Caro topino dei dentini...

Che mia figlia era una bella tipetta si era capito da subito, ma che un giorno avrebbe anche minacciato la dolce fatina e il tenero topino dei dentini non lo avrei mai sospettato.


Qualche settimana fa ha perso il suo terzo dente a casa in campagna di mia madre ed ha scritto una letterina con una richiesta particolare:

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Io e le mie tette, come le rose (s)fioriranno.

Ho sempre avuto un rapporto particolare con le mie tette. Il nostro è stato il classico rapporto odio e amore.

 

Quando le aspettavo loro non arrivavano e mentre quelle delle mie amiche crescevano loro se ne stavano nascoste chissà dove. Ho pensato che forse con la gravidanza si sarebbero affacciate e, volenti o nolenti, hanno cominciato a crescere e crescere e ancora crescere. Cazzo non finivano più di crescere mi sono quasi spaventata.

La fortuna, ma soprattutto le nausee gravidiche, hanno voluto che ad una settimana dal parto neanche si vedesse che fossi mai stata incinta. Ero secca come un chiodo e loro primeggiavano sul mio corpo. Erano ad uso esclusivo dei miei 2 gemelli è vero, ma che soddisfazione poter raccogliere le briciole sul décolleté invece del pavimento.

 

L'iperprolattinemia ha prolungato questo idillio per più di 1 anno e mezzo, fino a quando ho scelto togliere il latte dall'alimentazione dei miei figli. In realtà era rimasta solo Emma, ma io continuavo a produrre latte per 3 e, all'ennesima mastite accompagnata da febbre alta e visioni mistiche, ho deciso di mandarlo via. Ho preso la decisione per tutte e 2 (o 3), ma stavo male io e stavano male loro. Erano gonfie, tese e tirate.

 

Una mattina mando mio marito in farmacia a comprare il dostinex, ne assumo la corretta dose e, come da indicazioni mediche, mi fascio il seno stretto sperando che questo non continui a gonfiarsi, anche perché non avevo più pelle sufficiente.

 

La giornata più o meno passa mentre le tette pulsano sotto la fascia stretta, forse stavano cercando di dirmi qualcosa? La notte è più dolorosa, ma nulla mi avrebbe fatto presagire quello che sarebbe accaduto al mattino seguente. Mi sveglio e non sentendo più quella pressione alzo le lenzuola, quello che vedo mi gela il sangue nelle vene. La fascia era lenta e avvolta a pancia e fianchi e delle mie tette neanche l'ombra. Ho cercato nel letto, srotolato la fascia ma niente.  Chiamo mio marito che, rendendosi conto dell'accaduto, mi guarda negli occhi e mi stringe a se.

 

Questa tragedia ci ha "fisicamente" avvicinato moltissimo, infatti ora ci abbracciamo e tra noi due non c'è più una quarta abbondante, ma una prima striminzita.

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Scambio culturale Italia/Francia

una scuola fatta di brave persone

Emotivamente questa è stata una delle settimane più intense. Lo scambio culturale Italia/Francia con la scuola dei Pandini ci ha arricchiti tutti moltissimo.

 

Circa 25 bambini parigini in visita a Roma con 3 insegnati e la preside, ospitati per una settimana a casa delle famiglie degli alunni romani.

 

Non era la prima volta che i miei figli si confrontavano con una nuova cultura e una lingua che non conoscevano. Ma era la prima volta che questo accedeva in casa loro, senza che io potessi fare nulla per aiutarli dato che non conosco una sola parola di francese.

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I nonni campagnoli, che fortuna!

La scuola è finalmente finita, quest'anno è stata emotivamente impegnativa. Abbandoniamo la materna per accedere alla scuola dei grandi: le elementari.

 

Finora, grazie al doppio congedo parentale e soprattutto grazie ai nonni, siamo riusciti ad evitare i campi estivi.

Anche quest'anno infatti, i Pandini, passeranno il mese di luglio da loro che vivono in campagna, a circa 50 km dalla città. In genere il mese di luglio ci trasferiamo tutti, anche se per me e Claudio è decisamente più dura perché si allungano notevolmente gli spostamenti casa/ufficio e viceversa. Ma per loro è uno spasso, come lo era per me alla loro età quando i miei genitori mi lasciavano dai nonni.

Anche io avevo i nonni "campagnoli" e con mia sorella e i miei cugini passavamo le estati nella loro casa di campagna, a circa 50 km dalla città. La vita di campagna era decisamente più affascinante, ricordo le scorribande in bicicletta, l'immenso orto dei nonni, la frutta colta dagli alberi, l'aria buona, gli animali, lo zabaione fatto con l'uovo appena deposto, l'allevamento di girini nella fontana di nonno. E poi le innumerevoli e impagabili scoperte.

 

Quando mia madre mi ha comunicato che voleva "scappare" dalla città per andare a vivere in campagna ero entusiasta. Ero già incinta dei Pandini e non lo sapeva nessuno. Pensavo a quanto sarebbero stati fortunati loro che avrebbero avute le stesse mie impagabili esperienze.

 

E infatti questa estate hanno visto nascere una tortorella, imparato come le cicale emettono quel suono, hanno fatto la marmellata, raccolto dall’orto pomodori e insalata per poi prepararci il pranzo, controllato che nel pollaio le galline avessero fatto il loro lavoro quotidiano e soprattutto allevato ed allattato dei piccoli pipistrelli. Tutte esperienze preziose.

 

E poi loro sono ancora più fortunati avendo sia i nonni che i bisnonni campagnoli :)

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Cara Maestra, il triste epilogo

Ci avevo quasi creduto quando il mio telefono ha squillato e la tua voce mi ha chiesto se potevamo parlare“Ma certo maestra mi dica…”.

