Prodotti Ecologici: cosmesi naturale & consigli green

Qualche consiglio per fare a casa dei prodotti ecologici: per la pulizia della casa, la cura delle piante e per cosmetici naturali fai da te, economici e non tossici.

Ceretta araba al caramello

Quando ero piccola vedevo mia madre con le sue sorelle prepararsi la ceretta in casa. Mettevano delle gocce di cera in un pentolino e le facevano sciogliere a bagno maria. Era una specie di rito, come nel film Caramel, lo avete visto? Commedia drammatica del 2007 diretta dall'attrice libanese Nadine Labaki.

Anche nel libro "Ricci, limoni e caffettiere", manuale nato all'interno della Casa Circondariale femminile di Rebibbia, è descritto un tutorial per la ceretta fai-da-te. Non è una scelta la loro ovviamente, ma una necessità perchè le donne in carcere vengono private di qualsiasi cosa eccetto la fede nuziale e l'orologio, sempre che non siano di valore (vi consiglio di leggere questo piccolo manuale, vi renderete conto di quante cose che consideriamo banali ci mancherebbero come l'aria se ce ne privassero all'improvviso).

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Oli essenziali contro gli insetti

Qualche consiglio naturale per stare all'aria aperta senza il fastidio di insetti molesti. 

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Giardinaggio: antiparassitari naturali

Trattiamo bene la terra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli. (Proverbio Masai).

Afidi, piccoli insetti e funghi

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Giardinaggio: lavori da fare per le piante in vaso

Gira che ti rigira sono tornata al mio primo amore: il giardinaggio!

 

Dopo aver abbandonato cesoie, guanti da giardino e stivali di gomma per mettere le mani su una tastiera e un manuale di informatica ,perché negli anni 90 se non programmavi in Visual Basic non eri nessuno, ho di nuovo indossato gli abiti usati e lisi del giardiniere e rimesso le mani in pasta. Ho spolverato i libri da Perito Agrario che avevo in cantina e mi sono iscritta al corso di Giardinaggio del comune di Roma.

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Bicarbonato: pulire il forno sporco

La mia famiglia ha apprezzato molto il pollo alla paprika che gli ho cucinato, il mio forno un po' meno e dopo era un vero disastro. Non ho avuto il coraggio di pulire subito tutto quel grasso e così l'ho chiuso e, dopo averlo usato altre volte, era ridotto davvero male. Il grasso si era seccato ed era diventato tutto nero e appiccicoso.

Ho trovato molti tutorial su internet per la pulizia ecologica del forno: bicarbonato e aceto o limone, vapore dell'acqua bollente e poi raschiare con bicarbonato e sale, caffè o cenere. Il bicarbonato è senza ombra di dubbio un elemento importantissimo per la pulizia ecologica della casa.

 

Io a casa, oltre al bicarbonato, avevo l'alcool etilico 95°quello alimentare per dolci e liquori, e ho deciso di fare un tentativo per eliminare grasso e cattivi odori.

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Dyson V8 absolute+

Da quando Dyson è entrato nella nostra vita, io e mia figlia (allergiche e asmatiche) viviamo meglio e respiriamo più sano. Acari e pollini sono dei tremendi veleni per i nostri polmoni ma, con qualche accorgimento e dei potenti alleati, questi per noi non sono più problemi.

Avevo già parlato qui del Dyson AM10 e qui dell'etica dell'azienda e dell'etichetta energetica, oggi invece vi parlerò del meraviglioso aspirapolvere Dyson V8 absolute +.

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Vegani a confronto

Che lo stile di vita cruelty free è una moda oggi diffusa siamo tutti d’accordo. Così come siamo d’accordo sul fatto che non possiamo far di tutta l’erba un fascio perché esistono diversi tipi di vegani. Ve li vado a presentare:

 

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Dyson AM10 vs Asma

Da anni combatto le mie innumerevoli allergie a botte di antistaminici e cortisone. 

Questo post nasce da una vera conversazione e collaborazione con Dyson su own your conversation
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Food sharing e cibi surgelati contro lo spreco alimentare

Avete mai sentito parlare di food sharing?

Se ne parla ormai da qualche tempo e sono delle trovate, più o meno vincenti, che cercano di ridurre lo spreco alimentare che ci coinvolge tutti. Che si tratti di frigoriferi veri e propri posti in mezzo alla strada o di app che permettono di condividere il cibo in frigoriferi privati, il food sharing è la magia del momento.

