io, Pand, vegana da quasi una vita

Io, Pand, vegana da quasi una vita.

 

Avevo 12 anni, ero allegra e spensierata come ogni dodicenne che va a trovare i parenti in aperta campagna e gioca con il suo bel cagnone. Ci rincorrevamo e stavamo tutto il giorno in giro per prati a giocare, sdraiarsi nell'erba e fare ghirlande di fiori.

 

In campagna c'erano molti animali: galline, pecore, maiali, oche, conigli. Mi divertivo a dar loro da mangiare, ma un giorno, intorno al recinto dei maiali, c'era un sacco di gente, i maiali gridavano, i contadini ridevano, i maiali non gridavano più, i contadini continuavano a ridere. Io non ridevo. Io ho smesso di mangiare la carne

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Io e le mie tette, come le rose (s)fioriranno.

Ho sempre avuto un rapporto particolare con il mio seno. Il classico rapporto odio e amore.

 

Quando le aspettavo loro non arrivavano e mentre quelle delle mie amiche crescevano loro se ne stavano nascoste chissà dove. Ho pensato che forse con la gravidanza si sarebbero affacciate e, volenti o nolenti, hanno cominciato a crescere e crescere e ancora crescere. Cazzo non finivano più di crescere mi sono quasi spaventata.

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Di mariti e salti ad ostacoli

Mio marito è speciale, come ogni marito per carità, ma lui di più!


Tutte le mattine prepara la colazione per la famiglia, carica e scarica la lavastoviglie (come lo fa lui nessuno mai *).


Mi riempie di complimenti e indovina sempre i regali giusti.

 

Mio marito poi si scorda cose che ho appena finito di dire...a volte le scorda mentre gliele sto dicendo...a dire il vero a volte sembra scordarsi chi sono, mi guarda strano. 


Tutte le mattine si fa il caffè, apre la cialda e posa l'involucro sul ripiano della cucina appena 30 cm sopra il secchio della spazzatura.


Mio marito si soffia il naso e come hansel e gretel, per paura di perdersi in 70 mq, lascia la scia di fazzoletti usati ovunque.


Ma la cosa che mio marito fa meglio di tutti gli altri è il salto ad ostacoli. Tutti i giorni a casa lui salta su costruzioni, macchinette, little pony, matite, pennarelli, libri e giocattoli vari....li salta tutti senza ne romperne e ne raccoglierne nemmeno uno. E' davvero un campione.

 

Mio marito salta a pie' pari anche la busta della spazzatura che lascio davanti alla porta di ingresso, però poi rientra in casa e dice "c'è un cattivo odore qui" e spalanca tutte le finestre incurante del freddo. "Amore non ci sarebbe cattivo odore se ti fossi ricordato di buttare la busta dell'umido". Ma lui è puro, lui non produce spazzatura e quindi non crede di doverla buttare.

 

Vive in una casa magica dove i calzini sporchi vengono messi a terra e ritrovati puliti e piegati nel suo cassetto.

 

Mio marito si mette a fare telefonate di piacere ad amici e parenti nel momento più adatto della giornata: mentre sto scolando la pasta, o mentre devo dividere i gemelli che stanno litigando, nel momento di apparecchiare la tavola o riempire la ciotola del gatto che, ora che ci penso, sono 2 giorni che non mangia.

 

Qualche volta mio marito ha cercato di aiutarmi caricando la lavatrice ma ha smesso quando gli ho detto che, ad esempio, magliette e pantaloni possono andare insieme nel cestello, non litigano, l'importante è che siano più o meno dello stesso colore e dello stesso materiale. Questa cosa la sta ancora elaborando!

 

Mio marito apre la lavastoviglie e dopo averla osservata per 5 secondi mi chiede se è pulita.

 

Mio marito sa cucinare un ottimo uovo al tegamino, ma non sa fare un piatto di minestra.

 

Oltre a tutto questo, sono molto fortunata perchè mio marito, l'unico calcio che conosce è l'elemento chimico con numero atomico 20 il cui simbolo è Ca.

 

Mio marito mi accompagna alle serate swing e viene a lezione di lindy hop con me.

 

Mio marito mi spinge a seguire i miei sogni, anche quando sono irrealizzabili. Mi segue in capo al mondo e sponsorizza i miei progetti più assurdi.

 

Sono quasi 10 anni che stiamo insieme. La convivenza, il matrimonio e i figli non lo hanno cambiato neanche un po'. Non che ci sperassi troppo è...ma molto meglio così dai. Sono sicura che sarebbero cambiati gli aspetti del suo carattere che amo di più.

 

 

* molti uomini svolgono questo sporco lavoro credono di caricare la lavastoviglie meglio delle donne, ma la grande verità è che le donne glielo lasciano fare perchè è l'unica attività che svolgono in piena autonomia, senza chiedere fino allo sfinimento come devono fare.

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Il sistema dell'unico ammonimento

Alcuni psicologi affermano che i bambini intorno ai 4/5 anni non sono facili da distrarre come quelli più piccoli e, quando fanno i capricci, il sistema dell’unico ammonimento può avere effetti sorprendenti.

Ve lo vado ad illustrare: “se non smetti di sbattere la tua macchinina sul il tavolo, dovrò portarla via”. Il bambino ha la possibilità di smettere invece di farsi prendere il gioco. Se la smette sarà elogiato, se invece continua gli verrà sottratta la macchinina senza ulteriori discussioni e senza attenzioni negative.

