Sole, mare e surf

Dopo più di 6 anni di garage la mia Betty torna gloriosamente in mare.

 

E' domenica 19 ottobre a Sabaudia ci sono circa 30° sono munita di costume, asciugamano, ciabatte e la mia tavola da surf sotto al braccio.

Appena arrivati il mare era piatto, ma nel primo pomeriggio qualche piccola onda si inizia a vedere, nulla che un adulto possa riuscire a surfare (da una parte sono sollevata perchè sono decisamente fuori forma e fuori allenamento per una surfata) ma i bambini si divertiranno di sicuro.

La tiro fuori dalla sacca e mi soffermo a pensare all'ultima volta che in quella sacca ce l'ho messa. Non ero ancora incinta dei pandini. Sopra ci sono ancora dei residui di cera e sabbia dell'ultima spiaggia in cui ho surfato.

 

A contatto con l'acqua, gli attacchi di gomma del leash si sgretolano, ma la Betty scivola che è una bellezza. Io e Claudio ci mettiamo in acqua nel punto in cui si formano le onde, l'acqua ci arriva sotto la vita. Uno alla volta i bambini salgono sulla tavola e noi li spingiamo sulle onde, prima sdraiati per fargli prendere un po' di confidenza, poi accovacciati pronti a mettersi in piedi non appena la tavola "fa sua l'onda".

 

Pochi mesi dopo aver comprato la Betty sono rimasta incinta. L'ultima volta che ho surfato non pensavo che avrei avuto dei figli e invece la vita si è piacevolmente beffata di me ed ora sono loro a divertirsi sulla mia tavola, la mia Betty.

 

E' domenica 19 ottobre e, dopo più di 6 anni, il nome di questo blog torna ad avere un senso.

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Pasqua a zonzo tra le bellezze del sud Italia

Per Pasqua ho pianificato questo viaggio con anticipo e sono stata estremamente felice di averlo fatto con la mia famiglia, coinvolgendo anche mio padre e la sua di famiglia.

 

Una settimana intera a zonzo per il sud Italia: Puglia, Basilicata e Campania.

 

Mio padre ha preferito alloggiare in albergo ma in alternativa, per risparmiare un po', si può decidere di noleggiare un camper.

 

La valigia è multistagione perchè siamo un po' incerti sul meteo ma dovrebbe prevalere il bel tempo.

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2^ tappa della nostra estate: SARDEGNA

31 luglio ore 15, si parte per la Sardegna dove anche quest’anno trascorreremo parte delle vacanze a casa dei nonni, con zii e cugini.

 

Questa è quella parte della vacanze che i bambini preferiscono perchè sono più autonomi e liberi di gestirsi le proprie attività. Al villaggio le giornate passano lentamente tra mare, caccia a granchi e paguri, passeggiate in bicicletta, piscina, cene con gli amichetti e spettacoli serali. 

 

Io la mattina mi alzo presto ed esco, la scusa è che vado a correre, ma in realtà la spiaggia e il mare sono un meraviglioso spettacolo alle 7 ed io posso sedermi a guardare l'orizzonte.

 

Mio marito invece, sempre la mattina presto, si dedica al suo nuovo hobby: l’aeromodellismo. Ha realizzato dei bellissimi video (vedi i video su youtube) sorvolando il villaggio e la spiaggia dove passavamo le nostre giornate.

 

CURIOSITA’. Avete mai visto un paguro che cambia conchiglia? Nooo....eccolo qui!

 

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Sarteano e dintorni. Toscana

Circa 20 anni fa mia mamma ha scoperto (non vi sto a raccontare tutta la vicenda) un paese in Toscana: SarteanoPer chi non lo conosce è un paesino di circa 4.500 anime collocato tra su un altopiano tra la Val d'Orcia e la Valdichiana a circa 180 km da Roma, 80 da Siena e 60 da Perugia.

 

Ci siamo comprati una casa che abbiamo condiviso con il resto della famiglia e abbiamo passato li giorni felici in compagnia di amici e parenti.

 

Poi le cose sono cambiate e quella casa è stata a malincuore venduta, ma mia zia, che si era affezionata a quei posti se n’è comprata un’altra nella parte vecchia del paese.

La tradizione quindi di passare giorni felici a Sarteano ha solo cambiato indirizzo.

A Sarteano c'è un campeggio pluripremiato dove ci sono 3 piscine:

una per i piccoli con 2 scivoli bellissimi, una grande e una idromassaggio.

Tutte sono alimentate dalle acque termo-minerali della sorgente Santa Lucia, 250 litri al secondo ad una temperatura di 24° C (qualità terapeutiche per la vista ed effetti tonificanti per il corpo umano). Gelata in estate e calda in inverno!

 

Da Roma impegniamo circa un paio d’ore dopo per arrivare a Sarteano e così intorno alle 10 di mattina eravamo già all’ingresso delle piscine con costumi, asciugamani e braccioli gonfi. L’unico neo è la tariffa giornaliera, un po’ troppo alta per me (adulti 17,00 €).

 

Comunque, la piscina dei piccoli è dotata di bagni pulitissimi a misura di bambino e 2 enormi scivoli (acquapark style). Provate ad immaginare quante volte sono saliti sulle scale e scivolati giù fino a tuffarsi nelle gelide acque!? Pensate che nel pomeriggio la mia bimba si è addormentata in piedi con la testa poggiata alla mia spalla mentre, sotto al phon appeso alla parete, le asciugavo i capelli.

 

La sera non poteva mancare una cena da Gagliano ! Minuscola trattoria dove si spende poco e si mangia strabenissimo (eravamo in 6 e abbiamo mangiato: 3 antipasti, 5 abbondanti primi, 1 secondo, 1 dolce, 1 caffè, acqua e vino a 70€). Se volete andare in alta stagione dovrete prenotare almeno 1 o 2 giorni prima.

 

Nei dintorni di Sarteano si possono visitare:  La basilica di S. Andrea a Montepulciano, Pienza, Il lago di Chiusi, Radicofani, Chianciano, Cetona, San Casciano Bagni e le sue splendide terme.

 

Sono anche molte le cose che si possono fare: gite a cavallo, trekking in montagna, passeggiate in bici, parapendio o semplicemente godersi lo spettacolare panorama.

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Istanbul. Tüm sevgimle.

Istanbul. Inutile elogiare le caratteristiche di questa megalopoli, chi ci è già stato conosce la magia che si respira in questa città e chi non c’è ancora andato dovrebbe assolutamente partire, il più presto possibile.

 

Per me è stato un viaggio carico di emozioni fin dall’inizio.

 

Emma in aereo ha voluto fare un disegno per il pilota, che poi gli ha voluto dare. Il pilota è rimasto a bocca aperta, non tanto per il disegno (anche se bellissimo) quanto per il gesto. “Grazie, non mi era mai capitato prima” ha detto.


Ho finalmente potuto abbracciare di persona una radiosa Valeria, dopo tanti anni di amicizia virtuale!

Ho conosciuto l’uomo che le ha fatto girare la testa, Ugur, e ho capito perché!

Ho mangiato e apprezzato la pizza turca.

Il velo intorno alla mia vita nella moschea blu e quello sulla testa nella nuova moschea Yeni di Eminön.

I bambini che correvano scalzi nelle moschee.

Il derby e la vittoria del Galata.

I turchi di Istanbul, persone splendide, gentili e cordiali. Ovviamente non si può fare di tutta l’erba un fascio.

I delfini che ci hanno accompagnati sulla gita nel Bosforo.

La lunga conversazione tra i bambini e le signore sul battello. I bambini parlavano in italiano e le signore rispondevano in turco. Le signore hanno offerto dell’aranciata ai bambini e Luca, per ringraziarle, le ha fatto annusare il suo nuovo sapone arancione al mango, solo che le signore lo stavano addentando pensando fosse formaggio.

La lingua internazionale del gioco dei bambini.

I gatti.

La voce del Muezzin che si diffonde prima da una moschea poi dall'altra, una sorta di botta e risposta.

La birra Efes gelata.

I bambini sono riusciti a portare a termine con successo il loro compito in Chiesa, consegnando le fedi (ero un po’ in ansia).

Il mercato del pesce: mai visti rombi chiodati così grandi.

E poi.....tutti a Istanbul conoscevano Luca! Sono capitati degli aneddoti troppo divertenti (sia in aeroporto che in città) che vedono protagonista Luca. Gironzolando incuriosito per la città ha conosciuto e si è intrattenuto con molte persone (camerieri, venditori ambulanti, ecc…) molte delle quali, incontrandolo nei giorni successivi, lo hanno salutato chiamandolo per nome. Lui, che ovviamente non li riconosceva, molto sorpreso si è girato verso di noi e ha detto: “ma mi conoscono tutti a Istanbul”.

 

Se non fosse per il fatto che ci sono ancora migliaia di posti al mondo che devo visitare, sicuramente tornerei ad Istanbul. Ma non posso permettermi una seconda visita. C’è ancora tanto posto al mondo da scoprire e così poco tempo.


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vacanze 2009

La prima vacanza in famiglia....la nuova famiglia :-)

 

Una settimana a gozzovigliare in Toscana nella casa messa gentilmente a disposizione da zia Trizi.

A Sarteano per l'esattezza, ridente cittadina della provincia senese molto attiva e popolata in estate, soprattutto nel mese di agosto quando si svolge la giostra del Saracino. Assolutamente da vedere.

Noi purtroppo siamo ripartiti da li il 14 per imbarcarci sul traghetto che poi ci ha portato in Sardegna per altre 2 settimane, e il Saracino (che si svolge il 15 agosto) ce lo siamo perso....non ci siamo però fatti mancare il WINE TASTING in giro per il paese vecchio, nella contrada di San Lorenzo....

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quest'anno niente surf

 

Quest'anno niente surf, niente regate, niente immersioni e niente super mega viaggio stellare ma giusto 2 settimane nell' isola della Maddalena in Sardegna.

 

Già quest'anno la PANDFAMILY prenderà un po' di sole, farà il bagno in uno dei più bei mari d'Italia e si rilasserà in qualche bella spiaggia con dei buoni libri e della bella musica.

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Pilsner Urquell, la birra ceca

 

Vabbè lo ammetto, non mi vedete da un po’ perché ho fatto un altro viaggetto!


