressata?


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e allora cosa mi manca?

Non mi mancano le cene al ristorante, le uscite con le amiche, la palestra, i pomeriggi a fare shopping (in effetti ultimamente preferisco di gran lunga lo shopping online), il parrucchiere o l’estetista. Anche perché con un po’ di organizzazione (e il santo part-time che finalmente, dopo quasi 3 anni di lista di attesa, l’azienda per la quale lavoro mi ha concesso), sacrificando di volta in volta qualche cosa, riesco a fare tante cose.

Qualche cena romantica con il marito, anche a casa mettendo a letto presto i pandini, un po’ di tapirulan (o tapis roulant come direbbero quelli bravi) mentre i figli sguazzano in piscina, sistemare il mio caschetto nero in pausa pranzo, qualche aperitivo con le amiche mollando la prole al marito sostenendo fortemente che, stare tutto il giorno con i figli, portarli a nuoto, a danza e alle festicciole, è un lavoro logorante e dobbiamo dividercelo, addirittura riusciamo ad andare a scuola di swing.

Per fortuna i miei figli non fanno storie quando li lascio a qualcuno, anche a dormire…dato che non li lascio mai, quelle poche volte che li porto a dormire da mia madre o a giocare con i cugini…loro sono stracontenti.

Vabbè, ma in tutto questo c’è qualcosa che mi manca e rileggendo dei vecchi post sul mio blog ho capito che cos’è. Sono le serate nei cinema di quartiere. Miiii quanto mi mancano. Mio marito ha costruito in casa una sala cinema ed effettivamente non ci mancano dei film da vedere, anzi, ma l’atmosfera dei piccoli cinema di quartiere, con le poltrone tutte attaccate, lo schermo di dimensioni umane (quasi come quello che abbiamo in casa), il fatto che i pop corn se te li compri li devi tenere in mano perché manca l’apposito foro sul bracciolo, i biglietti di carta senza il posto a sedere, la bigliettaia che ti parla senza usare un microfono, ecc..ecc.. Tutte queste cose mi mancano tantissimo.

Devo assolutamente dirlo a mio marito, anzi no, devo assolutamente organizzare un pomeriggio/sera in un piccolo cinema di quartiere, sono sicura che, nonostante l’entusiasmo per il “suo” cinema, mancano tantissimo anche a lui.

Il cinema Farnese, Dei Piccoli, Alcazar, Nuovo Sacher, Madison, Lux, Intrasteveresono tutti piccoli cinema di quartiere che rischiano di essere schiacciati dagli impersonali multisale.
per saperne di più
http://www.cinemadiroma.com/ilcircuito
http://www.cinemadelsilenzio.it/


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LIBERTA' DI SCELTA #SAVE194

Non è possibile che oggi venga messa in discussione una conquista così importante per l’umanità.


Oggi non voglio parlare di quelle famiglie dove i figli sono cercati, attesi, desiderati e amati sopra ogni cosa al mondo già dal momento della fecondazione, ma voglio parlare di quelle donne e di quegli uomini che, per moltissime motivazioni, non potranno o non vorranno amare quei figli.

Non siamo noi che possiamo dire se queste motivazioni siano giuste o sbagliate. Ognuno ha le sue stramaledettissime ragioni, e le porterà avanti anche se la legge dovesse impedirglielo.

E questo purtroppo vuol dire una sola cosa: aborti clandestini e umiliazione.

 

Ma perché una donna, una ragazza o un uomo devono sentirsi umiliati nel fare una cosa per loro giusta? Non credo che le persone lo facciano con leggerezza…e se poi così fosse allora è molto meglio interrompere la gravidanza che crescere un figlio nell’indifferenza e nella leggerezza.

 

Sono madre di 2 gemelli di 3 anni e mezzo e ogni madre vi dirà che l’indifferenza e la leggerezza sono i peggiori nemici di un’infanzia serena e di una futura vita tranquilla e felice.

 

Ecco, credo che mettere al mondo un figlio non desiderato sia una violenza più grave dell’aborto e mi dispiace che certe persone non vogliano a capirlo. Io non lo farei mai, a meno che non sapessi di dover mettere al mondo un figlio “incompatibile con una vita normale” e vi assicuro che, per esperienza personale, so benissimo di cosa sto parlando, ma è diritto delle persone poter scegliere.

 

Non torniamo indietro.

Se proprio dobbiamo mettere mano (o bocca) su questa legge facciamolo per migliorarla, non peggiorarla!

#SAVE194


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