Questo post nasce da una vera conversazione e collaborazione con Findus su own your conversation
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Reinventare un pasto con gli avanzi in frigo

Vi avevo già parlato qui della campagna alla quale sta partecipando Findus sull'ingente spreco alimentare che ci vede coinvolti e che ogni anno ci fa gettare nella pattumiera 49 kg di cibo.

Bhè, gli avanzi del pranzo non sono certo spazzatura e quando a volte apriamo il frigo e ci sembra di non avere nulla da cucinare, in realtà quello che mi manca è l'ispirazione, un'idea per creare un buon pasto non certo gli alimenti.

Mi viene sempre in mente lo spot pubblicitario con Joe Bastianich: "Routine 1 fantasia 0. Vai vai in frigo, non morde, vai!"

Questo post nasce da una vera conversazione e collaborazione con Findus su own your conversation
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Gli italiani e lo spreco alimentare

Le umili origini della mia famiglia mi hanno insegnato che non si può sprecare il cibo. Io sono cresciuta vedendo mia madre e mia nonna che congelavano e reinventavano gli avanzi e, quando questo non era possibile, trasformavano i nostri avanzi in mangimi per cani, gatti e altri animali della fattoria.

Conoscere però i numeri dello spreco alimentare in Italia (e in UE) è stato scioccante.

Questo post nasce da una vera conversazione e collaborazione con Findus su own your conversation
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Rinforzare ciglia e sopracciglia in modo naturale

rinforza ciglia e sopracciglia: INGREDIENTI

Con pochi ingredienti naturali possiamo creare un olio per rinforzare le ciglia e sopracciglia ottenendo uno sguardo irresistibile!

 

5 gr Olio alla Vitamina E

20 gr Olio di Argan

55 gr Olio di Ricino

Barattolo di vetro di recupero ben lavato di circa 100 gr

 

1 cucchiaino equivale a circa 4gr di olio

Potete acquistate gli ingredienti in un'erboristeria di fiducia oppure affidarvi a internet, si trovano buone offerte. Io generalmente acquisto su www.enaissance.it oppure su www.macrolibrarsi.it

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Scrub corpo rilassante alla lavanda

Ho già spiegato in questo post il motivo per cui è bene farsi lo scrub corpo in casa. Ora vi spiego il procedimento per farne uno rilassante alla lavanda. Personalmente lo uso per la doccia serale al posto del bagnoschiuma. La fragranza è molto gradevole e lascia la pelle morbida e profumata.

 

Innanzitutto ci occorre un contenitore di recupero ben lavato, una ciotola piuttosto larga per mescolare tutti gli ingredienti, un paio di cucchiai puliti per mescolare e un pestello (io ne uso uno acquistato da mio marito per fare il mojito).

 

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Le etichette dei vestiti dicono tutto, basta saperle leggere

Diritto d'autore: http://it.123rf.com/profile_min6939

Quante volte mettiamo in lavatrice dei capi di abbigliamento e ne tiriamo fuori altri? Colori rovinati o taglie improbabili. Eppure la soluzione è proprio li, a portata di naso, siamo noi che spesso ci ostiniamo a seguire l'intuito.

 

Vediamo insieme cosa vogliono dire tutti quei bei simboli che campeggiano sulle etichette dei nostri capi di abbigliamento. Andiamo per ordine.

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Come fare uno scrub in casa

Perché farsi lo scrub in casa?

  1. Migliora la circolazione
  2. Elimina le cellule morte donando alla pelle un aspetto più sano e liscio
  3. Tonifica e rigenera le cellule
  4. Idrata
  5. Sappiamo cosa c'è dentro
  6. E' economico....
  7. Ma soprattutto è ECOLOGICO perchè mancano totalmente le inquinanti MICROPLASTICHE per l'effetto "abrasivo"
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Una pelle liscia come la tua, grazie a Visacare

Dall’inizio del XX secolo tutte le donne, non solo quelle di un elevato ceto sociale, hanno iniziato a prendere coscienza del proprio aspetto fisico e della propria femminilità, curando la loro presenza con un abbigliamento adeguato, con raffinate acconciature e soprattutto hanno iniziato ad occuparsi della cura del proprio viso.