Ti sei scusata per aver parlato in quei termini, mi hai detto che volevi vedere i bambini, che ti avrebbe fatto piacere offrirgli un gelato. Che desideravi accettare i loro regali e che anche le altre maestre lo desideravano. E così ci accordiamo per vederci il giorno successivo, all’uscita.

 

Chiamo le altre mamme che incredule accettano l’invito e alle 16 puntuali siamo tutte davanti alla scuola con i regali ed i bambini. Sarà stato un caso, ma di quattro maestre ce n’era solo una che dopo aver preso il suo regalo e quello delle colleghe, lo ha riposto, senza neanche aprirlo e dare un minimo di soddisfazione ai suoi alunni che li davanti bramavano un complimento o un elogio.

 

Mio marito mi aveva suggerito di non andare perché non c’era da aspettarsi proprio nulla da quell’incontro. Non gli ho creduto. Eppure avrei dovuto capirlo che le tue intenzioni erano altre, soprattutto quando ti sei preoccupata di scusarti più per la frase infelice che per il fatto di aver deluso i tuoi alunni.

 

Purtroppo si è verificato quello che ti avevo scritto: alla fine di 3 anni di vita insieme, ci costringiamo ad un triste epilogo.

 

Grazie tutte le persone che sono intervenute qui dandomi supporto e speranza, soprattutto le insegnanti, un grazie di cuore.


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Cara maestra ti odio

Cara maestra ti odio. A differenza dei miei figli che invece ti amano e ai quali piace passare il loro tempo con te. Ti odio perché oggi, rifiutando il regalo che ti hanno fatto con tutto l’amore di cui sono capaci, hanno pianto convinti che non ti sia piaciuto.

 

Ho dovuto consolare una bambina di 5 anni mezzo perché la sua maestra, che ne vanta 40 di esperienza, non ci ha pensato due volte a ferirla.

 

Sentirmi rinfacciare poi di aver pulito i loro sederi per 3 anni mi ha davvero disgustato.

Non mi sarei aspettata di trovarmi difronte ad un livello così basso di conversazione. Ma alla fine, la tua vera natura viene fuori così com’è. E mi dispiace non averlo capito prima e aver spinto i miei figli ad amarti.

Avevo immaginato l’ultimo giorno di scuola come un giorno di festa in cui sarei andata a prendere i miei figli con in mano dei fiori per loro e per te, cara maestra. Ti avrei abbracciato e avrei pianto. E invece ho scelto di non portarli più, per evitare che continuassi ad avvelenare la mia famiglia.

 

Tutto è iniziato quando, con una lettera, la scuola ci ha comunicato che non intendeva fare la festa di fine anno per la consegna dei diplomi a causa dei tagli allo stipendio e noi, visto l’atteggiamento di chiusura sull’argomento, ci siamo permessi di rispondere con le stesse modalità esprimendo solidarietà, perché anche noi genitori stiamo vivendo un periodo di forte disagio lavorativo, e pregando di non usare i nostri figli come strumento di ricatto.

 

La risposta è stata di nuovo una chiusura verso i bambini. Quei bambini che ti amano incondizionatamente. Ancora una volta hai mancato il vero bersaglio della tua rabbia e hai sparato sui i sentimenti dei miei figli, ferendoli. Cara maestra, è per questo che ti odio.

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Le fate a metà... di Benedetta Parodi

Al rientro dal mio secondo #mammacheblog ho riportato ai ragazzi molti regalini, uno dei più apprezzati è stato il primo libro di favole, di una serie di 3, scritto da Benedetta Parodi.

Il libro è “Le fate a metà e il segreto di Arla” e, visto che c’ero, ho chiesto alla dolcissima Benedetta di scrivere una dedica a Emma e Luca.

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Cose che non possono mancare nella borsa di una signora

A grande richiesta, avete capito bene: A GRANDE RICHIESTA (3 e dico 3 persone* me lo hanno chiesto), svuoterò la mia borsa e vi farò vedere ciò che è indispensabile portare sempre, sempre con se. Anche in vacanza si.

 

Partiamo dalle cose più semplici che tutti abbiamo nella borsa.

 

  1. LE CHIAVI, di casa, della macchina o del motorino. No ai mazzi di chiavi alla San Pietro. Cercate di non portarvi dietro quelle di casa di nonna, di mamma, della cantina e della casa al mare, tanto non vi serviranno tutte. No a quegli orrendi lacci lunghi che si mettono al collo. Si lo so sono comodi, ma non sono da signore. Le chiavi devono stare in uno scomparto a parte, fa brutto che quando ci occorrono e non le troviamo al primo colpo, mettiamo la testa nella borsa imprecando mentre loro si vanno a nascondere sotto il portafoglio o dentro l'agendina e noi siamo costrette a rovesciare istericamente la borsa a terra.
  2. IL PORTAFOGLIO di una signora. Basta portafogli adolescenziali gonfi come il ventre di un tacchino il giorno del ringraziamento. E non portatevi dietro tutte le carte fedeltà, scaricatevi le app giuste e al momento del pagamento, sfoderate il vostro smartphone.
  3. AGENDE o QUADERNI. Se lo smartphone non vi basta e avete necessità di annotare delle cose, potete portare delle piccole agende tipo moleskine o altro. E la penna, bè anche quella deve venire fuori al primo colpo, quindi vi consiglio di metterla nella tasca interna della vostra borsa.