Repubblica Ceca e più precisamente Praga e Plzen (il regno della birra Pilsner Urquell). Il nostro stile è quello inconfondibile usato anche in Russia (capellone, giacca pesante, sciarpa e guanti). C’è da dire che, come in Russia, le persone sono poche propense a dare informazioni e ad aiutarti se sei un viaggiatore/turista in difficoltà, in più pochissimi parlano inglese al di fuori dell’aeroporto e del centro della città.

 

Dall’aeroporto c’è un comodissimo pullman che in circa venti minuti ti lascia davanti ad una fermata della metro alla periferia di Praga, con la quale è possibile raggiungere facilmente il centro. Il nostro albergo, non molto bello ma centralissimo e abbastanza economico, si chiama MUSTEK e si trova a pochi passi dalla Piazza della Città Vecchia.

 

"La città dorata", "La Parigi degli anni venti negli anni novanta", "La città delle cento torri"...tutti molto azzeccati!

 

Adesso facciamo un bel giro per le vie di Praga:

 

Piazza della Città Vecchia da dove spiccano le guglie gotiche della Chiesa del Týn, la statua del riformatore Jan Hus e, sul lato opposto, l'orologio astronomico sul Municipio della Città Vecchia. Ci si può arrampicare in cima alla torre del municipio e godere di una magnifica vista.

 

Il Ponte Carlo è sopravvissuto a numerose alluvioni e unisce la città vecchia con il quartiere Malá Strana dove sta il Castello e il suo borgo Hradčany (che meritano una visita approfondita). Ci sono delle torri alle due estremitá del ponte sulle quali è possibile salire. Sul ponte ci sono numerosi artisti di strada che si esibiscono.

 

Nel Quartiere Ebraico si acquista un biglietto unico per visitare numerose Sinagoghe, musei e il cimitero Ebraico. Un'altra bellissima cosa da fare a Praga è andare a vedere un concerto di musica classica alla sala per concerti della Casa Civica.

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La città che muore

La settimana scorsa siamo andati a fare una gita a Civita di Bagnoregio, provincia di Viterbo. La città è conosciuta come la città che muore poiché, essendo arroccata a circa 400 metri d'altezza su un colle di tufo spesso circa 80 metri e sottoposto a frane continue, la popolazione del paesino si è trasferita quasi completamente......resistono li solo pochi anziani, ma gli abitanti sono destinati a sparire.

Civita un tempo era collegata con la vicina Bagnoregio, ma l'erosione del terreno è stata così forte che in due secoli le due località sono state separate da una voragine larga un chilometro. Uno studio condotto sulla velocità di arretramento dei bordi dei calanchi ha rilevato un'erosione media di circa 7 centimetri/anno.

 

Ci si può arrivare soltanto a piedi, percorrendo un ponte in cemento armato realizzato a vantaggio dei pochi cittadini rimast e dei turisti.

 

E' un posto molto bello da fotografare. Specialmente se c'è nebbia......sembra una rocca che fluttua tra le nuvole.

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Dasvidania Mosca

Eccomi, appena tornata dalla RUSSIA...come mi sento?? CONGELATA!

Meno male che a Roma stamattina c'erano 18°

Mamma mia che freddo! E pensare che quello per loro è solo l'inizio dell'autunno!?!

La temperatura oscillava tra -2 e +2 ...altro che autunno, a Roma quelle temperature si hanno per la settimana più fredda in assoluto di tutto l'anno.

Dall'1 al 4 novembre Roma - Mosca e ritorno!

 

La città è stupenda, le persone un po' meno...ne avevamo già avuto un assaggio al consolato russo. Per richiedere e ottenere il visto ci hanno fatto tribolare non poco. Sono poco propensi ad aiutare il prossimo e assai poco cordiali. E' proprio il caso di dire...UN POPOLO FREDDO!

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Viaggio in Messico - Terza e ultima parte

Da San Cristobal de las Casas partiamo alla volta di Palenque per visitare il sito maya e le cascate. Sono meno di 200 km, ma la strada che si inerpica per le montagne non è proprio agevole per il pullman e così ci mettiamo circa 6 ore.

 

La città di Palenque non ha nulla di bello...avremmo voluto alloggiare infatti in periferia, nella natura, ma ahimè non c'erano più disponibili delle stanze economiche.

 

Immerso nel verde, il sito archeologico di Palenque, è ben conservato, di modeste dimensioni e sorge in una zona ricca di fiumi e cascate. Le costruzioni più importanti del sito sono:

 

  1. Tempio delle Iscrizioni (Templo de las Inscripciones), dove è stato scoperto un passaggio segreto che porta alla tomba e ai tesori del re Pakal.
  2. Tempio del Teschio (Templo de la Calavera)
  3. Il Palazzo, un complesso di edifici adiacenti e interconnessi e cortili costruiti da diverse generazioni su una terrazza artificiale
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Viaggio in Messico - Parte seconda

Come ho detto nel post precedente, Veracruz è un posto di villeggiatura per messicani. Ridono, mangiano, ballano, ascoltano musica e giocano. Si respira un po' il clima che c'era nelle sagre di paese dove mi portavano i nonni quando ero piccola.


Ti vendono di tutto, addirittura del cibo mentre sei seduto al tavolo del ristorante. Altri ti fanno dei giochino, ti mettono in mano 2 cilindri metallici attaccati con dei fili della corrente ad un aggeggio dove iniziano a girare una manopola mandandoti la scossa via via sempre più forte...per vedere quanto resisti...so' matti! Ci sono poi dei signori che si avvicinano al tavolo, con la chitarra a tracolla, per suonarti dei pezzi...appena scelto il brano fa un cenno al resto della banda e, in men che non si dica, ti ritrovi circondato da 6/7 persone che suonano tutti gli strumenti del mondo, ma se consideri che al tavolo accanto al tuo c'è un'altra banda che fa la stessa cosa, viene fuori un gran bel casino :-)


Ore 8 di mattina, partenza da Veracruz, prossima fermata: Oaxaca


Arrivati a destinazione scegliamo un alberghetto a 5 minuti dallo Zocalo (la piazza principale, ogni paese ha uno Zocalo dove affaccia una Catedral e dove si svolge gran parte della vita quotidiana) che si chiama Las Golondrinas un posto incantevole.

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Viaggio in Messico - Parte prima

E' stato un bellissimo viaggio! Lungo ed istruttivo. Abbiamo visitato moltissimi siti archeologici e incontrato persone interessantissime.
Ma partiamo dall'inizio...viaggio in aereo abbastanza puntuale, scalo a NY tranquillo e atterraggio a Città del Messico senza infamia e senza lode.
Il clima è decisamente mite, si sta bene! Ci dedichiamo subito alla visita della città, la terza più popolosa del mondo (dopo Tokyo e NY) con circa 20.000.000 di abitanti, la più caotica e la più povera allo stesso tempo. Il nostro albergo era proprio accanto allo Zócalo. La piazza centrale che per dimensioni è terza, dietro alla Piazza Rossa di Mosca e a Thien An-men a Pechino.

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MOBY ROMA GIRAGLIA 2007

Partita regolarmente oggi, alle ore 11, dal porto di Riva di Traiano a Civitavecchia, la 3° Moby Roma Giraglia. Spinti da una leggera brezza di 3 nodi da sud, la flotta si è avviata verso lo scoglio della Giraglia a nord della Corsica, che dovrà circumnavigare, per poi far ritorno a Riva di Traiano.

 

Claudio è nell'equipaggio di Tartaruga, un Comet 45s che sta partecipando alla regata.

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Toccata e fuga

Partenza sabato 2 giugno mattina all'alba e ritorno lunedì 4 sera!

Se si ama il sole e la bella stagione, Helsinki è una città che va visitata nei mesi in cui è più ospitale, maggio, giugno o luglio.

 

In questa stagione la temperatura è intorno ai 25 gradi, il sole splende inesorabile e tutto intono è verde e fiorito. Ci sono in giro più sorrisi, più brio e più calore...ci dicone essere l'effetto della luce del sole che stenta ad apparire durante l'inverno, dove tutte le giornate sono risucchiate dal buio, eccetto per il breve intervallo tra le 10 e le 14, dove i finlandesi sono contenti della neve caduta perche riflette le poca luce che arriva.

Ma ora è estate e con difficoltà ci si rende conto di quanto durano le giornate.

Il famoso sole di mezzanotte. In realtà questo evento raggiunge il culmine a fine giugno...ma vi assicuro che vedere il sole scendere all'orizzonte, il cielo diventare prima azzurro, poi rosa, poi arancione e poi di nuovo azzurro e poi di nuovo il sole salire, è davvero strano.

 

La prima sera andiamo a cercare il ristorante di un amico italiano che si è sposato e vive ad Helsinki da 5 anni circa.

 

Avevo un sms con il nome e l'indirizzo:

Atelje Finne

Arkadiankatu 14

HELSINKI

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Ponte ponente ponte pi....

Sono stata un po' lontana dal blog....ma c'è un buon motivo :-)

Siamo andati a fare un bel giro in moto.

 

Approfittando dei ponti, io e Claudio, siamo stati in Sardegna per 5 giorni.

Qualche giorno prima abbiamo messo a punto le nostre moto. Ingrassato la catena, gonfiato le gomme e controllato i livelli. Perfette.

 

Io non ero mai stata in Sardegna in questa stagione....devo dire che sono rimasta piacevolmente impressionata dai colori e dai paesaggi.

 

Incredibile, sembrava di essere tra le colline Toscane. Il mare era quello di sempre, ma le spiaggie deserte lo rendevano ancora più bello. L'asfalto era perfetto, le strade deserte e le curve emozionanti. Tra me e Valentino Rossi c'è un abisso, ma per un po' ho sognato di essere in pista.....davanti a lui ;-)

Tra i posti che mi sono piaciuti di più c'è sicuramente Capo Caccia, uno sperone roccioso alto 168m pochi kilometri a nord di Alghero dove, nel bellissimo centro storico, abbiamo passato la notte in un Bed&Breakfast.

 

Ci siamo spinti molto a sud per andare a vedere il deserto sardo, il deserto più grande d'Europa. Circa 3 km quadrati di dune altissime che circondano la spiaggia di Piscinas. La strada per arrivarci si arrampicava tra le montagne completamente immersa nel verde e passava per le suggestive Miniere abbandonate di Montevecchio.