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Un piccolo orto verticale

orto verticale: OCCORRENTE

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La nuova etichetta energetica per gli aspirapolvere

Cartellone pubblicitario del 1910 di Regina, una diretta concorrente di Hoover (Credits per la foto: The National Geographic Magazine/ Wikipedia)
Cartellone pubblicitario del 1910 di Regina, una diretta concorrente di Hoover (Credits per la foto: The National Geographic Magazine/ Wikipedia)

Forse non tutti sanno che:

 

il 30 agosto 1901 Hubert Cecil Booth, ingegnere britannico, brevettò l'aspirapolvere. Era un grande tubo aspirante azionato da un motore, con uno spesso filtro, che terminava direttamente dentro un carro trainato da un cavallo e parcheggiato fuori dalla casa da pulire.

Non era portatile come quelli moderni e soprattutto non era in vendita: quello che si poteva comperare erano i servizi della sua ditta di pulizie, la British Vacuum Cleaning Company.

La stessa che si occupò di tirare a lucido l' Abbazia di Westminster di Londra per l'incoronazione di Edoardo VII.

 

L'aspirapolvere come la conosciamo noi, è arrivata poco dopo, dall'altra parte dell'Oceano Atlantico.

 

Nel 1907 James Spangler, addetto alle pulizie in un grande magazzino dell'Ohio, decise che ne aveva abbastanza della sua tosse cronica dovuta a tutta la polvere che alzava pulendo il negozio. Usando lo stesso principio di Booth, ma in dimensioni ridotte e usando un filtro in stoffa e un cuscino invece di un carro per raccogliere la polvere, creò il primo vero modello di aspirapolvere portatile.

 

Spangler, dopo un iniziale successo, decise di vendere tutto - modello, brevetto e azienda - al marito di sua cugina, un tale William Hoover. Lo stesso Hoover che in breve tempo sarebbe diventato il re degli aspirapolvere: ancora oggi in inglese passare l'aspirapolvere si dice proprio hoovering.

Fonte: http://daily.wired.it/news/tech

Forse non tutti sanno che:

 

dal 1° settembre 2014 è obbligatoria l'etichetta energetica anche per gli aspirapolvere, in questo modo saremo più consapevoli di quello che stiamo acquistando. Buon per noi.

 

Vediamo nello specifico cosa ci sarà in questa etichetta:

  • Classe di efficienza energetica
  • Consumo di energia annuo
  • Classe di riemissione di polvere
  • Livello di rumorosità
  • Classe di prestazione pulizia tappeti
  • Classe di prestazione pulizia pavimenti 
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Lanterna cinese

Sabato sono riuscita finalmente ad andare al mercato di quartiere. Erano settimane che volevo andare ma, tra il dolore alla gamba (che poi ho scoperto essere una tendinopatia del medio gluteo) e l'inizio delle scuole elementari, ho sempre rimandato.

 

Sabato finalmente ho potuto assaggiare delle gustosissime giuggiole, che mi sono state offerte da una signora che aveva un'incantevole banco di frutta e verdura, e sperimentato le bacche di Goji, considerate la nuova sorgente di giovinezza.

 

Poi mi sono imbattuta nel banco del vivaista che esponeva delle bellissime Lanterne Cinesi, appartenente alla stessa famiglia delle bacche di Goji, la famiglia delle Solanacee.

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I nonni campagnoli, che fortuna!

La scuola è finalmente finita, quest'anno è stata emotivamente impegnativa. Abbandoniamo la materna per accedere alla scuola dei grandi: le elementari.

 

Finora, grazie al doppio congedo parentale e soprattutto grazie ai nonni, siamo riusciti ad evitare i campi estivi.

Anche quest'anno infatti, i Pandini, passeranno il mese di luglio da loro che vivono in campagna, a circa 50 km dalla città. In genere il mese di luglio ci trasferiamo tutti, anche se per me e Claudio è decisamente più dura perché si allungano notevolmente gli spostamenti casa/ufficio e viceversa. Ma per loro è uno spasso, come lo era per me alla loro età quando i miei genitori mi lasciavano dai nonni.