 

Pare facile, uno dei miei figli è anche soprannominato il polemica…vabbè andiamo avanti!

 

IMPORTANTE: concedere più di una possibilità indurrebbe il bambino a non prendere sul serio i genitori; non dare possibilità invece significherebbe privarlo di una lezione di autodisciplina, cioè privarlo della volontà di fare il bravo.

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Gelosia tra gemelli

Mi sono spesso sentita dire di essere stata fortunata ad aver avuto 2 gemelli ed essermi così risparmiata la gelosia tra fratelli. Ah si?!?!

 

Dunque, sono una donna estremamente fortunata ad aver avuto 2 gemelli per tanti motivi, ma non di certo per la gelosia. Infatti oggi sono qui a confessarvi che: I GEMELLI SOFFRONO DI GELOSIA! Ed iniziano a soffrire di gelosia molto prima dei fratelli “normali”.

Innanzitutto, perché per i primi 2 – 3 – 4 anni (dipende da quando arriva il secondo figlio), il primo figlio non ha nessun sentimento di gelosia essendo il solo figlio e comunque, anche quando arriverà il fratellino, essendo lui un neonato, non avvertirà tali sentimenti e quindi si dovrà gestire la gelosia del solo figlio maggiore, senza dover spiegare o gestire quella del secondogenito, in quanto neonato.

Ovviamente questo non vale nei “quasi gemelli”….detti anche “irish twins”.

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mia madre e i suoi insegnamenti più o meno religiosi

Ero piccina ma ricordo bene che un giorno, dopo essere andata a messa, chiesi a mia madre come faceva Dio a sapere tutto: passato, presente e futuro.

Mia madre, che non è mai stata un'assidua frequentatrice della casa del Signore, tentò di spiegarmi il mistero raccontando questa storia:

 

"immagina di stare davanti al portone di casa aperto e di vedere passare sul marciapiede un bambino che mangia un gelato. In quella piccola visuale che ti offre il portone tu vedrai solo quello, ma la signora che si trova al 1° piano ed è affacciata alla sua finestra vedrà il bambino mangiare il gelato mentre passeggia con la mamma e vedrà che poco più avanti al bambino cadrà del gelato sulla maglietta e si sporcherà.

La signora che invece si trova al 3° piano avrà visto la mamma comprare il gelato al bambino, li avrà visti passeggiare insieme e poi avrà notato che il bambino si è sporcato la maglietta e che la mamma arrabbiata gli ha menato.

Ecco, Dio è così in alto che vede tutto"

 

Non ho mai capito se quello di mia madre fu un tentativo di insegnamento religioso o un monito affinchè stessi più attenta mangiando il gelato.

Conoscendola penso più alla seconda opzione....ma da quel giorno ho preferito evitare di mangiare il gelato e prendere le botte.

 

Grazie mamma!

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Lo avrei chiamato Jonathan

Nel tardo pomeriggio di sabato, nel giardino di casa di un'amica, vedo un gabbiano procedere con andatura zoppicante trascinandosi dietro un'ala. Quel giorno c’era molto vento e ho pensato che fosse andato ad urtare da qualche parte rompendosi l'ala. Gli ho portato dell’acqua, lui  non l'ha neanche guardata.

 

Accidenti mi dispiace. E se non riuscisse più a volare? Come avrebbe fatto a mangiare? La natura deve fare il suo corso è stravero, ma non ad un palmo dal mio naso. Se in qualche modo posso fare qualcosa, la farò, e lo chiamerò Jonathan, per ricordare le imprese del mitico GABBIANO di Richard Bach.

 

Il gabbiano si trova un posto riparato per passare la notte. La mattina presto esco in giardino per vedere se c'è ancora e lo trovo accucciato come l'ho lasciato la sera prima. Chiamo il numero delle emergenze LIPU ma mi dicono che dalle parti dell’Argentario (dove mi trovavo) non conoscono centri nei quali posso portarlo, posso solo metterlo in macchina e portarlo a Roma. Mi serve un'alternativa nelle immediate vicinanze.

Chiamo il WWF, c'è un oasi proprio li vicino. Parlo con un signore che mi da delle istruzioni per il trasporto. Poverino, è ridotto male, non oppone resistenza. Si lascia avvolgere nell’asciugamano.

Lo avrei chiamato Jonathan, il mitico GABBIANO di Richard Bach, ma purtroppo, non ce l’ha fatta! Non è stata la natura a compiere il suo disegno, non aveva un'ala rotta, ma il filo di una lenza spezzata che gli usciva dal becco. Un gabbiano condannato dall’incontro con un pescatore negligente.

 

Il tizio del WWF mi ha detto che in quella zona i gabbiani spesso fanno questa brutta fine.

Come mai i pescatori (appassionati od occasionali) non riescono a comprendere che ami e lenze abbandonate in giro, sono un micidiale pericolo per tutti, persone ed animali che vivono del mare?

Non bisogna essere particolarmente dotati per comprenderlo, basterebbe solo quel buon senso e civiltà che ormai sembra essere una chimera.

 

Mi è dispiaciuto per il gabbiano, ma aver cercato di salvarlo mi ha a mia volta aiutata a non essere sopraffatta dalla tristezza e l'impotenza.

 

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