 

Volevamo avvicinarci alle dune, ma ad un certo punto l'asfalto finiva e la strada davanti a noi diventava sterrata....anzi sterratissima. L'abbiamo imboccata ma, al secondo guado (°_°), ci siamo resi conto che non era percorribile.

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Sono lieta di presentarvi....

....il viaggio di questa estateeeee!!!

 

Avete riconosciuto la cartina? Noooo? Un aiutino?

Inizia con la M... e finisce con ...ESSICO!!

 

Il viaggio durerà 20 giorni, compresi i voli, e visiteremo le seguenti località:

 

CITTA' DEL MESSICO

POZA RICA

VERACRUZ

OAXACA

TUXTLA GUTIERREZ

SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS

PALENQUE

VILLAHERMOSA

ISOLA DI COZUMEL

 

Per ogni tappa sono previste escursioni in siti archeologici, visite alle città (monasteri, chiese e musei), passeggiate naturalistiche, nonchè immersioni.

Mi dispiace non visitare la costa di Acapulco e Puerto Escondido, dove dicono esserci delle belle onde....ma il Messico è davvero grande e per visitarlo tutto come si deve servirebbero mesi interi...ma le mie ferie non bastano!

Al mio compleanno ho ricevuto ben 2 guide sul Messico....e adesso non mi rimane che studiare (^_^) ...si accettano suggerimenti da chi è già stato in questi posti.

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Eppi berdei tu miiiiiii......

Quest'anno il mio compleanno e la Pasqua li ho festeggiati in barca durante una regata, in modo diverso dal solito!!

 

Io, che non volevo neanche sentir parlare di barche a vela, sono stata per 4 giorni interi imbarcata come membro ufficiale dell'equipaggio del J24 Esajera Energia e sabato 7 aprile, in attesa che si alzasse il vento, abbiamo festeggiato il mio 31 esimo compleanno con una crostata e una bottiglia di champagne.

 ,

Eppi berdei tu miiiii....eppi berdei tu miiiiii....eppi berdei diar Paaaand....eppi berdei tu miiiii....

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Un tranquillo week-end di paura

Ebbene si, alla fine è successo, dopo mesi e mesi di discussioni futili, Claudio è riuscito a trascinarmi in barca con lui, in regata.

 

Prima di andare siamo passati in farmacia dove ho comprato delle compresse Omeopatiche contro la CINETOSI, ero terrorizzata all'idea di sentirmi male. Claudio aveva detto che mi avrebbe portata solo Domenica, nella Regata di Trasferimento (il giro del Monte Argentario).

 

Le previsioni meteo però dicono che Sabato il tempo sarebbe stato migliore, allora si è deciso che sarei andata proprio Sabato, il giorno stesso....GULP....e me lo dite così, su due piedi!

 

Dire che non ho capito NIENTE di quello che mi accadeva intorno è dire poco! L'unica cosa che riuscivo a fare era, al grido di PRONTI A VIRARE, andare, con una certa difficoltà, dalla parte opposta di dove mi avevano posizionato! Immaginate che non sono neanche riuscita a capire l'ordine di arrivo!?!??!

 

Saranno state le pasticchine omepatiche, sarà stato il mare piatto, o il fatto che ero troppo occupata a guardarmi intorno, sta di fatto che non mi sono sentita male neanche per sbaglio.

Da una parte sono contenta, ma dall'altro vuol dire che adesso NON HO PIU' SCUSANTI....infatti , all'unanimità, hanno deciso di portarmi in barca anche il giorno seguente, nonostante il tempo....ACC!

 

La strizza non mi ha fatto chiudere occhio quella notte e la mattina seguente ho fatto colazione con mezzo caffè e una manciata di pasticchine. Eccoci pronti. Il tempo non è bello come ieri....SOB....il cielo è coperto e ci sono delle belle onde. SONO SPACCIATA!

Meno male che la mia Bunny Sorella mi ha dato l'abbigliamento necessario....altrimenti mi sarei bagnata tutta, perchè quel guscio di noce dove stavamo, sbatteva sulle onde e alzava un sacco di acqua.

 

Purtroppo non avevo delle scarpe adatte, ma solo le mie fantastiche All Star teschi ed orchidee che si sono bagnate e in più mi facevano scivolavare ogni volta che mi muovevo. Non so se ero più terrorizzata perchè scivolavo o perchè temevo che la salsedine rovinasse le mie scarpe.

 

Rispetto al giorno prima, qualche fastidio in più l'ho sentito, ma nulla di così grave, però, ahimè, la comprensione di quello che mi accadeva intorno non è affatto migliorata.

 

Ad un certo punto mi sento gridare: "mora la scopa li vicino al piricozzo, la scopa del rancio"...naturalmente quello che mi stavano chiedendo non era esattamente questo, ma alle mie orecchie aveva più o meno lo stesso significato...GASP!

 

Da ripetere??? Mah....è troppo presto per dirlo!! 

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La CINETOSI non è allergia ai cinesi

Chi sono le persone che soffrono di CHINETOSI o CINETOSI?

Sono quelle che soffrono al solo pensiero di affrontare un viaggio, su qualsiasi mezzo. La più diffusa forma di questo malessere è il mal di mare. Problema che si riscontra nell'età infantile e migliora dopo i 15/20 anni. Se persiste nell'adulto, è appannaggio quasi esclusivo del sesso femminile.

 

Il problema che scatena il malessere, è un'eccessiva stimolazione delle strutture deputate al controllo dell'equilibrio che si trovano nell'orecchio interno (apparato vestibolare).

I classici sintomi sono:

sudorazione, pallore, vertigini, nausea e spesso vomito.

 

Consigli pratici per cercare di prevenire il malessere sono:

1. fare un pasto leggero e durante il viaggio mangiare di tanto in tanto un grissino o un cracker evitando di bere

2. Sistemarsi nel punto più stabile del veicolo e cercare di distrarsi guardando il paesaggio

3. Evitare di leggere e limitare i movimenti di testa e corpo

4. Evitare fattori aggiuntivi di disturbo come fumo, aria viziata, affollamento e caldo dei luoghi in comune sui mezzi grandi (grandi navi o traghetti).

 

Se tutto questo non dovesse bastare si può ricorrere a diverse tipologie farmaci. A detta di mia sorella, il più efficace e senza nessun tipo di effetto collaterale è il BRACCIALETTO ANTI VOMITO.

 

L'ultimo ritrovato della medicina alternativa, che si acquista in farmacia, pur non essendo un farmaco e, sebbene la commercializzazione in Italia sia abbastanza recente, si basa su di un principio molto antico. E', infatti, una modalità terapeutica che viene dall'antichissima medicina Cinese (agopuntura/digitopressione).

 

Il bracciale va applicato nel punto P6 dell'agopuntura che é posto 2 pollici cinesi sopra la linea distale del polso. Con la pressione di questo punto, si ottiene una riduzione della nausea.

 

Il motivo per cui dico questo è che IO soffro il mal di mare (mi sono sentita male anche sul vaporetto a Venezia) mentre Claudio è un amante e un appassionato di barche a vela. E' un po' che cerca (senza troppo entusiasmo e quindi con scarsissimi risultati) di far appassionare anche me. Ma io proprio non ci sento da quell'orecchio...anzi NON CI VOGLIO SENTIRE.

 

Ammetto che da una parte mi piacerebbe provare, ma dall'altra ho troppa paura.

Paura che lo stato di malessere mi faccia diventare irritabile e insopportabile e soprattutto PAURA DELLE TEMPESTE.

 

Ma non è tutto, fino ad ora non sono andata un po' perchè mi sono impuntata (e quando un ariete ascendente ariete si impunta c'è poco da fare) e un po' perchè non ho ancora ricevuto NESSUN INVITO INTERESSANTE.

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Il nostro weekend Dublinese

Vorrei raccontarvi la città di Dublino, visitata nel weekend appena trascorso, attraverso questa breve storia.

 

Molly Malone (o Cockles and Mussels, Vongole e molluschi) è l'inno ufficioso della città irlandese di Dublino, della squadra nazionale di rugby e dei supporter delle società sportive.

 

Il brano appartiene alla cultura musicale popolare gaelica ed è dedicato ad una figura che non si sa se sia realmente esistita ma che viene convenzionalmente identificata con una prosperosa giovane che alternava, giorno e notte, il mestiere di pescivendola a quello di prostituta, intorno al XVII secolo.

 

Nel 1987, Jean Rynhart, realizza in Grafon Street, per commemorare il primo millennio della città, una statua dedicata appunto alla venditrice di pesce di Dublino, morta in giovane età probabimente a causa del tifo.

 

Proprio in quella zona infatti, si dice che Molly passasse con il suo carretto urlando "cokles and mussels" (vongole e molluschi), e che invece di sera fornisse altri servizi.

La statua è infatti conosciuta familiarmente con il nome di The Tart with the Cart, ovvero "prostituta con il carretto".

 

Cockles and Mussels, or Molly Malone In Dublin's Fair City Where the girls are so pretty I first set my eyes on sweet Molly Malone As she wheel'd her wheel barrow Through streets broad and narrow Crying cockles and mussels alive, alive o! Chorus: Alive, alive o!, alive, alive o! Crying cockles and mussels alive, alive o! She was a fishmonger But sure 'twas no wonder For so were her father and mother before And they each wheel'd their barrow Through streets broad and narrow Crying cockles and mussels alive, alive o! Chorus She died of a fever And no one could save her And that was the end of sweet Molly Malone But her ghost wheels her barrow Through streets broad and narrow Crying cockles and mussels alive, alive o!


Traduzione Nella bella città di Dublino, dove le ragazze sono carine notai una volta la dolce Molly Malone mentre portava il suo carretto, attraverso le strade strette e quelle più grandi, e urlava "vongole e molluschi freschi!" Rit.: Freschi, freschi oh! freschi, freschi oh! Urlava "vongole e molluschi freschi!" Lei era una pescivendola, ma non c’è da stupirsi Perché lo erano stati anche suo padre e sua madre E tutti e due portavano il loro carretto attraverso le strade strette e quelle più grandi, e urlavano "vongole e molluschi freschi!" Rit. Morì a causa della febbre, e nessuno riuscì a salvarla E quella fu la fine della dolce Molly Malone Ma il suo fantasma porta ancora il carretto attraverso le strade strette e quelle più grandi, urlando "vongole e molluschi freschi!" Rit.