Anche io avevo i nonni "campagnoli" e con mia sorella e i miei cugini passavamo le estati nella loro casa di campagna, a circa 50 km dalla città. La vita di campagna era decisamente più affascinante, ricordo le scorribande in bicicletta, l'immenso orto dei nonni, la frutta colta dagli alberi, l'aria buona, gli animali, lo zabaione fatto con l'uovo appena deposto, l'allevamento di girini nella fontana di nonno. E poi le innumerevoli e impagabili scoperte.

 

Quando mia madre mi ha comunicato che voleva "scappare" dalla città per andare a vivere in campagna ero entusiasta. Ero già incinta dei Pandini e non lo sapeva nessuno. Pensavo a quanto sarebbero stati fortunati loro che avrebbero avute le stesse mie impagabili esperienze.

 

E infatti questa estate hanno visto nascere una tortorella, imparato come le cicale emettono quel suono, hanno fatto la marmellata, raccolto dall’orto pomodori e insalata per poi prepararci il pranzo, controllato che nel pollaio le galline avessero fatto il loro lavoro quotidiano e soprattutto allevato ed allattato dei piccoli pipistrelli. Tutte esperienze preziose.

 

E poi loro sono ancora più fortunati avendo sia i nonni che i bisnonni campagnoli :)

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Ho visto come nascono i sofficini

Ho avuto la fortuna di entrare nello stabilimento Findus di Cisterna di Latina e vedere la catena di produzione di alcuni loro prodotti, grazie a Flavia e TTV.

 

Sapete già che nonna è la mia spacciatrice ufficiale di verdure fresche e inoltre, quando ho la possibilità, acquisto direttamente nell'azienda agricola vicino casa, dove i miei gemelli fanno equitazione.

 

Detto questo però vi confesso che io acquisto anche prodotti surgelati.

Molte ricerche hanno dimostrato che i prodotti surgelati hanno la stessa quantità di sostanze "nutritive" del prodotto fresco se quest'ultimo è consumato immediatamente dopo la raccolta. Purtroppo però non abbiamo la certezza che l'ortaggio messo in vendita al supermercato sia stato raccolto il giorno prima, ma anche se così fosse, quasi sicuramente noi non lo consumeremmo il giorno stesso.

 

I prodotti freschi destinati alla surgelazione vengono raccolti nel momento giusto della maturazione e lavorati nel giro di poche ore. La temperatura scende a -18° in una manciata di minuti e controllata durante tutto il processo di confezionamento. Questo garantisce il mantenimento di gran parte delle sostanze nutritive e del sapore degli ortaggi.

 

La Findus ha inoltre un rapporto molto stretto con i coltivatori (con i quali lavorano da più di 10 anni) e questo ha permesso loro, con la rotazione delle colture e lo studio dei terreni, di diminuire drasticamente l'utilizzo di pesticidi.

 

A casa mia si consumano regolarmente spinaci e pisellini (di quest'ultimi ne abbiamo parlato a lungo con l'Agronomo findus), bastoncini e sofficini (di questi abbiamo visto il processo completo, dal taglio del blocco surgelato del merluzzo al confezionamento, passando per la panatura e la pre-frittura) ed altri pesciolini panati e al naturale per i bambini.

 

Non posso consumare le zuppe perchè piene di sedano ed io ho un problema con l'ortaggio in questione. Avete presente quando bevete un paio (anche 3) di bicchieri di vino a stomaco vuoto? I sensi rallentati, la testa leggera, le gambe molli e l'irresistibile voglia di ridere a tutte le sciocchezze? Ecco questo è quello che più o meno mi accade se mangio il sedano.

 

Una volta ho aperto un busta di zuppa del casale e ho tolto tutti i pezzetti di sedano che ho trovato. Un lavoro esagerato. Non si può fare. La zuppa me la cucino.

 

Lo stabilimento è molto bello e per entrare all'interno ci chiedono di indossare dei camici, le scarpe anti infortunio, delle cuffie per la testa (la mia cresta resisterà a questo ed altro) e di togliere anelli, collane, spille, e orecchini...eh?!? Dovevano dirmelo ieri...ci metto una vita a togliere tutti gli orecchini. Dopo avermi guardato le orecchie, il direttore dello stabilimento Paolo Ruffato, decide che per me farà un'eccezione :)

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io, Pand, vegetariana da quasi una vita

Io, Pand, vegetariana da quasi una vita.