    Ok, ora passiamo alle cose serie.
  4. IL BEAUTY o NECESSAIRE Non deve essere per forza abbinato, in modo tale che lo possiate spostare di borsa in borsa senza troppi problemi. Ma soprattutto, per essere un necessaire deve contenere cose assolutamente necessarie.
  5.  Deodorante o profumo. Io non ho problemi di eccessiva sudorazione ma, essendo io una mendicatrice di campioni, ne ho sempre con me uno o due da usare al momento giusto.
  6.  Le salviette levasmalto. Mica ve ne vorreste andare in giro con lo smalto sbeccato? Se vi accade, via tutto.....e naturalmente anche una limetta per unghie è necessaria.
  7.  Caricabatterie per smartphone, tablet o altro.
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Di mariti e salti ad ostacoli

Mio marito è speciale, come ogni marito e anche di più!


Lui tutte le mattine prepara la colazione per tutta la famiglia, carica e scarica la lavastoviglie (come lo fa lui nessuno mai *).


Mi riempie di complimenti e indovina sempre i regali giusti per me.

 

Mio marito poi si scorda cose che ho appena finito di dire...a volte le scorda mentre gliele sto dicendo...a dire il vero a volte sembra scordarsi chi sono, mi guarda strano. 


Mio marito tutte le mattine si fa il caffè, apre la cialda e posa l'involucro sul ripiano della cucina appena 30 cm sopra il secchio della spazzatura.


Mio marito si soffia il naso e come hansel e gretel, per paura di perdersi in 70 mq, lascia la scia di fazzoletti usati ovunque.


Ma la cosa che mio marito fa meglio di tutti gli altri è il salto ad ostacoli. Tutti i giorni a casa lui salta su costruzioni, macchinette, little pony, matite, pennarelli, libri e giocattoli vari....li salta tutti senza ne romperne e ne raccoglierne nemmeno uno. E' davvero un campione.

 

Mio marito salta a pie' pari anche la busta della spazzatura che gli lascio davanti alla porta di ingresso, però poi rientra in casa e dice "c'è un cattivo odore qui" e spalanca tutte le finestre incurante del freddo. "Amore non ci sarebbe cattivo odore se ti fossi ricordato di buttare la busta dell'umido". Ma lui è puro, lui non produce spazzatura e quindi non crede di doverla buttare.

 

 

Mio marito vive in una casa magica dove i calzini sporchi vengono messi a terra e ritrovati "puliti e piegati" nel suo cassetto.

 

Mio marito si mette a fare telefonate di piacere ad amici e parenti nel momento più adatto della giornata: mentre sto scolando la pasta, devo dividere i gemelli che stanno litigando, apparecchiare la tavola e riempire la ciotola del gatto che, ora che ci penso, sono 2 giorni che non mangia.

 

Qualche volta mio marito ha cercato di aiutarmi caricando la lavatrice ma ha smesso quando gli ho detto che, ad esempio, magliette e pantaloni possono andare insieme nel cestello, non litigano, l'importante è che siano più o meno dello stesso colore e dello stesso materiale. Questa cosa la sta ancora elaborando!

 

Mio marito apre la lavastoviglie e dopo averla osservata per 5 secondi mi chiede se è pulita.

 

Mio marito sa cucinare un ottimo uovo al tegamino, ma non sa fare un piatto di minestra.

 

Oltre a tutto questo, sono molto fortunata perchè mio marito, l'unico calcio che conosce è l'elemento chimico con numero atomico 20 il cui simbolo è Ca.

 

Mio marito mi accompagna alle serate swing e viene a lezione di lindy hop con me.

 

Mio marito mi spinge a seguire i miei sogni, anche quando sono irrealizzabili.

 

Mio marito mi segue in capo al mondo e sponsorizza i miei progetti più assurdi.

 

Sono quasi 10 anni che stiamo insieme. La convivenza, il matrimonio e i figli non lo hanno cambiato neanche un po'. Non che ci sperassi troppo è...ma molto meglio così perchè sono sicura che sarebbero cambiati gli aspetti del suo carattere che amo di più.

 

 

 

 

* molti uomini svolgono questo sporco lavoro credono di caricare la lavastoviglie meglio delle donne, ma la grande verità è che le donne glielo lasciano fare perchè è l'unica attività che svolgono in piena autonomia, senza chiedere fino allo sfinimento come devono fare.

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Il sistema dell'unico ammonimento

Alcuni psicologi affermano che i bambini intorno ai 4/5 anni non sono facili da distrarre come quelli più piccoli e, quando fanno i capricci, il sistema dell’unico ammonimento può avere effetti sorprendenti.

Ve lo vado ad illustrare: “se non smetti di sbattere la tua macchinina sul il tavolo, dovrò portarla via”. Il bambino ha la possibilità di smettere invece di farsi prendere il gioco. Se la smette sarà elogiato, se invece continua gli verrà sottratta la macchinina senza ulteriori discussioni e senza attenzioni negative.

 

Pare facile, uno dei miei figli è anche soprannominato il polemica…vabbè andiamo avanti!

 

IMPORTANTE: concedere più di una possibilità indurrebbe il bambino a non prendere sul serio i genitori; non dare possibilità invece significherebbe privarlo di una lezione di autodisciplina, cioè privarlo della volontà di fare il bravo.

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Gelosia tra gemelli

Mi sono spesso sentita dire di essere stata fortunata ad aver avuto 2 gemelli ed essermi così risparmiata la gelosia tra fratelli. Ah si?!?!

 

Dunque, sono una donna estremamente fortunata ad aver avuto 2 gemelli per tanti motivi, ma non di certo per la gelosia. Infatti oggi sono qui a confessarvi che: I GEMELLI SOFFRONO DI GELOSIA! Ed iniziano a soffrire di gelosia molto prima dei fratelli “normali”.