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In fondo al mar....

...ecco una bella foto della barriera corallina (per Miry). Una foto scattata ad una una lieve profondità....perchè a mano mano che si scende la luce diminuisce e i colori diventano sempre meno visibili all'occhio umano.

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Con le pinne, fucile ed occhiali....

Per chi si stesse domandando se in questa vacanza abbia vinto io o le immersioni dico subito che, dopo questo viaggio, sono diventata....PALOMBARA BREVETTATA!

Esplorare il mondo sommerso è stato bellissimo....naturalmente per quello che il mio Open Water Dive mi permette :-)

Il corso è durato 3 giorni, tra teoria, pratica in piscina, pratica in mare (con accesso al mare dalla spiaggia di Shark's Bay) e i test.

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A Sharm El Sheik non si fa SURF

Un pacchetto LASTMINUTE e passa la paura.....certo non passerò capodanno cavalcando l'onda (^_^) ma credo che mi divertirò lo stesso moltissimo.

7 notti + volo + albergo pensione completa

 

Qualcuno di voi fa o ha fatto immersioni?

Io non le ho mai fatte e in effetti ho un po' paura di trovarmi a respirare sott'acqua, di incrociare qualche pesciaccio pericoloso e soprattutto di non poter gridare (0__0) ....vabbè mi farò coraggio!

 

BUON ANNO A TUTTI, ci si rilegge dopo la Befana...

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25/31 agosto 2006 - PERU'

Subito dopo la lezione di surf ci sedevamo in uno dei chioschi sulla spiaggia e ci bevevamo un fantastico frullato di mango, papaya o ananas (per riprenderci dalle fatiche del surf) e poi ci sistemavamo in spiaggia o in piscina.

 

A pranzo eravamo clienti fissi in un altro simpatico chiosco gestito da una famigliola molto carina.....con 1 euro e 30 circa a testa mangiavamo a sazietà (un primo piatto, un secondo e una bibita) e poi ancora mare e piscina.

Nel tardo pomeriggio ci concedevamo una bella passeggiata per le bancarelle e le vie di Mancora fino a cena.....dove potevamo scegliere tra un'infinità di posti per la cena, compresa una Pizzeria Italiana Volentieri di un ragazzo surfista conosciuto in spiaggia che, dopo numerose vacanze fatte da queste parti, ha deciso di trasferircisi mettendo su famiglie e ristorante.

 

La pizza era buona, ma decisamente cara rispetto allo standard di Mancora.

 

Insomma ragazzi.....una vacanza INDIMENTICABILE!

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25/31 agosto 2006 - PERU'

Finalmente il clima ci permette di vestirci più leggeri....non che abbiamo sofferto particolarmente il freddo, ma l'escursione termica del Perù è molto forte e, non appena passava una nuvola in cielo, la temperatura passava da 20 a 10 gradi in un secondo...eravamo costretti a vestirci a cipolla!

 

Nonostante qui sia INVERNO....sembra di essere in piena estate (da noi)! Appena svegli ci rendiamo conto che l'oceano ruggisce ancora.....il rumore è forte e così ci confessiamo la paura che entrambi abbiamo avuto ieri sera e che non ci siamo confessati.

Paura che lo onde siano TROPPO TROPPE per dei surfisti principianti come noi.....mi sono spiegata??! La prima cosa che facciamo appena usciti dalla stanza non è la colazione......ma andiamo finalmente a vedere l'oceano e..............sospiro di sollievo!

 

Il rumore è fortissimo, ma l'oceano è CALMO, le onde sono regolari, abbastanza alte e lunghe, anzi lunghissime......oserei dire PERFETTE! Questo è il paradiso....e a noi ci aspetta una settimana indimenticabile.

 

Finalmente, con l'animo più sereno, facciamo colazione e poi subito una bella passeggiata sulla spiaggia verso il punto dove si formano le onde....e dove ci sono un sacco di surfisti (^_^)

 

Passeggiando ci rendiamo conto di essere nel tratto di spiaggia centrale di Mancora. Ci sono infatti moltissimi chioschi dove cucinano di tutto.....dalla colazione a base di frutta fresca ai piatti tipici di pesce crudo. Arriviamo al cuore vero e proprio della spiaggia SURFISTA di Mancora.....moltissime tavole, ragazzi nel bar centrale, internet e un negozio di surf dove leggo un'insegna con la scritta: Soledad Surf Company.

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24 agosto 2006 - PERU'

Qualche giorno fa abbiamo saputo che il nostro bagaglio è a Lima nell'ufficio Lost&Found ma, quando abbiamo chiesto a loro di inviarcelo all'aeroporto di Cuzco, ci hanno detto che non potevano, a meno che non gli fornivamo i documenti in originali del bagaglio e del proprietario....eccccerto, dopo tutto il casino che hanno combinato, pretendono che Claudio spedisca loro il passaporto e la ricevuta del bagaglio!!?!??! Roba da pazzi!!

 

Questa mattina, giusto per uno scrupolo, chiamiamo nuovamente e-perù, l'aeroporto di Lima e tutta le solita combriccola e, UDITE UDITE....ci dicono di andare in aeroporto perchè il nostro bagaglio è li...a Cuzco! Finalmente! Quasi non ci speravamo più! Possiamo smettere di andare in giro vestiti come pagliacci tutti colorati :-D e forse riusciremo anche a capire doce è stato fino ad ora il nostro bagaglio.

 

A Toronto ci avevano detto che lo avevano spedito a Lima.....li ci hanno detto che era ancora a Toronto.....NON ERA VERO NIENTE, IL NOSTRO BAGAGLIO ERA A ROMA. Se lo erano scordato! Vabbè....come si dice meglio tardi che mai (^_^) ....

Giusto il tempo di visitare ancora un po' la città e scattare qualche altra foto e poi di nuovo all'aeroporto, questa volta per volare al nord del Perù, ai confini con l'Ecuador....dove il clima è decisamente più caldo e dove ci attendono le onde oceaniche (°_°)

Per arrivare a MANCORA prendiamo dei voli interni con la compagnia LAN perù. CUZCO-LIMA (con scalo ad Arequipa) LIMA-PIURA Scesi all'aeroporto di Piura alle 22 circa.....scopriamo che ci aspettavano ancora 2 ore di macchina sulla Panamericana Norte per arrivare a destinazione.

 

Se avete intenzione di andare a Mancora, sappiate che il modo più semplice per raggiungerla è attravero lo scalo di TUMBES, non di PIURA (1 ora in meno di macchina, ma lo abbiamo scoperto solo DOPO). La Panamericana Nord da Lima si dirige verso l'Ecuador, passando per le città di Trujillo, Chiclayo ed infine Tumbes, è una lingua di asfalto compresa tra il bianco spumeggiare delle onde del Pacifico e la sabbia di un deserto tra i più aridi del pianeta. Purtroppo è notte e la strada è tutta buia, non ci rendiamo conto del paesaggio che è intorno a noi.

 

A mezzanotte circa arriviamo in albergo, paghiamo il taxi e ci sistemiamo in una bella stanza. Cominciamo a sistemare l'indispensabile, pigiama, spazzolino e dentrificio e tutte le altre cose per il bagno prima di metterci a letto stanchi morti. Fuori è buio pesto, l'unica cosa che riusciamo a cogliere è l'assordante e continuo rumore dell'oceano, delle onde che si infrangano sulla spiaggia....se non fosse per il clima così caldo e il cielo così sereno sembrerebbe quasi che ci fosse una tempesta.

 

La cosa mi preoccupa e non poco. Spenderemo in questo paese 1 settimana circa per fare surf.....e se il mare fosse troppo grosso per 2 principianti come noi? (°_°)

Mi addormento, con questi pensieri, stanca morta e preoccupata...

 

Abbiamo prenotato la vacanza su questo sito QUI

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23 agosto 2006 - MACHU PICCHU

Il modo tradizionale per raggiungere Machu Picchu è il treno, che impiega circa 4 ore per arrivare ad Aguas Calientes, seguendo il corso del fiume Vilcanota.

Consigliati da un nostro collega (grazie Giovanni), oltre ai voli, abbiamo prenotato dall'Italia anche questo treno sul sito PeruRail. Nonostante abbiamo fatto la prenotazione con circa 5 mesi di anticipo, il primo treno della mattina è pieno....non ci rimane che prenotare il successivo.

 

Vistadome 2 105 dollari a persona Cuzco / Machu Picchu 07.00 - 11.00 Machu Picchu / Cuzco 17.00 - 21.25

 

Arriviamo con un'oretta di anticipo alla stazione di Cuzco e ci sistemiamo ai posti, rigorosamente numerati, che ci sono stati assegnati. Però, non essendo vicini, poco dopo iniziamo a far spostare tutti cercando la combinazione adatta per poterci sedere uno accanto all'altra (^_^)

 

Il treno parte in perfetto orario e inizia il suo tragitto per uscire dalla vallata di Cuzco. Fa una breve corsa, ad un tratto si ferma e inizia a retrocedere....avrà dimenticato qualcuno dice Claudio....ma non ritorna in stazione, fa un altro breve tratto, si ferma nuovamente e riparte nel verso opposto....e poi ancora, si ferma e riparte nell'alto senso.

 

La spiegazione?

Il treno, per uscire dalla vallata fa una specie di zig-zag, al momento della fermata è azionato uno scambio e cambiando direzione di marcia il treno sale di quota, lasciando vedere da un lato il binario che aveva appena percorso nel tratto precendente. Ci abbiamo messo un po' a capirlo.... :-P

 

Arrivati finalmente alla stazione di Aguas Calientes, percorriamo un breve tratto di strada a piedi in mezzo a bancarelle, fino al Pulmino che in pochi minuti ci accompagnerà in cima. Strada facendo ci imbattiamo in un corteo dove i manifestanti erano bambini di circa 6 anni. Sfilavano per la città con slogan del tipo:

 

"soy inteligente por que tome leche materno" ... "la leche materna es muy rica" ... "La leche materna es muy importante para el desarrollo del bebè" ... "Viva la lactancia materna" ...