 

Avevo 12 anni, ero allegra e spensierata come ogni dodicenne che va a trovare i parenti in aperta campagna e gioca con il suo bel cagnone. Ci rincorrevamo e stavamo tutto il giorno in giro per i prati a giocare, a sdraiarsi nell'erba e fare ghirlande di fiori.

 

In campagna c'erano molti animali: galline, pecore, maiali, oche, conigli. Mi divertivo a dar loro da mangiare, ma un giorno, intorno al recinto dei maiali, c'era un sacco di gente, i maiali gridavano, i contadini ridevano, i maiali non gridavano più, i contadini continuavano a ridere. Io non ridevo. Io ho smesso di mangiare la carne

 

Sono 26 anni (non fate i conti per favore) che non mangio carne e non mangio pesce e che ogni volta che mi siedo a tavola con qualcuno diverso dalla mia famiglia, mi sento dire che la mia alimentazione è sbagliata. La mia famiglia ha accettato questa mia scelta senza opporsi. Forse pensavano che con il tempo avrei superato quella fase ricominciando a mangiare tutto. Forse lo pensavo anche io. Ma così non è stato.

 

Sono 26 anni che tutti si prendono il diritto di dirmi che sbaglio, che la mia alimentazione non è corretta. che le proteine animali sono importanti per una alimentazione sana ed equilibrata, che da sempre l'uomo va a caccia e mangia carne. Oppure, cosa che trovo alquanto deplorevole, mi dicono degustando un boccone di carne "non sai che ti perdi" e, ciliegina sulla torta, concludono dicendomi che "anche le piante soffrono quando vengono tagliate".

 

Ho sempre risposto con gentilezza a queste persone, quella che invece queste persone non hanno mai usato nei miei confronti.

Non mi sono mai permessa di dire alle persone che mangiano gli "animali" che dovrebbero rivedere la loro alimentazione, che gli animali soffrono molto di più di una pianta quando vengono uccisi, che negli allevamenti intensivi gli animali sono spesso stressati e malati perchè costretti a vivere in spazi sovraffollati, con luce artificiale e nessuna possibilità di mettere in atto comportamenti naturali. Che i mangimi con i quali sono alimentati possono nuocere non solo alla salute dell'animale stesso, ma anche a quella di chi se li mangia, che spesso i bovini sono trattati con ormoni d'origine animale, di sintesi o sperimentali... Potrei continuare per ore.

 

Ma non lo farò perchè io, la Pand, rispetto le scelte altrui.

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Struccarsi con l'olio di cocco

Per struccarsi in modo semplice e naturale basta acquistare un barattolo di "OLIO DI COCCO" (reperibile nei negozi bio tipo NaturaSì, oppure online partecipando magari ad un gruppo di acquisto, o meglio ancora nei negozi etnici dove si trovano grandi confezioni a poco prezzo).

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Burro cacao olio di cocco fai da te

Arriva l'inverno e le tue labbra si screpolano? Nessun problema, giochiamo d'anticipo e proteggiamo le nostre labbra dal freddo e dal vento con un fantastico burro cacao fatto in casa,

Eheheh sembra un spot pubblicitario degli anni '80.

 

INGREDIENTI per circa 5 stick/barattolini da 10ml

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Pulire vetri e specchi in modo ecologico

Bastano tre semplici ingredienti per realizzare un prodotto molto efficace ed economico per pulire specchi, vetri e tutte le superfici che non hanno bisogno di trattamenti particolari.

vetri e specchi ecologico: INGREDIENTI

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L'aceto di vino bianco per le pulizie di casa

L'aceto di vino bianco, oltre ad essere un ottimo condimento per molti alimenti, trova largo impiego nelle pulizie domestiche ed ha moltissimi vantaggi sia per le nostre tasche (essendo molto più economico di molti prodotti per le pulizie) che per l'ambiente.

 

E' un ottimo sgrassante, un efficace anticalcare, un prezioso brillantante e un buon ammorbidente. Vediamo nel dettaglio in che modo e dove può essere usato.

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Riciclare i flaconi della lavanda

E se non è riciclo creativo questo....allora non ci ho capito nulla :)

 

Perchè buttare via i flaconi delle lavande vaginali quando invece potete usarli per annaffiare le vostre piante da appartamento?

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Burro cacao al miele fai da te

Girovagando sul sito babygreen.it ho trovato questa ricettina per fare in casa un burro cacao naturale al miele.