Innanzitutto, perché per i primi 2 – 3 – 4 anni (dipende da quando si sceglie di avere, o arriva il secondo figlio), il primo figlio non ha nessun sentimento di gelosia essendo il solo figlio e comunque, anche quando arriverà il fratellino, essendo lui un neonato, non avvertirà tali sentimenti e quindi si dovrà gestire la gelosia del solo figlio maggiore, senza dover spiegare o gestire quella del secondogenito, in quanto neonato.

Ovviamente questo non vale nei “quasi gemelli”….detti anche “irish twins”.

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Se il buongiorno si vede dal mattino...

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino...questo sarà un anno di merda!

 

Il 1° gennaio prepariamo tutto per passare qualche giorno in montagna a casa di mia madre: termosifone, legna per il camino, lenzuola pulite, piumoni, abbigliamento caldo (visto che qui a Roma ci sono ancora 15/20°). Il giorno seguente, giorno di partenza, Luca si sveglia per primo di buon ora lagnandosi: "mamma guarda, ho una bollicina che mi crude (non riesco a fargli dire prude) qui dietro la gamba" scende dal suo lettino per entrare in camera nostra e "Amore di mamma non è l'unica bolla che hai". VARICELLA!


In 2 giorni Luca si è riempito di bolle pruriginose, negli occhi, in bocca, nelle parti intime ed io per 3 giorni e 3 notti non ho fatto altro che grattarlo e massaggiarlo con VEA OLIO, mercuro cromo in crema, crema oftalmica per gli occhi e crema antibiotica per quelle che grattandosi si è infettato. Ora le bolle si stanno seccando e lui sta meglio.....ma tremo all'idea che tra poco dovrò ricominciare tutto con Emma.

 

A tutto questo va aggiunto il fatto che Claudio, reduce da un elettrocardiogramma non proprio bello, ha dovuto fare una scintigrafia al cuore che, non solo mi ha e mi sta preoccupando un bel po', ma lo ha portato fisicamente distante per 1 giorno e mezzo a causa della radioattività che avrebbe potuto essere nociva per loro.

 

Dulcis in fundo io ieri notte mi sveglio di soprassalto perchè sognavo di precipatare, ma mi accorgo che in realtà ho dei tremendi capogiri, delle fortissime vertigini. Sono stata tutto il giorno a letto, ogni volta che mi alzavo dovevo tenermi da qualche parte per non cadere e poi mi venuva da vomitare.


Sarà cervicale? Sarà influenza? Ma sarà che sono un tantino stressata?


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la pioggia non bagna il nostro amore

IERI.

 

Ore 13.50 inizia a piovere. Ore 14.15 esco dall’ufficio per andare a prendere lo scooter sotto il diluvio. Chiamo il marito per chiedere che macchina ha preso e dove ha lasciato le chiavi dell’altra.

 

Marito: “ho preso la macchina grande e ti ho lasciato la smart…”

ed io penso: “vabbè tanto sono 200 metri, in smart tutti e 3 ci possiamo stare”

Marito: “…però mi sono portato via anche le chiavi della smart! Mi dispiace!”

ed io penso: “è già la seconda volta accidenti!”

Marito: “Perchè non passi qui in ufficio da me a prenderle?”

ed io penso: “certo come no?! Dall’altra parte di Roma con questo diluvio!” e allora dico a mezza bocca: “ci vediamo stasera!”

 

Ore 15.00 arrivo a casa zuppa, la pioggia non cessa, aumenta. Decido di andarli a prendere con il passeggino (il buon vecchio TFK gemellare) con la copertura in plastica per la pioggia. Purtroppo non ho tempo di gonfiare a bocca la canoa e prendere i remi, e galosce e mantelline non bastano! Piove troppo!

 

Deve essere stato uno spettacolo pietoso quello offerto da me ieri al mio quartiere. Bambini incelofanati nel pesante TFK, io che li spingevo con l’ombrello infilato dentro al giacchetto dietro la schiena (perchè con una mano sola non si riesce a manovrare il pesante passeggino, tra il terreno sconnesso e i 30kg abbondanti dei pandini). Riuscivo a ripararmi solo la parte sinistra del corpo mentre la destra era esposta alle intemperie.

 

Arrivati a casa mi sono accorta che lo zainetto di Emma, che avevo cercato di infilare nella tasca sotto, si era perso. Chissà dove e chissà quando. Diluviava, non potevo tornare indietro, ma non ero pronta ad affrontare questa tragedia con lei. Ho fatto finta di niente e solo stamattina le ho detto la verità ripiegando su un equipaggiamento alternativo. Per fortuna è andata bene.

Adesso, secondo voi, non dico chiedere il divorzio o avvelenarlo perchè lo amo troppo, ma mi sarei potuta inbufalire con il marito o no??!? Avrei avuto il diritto di rimproverarlo o no??!

Avrei potuto, ma non l’ho fatto! Ho messo a letto i bambini, ho preparato da mangiare per noi e l’ho aspettato per cenare insieme.

 

OGGI.

 

Stamattina presto con il motorino ho rifatto la strada per vedere se per caso ritrovavo lo zainetto di Emma, ma niente.

 


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mia madre e i suoi insegnamenti più o meno religiosi

Ero piccina ma ricordo bene che un giorno, dopo essere andata a messa, chiesi a mia madre come faceva Dio a sapere tutto: passato, presente e futuro.