 

Chiaro no? L'uso del latte in polvere, in sostituzione a quello materno, fornito gratuitamente negli ospedali nei primi giorni di allattamento, crea nel lattante disaffezione al latte materno. Ciò ha causato e causa la morte di un altissimo numero di bambini nei primi mesi di vita, poichè nel terzo mondo il latte in polvere viene preparato con acqua spesso malsana. Fonti dell'UNICEF parlano di più di 1.000.000 neonati morti all'anno nel Sud del mondo perchè non più nutriti al seno. Fonte: Boicottiamo Nestlé

Premetto che, tutte le storie che si raccontano su Machu Picchu, sono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE delle supposizioni, in realtà NESSUNO sa da chi è stata costruita, chi ci ha abitato e perchè ha deciso di costruirla proprio li.

 

Machu Picchu, soprannominata la città perduta degli Inca, è situata nella fantastica valle dell'Urubamba a circa 2.700 metri di altitudine. Vedendo la posizione della città ed i profondi dirupi che la circondano, si capisce perchè, una volta abbandonata, è rimasta nascosta per ben quattro secoli entrando nella leggenda.

 

Fu riscoperta il 24 luglio 1911 da un certo Hiram Bingham, storico di Yale, che stava esplorando quelle zone alla ricerca dell'ultima capitale Inca: Vilcabamba. Bingham si convinse che Machu Picchu era Vilcabamba e di ritorno dalle sue ricerche scrisse parecchi articoli e libri su Machu Picchu.

Il più conosciuto fu: La città perduta degli Inca.

Ma, sfortunatamente per lui, Vilcabamba non era Machu Picchu. In realtà Bingham fu aiutato nella sua scoperta dai racconti e dalle leggende che apprese durante i suoi viaggi, e soprattutto grazie all'aiuto di un ragazzino che lo condusse proprio fino a Machu Picchu.

 

L'impatto che abbiamo provato è stato forte. Si arriva nel punto più in alto, dopo un'estenuante arrampicata di circa 10/15 minuti e ci si trova davanti questa verdissima vallata, al centro della quale si stagliano le famose rovine della cittadella. Il posto era davvero magico, complici anche le nuvole che si attaccavano sulle vicine montagne e regalavano alle rovine un aspetto fiabesco.

 

Per girare tutti i vicoli ci abbiamo messo diverse ore....ed è stato fantastico girovagare, fotografare e perchè no.....SUPPORRE anche noi :-)

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22 agosto 2006 - PERU'

22 agosto

Vi ricordo che il nostro bagaglio è ancora in giro per il mondo senza di noi :-( ..... quindi ieri abbiamo lasciato in albergo i nostri 4 stracci da lavare! 3 kili di bucato che, per soli 4 euro circa, ci verrà riconsegnato oggi pomeriggio lavato e asciugato (SPERO).

 

Oggi visitiamo ancora Cuzco e dintorni, nel BOLETO TURISTICO sono indicati molti luoghi da visitare. Molto bello, anche se un po' più chic, è il quartiere di SAN BLAS detto anche il quartiere degli artisti dove, lungo i viottoli, c'è un susseguirsi di botteghe che espongono artigianato VERO locale, non quello che si incontra nei mercati. Qui ci siamo innamorati di un quadro fatto con la lana di alpaca che ci siamo portati a casa dopo una trattativa estenuante. Trovandoci nel quartiere degli artisti decidiamo di andiamo a mangiare in un posto riportato dalle giude: QUINTA ZARATA, un po' fuori mano ma davvero ottimo. L'insalata mista con avocado più buona della mia vita.

Si affaccia, sulla vallata di Cuzco, la riproduzione (in miniatura) del Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Non possiamo non visitarlo e così prendiamo un taxi che ci porta in cima alle montagne che circondano Cuzco. Dopo la foto del Cristo, andiamo a visitare le vicine rovine (sempre incluse nel boleto turistico) di Sacsayhuaman, Quenqo, PucaPucara, Tambomachay.

Numerosi studiosi concordano nell'attribuire alla città di Cusco la forma di un puma, di cui la fortezza di Sacsayhuamán (in quechua: Saksaq Waman, sembra quasi Sexy Woman) rappresenterebbe la testa. Cosa facilmente intuibile dalla muraglia a zig-zag che ricorda le fauci. Alla sommità, inoltre, è visibile l’occhio dell'animale. Questo almeno prima dell'arrivo dei conquistadores spagnoli, i quali prelevarono dal sito numerose pietre per costruire case e chiese nella città.

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21 agosto 2006 - PERU'

Ieri pomeriggio siamo partiti da Puno in direzione CUZCO - L'ombelico del mondo. Ci avevano consigliato il treno perché "molto pittoresco"....ma, dopo esserci informati, scopriamo che impiega circa 11 ore e c'è una differenza di prezzo abissale tra la prima e la seconda classe. 119 dollari la prima e 17 la seconda....pazzesco.

Qualcuno ci dice che in seconda classe si viaggia comunque bene, qualcun'altro invece racconta di viaggi tipo "sardine in scatola".

 

La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore e spavento.

E puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto.

Sior Capitano mi stia a sentire, ho belle e pronte le mille lire, in prima classe voglio viaggiare su questo splendido mare.

 

Non ci fidiamo di nessuno.....e decidiamo di prendere il solito pullman che ormai conosciamo bene e che impiega comunque le sue belle 8 ore per fare 380 km circa. Cuzco, situata nel cuore del Perù, si trova ad un'altitudine di 3.400 metri ed è la città più antica del continente americano. A ragione rivendica il titolo di capitale del Perù su Lima, non certo per la grandezza, ma per la storia e la posizione. E' una città molto affascinante, dove splendidi edifici coloniali e religiosi sono costruiti sulle massicce fondamenta in pietra degli incas.

 

Passeggiando tra le strette strade di ciottoli si possono incontrare numerosi discendenti incas che parlano ancora la lingua quechua (si legge checiua).

A Cuzco gli Incas vissero industurbati fino al 1533, anno in cui arrivarono i conquistadores spagnoli, guidati da Francesco Pizarro. Dopo averla conquistata e saccheggiata, gli spagnoli posero la loro attenzione su Lima, facendo decadere l'importanza di Cuzco che divenne solo una delle tante città coloniali. Oro e argento erano spariti e molto edifici inca erano stati abbattuti per far posto alle Chiese e alle case coloniali. Gli Incas provarono a ribellarsi ma, nonostante la superiorità numerica, non riusciro a far fronte ai conquistadores che avevano le armi da fuoco.

 

Altri eventi nel corso degli anni scossero, nel vero senso della parola, la città di Cuzco: 2 fortissimi terremoti che distrussero la città e tutti i palazzi costruiti dai conquistadores. Non a caso poi gli edifici furono ricostriuti sulle fondamenta incas, molto più stabili.

 

Il cuore della città è Plaza de Armas, li acquistiamo il BOLETO TURISTICO che con 10 dollari ti permette di visitare diversi posti, sia in città che fuori. Sulla piazza si affacciano 2 Chiese molto importanti, LA CATEDRAL e la COMPANIA, (secondo noi più bella della prima e ad ingresso libero) costruita sopra le fondamenta del palazzo dell'ultimo sovrano Inca che regnò su un impero unito e non ancora conquistato.

A causa dei conquistadores e dei terremoti che distrussero tutto, le Chiese e i palazzi sono affrescati da dipinti moderni della ESCUELA CUZQUENA di pittura.

 

Cuzco è una città molto turistica, ed è facile trovare alberghi e ristoranti per tutti i gusti e per tutte le tasche. Stravolti da una giornata intensa mangiamo una pizza cotta nel piccolo forno a legna di una pizzeria e torniamo in albergo. Abbiamo dormito, per una manciata di euro, in un albergo centralissimo costruito in un antico palazzo inca....molto emozionante dormire con la testiera del letto poggiata su una parete costruita centinaia di anni prima dagli incas.

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Il Lago Sacro

Sfogliando le guide ho trovato una bella leggenda su come il Lago Sacro è stato creato, ve la riporto qui....

 

Molto tempo fa, sull'altopiano sorgeva una grande e ricca città costruita da una popolazione fiera e arrogante.

Gli abitanti erano così compiaciuti della loro città, da rifiutarsi di ammettere che al mondo ci fosse alcunché di più bello.

Un giorno arrivò nella città un gruppo di cenciosi indios che ben presto attrassero l'attenzione della gente profetizzando la distruzione della ricca città.

Preparatevi dicevano, la rovina è vicina, ed essa verrà sotto forma di terremoti, inondazioni e incendi. Stanchi di quelle profezie di malaugurio, i cittadini presero a frustare gli indios e li espulsero dalla città. Ma i sacerdoti erano molto allarmati. Quelli erano santi uomini, dicevano può darsi che vedano più lontano di quanto vediamo noi. E presero tanto sul serio le parole degli indios, che se ne andarono a loro volta dalla città per ritirarsi nel loro tempio su uno dei colli vicini. Guardate un po' quegli sciocchi­ dicevano gli abitanti. Che cosa credono di ottenere standosene lassù?

Quel colle è così alto da attirare i fulmini. Oh, come rideremo quando accadrà!

Poi, un tranquillo pomeriggio, un cittadino scorse all'orizzonte una nuvoletta rossa, che divenne sempre più grande, e ben presto altre nubi dello stesso colore le si congiunsero, e ad esse se ne aggiunsero altre ancora, che avevano il colore del piombo. Quando venne la notte, non calarono le tenebre, perché il cielo e la terra sottostante erano rischiarati dal riflesso rosso delle nubi.

Poi, con un fragore spaventoso, il suolo prese a tremare: dalle nuvole cominciò a cadere una pioggia rossa.

Uno dopo l'altro gli edifici crollarono, mentre la pioggia cadeva implacabile. Gli acquedotti e i canali d'irrigazione furono completamente distrutti, i torrenti montani uscirono dai loro letti, la città venne sommersa. Oggi, il grande lago Titicaca ne copre i resti. Non uno dei suoi orgogliosi abitanti è sopravvissuto.

