Viaggio negli USA in famiglia

CHAPTER ONE: leggere lo spam a volte conviene

Non so per quale motivo una email promozionale Alitalia era finita nello spam. La apro e scopro che un viaggio a/r per tutti e 4 a Los Angeles ci costerebbe "solo" 1.400 euro. Che fai, non lo compri?

Una volta acquistato il volo inizia la fase più bella: organizzare il viaggio!

CHAPTER TWO: pianificare il viaggio

E così inizio a leggere decine di siti e guide, a guardare foto e a farmi raccontare i viaggi da amici e colleghi. Alcuni mi convincono, altri meno. Nella mia testa il viaggio inizia a prendere forma. Luoghi che voglio vedere con i miei occhi a tutti i costi, cibi che voglio assaggiare ed esperienze che voglio vivere. Sarà un viaggio "on the road". Mai 2 notti nello stesso posto.

Una parte che non va sottovalutata è quella burocratica: leggi il post sui documenti necessari per viaggiare negli USA. 

CHAPTER THREE: ready, steady, go!

Nelle valigie un po' di tutto: abbigliamento per i 18/22 gradi della California, per i 30 e più di Nevada ed Arizona ed i costumi da bagno per le piscine di Las Vegas. Ah dimenticavo, molto dell'abbigliamento sarà usa e getta così avrò più spazio in valigia per gli acquisti.

 

Alle ore 9:30 partiamo per LAX con un volo diretto da Roma FCO.

12 ore dopo atterriamo all'aeroporto Internazionale di Los Angeles e andiamo all'AVIS a ritirare l'auto noleggiata, con navigatore e wifi incluso.

La prima cosa che salta all'occhio è il traffico. Fiumi di macchine che attraversano questa immensa città in tutte le direzioni.

 

Ci concediamo una cena veloce, una passeggiata sul Walk of fame e poi dritti a dormire in un albergo nel quartiere di Hollywood, domani mattina si inizia il viaggio.

CHAPTER FOUR: il viaggio di andata

Il viaggio di andata
Il viaggio di andata

Sveglia presto, che tanto con il fuso non si riesce a dormire, e macchina pronta a viaggiare in direzione Santa Monica e Venice Beach.

Santa Monica è la spiaggia di Baywatch, del molo di numerosi film (e serie tv) e del famoso parco giochi sospeso sull’Oceano. E' anche il luogo dove finisce la celebre Route66, la strada che attraversa l’America da Est a Ovest, e dove ho visto dal vivo Zoltar.

 

460 km dopo arriviamo a Las Vegas percorrendo la I-15 N dove il colore che predomina è il marrone della terra arida. Tutto intorno a noi è deserto.

A Las Vegas alloggiamo al Luxor, hotel a forma di piramide sullo strip.

Lo strip è la via principale della città, infiammata da milioni di luci, di casino' e locali. Se mi fossi fermata solo qui, tra l'acquario del Mandalay Bay e le fontane del Bellagio ne sarei rimasta estremamente delusa. Per fortuna ho voluto girarla fino a trovare la Downtown, la più famosa wedding chapel di Las Vegas, la Graceland wedding chapel (dove ho pianto tra le facce incredule delle signorine in reception) e il Gold & Silver Pawn Shop, il famoso negozio della serie televisiva Affari di famiglia visibile su Cielo. Ovviamente il Vecchio, Rick, lo Smilzo e Chumlee non sono quasi mai in negozio, passano saltuariamente per girare delle puntate o firmare autografi. Io non sono stata così fortunata.

I bambini poi si sono divertiti a scivolare nei tubi trasparenti delle piscine del Golden Nugget. Chiaramente la particolarità non erano i tubi trasparenti, ma il fatto che questi, per un tratto, passassero in una piscina con degli squali.

 

Abbandonate le luci e la mondanità di Las Vegas, percorriamo circa 200 km verso il Grand Canyon West Rim. Parte del Canyon gestita dai nativi Hualapai che hanno fatto costruire una passerella con il fondo trasparente sospesa a poco meno di 1400 metri di altezza: lo Skywalk. Per farvi capire quanto è alto pensate che sotto i miei piedi c'erano 4,5 tour Eiffel una sopra l'altra.

Con 80 $ a testa entriamo nel parco e visitiamo 2 dei 3 luoghi turistici proposti da loro:  Eagle Point e Guano Point tralasciando il Hualapai Ranch.

Paesaggi mozzafiato che potete capire solo se siete già stati nel Grand Canyon. 

La notte la passiamo nel Western Ranch, un posto piuttosto spartano e rustico animato da Casey, un old cowboy che ci ha intrattenuto con chitarra e armonica a bocca in una calda serata intorno ad un falò. Abbiamo cantato, guardato milioni di stelle e mangiato i marshmallow arrostiti al fuoco. Esperienza unica, ma decisamente cara. Una notte li ci è costata circa 300 $ con cena (rigorosamente servita non oltre le 19:30) e colazione ESCLUSE.