 

Ingredienti per 3 barattolini

7 cucchiaini di olio di mandorle dolci
2 cucchiaini di cera d’api (io l'ho comprata da un apicoltore che vende su ebay, si trova anche nelle erboristerie...)
1 cucchiaino di miele biologico

Procedimento

scaldare a bagnomaria, l’olio e la cera d’api, fino al completo scioglimento di quest’ultima
togliere dal fuoco e incorporare il miele
mescolare fino a che il composto risulti ben amalgamato e inizia ad addensarsi
versare in un vasetto e far raffreddare. Io ho comprato dei vasetti da Kiko (1€ l'uno)

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Hoya Carnosa

Le specie appartenenti al genere Hoya sono estremamente variegate, ne esistono circa 200 e possono essere rampicanti, cespugliose, arbustive ed anche striscianti.

 

La mia è una Hoya Carnosa, o più comunemente chiamata pianta dai FIORI DI CERA, originaria della Cina e dell'India. E' una pianta rampicante che cresce rapidamente ed è molto diffusa nei climi mediterranei. Le foglie sono appunto spesse e carnose, di colore verde scuro. Fiorisce senza sosta dalla fine della primavera e per tutta l'estate. I fiori sono vellutati, di colore bianco-rosati con una stella al centro che sembra appunto fatta di cera.

Di sera, dal centro del fiore, fuoriescono delle piccole gocce di nettare che emanano un delicatissimo profumo dolciastro.

 

Il profumo della mia estate.

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Lo avrei chiamato Jonathan

Nel tardo pomeriggio di sabato, nel giardino di casa di un'amica, vedo un gabbiano con un'andatura zoppicante trascinarsi dietro un'ala. Quel giorno c’era molto vento e ho pensato che una manovra sbagliata gli avesse fatto perdere il controllo e fosse andato ad urtare da qualche parte rompendosi l'ala. Gli ho portato dell’acqua che lui però non ha neanche guardato.

 

Accidenti mi dispiace, e se non fosse più riuscito a volare? Come avrebbe fatto a mangiare? La natura deve fare il suo corso è stravero, ma non ad un palmo dal mio naso. Se in qualche modo posso fare qualcosa, la farò, e lo chiamerò Jonathan, per ricordare le imprese del mitico GABBIANO di Richard Bach.

 

Il gabbiano si trova un posto riparato per passare la notte. La mattina presto esco in giardino per vedere se c'è ancora e lo trovo accucciato come l'ho lasciato la sera prima. Chiamo subito il numero delle emergenze LIPU, memorizzato nella rubrica del mio cellulare. Mi dicono che dalle parti dell’Argentario (dove mi trovavo) non conoscono centri nei quali posso portare il gabbiano ferito, posso solo metterlo in macchina e portarlo a Roma. Mi serve un'alternativa nelle immediate vicinanze.

Chiamo il WWF, c'è un oasi proprio li vicino. Parlo con un signore che mi da delle istruzioni per il trasporto. Poverino, è ridotto male, non oppone resistenza. Si lascia avvolgere dall’asciugamano e portare via.

Lo avrei chiamato Jonathan, il mitico GABBIANO di Richard Bach, ma purtroppo, non ce l’ha fatta! Non è stata la natura a compiere il suo disegno, non aveva un'ala rotta, ma il filo di una lenza spezzata che gli usciva dal becco. Un gabbiano condannato dall’incontro con l'uomo.

 

Il tizio all'oasi del WWF mi ha detto che,  a causa della negligenza di alcuni pescatori, spesso i gabbiani fanno questa brutta fine.

Come mai pescatori e sportivi (appassionati od occasionali) non riescono a comprendere che ami e lenze abbandonate in giro, sono un micidiale pericolo per tutti, persone ed animali che vivono del mare.

Non bisogna essere dotati di un intelletto particolare per capirlo, basterebbe solo quel buon senso e civiltà che ormai pare essere una chimera.

 

Mi è dispiaciuto per il gabbiano, ma sono stata contenta di aver cercato di salvarlo.

Se dovesse capitarvi qualcosa del genere, spendete un po' di tempo per cercare di capire se potete intervenire.

Non costa niente, ad esempio, memorizzare il numero della LIPU o del WWF nella rubrica del vostro cellulare, o banalmente chiedere aiuto o consiglio ai Vigili del Fuoco. Senza vergogna.

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