A salvarsi furono solo i sacerdoti nelle loro capanne di paglia, il loro tempio sul colle non fu distrutto dal terremoto, il colle stesso restò al di sopra delle acque del diluvio.

Oggi la sua cima è l'Isola del Sole. Sopravvissero anche i profeti di sventura, quei poveri indios cenciosi, che da un luogo sopraelevato assistettero rattristati alla distruzione della città; una parte dei loro discendenti divennero i "Saggi dell'altopiano", medici e guaritori celebri per la loro abilità.

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19 e 20 agosto 2006 - PERU'

19 agosto

Alle 10 circa partiamo sempre in pullman per PUNO, sul LAGO TITIKAKA. 5 ore di viaggio infernale su strade non asfaltate, non tutte. Strada facendo, con la sim peruviana, prenotiamo un albergo al centro della città.

 

In PLAZA DE ARMAS, il centro della città, c'è una delle più belle cattedrali che abbiamo visto fino ad ora. Molto semplice e spoglia, ma suggestiva. Scorgendo la città da lontano (mentre ci avviciniamo con il pullman) notiamo che Puno è un'immensa distesa di case di fango che si affacciano sul lago, che sembra un mare, in mezzo alle montagne. E' un paesaggio molto affascinante.

 

Questa volta il nostro è un albergo abbastanza moderno e in stile occidentale. Lo abbiamo scelto per via del freddo che fa da queste parti. Avedo poco tempo a disposizione iniziamo a girare avidamenete la città e prenotiamo la gita sul lago per la mattina successiva. Intorno alla Plaza c'è una via pedonale molto movimentata. Ristoranti, negozi e bar.....e un sacco di gente che vuole trascinarti nel proprio locale.

Tutta la giornata è stata caratterizzata dalla ricerca di negozi di elettronica e fotografia per cercare il carica batterie della macchinetta digitale di Claudio (che è sempre dentro il bagaglio smarrito). Siamo praticamente entrati in tutti i negozi di Puno, anche nelle pasticcerie....non si sa mai (°_°)

 

Naturalmente siamo riusciti a trovarlo....e allora il mitico Ingegner Claudio decide che, con il caricabatterie del cellulare Nokia e due fili (quelli della luce pe intenderci) molto sottili, riuscirà a ricaricare la sua Sony. Dopo ore e ore di ricerca, riesce a trovare sti pezzi di rame in un negozio di riparazioni elettrodomestici e qualsiasi cosa avesse una presa o delle batterie. Quando è entrato per spiegare cosa volesse fare, credo che il signore si sia messo paura....per questo secondo me lo ha assesondato e aiutato! Dopo tutta questa fatica spesa, credete che abbia funzionato? E voi credete male....

 

Giriamo un po' per il mercato....almeno fino a che c'è luce. Man mano che la giornata inizia volgere al termine decidiamo un localino per cenare. Ci sono un mare di pizzerie, tutte con forno a legna. Ne scegliamo una, entriamo e per scaldarci prendiamo subito un VINO CALIENTE. Una tazza di vino rosso caldo aromatizzato, Claudio momenti sviene perchè a lui non piace la cannella (^_^) e poi ordiamo delle pizze davvero molto buone....ammazza che forti sti peruviani!

20 agosto

Titikaka è il lago navigabile più alto del mondo, a 3860 sul livello del mare. Acciambellato al confine fra la Bolivia e il Peru è lungo 150 km e profondo 300 metri. Sul lago abitano le popolazioni UROS che costruiscono le loro capanne su isole galleggianti artificiali.

 

Queste Isole sono costruite con una specie di canna chiamate TOTORA, che cresce in abbondanza lungo le sponde del lago. Queste canne vengono stratificate in continuazione, man mano che gli strati più vecchi marciscono e si distruggono. Con queste canne, gli Uros costruiscono oggetti diversissimi, comprese le barche con cui vanno a pescare.

 

Ma non è tutto, gli Uros si cibano anche di Totora....la consumano fresca oppure ci fanno della farina per preparare dei biscotti...niente di speciale, ma buona (^_^) Non mi è mai capitato di camminare e correre su un pavimento flottante.....una cosa strana. Nonostante il paesaggio fosse molto bello e regnasse una sensazione di calma, cullati dalle acque del lago sotto quel cielo così limpido nel mezzo della natura, ho provato una sensazione di chiusura e soffocamento.....cavolo ragazzi, quelle isole sono minuscole. Alcune delle più piccole avranno avuto al massimo una superficie di 200/300 mq.....se litighi con un tuo vicino e decidi che non lo vuoi più vedere dove te ne vai? (°_°)

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17 e 18 agosto 2006 - PERU'

17 agosto

Dopo una deliziosa colazione continentale saliamo sul pulmino per la gita nel Canyon del Colca. Dopo neanche 20 minuti avverto i sintomi del mal d'altura, ma più forti della sensazione di affaticamento che avevo ieri. I miei movimenti e i miei pensieri erano rallentatissimi (niente battute di spirito....io sono un tipo rock) e non riuscivo a stare con gli occhi aperti. Un po' come quando prendi un vuoto d'aria in aereo (Giuly non è niente....una passeggiata VAI IN GITA). Prendo subito una pasticchetta di sorochi pil comprate a Lima e nel giro di una mezz'oretta torna tutto a posto.

 

Avevo letto sulle giude che i disturbi sono legati all'abbassamento della pressione atmosferica e alla rarefazione dell'aria, di conseguenza l'organismo tende ad aumentare la velocità di respirazione (cresce anche il ritmo cardiaco), per adattarsi alle nuove condizioni atmosferiche.

Con sommo piacere, questa volta, anche Claudio avverte il mal d'altura.....sembra quasi che sempre e solo io sono quella che sta male. E pasticchetta anche a lui. A 4910 metri si fa fatica a fare qualsiasi cosa...abbiamo il fiatone da fermi...e allora giù con il nostro primo vero mate de coca...fatto con le foglie di coca essiccate, com'è? Amaro.

 

Durante il tragitto che ci porta a CHIVAY, facciamo diverse soste per vedere dove vivono, in libertà, vigogne, lama e alpaca....da dove prendono quella lana mobida morbida. Ci spiegano che adesso questi animali vengono tosati come le pecore e non più uccisi per prendere la loro pelle. Meno male, sono animali liberi e protetti.

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15 e 16 agosto 2006 - PERU'

15 agosto

Stasera si parte da Nazca....direzione AREQUIPA. Andiamo a comprare i biglietti per il pullman....purtroppo quello comodissimo che abbiamo preso ieri è completo e allora ne prendiamo un altro meno bello e meno comodo (non c'è altra alternativa). Partiremo alle 23 e arriveremo alle 8 di domani mattina......speriamo di riuscire a dormire.

 

Decidiamo di comprare una SIM peruviana. Dato che non abbiamo prenotato nulla, forse ci può far comodo per fare delle telefonate locali senza usare il nostro cellulare. Comunque, prima di lasciare Nazca, ci aspettano altre visite interessanti. A 30 km da Nazca, in mezzo al deserto, c'è un piccolo sito archeologico dove sono state scoperte circa 40 tombe.


Il cimitero di Chauchylla. Molti dei corpi ritrovati all'interno erano in ottime condizioni, così abbiamo potuto vedere come erano adagiati e vestiti. Erano mummificati in posizione fetale, pronti per la rinascita e avevano capelli lunghissimi.....alcuni corpi avevano capelli rasta che arivavano fino ad 1 metro e mezzo !!! C'erano anche molti bambini, ci spiegano infatti che la mortalità infantile era altissima.

 

Un posto interessante, non eccezionale, ma da vedere....così come il Museo Antonini visitato nel pomeriggio. Li sono riprodotte in miniatura alcune tombe e un plastico delle Linee di Nazca.....impressionante quante ce ne sono! Cena a EL PORTON e poi aspettiamo il pullman che ci porterà nottetempo ad Arequipa, chiamata LA CIUDAD BLANCA.

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13 e 14 agosto 2006 - PERU'

13 agosto

Facciamo mente locale....tutto quello che era nella valigia di Claudio....abbiagliamento, caricabatterie del cellulare, dell'ipod e della macchinetta digitale....ma la cosa che ci preoccupa di più è una mia medicina che era in valigia e che, per motivi di sicurezza (data la complicata situazione attentati) non abbiamo potuto portare con noi (no gel, no liquid). Qualche dose di straforo Claudio l'ha messa nel bagaglio a mano ma, se non si ritrova il bagaglio, sono fritta.

Giornata spesa tra telefonate intercontinentali inutili all'Air Canada, compere per Claudio....magliette, calze, slip...ecc...ecc...e farmacie per me. Inizialmente ci dicono che quel tipo di medicina non esiste in Perù, ma siamo ostinati e continuiamo la ricerca....e meno male....siamo stati fortunati....medicina torvata.

Decidiamo comunque di fare un salto all'aeroporto, il personale Air Canada non è in aeroporto perchè oggi è domenica e loro arriveranno soltanto martedì. Quindi niente maleta, ma almeno abbiamo conosciuto gli efficientissimi uffici dell'i-perù che si sono presi a cuore la nostra situazione e ci hanno aiutato e supportato durante tutto il nostro viaggio con le loro sedi disseminate in tutte le città da noi visitate.

 

Trovato medicina, comprato abbigliamento e caricabatterie per cellulare, all'unanimità :-) prendiamo la decisione di proseguire nel viaggio. Andiamo alla stazione di pullman CRUZ DEL SUR a comprare i biglietti per NAZCA alle 7 di mattina del giorno dopo. Volevamo partire subito e passare la notte in pullman, ma purtroppo non abbiamo trovato posto :-(

 

Finalmente inizia la nostra vacanza. Lasciamo le borse in un altro albergo di miraflores "un poquito mas barato" e andiamo a fare una passeggiata sul malecon dove c'è un centro commerciale all'aperto che si affaccia sul mare. Molto bello. Vediamo un cinema e decidiamo di andare a vedere LOS PIRATAS DEL CARIBE...bellissimissimo....peccato che non capiamo quasi nulla: era in inglese con i sottotitoli in spagnolo. Praticamente leggevo in spagnolo e capivo una cosa.....ascoltavo in inglese e ne capivo un'altra.....sono uscita con il mal di testa.