Mia madre, che non è un'assidua frequentatrice della casa del Signore, tentò di spiegarmi il mistero raccontando questa storia:

 

"immagina di stare davanti al portone di casa aperto e di vedere passare sul marciapiede un bambino che mangia un gelato. In quella piccola visuale che ti offre il portone tu vedrai solo quello, ma la signora che si trova al 1° piano ed è affacciata alla sua finestra vedrà il bambino mangiare il gelato mentre passeggia con la mamma e vedrà che poco più avanti al bambino cadrà del gelato sulla maglietta e si sporcherà.

La signora che invece si trova al 3° piano avrà visto la mamma comprare il gelato al bambino, li avrà visti passeggiare insieme e poi avrà notato che il bambino si è sporcato la maglietta e che la mamma arrabbiata gli ha menato.

Ecco, Dio è così in alto che vede tutto"

 

Non ho mai capito se da parte di mia madre questo fu un tentativo di insegnamento religioso o un monito affinchè non mi sporcassi anche io con il gelato.

Se lo scopo era quello più profondo, religioso, non posso dire che la parabola di mia madre abbia sortito gli effetti desiderati, se invece il suo era un monito affinchè non mi sporcassi con il gelato anche io come il bambino, è stata più fortunata. Da quel giorno infatti ho preferito il gelato in coppetta.

 

Grazie mamma!


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io me e pand

A volte combino cose assurde. Ma non capitano solo a me, vero? Vero?

 

Qualche anno fa, quando lavoravo come consulente in FAO, ne ho fatta una proprio bella. Prima della pausa pranzo vado in bagno a fare pipì.

Il bagno in questione aveva la forma di un rettangolo. Sui lati corti aveva da una parte la porta di ingresso e dall'altra la finestra che affacciava in una chiostrina interna dove si aprivano le finestre degli uffici. Dal lato della finestra APERTA, c'era il water. Ecco, io entro, mi giro, tiro giù i pantaloni mostrando il lato B alla finestra e.....non c'è bisogno che aggiunga altro. Mi ha consolato il fatto che almeno incontrandomi nei corridoi non mi avrebbero riconosciuta guardandomi in faccia (0_0).

 

Un altro evento degno di nota è quando decido di NON comprarmi un fantastico gloss volumizzante al peperoncino e decido di farmene uno home made.

Non era per i 12 euro, ma per la soddisfazione di averlo fatta da sola, vuoi mettere?! Un'altra cosa da mettere nella categoria DIY.

Prendo un peperoncino, lo polverizzo, lo metto nel contenitore del mio gloss trasparente, mescolo bene, lo metto sulle labbra ed esco.

Devo dire che ha funzionato però, per circa un'ora ho avuto delle labbra turgide, gonfie e rosse. Peccato che oltre alle labbra, avevo gonfi anche gli occhi e piangevo come una disperata. Ho sciolto tutto il trucco e sono arrivata all'appuntamento che ero uno schifo. Era meglio spendere 12 euro!


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è come andare in bicicletta

Immagine presa da: http://www.demitasse-lover.deviantart.com

Ho capito che mi ero disintossicata dal lavoro di ufficio quando al mio rientro:

 

  1. ho ascoltato la conversazione di 2 colleghi e uno dei quali diceva di essere un po’ triste/preoccupato perché gli era stata cambiata commessa. Dentro di me ho pensato: “Vabbè dai su con la vita era solo una commessa, magari bona, ma vuoi che non ne trovino un’altra in grado di passare il codice a barra dei prodotti sul lettore?” Poi ho capito che si trattava del CODICE COMMESSA DI UN’ATTIVITA’ LAVORATIVA, quindi aveva cambiato cliente/lavoro;
  2. a causa di un errore che compariva sul mio pc dopo l’installazione di un software, mi è stato chiesto di fare un “PRINT SCREEN”. Ho avuto l’accortezza di contare fino a 10 prima di dire: “EHHHHH??!??!?” che sono stati fondamentali a non farmi fare una figuraccia.

 

Ma è come andare in bicicletta...NON DISIMPARI MAI ;-) e ieri in riunione dal cliente ero sul pezzo...con un po’ di fatica, ma c’ero!

 

E comunque, chissà come mai, alla fine mi è stato trovato un lavoro compatibile con i miei orari e soprattutto con i miei interessi. Strano eh? Mai mai mai piegarsi!


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...e ancora premio fedeltà

Radio Deejay è senza ombra di dubbio la mia radio preferita, e Pinocchio il mio programma radiofonico preferito. Adoro La Pina, già da quando era una rapper, mi ricordo alcuni suoi pezzi molto carini "sto bene quando sto con le mie amiche", e questa volta il premio fedeltà l'ho vinto con lei e Diego.

 

Qui sotto potete ascoltare la registrazione della telefonata che mi ha fatto vincere....il tema della puntata era "I SEGRETI", ma purtroppo non è rimasto tale perché Claudio stava ascoltando la radio, infatti subito dopo l'intervento mi ha mandato un sms con scritto "tu sei irrimediabilmente pazza", e poi la mia parrucchiera, dei colleghi...ecc...ecc...insomma, ho scoperto che Pinocchio non è solo il MIO programma preferito.

Vabbè, non aggiungerò altro, se non : "BUON DIVERTIMENTO!"

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our wedding party

A tutti quelli che mi hanno chiesto di raccontare il nostro matrimonio, immaginatevelo con l'aiuto di queste....

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today ♥ my wedding day

Tra poche ore sarò una signora...è tutto pronto, più o meno. Se oggi non fosse una delle giornate più calde dell'anno sarebbe tutto perfetto, invece fa caldo, si suda, c'è un'afa che ti toglie il respiro già fievole per l'emozione.