 

CHAPTER FIVE: il viaggio di ritorno

Il viaggio di ritorno
Il viaggio di ritorno

Il Canyon è stato il punto più lontano del nostro viaggio. Da li inizia il ritorno, non meno bello o emozionante.

La prima tappa è Willow beach, a circa 130 km dallo Skywalk, all'interno di un parco nazionale. Il costo è di 20 $ per veicolo e copre tutti i passeggeri. Abbiamo giusto il tempo di bagnarci nelle gelide acque del Colorado River (mi sarebbe piaciuto fare un gita in canoa, ma purtroppo siamo stretti con i tempi) e poi riprendiamo il viaggio verso la vicina Hoover Dam.

 

La diga di Hoover è un'opera architettonica e ingegneristica impressionante realizzata negli anni 30 e si trova esattamente a cavallo di 2 Stati: Nevada e Arizona. Vale la pena visitarla, dentro e fuori.

Passiamo la notte nella ordinata città di Boulder City, ridente (ma non troppo) località sul lago artificiale Mead e proseguiamo verso il Mojave National Preserve per andare a vedere le dune di Kelso (le dune che cantano) e le colate laviche.

 

Prima di tornare a Los Angeles abbiamo deciso di allungare il percorso nella spoglia provincia americana per andare a vedere la cappella dove fu consumato il famigerato massacro, meglio conosciuto come The Massacre at Two Pines. Ovviamente parlo del celebre film Kill Bill diretto da Tarantino nel 2003. Ebbene si, la cappella non è in Texas, ma in California a nord di Los Angeles.

Non è stato facile arrivare alla Two Pines Chapel. La strada indicata dal navigatore era sterrata e accidentata, quindi ci siamo avvicinati prendendo una serie di parallele fino a raggiungerla (per fortuna le strade americane sono dei semplici reticoli). Tutto intorno era abbandonato e spettrale, ma al lato della cappella c'era un cartello che indicava gli orari delle messe. Questo mi ha fatto pensare che solitamente fosse frequentata, anche se trovo difficile capire da chi.

Nei paraggi un negozio diroccato, una roulotte abbandonata e un cane che abbaiava in lontananza. Tutto intorno alla cappella del filo spinato e un camion parcheggiato davanti per dissuadere i turisti più sfacciati. In effetti non era per nulla invitante.

E adesso capite anche il perchè della divisione in "chapter" di questo racconto.

 

In serata arriviamo a Los Angeles e ci mangiamo una buona pizza nel locale di un simpatico ragazzo di origini portoghesi amante di Firenze. Il giorno successivo andiamo a Long Beach a vedere i surfisti (io) e a mangiare il granchio al Crab Cooker (Claudio), pare siano entrambi una specialità del luogo ;)

 

Siamo giunti alla fine di questa vacanza e, come ciliegina sulla torta, ci siamo tenuti per ultimo Disneyland. Siamo entrati alle 9 di mattina e siamo usciti alle 8 di sera. Ci siamo divertiti tutti come matti. All'ingresso del parco mi sono emozionata molto, c'ero stata esattamente 35 anni prima con mio padre e mia sorella mentre mia madre ci aspettava fuori (no comment please).

Quello che mi è piaciuto di più è stato Tomorrowland con le attrazioni a tema Star Wars e la possibilità di incontrare Chewbecca (anche li ho pianto accidenti).

CHAPTER SIX: il jetlag mi sta uccidendo

Spero passi presto....anche se sono gli inconvenienti piacevoli di un viaggio meraviglioso.

curiosità

In mezzo al deserto del Nevada c'è una centrale solare termodinamica (di nuova generazione) più costosa rispetto al fotovoltaico, ma in grado di produrre energia 24 ore su 24. La centrale è composta da migliaia di specchi mobili che seguono il sole durante tutto il giorno e riflettono la luce in un unico punto, in cima ad una torre in grado di accumulare l'energia.

 

A Long Beach è ormeggiata la gemella del Titanic, la Queen Mary. Oggi è una attrazione turistica e un Hotel di lusso.

 

Chi è Zoltar? E' il mago veggente che predice il futuro ed esaudisce i desideri nei Luna Park americani. Lo abbiamo visto nel film Big con Tom Hanks ricordate? Lui bambino vede una macchinetta del mago Zoltar in funzione, nonostante l'alimentazione elettrica sia staccata, e decide di esprimere il desideri di non essere più un bambino. Il giorno seguente si sveglia e si rende conto di essere diventando un aitante trentenne.

Le macchinette Zoltar sono prodotte a Boulder City, città a circa 50 km da Las Vegas.