 

Sulla strada del ritorno ci fermiamo in un ristorante molto carino LAS TEJAS, il personale era molto simpatico e cordiale e abbiamo mangiato benissimo. Io ho preso un piatto vegetariano piqueo vegetariano e ho proibito a Claudio di prendersi il loro piatto tipico Cuy al horno.....il porcellino d'India al forno....si si proprio quello che noi italiani teniamo a casa nelle gabbiette...ORRORE!!!

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11 e 12 agosto 2006 - PERU'

Sveglia presto, ma non troppo, per arrivare in aeroporto grazie ad un passaggio del mio amico Claudio. A causa dei, per fortuna, mancati attentati di Londra, i controlli e l'unico desk aperto per il check in, fanno si che si accumuli un ritardo di circa un paio d'ore che ci fanno perdere a Toronto la coincidenza con Lima.

Restiamo a Toronto e le brutte notizie ci rincorrono per tutto il giorno. Per prima cosa ci accorgiamo che manca uno dei nostri bagagli.....quello di Claudio.....e subito dopo ci dicono che non ci sono altri voli per Lima, forse in settimana....COSA?!??!?! Mi prende lo sconforto :-(

Contatto la signorina del sito venere.com che molto gentilmente ci ha spostato al giorno dopo la prenotazione fatta per la notte da passare a Lima.

Ci dicono che il bagaglio è stato spedito direttamente a Lima per errore e quindi non ci fanno compilare il foglio smarrimento bagaglio....ci dirigiamo direttamente al banco Air Canada per capire quando possiamo ripartire per Lima.

Domani mattina, passando per Mexico City ci dicono.....accidenti, il viaggio più lungo del mondo....vabbè, meglio di niente....però dato che abbiamo perso il volo per Security Reasons non ci possono rimborsare albergo e cena.....STAREMO A VEDERE!!

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E dopo un lungo inverno....

..finalmente sono rientrata in acqua con la mia tavola :-)

 

Domenica con Claudio, dopo la comunione di Ilaria e un lunghissimo pranzo a Genzano, ci siamo diretti a Torva.

Non ero sicura di trovare il mare nelle condizioni favorevoli (nonostante il messaggio sul cellulare di mia mamma che in mattinata diceva "onde da paura") ma volevo comunque toglere la mia betty dalla custodia e portarla al mare. E così ho fatto.

In macchiana pensavo che, dopo l'alzataccia della mattina e l'abbondante pranzo, la voglia di mettersi la muta non era moltissima, ma appena arrivata.....la surfista che è in me :-P si è risvegliata e così, indossata la muta, scaldata un po' i muscoli e preparata la tavola con la paraffina.....sono rientrata in acqua.

 

Per fortuna la corrente era quasi assente e le onde erano piccole, ma divertenti. Insomma, le condizioni ideali per riprendere dopo molti mesi. La forma fisica, dopo un inverno passato in piscina ad allenarmi non era male, non ho sentito infatti molta fatica, ma i riflessi e lo scatto erano un po' rallentati.

 

Dopo una pennichella di circa un'oretta sulla spiaggia (causata dalle fettuccine ai funghi porcini, dai ravioli al ragù, dall'abbacchio e dal maialino al forno), anche Claudio si è messo la sua muta ed è entrato con me in acqua. Ci siamo divertiti un mondo insieme.

L'acqua non era fredda per niente e infatti siamo rimasti fino al tramonto.

 

Resoconto del pomeriggio: un'ingavonata, un paio di lividi sulle gambe, qualche onda surfata e MOLTE onde perse ;-)

 

Comunque, la stagione calda è appena iniziata, c'è tempo per riacquistare riflessi e scatto prima di partire per il viaggio in Perù che faremo ad agosto.

Non posso farmi trovare impreparata dalle fantastiche onde oceaniche peruviane.

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Marocco

Il Marocco in poche righe...difficile.

Un viaggio di 12 giorni e 2200 km circa che ci hanno fatto vedere dei posti ai confini della realtà. L'unica cosa pianificata....il volo a/r.

 

Innanzitutto, scoprire che la capitale è Rabat e non Casablanca è stata per me una grande sorpresa....ok, date tranquillamente voce al vostro pensiero e liberatevi....IGNORANTE....fatto?!?....bene continuiamo....

La storia del Marocco è piena di colpi di scena. Si sono susseguite una dinastia dopo l'altra e quello che ci resta di quell'epoca movimentata è conservata nelle quattro città imperiali:
Rabat, Meknes, Fes e Marrakech, assolutamente da non perdere! E in più, a questo viaggio, abbiamo aggiunto una suggestiva escursione al sud, nella regione delle kasbe e degli ksour.

 

Dalla neve di Midelt alle dune del deserto di Merzouga, dove abbiamo passato una freddissima notte nel sacco a pelo, fino a Erfoud risalendo poi  lungo le gole del Todra (splendide al tramonto) e quelle ancor più tortuose del Dades e puntare poi sulla vivace e colorata città di Marrakech, dove le vette dell'Alto Atlante simili alle Alpi si uniscono alle rosse montagne del Medio Atlante, per risalire a Casablanca passando lungo la costa...più precisamente a El Jadida...dove abbiamo visto fantastiche onde tubanti.

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Attenzione a......

Dato che è un po' che non lo faccio....tornerò a parlare di surf e dei pericoli che si incontrano surfando.

LE MEDUSE

La medusa con il suo corpo ha una forma di ombrello ed è provvisto di tentacoli urticanti è molto comune nei nostri mari. La sua puntura è simile ad una bruciatura e provoca inizialmente un dolore molto forte, poi, un arrossamento ed un rigonfiamento della parte colpita seguito da bruciore e prurito. Il MIO INCONTRO con una medusa risale a più di venti anni fa (sigh...sigh...come sono vecchia) e ancora oggi ne porto i segni sul torace e dietro ad una coscia. Stavo facendo il bagno tutta beata e tranquilla quando una medusa, di quelle piccoline tutte rosa, mi si avvicina e pungendomi mi buca anche la ciambella alla quale ero attaccata. Un dolore pazzesco mischiato alla paura di affogare ha fatto di quella tranquillissima giornata di mare il mio incubo peggiore.

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Quella sottile linea.....

Fatta la scorpacciata di funghi? Bene adesso torniamo a noi!

 

Mettetevi in testa una cosa, se volete lottare contro il mare perderete.....sempre! Vi assicuro che giungere alla line-up nuotanto contro corrente e contro le onde è una delle cose più difficili per noi principianti, si sprecano infatti molte energie.

 

Un consiglio?

Proviamo ad osservare o a chiedere consiglio ad altri surfisti......esiste sempre un un canale dove si crea una corrente favorevole che porta fuori. A questo punto inizieremo la nostra remata verso la line-up. Ed ecco gli altri insegnamenti di Andrea.

 

La tecnica di remata è importante se si vuole sfruttare al massimo ogni piccolo movimento; le gambe dovranno essere distese e unite, così da non frenare la nostra nuotata, il peso ben centrato, la testa alta e che guarda avanti e le remate dovranno essere lunghe e profonde e con le mani a cucchiaio (per i romanisti....TOTTI non c'entra nulla). Anche se stiamo facendo tutto a perfezione, sarà inevitabile che alcune onde ci vengano contro e ci facciano perdere metri di remata preziosi; quindi sarebbe bene cercare di evitarle.

 

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Regular o Goofy

Siete regular o goofy?

Quale piede terrete davanti durante la surfata?

Surfare REGULAR (piede sinistro avanti) o GOOFY (piede destro avanti) non da vantaggi o svantaggi, si fa solo quello che ci viene più naturale. Se avete già praticato sport simili, come skate o snowboard, il vostro piede anteriore sarà lo stesso.

Se non avete mai praticato nessuno di questi sport, allora provate questi esercizi per determinare la vostra posizione di base:

  1. immaginate di correre e poi scivolare su una superficie liscia, quale piede mettereste davanti?
  2. mettetevi di spalle ad un amico, e quando meno ve lo aspettate, fatevi spingere con forza in avanti... con quale piede avete fatto il primo passo?

Per la cronaca.....IO SONO REGULAR!

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Che belle le mareggiate estive

Surf non è solo prendere le onde, surf è amore e rispetto per il mare.

Questa estate non sono state moltissime le mareggiate a torva beach, ma qualche bella onda per una principiante come me c'è stata. Arrivata all'incontro con le onde ho messo in pratica tutte le cose che Andrea mi aveva ripetuto fino alla nausea.

"Il surf è uno sport che si pratica in mare, e come tutti gli sport acquatici può essere pericoloso.

Il mare è un luogo imprevedibile, la forza di quest'elemento non è da sottovalutare, va compresa e rispettata, altrimenti si rischia grosso.

Prima di entrare in acqua, verifica bene le condizioni del mare: la forma delle onde, se ci sono delle rocce, dove tira la corrente, la marea, previsioni del tempo, etc, etc ..."

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Antica Preghiera Hawaiana per il Surf

Ina a 'ohe nalu, a laila aku i kai, penei e hea ai: Ku mai! Ku mai! Ka nalu nui mai Kahiki mai, Alo po i pu! Ku mai ka pohuehue, Hu! Kai ko'o Loa.

Incisione sul tempio "ku'emanu" a Kahaluu Bay, sull'isola di Kona, dove i locali lasciavano offerte e pregavano i loro dei per invocare le onde. Il tempio ku'emanu era un tempio riservato ai surfisti, da dove si poteva osservare il mare prima del surf e si poteva fare il bagno in una adiacente piscina naturale di acqua dolce per togliersi il sale da dosso.

Quello che oggi noi chiamiamo surf, in antico hawaiano era he'e nalu, una parola colma di significati e poesia. La prima parte, he'e, in hawaiiano significa "scorrere come sangue o acqua", "fluire", "sciogliersi". Nalu significa invece "il formarsi, il gonfiarsi e il correre dell'onda", ma anche "il liquido viscido che bagna il volto di un neonato".

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La mia "H"onda Hornet 600

Dopo aver dedicato un articolo alla mia Betty, mi sono sentita in colpa, e quindi ho deciso di dedicarne uno anche alla mia moto! Essendo la "H" una lettera muta, alla fine sempre di "H"onda si parla, quindi l'articolo è inerente al blog ;-)

 

Un'anziana signora compie 100 anni e festeggia il compleanno su una Harley Davidson. Ruth Stewart, un'arzilla nonnina, ha pensato bene di festeggiare il suo compleanno cavalcando una grintosa Harley Davidson girando per le strade del suo paese, Stoughton, nel Wisconsin.