 

I miei nonni mi hanno chiamata questa mattina con la voce rotta dal pianto ed io per la prima volta, da quando abbiamo iniziato i preparativi un paio di mesi fa, mi sono emozionata davvero. Voglio molto bene a nonna Tituccia e nonno Quinto e mi dispiace moltissimo che oggi non potranno esserci...ma io sarò nei loro pensieri e loro nei miei.

Adesso vado a stirare la camicia di Claudio, fare il pranzo ai pandini, preparare le cose da portare, poi una bella doccia e aspetto Vanessa che mi aiuterà con trucco e parrucco anni '50 :-)

 

Nel prossimo post sarò una signora.....ciao ciao


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fervono i preparativi

 

Fervono i preparativi del mio matrimonio :-) il secondo....vabbè ma questa è un'altra storia.

Finalmente daremo una forma ufficiale a questa PANDFAMIGLIA. Ci siamo dovuti barcamenare nella burocrazia Italiana, ma alla fine abbiamo vinto noi e diventeremo una vera famiglia, TUTELATA dal nostro Stato....vedremo!

 

Sei Luglio Duemiladieci

 

Sarà una festa con un po' di amici e parenti organizzata nel mio stile :-) sarà una festa ambientata negli anni 50, gli anni del Rock & Roll, delle cadillac, del boogie-woogie, della musica"nera" per la prima volta mandata alle radio.

Insomma i favolosi anni 50 e tutti, ALMENO SPERO, dovranno calarsi nella parte.

Sto dispensando a tutti consigli e siti internet dove comprare abbigliamento dell'epoca, ma non è difficile, basta un po' di fantasia e soprattutto aver visto dei film come: Great Balls of Fire, Grease, Cadillac Records, Ragazze Vincenti, Walk the Line.

 

Ma chi, almeno una volta nella vita non ha visto Grease? Le avventure di Danny Zucco e Sandy Olsson, dei T-Birds e delle Pink Ladies"Rizzo ha una pagnotta nel forno!". O meglio ancora Happy Days e Arthur Fonzarelli con i suoi HEY.

Vabbè, adesso vedremo chi ha voglia di giocare e chi no!


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Quelli tra palco e realtà

Non ricordo con esattezza il giorno, ma era il mese di giugno.....giugno 1992 quando sulla via del ritorno dalle vacanze in camper con i genitori e zii, io e mia sorella, all'epoca adolescenti, decidemmo di fare una tappa in un paese nella provincia di Reggio Emilia. Correggio. Parcheggiamo i camper, salutiamo tutti e ci mettiamo alla ricerca del nostro idolo. LUCIANO LIGABUE.

Iniziamo a chiedere in giro informazioni ma, alla nostra domanda: "dov'è il Ligabue Fan Club?" le persone ci guardano con circospezione, allora aggiungiamo "Viale Leonardo da Vinci".

Al nome della via si tranquillizzano e ci danno le informazioni necessarie per raggiungerla e poi incuriositi ci chiedono:

"Ma chi è che cercate?"

Noi: "Ligabue!"

"Ma chi, il carrozziere?"

A questo punto eravamo noi a guardarli con circospezione. Ma come il carrozziere!? Ma dove siamo finiti? Questi so' tutti matti!

 

Noi:"Ligabue il cantante, quello di Balliamo sul mondo, Urlando contro il cielo...."

Tutto tace, ma poi dal gruppetto di paesani che ormai si era formato attorno a noi, si fa strada sgomitando una signora dicendo:

" Lo so io chi è. Il figlio di GIUANIN" ! ! !

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40 anni fa'

Se andate su Wikipedia e digitate un anno, vengono fuori una serie di cose accadute in quell'anno.

Ho digitato per esempio il 1969 e sono venute fuori una serie di cose interessanti...tutte degne di nota.

Per esempio:

il 28 giugno, a New York, inizia la rivolta di Stonewall. Per tre giorni la protesta di gay e transessuali dilaga nel quartiere gay della città;

il 5 luglio, a Londra, i Rolling Stones tennero un concerto gratuito a Hyde Park al quale parteciparono 500.000 persone;

il 21 luglio Neil Armstrong e Buzz Aldrin sbarcarono sulla luna;

il 9 agosto, a Los Angeles, nella villa del regista Roman Polanski si compie un efferato massacro, di cui verrà riconosciuto responsabile Charles Manson, con alcuni affiliati alla sua setta;

il 15-16-17 agosto si tenne a Bethel il famoso festival di Woodstock;

il 2 ottobre nacque in Giappone l'Uomo Tigre.

 

Non ho trovato però un altro evento importantissimo...mi sembra strano che sia stato scordato!

Il 1° febbraio dello stesso anno, a Roma, viene alla luce CLAUDIO.

TANTI AUGURI AMORE MIO

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Benvenuti Pandini

Chissà.....forse avevano fretta di conoscere il mondo o di conoscere mamma e papà ;-) sta di fatto che, con un mese esatto di anticipo, Emma e Luca hanno deciso di uscire allo scoperto.

Avevo appuntamento mercoledì 8 ottobre in Clinica per gli esami di routine, ma con nostro gran stupore il medico (sospettando una gestosi) decide di ricoverarmi per tenermi un po' sotto controllo dato che negli ultimi periodi la gravidanza mi stava stancando moltissimo.

E così Claudio va a casa a prendere la valigia, ed io vengo attaccata al monitoraggio.

Iniziano a farmi punture di cortisone perchè in caso di parto prematuro questo favorisce lo sviluppo polmonare dei bimbi, per 3 o 4 giorni avevano detto. Il cesareo sarà fatto forse la prossima settimana!

 

La mattina successiva, 6:30 circa, vengo di nuovo attaccata al monitoraggio. I bimbi si muovono in continuazione ed è difficile fare un tracciato e in più a me iniziano un po' di contrazioni leggere.

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Piccoli ingegneri crescono

 

Marcella (sua mamma) me lo ha sempre detto "da piccolo gli davi un cacciavite e una cosa da smontare e lui ci passava tutta la giornata".

 

E da grande?

 

UGUALE, solo che i cacciaviti e le cose da smontare se le trova da solo l'Ingegnere.

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una rondine non fa primavera, ma neanche tutta sta pioggia

Da ieri sera qui a Roma non ha smesso un attimo di piovere e in tutto il Centro Nord si sta scatenando il putiferio. Vabbè che io sono una tipa abbastanza freddolosa, ma non sono ancora riuscita a mettere una maglietta a maniche corte, mi sarei quasi stufata anche perché siamo quasi in ESTATE altro che primavera. Guardate un po' che cielo si vede dalla finestra di casa mia.

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aoisora no mashita de

Lunedì è tornata dalle vacanze in Giappone la mia Bunny Sorella e ieri ci siamo viste per pranzo, per fare un po' di SALDO-SHOPPING....ma soprattutto per farmi dare i regalini che mi ha portato!
Cose molto molto kawai (carine) che vado a descrivervi:

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Uno spensierato pomeriggio

Era uno spensierato pomeriggio quello di ieri, mi trovavo in libreria e cercavo un libro da regalare ad una amica che la sera stessa avrebbe festeggiato il suo compleanno.

 

Ero così contenta mentre leggevo i quarti di copertina e seguivo le scritture con l'indice della mano destra, dall'unghia accuratamente laccata di rosso fuoco.

 

Ero così fiera di quella mano così curata e di quello smalto rosso.


Ero così spensierata ed allegra che non mi sono resa conto di aver preso tra le mani il libro che ha rovinato il resto dello spensierato pomeriggio.

Ma dico io, non basta affrontare con coraggio e decisione tutti i giorni della vita con una taglia seconda di reggiseno. No, ci si mettono di impegno per rovinarti anche il dopo.....la vita eterna.

 

**Senza tette non c'è paradiso**

di Gustavo Bolivar Moreno

 

Non è possibile, non ci credo che anche nell'aldilà ci siano limiti e restrizioni a seconda delle tue misure. Ed io che pensavo che con una seconda taglia l'inferno lo stessi già vivendo nell'aldiqua.

 

Di cosa parla il libro? Non lo so ero troppo sconvolta che, mentre tentavo di leggere il quarto di copertina, le lettere hanno iniziato a roteare e non ci ho più capito più nulla.

Alla mia amica TETTONA ho regalato una maglietta!

E vaff@anculo allo spensierato pomeriggio in libreria....ECCO!

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Un tranquillo week-end di paura

Dopo mesi e mesi di discussioni futili, Claudio è riuscito a trascinarmi in barca con lui, in regata.

Prima di andare siamo passati in farmacia dove ho comprato delle compresse omeopatiche contro la CINETOSI, ero terrorizzata all'idea di sentirmi male.

Claudio aveva detto che mi avrebbe portata solo domenica, nella regata di trasferimento (il giro del Monte Argentario) che era molto più tranquilla.

Le previsioni meteo però dicono che sabato il tempo sarebbe stato migliore, allora si è deciso che sarei andata proprio sabato, il giorno stesso....GULP....e me lo dite così, su due piedi!

 

Dire che non ho capito NIENTE di quello che mi accadeva intorno è dire poco! L'unica cosa che riuscivo a fare era, al grido di PRONTI A VIRARE, andare, con una certa difficoltà, dalla parte opposta di dove mi avevano posizionato! Immaginate che non sono neanche riuscita a capire l'ordine di arrivo!?!??! Saranno state le pasticchine omepatiche, sarà stato il mare piatto, o il fatto che ero troppo occupata a guardarmi intorno, sta di fatto che non mi sono sentita male neanche per sbaglio. Vuoi vedere che non lo soffro sto mare?!

E infatti hanno deciso di portarmi in barca anche il giorno seguente, nonostante il tempo....ACC!

La strizza non mi ha fatto chiudere occhio quella notte e la mattina seguente ho fatto colazione con mezzo caffè e una manciata di pasticchine. Eccoci pronti.

Il tempo non è bello come ieri e il cielo è coperto, ci sono anche le onde. SONO SPACCIATA!

Meno male che mia sorella mi ha dato l'abbigliamento adeguato, altrimenti mi sarei bagnata tutta, perché quel guscio di noce dove stavamo, sbatteva sulle onde e alzava un sacco di acqua.

L'unica cose che non avevo erano delle scarpe da vela, indossavo le mie fantastiche All Star teschi ed orchidee che si sono bagnate e mi facevano scivolare ogni volta che mi muovevo.

Non so se ero più terrorizzata perchè scivolavo o perchè temevo che la salsedine rovinasse le mie scarpe.

Nn è andata male, ma, ahimè, la comprensione di quello che accadeva intorno me non è affatto migliorata rispetto al giorno prima.

Ad un certo punto mi sento gridare: "mora la scopa li vicino al piricozzo, la scopa del rancio" naturalmente quello che mi stavano chiedendo non era esattamente questo, ma alle mie orecchie aveva più o meno lo stesso significato!!

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Lo avrei chiamato Jonathan

Nel tardo pomeriggio di sabato, nel giardino di casa di un'amica, vedo un gabbiano con un'andatura zoppicante trascinarsi dietro un'ala. Quel giorno c’era molto vento e ho pensato che una manovra sbagliata gli avesse fatto perdere il controllo e fosse andato ad urtare da qualche parte rompendosi l'ala. Gli ho portato dell’acqua che lui però non ha neanche guardato.