 

Ad aiutare a realizzare il desiderio della centenaria signora è stato Richard Irealand, un ragazzo molto più giovane di lei (62 anni), che ha rimorchiato l'arzilla vecchietta sulla sua Harley e l'ha portata trionfalmente in giro per il paese dove parenti, amici e familiari ne salutavano il passaggio.

Sfrecciando alla velocità di ben 50km all'ora, Ruth ha dichiarato che: "La prossima volta voglio arrivare almeno ad 80km/orari"  aggiungendo che "se avessi vent'anni di meno me ne comprerei una".

 

E brava la nonnina.

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La mia Betty

Questo articolo lo dedico alla Betty 7'2''......la mia prima tavola!

 

Come deve essere la prima tavola?

Dimentichiamoci quelle belle tavolette (shortboard) che vediamo esposte nei negozi un po' trendy. Quando si inizia, la cosa più importante, è avere la dimensione giusta che consenta di prendere facilmente le onde. Più grossa è la tavola e più facile prendere le onde. Se infatti la tavola è troppo piccola non galleggia abbastanza e si farà un sacco di fatica per domarla.

 

La giusta dimensione per iniziare dipende molto dal peso e dall'altezza. Viene spesso consigliata una minimalibù per le prime uscite in mare. Si dice infatti che una tavola troppo ingombrante rende particolarmente difficile l'uscita verso la line up e questo l'ho potuto provare sulla mia pelle.


Ma una tavola non è caratterizzata solo dalla lunghezza, gli altri elementi essenziali sono la larghezza e lo spessore.

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La mia prima volta

La mia prima volta! Non fraintendete, la mia prima volta sulle onde, quelle vere, con la tavola da surf ;-)

 

Ore 7:30, squilla il cellulare, con voce profondamente assonnata riesco a bisbigliare:

"Pronto"

"Ari sveglia, chi dorme non piglia onde!" è Andrea

"Onde? Davvero? Fantastico, prendo la moto e al massimo tra mezz'ora sono da te".

 

Alla vista del mare così incazzato mi si gira lo stomaco. Non credo sia solo emozione, credo che la paura sia facendo il suo sporco mestiere.

 

Con movimenti lenti e circolari inizio a mettere la paraffina sulla tavola mentre i miei occhi vagano all'orizzonte....mamma mia che onde!

 

E' la prima volta che entro con la tavola in un mare così agitato, a pensarci bene è la prima volta che entro in un mare così agitato. Le onde sono enormi! La vecchia Pand aveva paura del mare mosso....e la nuova? Staremo a vedere.

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Un po' di scuola

Come parla un surfista? Così......


AERIAL = Tutte quelle manovre in cui il surfista lascia il contatto con l'acqua per poi riatterrare.

A-FRAME BARREL = Tutte quelle onde che producono un picco centrale da cui nascono sia onde destre che sinistre.

BACKDOOR = Intubarsi verso un picco che si è già formato avanti. Nome della celebre onda Hawaiana, la destra di Pipeline.

BACKSIDE = Quando il surfista nel surfare da la schiena all'onda.

BACKWASH = Quando l'acqua di risacca tornando verso il largo si scontra con le onde che vanno verso riva.

BEACH BREAK = Sono le onde che frangono su un fondale sabbioso.

BLANK = L'interno della tavola, una schiuma a base uretanica.

BLAST = Volare con grande velocita verso la cima dell'onda.

BLOWN OUT = Quando le onde sono rovinate da forte vento.

BODYBOARD = Tavola corta sulla quale il surfista surfa sdraiato sulla pancia con le pinne ai piedi.

BOTTOM TURN = Manovra effettuata dopo la partenza per portarsi sulla parete dell'onda.

BREAK POINT = Il punto esatto dove frangono le onde.

CLOSE OUT = E' quando l'onda frange su tutta la sua lunghezza costringendo il surfista a manovre di salvataggio dalla imminente centrifuga.

CUT BACK = Manovra con la quale il surfista disegna una "S" per tornare verso il centro dell'onda per riprendere velocità.

DECK GRIP = Sono gli adesivi anti-scivolo che negli ultimi periodi hanno sostituito la paraffina.

DEEP INSIDE = Surfare intubato molto in profondità nel cavo dell'onda.

DROP IN = Non rispettare le precedenze e cominciare una corsa su un'onda mentre un'altro surfista era già partito.

DUCK DIVE = La prima manovra che bisognerebbe imparare, serve per superare le onde che frangono passando sotto la superficie dell'acqua.

FLAT = Piatta assoluta, la superficie del mare liscia come l'olio.

FLOATER = Manovra con la quale il surfista scivolando sulla parte superiore del cavo dell'onda che frange, raggiunge una sezione pulita per poter continuare la propria corsa.

FREE FALL = Manovra che di solito si ottiene con una partenza ritardata, consiste nel cadere giù nel cavo dell'onda senza che la tavola tocchi l'acqua, se le pinnette riescono a riprendere la scia bene se no............

FRONTSIDE = Surfare con il viso verso l'onda.

GOOFY FOOT = Chi mette il piede destro avanti sulla tavola.

GRAB RAIL = Si usa molto nei tubi fatti di schiena, il surfista afferra il bordo della tavola con la mano e si butta verso il ventre dell'onda per non essere spazzato via.

GROMMET = Siamo tutti noi, giovani surfisti con la voglia di migliorare.

GUN = Pistola, ovvero, tavola stretta e lunga fatta a posta per le onde enormi.

HOLLOW = Onde molto tonde, che formano tubi larghi.

INSIDE = Zona di mare che si viene a trovare tra la spiaggia e le onde.

JETTY (PIER) = Sono i pontili che siamo abituati a vedere nei film Americani.

KICK OUT = Abbandonare senza tanti preamboli la corsa su un'onda.

LAYBACK = Versione più "Hot" del cut back in cui il surfista si sbilancia all'indietro fino a toccare l'onda con la schiena.

LEASH = Il laccio che ci lega alla tavola.

LINE UP = La line immaginaria che traguarda il punto esatto dove aspettare le onde.

LIP = Il labbro dell'onda.

NATURAL FOOT (REGULAR FOOT) = Chi mette il piede sinistro avanti sulla tavola.

OFF THE LIP = Manovra che consiste nel puntare dritti come missili la parete dell'onda fino ad avere quasi tutta la tavola in verticale e fuori dall'acqua per poi effettuare una violenta rotazione e tornare verso il basso.

OFFSHORE = E' il vento che proviene da terra e regolarizza la forma delle onde.

REENTRY = Manovra che consiste nell'impattare e surfare per un attimo il lip per poi ricadere giù.

ROUND TAIL = Sta ad indicare che la poppa della tavola è tonda.

SHAPER = Chi costruisce le tavole da surf.

SKIMBOARD = Tavola piatta di legno usata per scivolare sul velo d'acqua che si forma sulla battigia. SLASH = La manovra consiste in un cut back molto secco.

SQUARE TAIL = Sta ad indicare che la poppa della tavola è quadrata.

SQUASH TAIL = Sta ad indicare che la poppa della tavola è una via di mezzo tra la tonda e la quadrata. SWELL = Onde che arrivano dopo una tempesta.

TAKE OFF = La partenza, serve per cominciare la corsa sull'onda.

TUBE = La caverna d'acqua che l'onda forma nel frangere.

WIPEOUT = Cadere malamente su onde di una certa potenza.

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Riding Giants

In attesa delle prossime onde devo consigliare un film, anzi un documentario uscito in questi giorni al cinema Riding Giants - Surf Estremo !

 

Il documentario ripercorre la storia del surf dai suoi inizi sulle coste Polinesiane fino alla sua riscoperta americana all'inizio del ventesimo secolo. La febbre delle onde che ha invaso il sud della California negli anni Quaranta e che si è protratta fino ai giorni nostri

Attraverso le parole e i ricordi dei primi pionieri come Greg Noll soprannominato The Bull e di quanti altri hanno fatto della tavola da surf la loro religione, il regista esplora i confini di quello che non è solo uno sport, ma anche un modo di vivere e di apprezzare il mondo. Sempre alla ricerca dell'onda più alta e dell'emozione più forte.

 

Non è un documentario solo per persone appassionate di surf, è adrenalina pura: Waimea, Peahi e onde da 50 piedi che esplodono sul reef cavalcate da uomini soprannaturali, come ad esempio: Laird Hamilton.

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gli allenamenti

Si prende una tavola quando il mare è un po' incavolato, ci si butta in acqua, qualche bracciata per raggiungere il largo e poi si cavalcano le onde.....MAGARI!!

 

Non è proprio così semplice! Nel surf da onda ci vuole un allenamento specifico perchè, a differenza del Windsurf e del Kitesurf, non ci sono altri elementi di propulsione se non le proprie braccia. Ci si affatica molto velocemente se non si è abbastanza allenati. Si rischia di arrivare al momento dell'incontro con le onde e giorire solo per i primi 10 o 15 minuti arrancando poi per il resto della mareggiata.

 

E' proprio per questo che da maggio, con frequenza bisettimanale, mi ritrovo a Torva, con il gruppo di neo-surfisti, per gli allenamenti in acqua e fuori con il nostro "maestro" Andrea, una persona atleticamente preparatissima che ci spiega lo scopo di tutti gli esercizi che facciamo.

 

Ecco il mitico Andrea, grazie maestro.

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MEGLIO TARDI CHE MAI

Io mi domando.......ma si può iniziare uno sport come il surf a 29 anni?

E' perchè no! Io l'ho fatto! Quest'anno, appena compiuti i 29 (il 7 aprile) mi sono fatta regalare una bella muta e, tra lo sgomento dei miei amici, ho iniziato questo fantastico sport!

 

Dove? A Torvajanica, sul litorale laziale (guardate che bel tramonto).

Ecco, quello che ho intenzione di fare, è utilizzare questo spazio per raccontare e documentare i miei progressi con la tavola da surf.....sempre se ce ne saranno!? ;-)

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