 

Accidenti mi dispiace, e se non fosse più riuscito a volare? Come avrebbe fatto a mangiare? La natura deve fare il suo corso è stravero, ma non ad un palmo dal mio naso. Se in qualche modo posso fare qualcosa, la farò, e lo chiamerò Jonathan, per ricordare le imprese del mitico GABBIANO di Richard Bach.

 

Il gabbiano si trova un posto riparato per passare la notte. La mattina presto esco in giardino per vedere se c'è ancora e lo trovo accucciato come l'ho lasciato la sera prima. Chiamo subito il numero delle emergenze LIPU, memorizzato nella rubrica del mio cellulare. Mi dicono che dalle parti dell’Argentario (dove mi trovavo) non conoscono centri nei quali posso portare il gabbiano ferito, posso solo metterlo in macchina e portarlo a Roma. Mi serve un'alternativa nelle immediate vicinanze.

Chiamo il WWF, c'è un oasi proprio li vicino. Parlo con un signore che mi da delle istruzioni per il trasporto. Poverino, è ridotto male, non oppone resistenza. Si lascia avvolgere dall’asciugamano e portare via.

Lo avrei chiamato Jonathan, il mitico GABBIANO di Richard Bach, ma purtroppo, non ce l’ha fatta! Non è stata la natura a compiere il suo disegno, non aveva un'ala rotta, ma il filo di una lenza spezzata che gli usciva dal becco. Un gabbiano condannato dall’incontro con l'uomo.

 

Il tizio all'oasi del WWF mi ha detto che,  a causa della negligenza di alcuni pescatori, spesso i gabbiani fanno questa brutta fine.

Come mai pescatori e sportivi (appassionati od occasionali) non riescono a comprendere che ami e lenze abbandonate in giro, sono un micidiale pericolo per tutti, persone ed animali che vivono del mare.

Non bisogna essere dotati di un intelletto particolare per capirlo, basterebbe solo quel buon senso e civiltà che ormai pare essere una chimera.

 

Mi è dispiaciuto per il gabbiano, ma sono stata contenta di aver cercato di salvarlo.

Se dovesse capitarvi qualcosa del genere, spendete un po' di tempo per cercare di capire se potete intervenire.

Non costa niente, ad esempio, memorizzare il numero della LIPU o del WWF nella rubrica del vostro cellulare, o banalmente chiedere aiuto o consiglio ai Vigili del Fuoco. Senza vergogna.

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Estate 2005

Era fine giugno, mangiavo in una pizzeria di Olbia con 2 amiche e nonostante la confusione, nella mia testa sentivo chiara quella canzone.

Cercavo di evadere e di evitare la domanda che da circa un'ora mi pioveva addosso "e adesso, cosa pensi fare?" ma non le ascoltavo, non volevo fare proprio nulla io. Mi sarebbe piaciuto svegliarmi un giorno e sapere che altri avevano fatto per me la scelta giusta.

Guardavo oltre e mi sentivo proprio come in quella canzone:

 

In bilico e intanto il tempo passa e tu non passi mai

Nascondo questa stupida allegria quando mi guardi

Non senti che tremo mentre canto

E' il segno di un'estate che vorrei potesse non finire mai.

 

Ma non è così che funziona. Quando devi prendere delle decisioni importanti che riguardano anche altre persone oltre te è sempre difficile, soprattutto perchè sai che la tua decisione ferirà quelle persone. Persone alle quali, nonostante tutto, hai voluto bene.

Avrei potuto mettere la testa sotto la sabbia e aspettare. Ma cosa? Loro, le mie amiche, mi provocano ma io non reagivo.

Restavo inerme mentre affondavano un altro colpo. Non sapevano che il mio cuore aveva già deciso da tempo ed ora aveva il difficile compito di convincere anche la testa.

 

Era metà Agosto, stavo passando le vacanze al mare con 2 coppie di amici e quello che, fino a quella mattina, credeva ancora di essere mio marito. Per me non lo era più, ed ora lo aveva capito anche la testa. Quella mattina ho preso il cellulare e ho prenotato un volo di solo andata per tornare a casa. Avevo bisogno di stare da sola, di leccarmi le ferite. Sicuramente ne ho inferte molte, ma nel farlo me ne sono procurate molte anche io e in quel momento avevo voglia di pensare solo a me.

 

Era fine Agosto, ero chiusa in casa da sola, leggevo molto e mangiavo quando capitava. Ero felice. Testa e cuore andavano nella stessa direzione. Solo per te io ho cambiato pelle, non potevo più sopportare l'idea di passare le stagioni della vita senza di te. Dopo non è stato sempre facile, ma eravamo insieme e questo per me voleva dire tutto.

 

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La mia prima volta

La mia prima volta sulle onde, quelle vere, con la tavola da surf ;-)

 

Ore 7:30, squilla il cellulare, con voce profondamente assonnata riesco a bisbigliare:

"Pronto"

"Ari sveglia, chi dorme non piglia onde!" è Andrea

"Onde? Davvero? Fantastico, prendo la moto e al massimo tra mezz'ora sono da te".

 

Alla vista del mare così incazzato mi si gira lo stomaco. Non credo sia solo emozione, credo che la paura sia facendo il suo sporco mestiere.

 

Con movimenti lenti e circolari inizio a mettere la paraffina sulla tavola mentre i miei occhi vagano all'orizzonte....mamma mia che onde!

 

E' la prima volta che entro con la tavola in un mare così agitato, a pensarci bene è la prima volta che entro in un mare così agitato. Le onde sono enormi! La vecchia Pand aveva paura del mare mosso....e la nuova? Staremo a vedere.

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